di Emiliano Gentili e Federico Giusti
Continua la scalata italiana al mercato dei droni militari. Il 4 Giugno scorso, infatti, è nata a Modena MGI Italia, joint-venture fra la MGI Engineering Ltd, azienda britannica di ingegneria specializzata nei settori aerospaziale, della difesa e automobilistico, e la Vigilar Group Spa, italiana e attiva nella sicurezza e nell’intelligence.
La sede scelta verrà aperta nel cuore della cosiddetta Motor Valley, il distretto motoristico italiano celebre per le grandi case automobilistiche e motociclistiche, e non è certo un caso: come spiegavamo mesi orsono in un altro intervento,1 per affinità produttive e ragioni legate all’andamento del mercato le aziende dell’automotive si prestano facilmente alla riconversione in aziende militari, specie nel caso della produzione dei droni.
Considerando che la produzione attesa per MGI Italia è di «circa 200 pezzi al mese di prodotto» (per un valore di circa mezzo milione di € a pezzo), come dichiarato dall’AD di MGI Engineering, Mike Gascoyne, è probabile che una volta superata la fase iniziale dell’investimento si pensi a una partnership con le vicine aziende automobilistiche. Lo stesso AD, infatti, in un’intervista a il Sole 24 Ore ha dichiarato: «ci sarà anche l’opportunità di sviluppare un indotto con le industrie che già operano nel distretto di Modena».2
Probabilmente, dunque, per la fornitura della componentistica meno tecnologica MGI Italia si affiderà ad altre aziende motoristiche dell’Emilia, che dovranno così riconvertire parzialmente la produzione a fini militari, mentre la progettazione e l’installazione delle componenti più tecnologiche rimarranno probabilmente appannaggio dell’azienda.
Il tentativo è perciò quello di sfruttare la capacità produttiva delle case automobilistiche per commercializzare le produzioni di tipo militare, potendo così accorciare i cicli temporali della ricerca e dello sviluppo delle innovazioni belliche e, al contempo, aumentare la produzione.
L’iniziativa di MGI si inserisce, così, nell’ambito del processo di riconversione dell’automotive, innescato in Italia come a livello internazionale e che vede coinvolte case italiane come Berco e Stellantis, quanto grandi aziende estere come Volkswagen, General Motors, Ford e via dicendo. Il nostro Governo, ricordiamo, nell’ultima Finanziaria ha anche inserito un comma per facilitare la riconversione industriale a fini militari.3
Riguardo l’impiego dei droni prodotti da MGI Italia non vi sono al momento molte informazioni. Saranno probabili forniture alle Forze Armate nazionali, ma l’AD Gascoyne ha dichiarato che una parte della produzione potrà essere destinata all’Ucraina: «il supporto di cui gode l’Ucraina sia da parte dell’Italia e del Regno Unito costituirà sicuramente un ambito nel quale potremo cooperare».4 Continueremo a seguire.
1 Cfr. E. Gentili, F. Giusti, Dalle auto alle armi: l’industria si prepara alla guerra, 27 Aprile 2026, https://diogenenotizie.com/dalle-auto-alle-armi-lindustria-si-prepara-alla-guerra/.
2 A. Carli, Nasce Mgi Italia: joint venture italo-britannica per droni ad alta tecnologia nella Motor Valley, 5 Giugno 2026, https://www.ilsole24ore.com/art/droni-nasce-mgi-joint-venture-uk-e-italia-AIkXskSD.
3 Cfr. L. 199/2025, art. 1, c. 280.
4 A. Carli, op. cit..
di Emiliano Gentili e Federico Giusti



