Il romanzo “Con orgoglio, da Scampia. Storie di periferie esistenziali e di riscatto sociale”, di Giuseppe Storti, edito da Giannini Editore, è un’opera che intreccia storie di periferia, lotta sociale e riscatto personale.
Attraverso la vicenda del protagonista Marco, l’autore esplora le difficoltà esistenziali vissute da chi nasce in contesti svantaggiati come quello di Scampia, tristemente noto per l’alto tasso di criminalità e degrado sociale, ma anche per la resilienza della sua gente.
Marco, a differenza di molti suoi coetanei, riesce a evitare di cadere nelle reti dell’illegalità grazie al sostegno della sua famiglia. Tuttavia, la sua storia non si ferma qui: l’incontro con Mara e il progetto di fondare un’associazione per aiutare i giovani del quartiere rappresentano il punto di svolta per lui e per tanti ragazzi che, senza un’opportunità, rischiano di essere inghiottiti dal sistema della criminalità organizzata.
Il romanzo si sofferma anche sulla difficoltà di chi cerca di portare avanti un cambiamento in contesti difficili, con Marco e Mara che si trovano a fronteggiare le minacce della camorra. La loro determinazione, però, non viene meno, e il libro trasmette un forte messaggio di speranza e di lotta per una vita migliore.

Attraverso la storia d’amore tra i due protagonisti e la creazione dell’associazione, l’autore offre uno spaccato sulle realtà spesso ignorate delle periferie italiane, proponendo una narrazione alternativa a quella della decadenza e del crimine resa famosa da fiction come Gomorra.
La scelta di ambientare il romanzo a Scampia è significativa. Questo quartiere, spesso dipinto come un simbolo di marginalità, è qui raccontato con uno sguardo che va oltre gli stereotipi, mostrando le difficoltà reali ma anche la forza di chi vi abita.
Giuseppe Storti, avvocato, si definisce giurista di professione e giornalista e scrittore per passione. Esperto in Comunicazione Politico-Istituzionale, ha collaborato a lungo con Il Mattino di Napoli. Come si comprende leggendo il libro è fortemente inserito nel tessuto sociale partenopeo.
Questo suo secondo libro si inserisce in un filone di narrativa che cerca di raccontare le periferie italiane non solo come luoghi di degrado, ma anche come spazi di possibilità e rinascita, grazie al contributo di associazioni di volontariato, scuole e parrocchie.
La capacità di Marco e Mara di resistere alle avversità e di portare un cambiamento tangibile nella loro comunità rende questo libro un importante strumento di riflessione sociale, che ci invita a ripensare il ruolo delle periferie e a non sottovalutare il loro potenziale di riscatto e rinascita.



