Si è svolta a Pechino il 3 settembre scorso l’impressionante parata militare sul viale della “pace eterna”, che ha celebrato l’ottantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale in Asia, con la vittoria sul Giappone.
Durante l’evento si è constatata l’intenzione, oltre al capolavoro di Trump dopo l’incontro con Putin ad Anchorage, di ricompattare il fronte orientale Cina, Russia e anche India, prodromico a una seconda guerra fredda, uno scambio di battute tra Vladimir Putin e Xi Jinping sull’idea di spingere la longevità umana fino a 150 anni.
Quanto sia fattibile scientificamente il pensiero dei due dittatori lo si lascia ai tecnici della materia, anche se la ricerca biomedica procede con passi importanti, ma ancora sperimentali e lontana dal traguardo.
Proprio in ragione di ciò però, i due rappresentanti del popolo che dovrebbero professare, per antonomasia, uguaglianza e giustizia sociale, hanno invece tradito i valori del comunismo, uscendo allo scoperto ed esprimendo la volontà di aggiungere un altro privilegio alla loro esistenza.
Perchè tra le altre cose la “vita estrema” per poi raggiungere l’immortalità, con buona pace di noi comuni mortali, cristallizza la diversità non solo tra ricchi e poveri, ma finanche tra gli stessi ceti abbienti.
Il paradosso dell’idea è che i due si dichiarano atei, ma è molto probabile che stiano lavorando al desiderio di diventare degli Dei o Dio in terra.
Vi immaginate di lasciare alle future generazioni Xi Jinping, Putin, Trump, Kim Jong-un o perfino Musk, Bezos e Almasri, solo per citarne alcuni? Da agnostico ringrazio Dio, perché Andreotti non si è spinto a tanto…



