Il referendum è uno strumento di democrazia diretta che permette ai cittadini di decidere su una legge in prima persona, senza intermediazione del rappresentante delegato, ed è contemplato dall’articolo 75 della costituzione della Repubblica Italiana.
Al quarto è quinto dello stesso capitolo recita: La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
Sempre la costituzione -art.138- ha stabilito oltre a quello menzionato -l’abrogativo-, il confermativo nel quale il popolo decide se ribadire o meno una legge di riforma costituzionale già approvata dal Parlamento, ma senza la maggioranza qualificata dei due terzi.
Infine esiste il consultivo , utilizzato una sola volta, che non è vincolante per il legislatore.
L’8 e 9 giugno gli italiani sono chiamati a votare su 5 quesiti referendari, 4 sui diritti dei lavoratori -2 sul jobs act di renziana memoria- e uno sulla cittadinanza agli stranieri.
Ebbene astenersi è legittimo, ma le massime cariche della Repubblica dovrebbero comportarsi in modo istituzionale. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, nonostante i pessimi trascorsi, dopo aver raggiunto la seconda carica più importante della Repubblica, si è pensato che evitasse di fare il tifoso, ma proprio “n’ gna fá” e lui ligio a Dio, Patria e Onore, ha invitato ‘onorevolmente’ gli elettori a disertare le urne.
Purtroppo non è una prerogativa dell’estimatore del Dux, ma anche di certa pseudo sinistra, che nella persona di Matteo Renzi, funambolesco capitalista ideatore del Jobs Act, da presidente del consiglio dei ministri, altra altissima carica istituzionale nel 2016 per quello sulle trivelle, salutò il mancato raggiungimento del quorum con un vergognoso “Ciaone”.
Ma, d’altronde, chi si era alleato con Angelino Alfano, figlio ingrato e ripudiato dal Caimano Berlusconi, che nel suo governo era ministro dell’interno, ha un concetto del tutto personale e bislacco della democrazia. Ma per La Russa il silenzio, questo sconosciuto, non fa parte del suo bagaglio culturale-politico-istituzionale.
Il buon Ignazio Benito Maria La Russa,nomen omen, due anni orsono affermò che le SS naziste d’occupazione tedesche, l’11ª Compagnia del III Battaglione del Polizeiregiment “Bozen”, appartenente alla Ordnungspolizei -polizia d’ordine- e composto da reclute altoatesine, fossero una”banda musicale di semi-pensionai.”In attesa della prossima amenità, buon referendum perché “libertà è partecipazione”.



