Tagli ai sussidi per i disabili è scontro nel Labour

Il governo laburista di Keir Starmer si trova in una tempesta politica alla vigilia della presentazione dei nuovi tagli ai sussidi per la disabilità e il welfare. Le misure, che saranno annunciate ufficialmente dalla ministra del Lavoro Liz Kendall, puntano a restringere l’accesso ai Personal Independence Payments (PIP), una delle forme di sostegno più importanti per le persone con disabilità.

Secondo il Financial Times, le riforme potrebbero negare l’accesso ai benefici per circa un milione di persone, con un risparmio stimato di 5 miliardi di sterline l’anno.

La decisione ha scatenato forti tensioni all’interno dello stesso Partito Laburista. Anche tra i deputati considerati fedeli a Starmer emergono malumori che potrebbero sfociare in una ribellione aperta. La BBC riporta che molti parlamentari laburisti hanno definito il piano del governo “inaccettabile” e chiedono di rivedere i punti più critici.

Andy Burnham, popolare sindaco di Manchester ed ex candidato alla leadership del partito, ha dichiarato sul Times che modificare il supporto per le persone con disabilità significherebbe condannare molte famiglie alla povertà.

Tagli al welfare e aumento della spesa militare

Parallelamente ai tagli sociali, il governo Starmer ha annunciato un massiccio aumento della spesa per la difesa. L’obiettivo è portare il budget militare al 2,5% del PIL entro il 2027 e al 3% entro il 2035, segnando il più grande incremento della spesa per la difesa dalla fine della Guerra Fredda.

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Per finanziare questo piano, il governo prevede di ridurre gli aiuti allo sviluppo internazionale, tagliando i fondi dallo 0,5% allo 0,3% del PIL.

Questa scelta ha suscitato ulteriori polemiche. Anneliese Dodds, figura di spicco del Labour, si è dimessa per protesta contro la decisione di ridurre gli aiuti internazionali per finanziare il riarmo. Le organizzazioni umanitarie hanno criticato la misura, avvertendo che potrebbe aggravare la situazione nei paesi in via di sviluppo e danneggiare la reputazione del Regno Unito.

Riforma del Servizio Sanitario e nuove proteste

Non si fermano qui le tensioni all’interno della maggioranza laburista. Il governo ha annunciato la chiusura di NHS England, l’ente responsabile della supervisione dei servizi sanitari in Inghilterra.

La riforma mira a riportare il Servizio Sanitario Nazionale sotto “controllo democratico”, ma ha sollevato preoccupazioni tra i professionisti del settore e l’opposizione, che temono un ulteriore smantellamento del welfare.

L’ondata di tagli e riforme sta minando il consenso attorno al premier Starmer, che deve ora gestire una frattura crescente nel suo stesso partito. L’accusa che arriva dai suoi critici è chiara: penalizzare i più vulnerabili per finanziare la corsa agli armamenti è una scelta che rischia di alienare una parte dell’elettorato progressista e di trasformare il Labour in un partito sempre più lontano dalle sue radici sociali.