In Francia, un paese che si classifica come la settima potenza economica mondiale, torna a farsi strada una malattia che si pensava relegata al passato: lo scorbuto. Tradizionalmente associato ai marinai che trascorrevano mesi senza accesso a frutta fresca o ai prigionieri privati di alimenti adeguati, questa patologia legata alla carenza di vitamina C sta riaffiorando tra i bambini delle famiglie più povere.
Un recente studio pubblicato su The Lancet da équipe mediche francesi e ricercatori dell’Inserm ha lanciato l’allarme su una realtà che riflette un drammatico declino nella capacità del sistema sanitario pubblico di rispondere ai bisogni dei più vulnerabili.
Tra il 2015 e il 2023, in Francia sono stati diagnosticati 888 casi di scorbuto tra bambini, con un’età media di 11 anni. I numeri rivelano una tendenza in costante crescita, aggravata dalla pandemia di Covid-19. Durante il periodo tra marzo 2020 e novembre 2023, il numero di casi è aumentato del 34,5%, con un picco impressionante del 200% tra i bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni.
Parallelamente, si è registrato un aumento del 20,3% della malnutrizione grave nella popolazione pediatrica. Una situazione che Ulrich Meinzer, pediatra dell’ospedale Robert-Debré di Parigi e coautore dello studio, ha definito “allarmante”.
La causa principale, secondo gli esperti, risiede nell’aumento delle disuguaglianze sociali. La crescita dell’insicurezza alimentare, amplificata dall’inflazione e dalla crisi economica, ha reso difficile per molte famiglie precarie accedere a frutta e verdura fresche, fonti fondamentali di vitamina C.

“Esiste una popolazione di bambini esposta a una profonda carenza nutrizionale”, ha dichiarato Meinzer, sottolineando come le famiglie colpite si presentino sempre più frequentemente nei reparti pediatrici degli ospedali pubblici. L’inflazione alimentare, che ha colpito duramente i prodotti freschi, ha avuto un ruolo decisivo: dal 2020, il costo della frutta e della verdura in Francia è aumentato del 14%, rendendoli quasi un lusso per le famiglie con redditi bassi.
Oltre al problema dello scorbuto, il rapporto evidenzia il deterioramento generale delle condizioni sanitarie per i più poveri in Francia. Secondo un’analisi della Corte dei conti francese, i fondi destinati agli ospedali pubblici sono diminuiti del 7% negli ultimi cinque anni, con conseguenze dirette sui servizi destinati alle fasce più vulnerabili.
Il numero di pediatri negli ospedali pubblici è sceso del 12%, costringendo molte famiglie a rivolgersi a strutture private che non possono permettersi. Inoltre, una recente inchiesta del Crédoc ha rilevato che il 18% delle famiglie con figli sotto i 15 anni non può più garantire pasti equilibrati ogni giorno, un dato che testimonia la portata del problema.
Il ritorno dello scorbuto non è quindi solo un problema sanitario, ma il simbolo di un fallimento sistemico che colpisce i più fragili. La Francia, un tempo modello di welfare e sanità pubblica, sembra incapace di rispondere alle nuove sfide sociali ed economiche che hanno amplificato le disuguaglianze. Lo studio pubblicato su The Lancet è un appello a intervenire immediatamente, con politiche che garantiscano accesso a una nutrizione adeguata per tutti i bambini, indipendentemente dal reddito delle loro famiglie.
Gli autori dello studio sottolineano l’urgenza di un’assistenza mirata per le popolazioni pediatriche a rischio e chiedono che la lotta alla malnutrizione diventi una priorità nazionale. In caso contrario, avvertono, queste crisi non faranno che approfondire un divario sociale già drammaticamente evidente.



