Gente allegra il ciel l’aiuta

Se ne parla finchè non si chiudono le urne poi si torna a fare finta di niente. I giornali oggi hanno di default un piccolo box che deplora la scarsa affluenza al voto e finisce lì. L’astensionismo in Liguria stavolta arriva al 54%, sono 7 punti in percentuale di meno rispetto alle ultime elezioni.

Con punte del 10% in più a Imperia e Savona. Però già si parla del maltempo come causa. Affrontare la questione sul terreno politico è troppo difficile, per chi fa politica.

E allora facciamo finta di parlare di politica anche noi. Hanno rubato, hanno manomesso il sistema amministrativo, hanno dato appalti agli amici loro, sono stati arrestati, hanno fatto una campagna elettorale contro il centrosinistra anzichè sui problemi della Liguria e hanno vinto. Ormai va così.

Il centrodestra porta Marco Bucci alla carica di governatore della Liguria, in continuità con l’amministrazione Toti. Dove ha governato, a Genova da sindaco, Bucci ha perso. Ma la provincia ligure lo ha premiato, un po’ come l’interno degli Usa con Trump che trionfa tra i contadini e i reietti delle metropoli.

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Bucci ha avuto il sostegno di un altro personaggio importante della politica italiana, quel Claudio Scajola (sì, quello che gli avevano comprato la casa a sua insaputa davanti al Colosseo) sei volte archiviato, tre volte prescritto e una volta condannato. Ma non ha perso l’ottimismo e l’allegria, ed eccolo qui oggi a festeggiare un’altra stagione politica che gli si apre davanti da ras del centrodestra.

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Detto questo, in base anche alla constatazione che pure se hai inventato la penicillina non è assolutamente detto che tu sappia gestire il sistema delle farmacie, Andrea Orlando e chi l’ha voluto hanno fatto una figura meschina.

E certo non lo ha aiutato sbagliare il numero delle province che dovresti poi amministrare aumentandole a cinque mentre sono quattro. Una gaffe del genere la commise in Emilia Romagna la candidata della Lega Lucia Borgonzoni, che non conosceva i confini di quella regione.

Qui bisogna mettersi d’accordo una volta per tutti: o si continua a pensare che gli elettori sono scemi o li si rispetta sempre e comunque quando esprimono un voto. E votare uno che deve governare un territorio che mostra di non conoscere, territorio dove oltretutto è nato, non viene per niente istintivo a chi non è legato sempre e comunque a uno dei due schieramenti.

“Andrea Orlando daticamera 2018 (cropped)” by Chamber of Deputies is licensed under CC BY 4.0.

Ma non ha perso solo per questo, la verità è che le sue proposte non sono proprio arrivate agli elettori. Quando ti preferiscono uno schieramento in continuità dichiarata con il governatore arrestato in precedenza, dovresti lasciare la politica, tornare a casa e scrivere le tue memorie. Ma non accadrà e conterà ancora nelle vicende del Pd per molto tempo.

Andrea Orlando non è il peggio della politica del centrosinistra, ma rappresenta bene la politica del centrosinistra. E’ un burocrate spento come tutti i burocrati, più volte ministro, ai vertici del Pd da molto tempo e molte stagioni, ha firmato da ministro con Marco Minniti un decreto che prevedeva l’abolizione del secondo grado di giudizio per chi richiede asilo impedendo la possibilità di ricorso.

Ha anche varato una legge sulla tortura che ha visto la contrarietà della Corte europea dei diritti dell’uomo, del Consiglio d’Europa, dei magistrati che hanno istruito i processi della Diaz, di Amnesty International e finanche del primo firmatario del disegno di legge originario, il senatore del suo stesso partito Luigi Manconi.

Insomma, uno di quei grigi burocrati che potrebbe stare tranquillamente in un partito di centrodestra, dove, anzi, troverebbe persino ostilità per la sua mancanza di garantismo giuridico.

Ma in questa sede Orlando è la vittima, non il carnefice, di una battaglia che si è consumata sopra la sua testa, ma soprattutto sopra la testa degli elettori potenzialmente di sinistra liguri. La sua candidatura, da lui stesso fortemente voluta, è il frutto di tutti i motivi per cui il centrosinistra non piace alla gente.

Eppure festeggiano anche nel centrosinistra. Contento il Pd con il doppio dei voti di FdI, senza che questo sposti di una virgola il successo del centrodestra, contento Renzi di poter prendersela con chi “mette i veti”, ovvero Conte e M5S, che prendono meno di AVS di Bonelli e Fratoianni che quindi sono contenti anche loro.

Tutti contenti, vincitori e sconfitti. Il proverbio che rappresenta meglio di tutti queste elezioni regionali liguri potrebbe essere proprio “Gente allegra il ciel l’aiuta”.

Noi di Diogene una modesta proposta ce l’avremmo. Ci siamo espressi su due ipotesi per riformare il sistema elettorale e riportare il centrosinistra alla vittoria locale e nazionale. La prima era l’alternanza una volta io una volta tu.

Tanto mediamente le giunte non durano mai per più di due mandati consecutivi e quindi non è che cambierebbe poi tanto la scansione naturale dei governi regionali e nazionali. Però alla fine ha prevalso la linea dell’estrazione a sorte.

Più democratica, con tutti che partono da zero, anche se qui esistono dei modelli matematici per cui dalla seconda estrazione in poi non è esatto dire che le probablità tornino a zero per tutti. Una questione complessa ma che garantirebbe di più l’alternanza e qualche soddisfazione per il centrosinistra.

“Forse era ver, ma non però credibile a chi del senso suo fosse signore.” (Ludovico Ariosto, Orlando furioso)