La nave cargo MV Ruby, carica di 20.000 tonnellate di nitrato di ammonio, è bloccata al largo della costa britannica da più di una settimana, senza che nessun porto europeo abbia acconsentito al suo attracco.
La sua situazione ha sollevato timori per la sicurezza, in particolare a causa del rischio che il carico possa causare un’esplosione catastrofica, simile a quella che devastò il porto di Beirut nel 2020. L’incidente libanese fu causato da un’esplosione di 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, molto meno rispetto al carico trasportato dalla MV Ruby, che supera di sette volte quella quantità.
Il viaggio travagliato della nave, iniziato ad agosto dal porto russo di Kandalaksha, ha visto diversi porti europei rifiutarle l’ingresso. Nonostante la MV Ruby sia registrata a Malta e di proprietà di una società maltese, il fatto che trasporti fertilizzante di origine russa ha sollevato preoccupazioni tra i governi europei, in un contesto di crescente sfiducia verso la Russia a seguito della guerra in Ucraina.
La nave ha subito danni allo scafo e all’elica durante il suo tragitto e, dopo aver tentato di attraccare in vari porti del nord Europa, si trova ora ancorata a 14 miglia dalla costa inglese, senza poter scaricare il suo carico o riparare i danni subiti.
Le autorità norvegesi, che avevano ispezionato la nave quando era ferma a Tromso, hanno confermato che i danni non hanno coinvolto il carico, ma hanno chiesto che la nave fosse rimorchiata altrove per le riparazioni.
Da allora, nessun paese si è detto disposto a permettere alla MV Ruby di attraccare. La Lituania, particolarmente attenta alle questioni legate alla sicurezza nazionale e alla Russia, ha negato l’ingresso al porto di Klaipeda, citando il pericolo rappresentato dal carico e possibili conseguenze diplomatiche.
Anche Malta ha rifiutato di far attraccare la nave, a meno che il carico non venisse scaricato altrove prima dell’ingresso nel porto.
La situazione della MV Ruby riflette la crescente diffidenza nei confronti delle navi legate alla Russia e al suo commercio di fertilizzanti, in particolare dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

I governi europei, già preoccupati per le conseguenze del conflitto, vedono queste navi come potenziali minacce, non solo per i rischi legati ai carichi pericolosi, ma anche per la possibilità di sabotaggi o attacchi mirati alle infrastrutture portuali. Alcuni analisti hanno sollevato ipotesi su un possibile uso strategico della nave da parte della Russia, anche se non vi sono prove concrete a sostegno di questa tesi.
Attualmente, la MV Ruby resta ancorata al largo della costa britannica, in attesa di un permesso per trasferire il suo carico su un’altra nave e di effettuare le riparazioni necessarie.
Tuttavia, la situazione rimane incerta, e le speculazioni mediatiche hanno contribuito a complicare ulteriormente la vicenda. Il futuro della nave e del suo pericoloso carico rimane appeso a un filo, con le autorità britanniche ancora indecise sul da farsi.
Il caso della MV Ruby evidenzia i pericoli associati al trasporto di materiali altamente esplosivi come il nitrato di ammonio, una sostanza comunemente utilizzata come fertilizzante ma che, in condizioni inappropriate, può trasformarsi in una minaccia devastante.
Inoltre, la crescente tensione geopolitica ha reso difficile per le navi con legami russi trovare porti sicuri, sottolineando la delicatezza della gestione dei trasporti marittimi in un contesto internazionale sempre più complesso.



