Un tribunale antiterrorismo nello Jammu e Kashmir (PoJK) occupato dal Pakistan ha respinto la richiesta di libertà su cauzione di Ahmed Farhad Shah, rapito con la forza. Ahmed Farhad Shah è un poeta e giornalista urdu pakistano (Kashmir). Fa parte di varie organizzazioni mediatiche tra cui Bol News. Farhad è noto per la sua forte critica all’establishment pakistano.
Ha riferito sui social e nella sua attività pubblicistica delle recenti proteste antigovernative nell’Azad Kashmir. All’una di notte del 15 maggio 2024 era stato prelevato ad opera di quattro uomini in borghese dalla sua casa di Islamabad, come provano le riprese delle telecamere installate nella sua abitazione. La sua scomparsa ha suscitato preoccupazione diffusa, provocando procedimenti legali e proteste internazionali.
Alla fine si è scoperto che Shah era sotto la custodia della polizia di Gujjar Kohala, un villaggio vicino al confine PoJK con Khyber Pakhtunkhwa. Il suo arresto era stato tenuto “segreto” dalla polizia, ma in seguito è emerso che era stato incarcerato insieme ad altri 150 “miscredenti” per “incitamento alla violenza, blocco delle strade e attacco al convoglio delle forze paramilitari Rangers a diversi punti durante il suo viaggio da Bararkot a Muzaffarabad del 13 maggio, per volere del Joint Awami Action Committee.
Il suo avvocato ha affermato che Shah formalmente non era nemmeno un imputato e che era stato implicato nel caso in malafede.
Inoltre non è chiaro come Shah avrebbe potuto organizzare gli atti che gli sono imputati mentre era a Islamabad, visto che a PoJK non erano consentiti servizi Internet durante le proteste in questione. L’accusa contro di lui è di aver condiviso “materiale sostanzialmente sbagliato, provocatorio e pieno di odio”, hanno riferito fonti del tribunale, sul suo account Facebook durante i giorni delle proteste.
Secondo l’accusa, sostenuta dal procuratore speciale Mahmood Farooq, Sha avrebbe incitato all’odio contro le forze dell’ordine tramite due articoli. “Un esame del materiale pubblicizzato rivela che il contenuto non era solo odioso e provocatorio, ma esagerava anche la perdita di vite umane durante le proteste, aumentando la provocazione e l’odio tra il pubblico e le forze dell’ordine”, ha affermato il giudice in aula.

Il governo pakistano aveva inizialmente negato che Farhad fosse sotto la sua custodia. Da mesi era tenuto sotto controllo dalle agenzie governative a causa del suo presunto sostegno al partito Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI) dell’ex primo ministro Imran Khan, che è attualmente incarcerato con varie accuse. Il governo e l’esercito pakistani accusano i sostenitori di Khan di aver orchestrato un violento attacco alle istituzioni statali nel maggio 2023 dopo l’arresto dell’ex primo ministro.
Syeda Urooj Zainab, la moglie di Ahmad Farhad, ha spiegato che il marito ha sempre difeso i diritti umani indipendentemente da qualsiasi affiliazione politica e di partito. Il pioeta e giornalista le aveva parlato nei giorni precedenti al rapimento dei possibili rischi per la sua vita a causa dei suoi commenti politici e dei suoi resoconti sui problemi del Kashmir amministrato dal Pakistan.
La Commissione per i diritti umani del Pakistan (HRCP), il principale organismo per i diritti umani del paese, ha condannato la scomparsa di Farhad e ha chiesto il suo rilascio con urgenza. Il Kashmir ha una storia movimentata di sparizioni forzate, con l’esercito pakistano e le sue agenzie di intelligence accusate di aver orchestrato rapimenti di critici e oppositori politici del regime. Del caso di Farhad si è occupata anche Amnesty International.
Ahmed è sempre stato molto critico con le autorità pakistane e in passato ha ricevuto numerose minacce riguardo alla sua attività sui social media. Il suo rapimento segue lo schema delle sparizioni forzate di giornalisti e difensori dei diritti umani in Pakistan.



