Cala l’inflazione ma la Bce non abbasserà i tassi d’interesse prima di giugno
Diogenenews 05/04/2024: Le informazioni relative all’ultimo periodo non interferiscono con l’approccio prudente verso una possibile riduzione dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, tuttavia non ne accelerano neanche l’adozione immediata. Di conseguenza, si prevede che in aprile i tassi rimarranno invariati, senza variazioni agli altri strumenti finanziari. Questo è quanto emerso da uno studio condotto dal team di economisti della divisione di Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Gli analisti ritengono che le decisioni continueranno a basarsi sull’analisi dei dati, valutati di incontro in incontro. Questo approccio rende difficile anticipare con certezza le mosse future, ma non preclude la possibilità di delineare previsioni sulla tendenza dei tassi qualora emerga un forte accordo interno. Le aspettative di mercato sembrano indicare un taglio dei tassi a giugno, una tempistica supportata dal progressivo rientro dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%, con i dati di marzo attesi in linea con questo trend, come indicato dai positivi risultati preliminari da Italia, Francia e Germania. Tuttavia, eventuali sorprese al ribasso potrebbero portare a revisioni nelle decisioni sui tassi. Decisioni definitive dipenderanno dall’esito delle negoziazioni salariali di primavera, con dati attesi a giugno. Nel frattempo, le aspettative di inflazione tra i consumatori continuano a moderarsi, rafforzando la prospettiva di un imminente allentamento monetario. (Diogenenews 05/04/2024)
Save the Children Italia si unisce all’appello in difesa del Sistema Sanitario Nazionale
Diogenenews 05/04/2024: Save the Children Italia si unisce alla chiamata all’azione lanciata da 14 eminenti figure del settore scientifico e sanitario nazionale, sottolineando la cruciale importanza di salvaguardare il sistema sanitario universale del Paese. Tale sistema è minacciato dalle crescenti disuguaglianze sia sociali che geografiche, che limitano l’accesso alle cure. Save the Children evidenzia la necessità urgente di allocare risorse aggiuntive per garantire che ogni bambino e adolescente, indipendentemente dalla loro posizione geografica o situazione economica familiare, possano beneficiare di una solida rete di servizi sanitari e di prevenzione. Questo, secondo l’organizzazione, è fondamentale per assicurare un futuro prospero al Paese. L’appello congiunto mira a porre particolare attenzione alla salute di bambini e adolescenti, i quali rischiano maggiormente di soffrire le conseguenze di un deterioramento dei servizi essenziali per il loro sviluppo. Nonostante il Servizio Sanitario Nazionale sia considerato un modello di eccellenza per la qualità del personale e l’accesso universale, le disuguaglianze regionali e socio-economiche rimangono un problema significativo. Save the Children fa riferimento agli ultimi dati dell’Istat, che mostrano un tasso di mortalità infantile variabile significativamente tra le regioni, e sottolinea la mancanza di 1400 pediatri di base a livello nazionale, nonostante una drastica riduzione delle nascite nel 2023. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, il tasso di mortalità infantile (entro il primo anno di vita) era di 2,57 decessi ogni 1000 nati vivi sul territorio nazionale, con differenze molto rilevanti a seconda delle Regioni di appartenenza e un valore che oscillava dall’1,15 per mille in Umbria al 4,16 in Calabria. L’associazione chiede anche un intervento deciso per contrastare l’obesità minorile.L’Italia ha le percentuali più alte in Europa di bambini sovrappeso o obesi. Anche qui pesano i divari territoriali: la media nazionale è del 22,6% tra gli adolescenti, ma la percentuale oscilla tra il 12,3% in Valle d’Aosta al 31,6% in Campania, che registra il tasso più alto. (Diogenenews 05/04/2024)
Migranti, da inizio anno 12.347 sbarchi. I libici sparano sulla Mare Jonio mentre soccorre 58 naufraghi
Diogenenews 05/04/2024: Sono finora 12.347 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 28.175 mentre nel 2022 furono 6.832. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di giovedì 4 aprile. Negli ultimi due giorni sono state 931 le persone registrate in arrivo sulle nostre coste. Sono le prime arrivate via mare in Italia ad aprile. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 14.506, mentre nel 2022 furono 3.929. Degli oltre 12.300 migranti sbarcati in Italia nel 2024, 2.670 sono di nazionalità bengalese (22%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (2.084, 17%), Tunisia (1.400, 11%), Egitto (917, 7%), Guinea (883, 7%), Pakistan (620, 5%), Mali (385, 3%), Gambia (346, 3%), Eritrea (340, 3%), Sudan (327, 3%) a cui si aggiungono 2.375 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Intanto giovedì pomeriggio, durante un’operazione di soccorso in acque internazionali a un’imbarcazione di migranti in difficoltà, la nave Mare Jonio, di Mediterranea Saving Humans, è stata oggetto di un attacco da parte della guardia costiera libica. La guardia costiera avrebbe sparato sia come avvertimento sia direttamente verso i soccorritori, causando panico e facendo cadere in acqua alcune persone. La Mare Jonio ha proseguito nel tentativo di salvare i naufraghi, mentre l’Ong ha sollecitato un intervento immediato del Governo italiano contro le azioni violente e criminali attribuite alla guardia costiera libica. (Diogenenews 05/04/2024)
In Myanmar triplicate le vittime civili causate da mine e ordigni inesplosi. La denuncia dell’Unicef
Diogenenews 05/04/2024: “Le conseguenze devastanti del conflitto in Myanmar hanno visto un notevole aumento delle vittime civili a causa delle mine terrestri e degli ordigni esplosivi residuati, con un balzo a 1.052 vittime nel 2023, quasi tre volte il numero registrato l’anno precedente. I bambini, che rappresentano più del 20% delle vittime, sono tra i più colpiti da questa tragica realtà. L’Unicef, in occasione della Giornata internazionale dedicata alla lotta contro le mine, ha rivelato questi dati allarmanti, sottolineando l’urgente necessità di assistenza umanitaria per oltre 18 milioni di persone, in un paese ora segnato da un’esacerbazione del conflitto che ha costretto alla fuga oltre 2,8 milioni di individui. Debora Comini, direttrice regionale dell’Unicef per l’Asia orientale e il Pacifico, ha enfatizzato la condanna dell’uso delle mine terrestri, ritenuto non solo eticamente inaccettabile ma potenzialmente una violazione del diritto internazionale umanitario. Ha inoltre lanciato un appello affinché tutte le parti coinvolte nel conflitto proteggano i civili, specialmente i bambini, cessando l’impiego di queste armi devastanti. La quasi totalità del Myanmar, fatta eccezione per la capitale Naypyitaw, risulta contaminata da mine, rendendo il paese uno dei più afflitti al mondo da questa problematica. La vulnerabilità dei bambini è accentuata dalla loro incapacità di riconoscere e comprendere i pericoli rappresentati dalle mine, che ora si trovano sparse in ogni angolo del paese, inclusi luoghi di vita quotidiana come case, scuole e aree di gioco. Nel corso del 2023, l’Unicef è intervenuta a sostegno di 138.855 persone, bambini inclusi, con programmi di prevenzione e assistenza, e per il 2024 sollecita un finanziamento di 208,3 milioni di dollari per garantire soccorsi e servizi fondamentali ai 3,1 milioni di minori e alle loro famiglie gravemente colpiti dalla crisi. Diogenenews 05/04/2024)
Colombia: nel 2023 sfollate 145 mila persone per i conflitti in atto, il 18% in più dello scorso anno
Diogenenews 05/04/2024: Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha espresso serie preoccupazioni riguardo la condizione umanitaria in Colombia, a seguito dell’aggravarsi delle tensioni territoriali tra gruppi armati nel corso dell’ultimo anno. Queste crescenti tensioni hanno portato a cambiamenti repentini nelle dinamiche di alcune regioni colombiane, sollevando preoccupazioni umanitarie inedite. In una conferenza stampa tenutasi a Ginevra, il CICR ha rivelato che, secondo le statistiche ufficiali del 2023, circa 145.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case, registrando un incremento del 18% rispetto all’anno precedente. Regioni come il Bolívar, nel nord, hanno visto un incremento sfollati del 94%, mentre nel sud, nelle aree del Cauca e Putumayo, l’aumento ha raggiunto oltre il 50%. Lorenzo Caraffi, a capo della delegazione del CICR in Colombia, ha sottolineato l’importanza di porre le questioni umanitarie al centro dei dialoghi di pace tra il governo colombiano e i gruppi armati. Ha inoltre fatto appello affinché, indipendentemente dall’avanzamento dei colloqui di pace, vengano adottati accordi speciali per mitigare le sofferenze dei cittadini colpiti e per assicurare il rispetto degli obblighi internazionali umanitari da parte di tutti i soggetti coinvolti. (Diogenenews 05/04/2024)
“Pulizia sociale” a Parigi in vista delle Olimpiadi, la polizia sgombera decine di senzatetto
Diogenenews 05/04/2024: La polizia di Parigi ha proceduto allo sgombero di un considerevole numero di migranti, prevalentemente donne e bambini, che si erano sistemati nel piazzale antistante il Municipio, richiedendo alloggi statali. Questo evento si inserisce nel contesto dei preparativi della città per i Giochi Olimpici, con l’azione di sgombero avvenuta a 100 giorni dall’inizio dell’evento. Circa 150 individui, in maggioranza donne con bambini e minori non accompagnati originari dell’Africa subsahariana, avevano occupato l’area lunedì, sollevando attenzione sulla loro situazione e sul bisogno di alloggi. Questi migranti avevano trovato rifugio temporaneo in uno spazio gestito da Utopia 56 nel 20esimo arrondissement, il quale è stato chiuso lunedì mattina conformemente agli accordi presi. Attualmente, sono stati trasferiti a Besançon, nell’est della Francia, dove verranno alloggiati in strutture temporanee governative. Organizzazioni umanitarie hanno espresso preoccupazione per una presunta “pulizia sociale” attuata in vista dell’imminente evento olimpico. Utopia 56, in particolare, ha distribuito aiuti come cibo, coperte e prodotti per l’infanzia, temendo che lo sgombero rappresenti solo l’inizio di un piano più ampio delle autorità parigine per rimuovere i migranti e le persone senza fissa dimora, senza offrire vere soluzioni abitative a lungo termine. I responsabili delle Olimpiadi assicurano di essere impegnati nella ricerca di soluzioni, collaborando con le organizzazioni di aiuto. Un’inchiesta dell’agenzia di stampa Reuters ha rivelato che almeno 60 campi per senzatetto o edifici occupati sono stati chiusi a Senna-Saint-Denis, dove sorgerà il villaggio olimpico nel corso del 2023. Tra questi c’è anche una vecchia fabbrica di materiali edili in cui vivevano 400 migranti provenienti soprattutto dal Sudan e dal Ciad, e un campo che ospitava 700 persone rom vicino al centro espositivo Paris Nord di Villepinte, sempre nel dipartimento di Senna-Saint-Denis.(Diogenenews 05/04/2024)
Costa d’Avorio: le aziende del cacao aumentano i profitti ma i coltivatori vivono in condizioni molto precarie
Diogenenews 05/04/2024: In Costa d’Avorio, nonostante la recente impennata dei prezzi delle materie prime del cioccolato che ha arricchito alcuni operatori nel settore del cacao, i coltivatori locali si trovano ancora ad affrontare condizioni di vita estremamente difficili. Questa nazione, principale produttore mondiale di cacao, contribuendo per oltre il 40% alla fornitura globale, vede la coltivazione di questo prodotto incidere significativamente sulla sua economia, interessando il 24% della popolazione in vari modi. Nonostante ciò, la coltivazione intensiva ha causato problemi gravi come la deforestazione, il lavoro minorile e persistente povertà tra i piccoli produttori. Le grandi aziende e le Ong, consapevoli di queste problematiche, hanno iniziato a collaborare per migliorare le condizioni di vita dei coltivatori attraverso iniziative di sostenibilità sociale e ambientale. Un esempio è l’iniziativa di Nestlé, che ha introdotto un programma di assistenza ai coltivatori per promuovere pratiche agricole sostenibili e migliorare le condizioni di vita, evidenziando un modello che, sebbene abbia mostrato risultati positivi, suscita però dibattiti sul suo impatto reale e sulla sua efficacia a lungo termine. La vita quotidiana dei coltivatori di cacao tuttavia rimane una sfida, con famiglie di quattro persone che dipendono da un ettaro di cacao per il sostentamento e cercano di diversificare le fonti di reddito, per migliorare la propria situazione. Le iniziative locali offrono un certo sollievo, ma la questione più ampia riguarda la necessità di un cambiamento sistematico nel settore che assicuri una giusta remunerazione e condizioni di vita dignitose per i coltivatori. Questo contesto sottolinea l’importanza di riflettere sul prezzo equo del cacao e sui modi in cui i consumatori e le aziende possono contribuire a un futuro più sostenibile ed equo per il settore, ponendo le basi per una produzione che rispetti sia l’ambiente sia le persone che stanno dietro alla produzione del cacao. (Diogenenews 05/04/2024)
Gli agricoltori britannici chiedono il reddito universale per far fronte alla bancarotta
Diogenenews 05/04/2024: Attivisti stanno promuovendo l’adozione di un reddito di base universale (UBI) come salvagente per gli agricoltori britannici, proponendolo come una soluzione rivoluzionaria per riformare il settore agricolo che attualmente naviga in acque turbolente. La situazione attuale vede gli agricoltori ricevere solo l’1% dei profitti derivanti dalla vendita del cibo che producono, una quota insignificante considerando il loro contributo essenziale all’alimentazione del paese. La transizione verso l’indipendenza dal finanziamento dell’Unione Europea ha messo molte aziende agricole in difficoltà finanziaria, aggravando la loro vulnerabilità. BI4FARMERS, un collettivo di oltre 100 agricoltori, si è mobilitato per chiedere l’introduzione dell’UBI per sostenere economicamente gli agricoltori, i lavoratori agricoli e i produttori alimentari con pagamenti diretti e regolari. Questo sostegno finanziario si pone come una misura per affrontare la povertà crescente tra gli agricoltori, molti dei quali lottano per sopravvivere nonostante l’aumento dei costi operativi e le sfide climatiche. La diminuzione del numero di piccole aziende agricole, che è passato da 160.000 nel 1950 a soli 30.000 nel 2023, evidenzia la crescente difficoltà di mantenere in vita le attività agricole su piccola scala. L’UBI è visto come un passo verso la giustizia sociale e la sostenibilità, offrendo agli agricoltori la stabilità finanziaria necessaria per innovare e adottare pratiche agricole sostenibili. Mentre il governo britannico esplora nuovi modi per sostenere il settore agricolo, l’UBI potrebbe colmare le lacune esistenti, offrendo un cuscinetto finanziario essenziale per le aziende agricole di piccole dimensioni che attualmente non riescono a beneficiare dei programmi di sostegno governativi. Inoltre, l’introduzione dell’UBI potrebbe facilitare l’ingresso di nuovi imprenditori nel settore agricolo, superando gli ostacoli finanziari che spesso scoraggiano l’avvio di nuove attività agricole. Questo approccio innovativo è visto anche come un mezzo per combattere la crescente crisi della salute mentale tra gli agricoltori, fornendo una rete di sicurezza finanziaria che riduca lo stress e l’ansia legati all’insicurezza economica. In ultima analisi, l’UBI si propone come una soluzione olistica per affrontare sia le sfide economiche che ambientali del settore agricolo, sostenendo gli agricoltori nel loro ruolo cruciale di custodi del territorio e produttori di cibo sostenibile per le future generazioni. (Diogenenews 05/04/2024)
In tutta la Spagna il razzismo immobiliare colpisce i migranti e in particolare le donne
Diogenenews 05/04/2024: Nel contesto della crisi economica spagnola iniziata nel 2008, il settore immobiliare ha manifestato evidenti segnali di discriminazione razziale e di genere, particolarmente nei confronti di persone appartenenti a minoranze etniche che cercavano di affittare un alloggio. Nonostante siano lavoratori pienamente impiegati, molti individui si sono trovati ripetutamente esclusi dal mercato degli affitti a causa di pregiudizi persistenti che li ritraggono come inaffidabili o problematici. Questo fenomeno di esclusione non è limitato a casi isolati ma rappresenta un problema strutturale diffuso, come evidenziato da un rapporto dell’ONG Provivienda. Il documento sottolinea come le barriere all’accesso alloggiativo per le persone non bianche siano aggravate da una doppia discriminazione basata sia sulla razza sia sul genere, creando ulteriori difficoltà per le donne, soprattutto quelle sole con figli o quelle che hanno sperimentato violenza domestica. La discriminazione nel mercato degli affitti in Spagna si manifesta in vari modi, inclusi annunci che escludono esplicitamente gli stranieri o richiedono documentazione che certifichi la cittadinanza spagnola. Inoltre, l’accoglienza che le agenzie immobiliari riservano ai potenziali inquilini spesso varia in base a pregiudizi culturali o religiosi, accentuando le difficoltà per individui di specifiche etnie o fedi. Le conseguenze di questa discriminazione includono l’accesso limitato a alloggi dignitosi, spingendo molte persone a vivere in condizioni precarie o sovraffollate. In particolare, la comunità gitana e le donne musulmane affrontano sfide significative, con barriere che vanno oltre la mera discriminazione visibile e comprendono clausole contrattuali eccessivamente restrittive. Di fronte a questo scenario, è emersa la necessità di interventi normativi che affrontino e sanzionino la discriminazione nel settore immobiliare. La Legge globale per la parità di trattamento e la non discriminazione rappresenta un passo avanti in questo senso, imponendo alle autorità locali di adottare misure per garantire l’uguaglianza di accesso all’abitazione. In parallelo, iniziative come quella dell’Unione degli Inquilini cercano di affrontare collettivamente la speculazione e la discriminazione abitativa, evidenziando l’importanza di un approccio condiviso per assicurare alloggi dignitosi a tutti i cittadini, senza distinzioni di etnia o religione. Questi sforzi collettivi mirano a contrastare le pratiche discriminatorie e a promuovere una maggiore equità nel mercato immobiliare spagnolo. (Diogenenews 05/04/2024)
Centinaia di licenziamenti previsti ad Amazon Web Services. Finito il boom dell’e-commerce iniziato con la pandemia da Covid
Diogenenews 05/04/2024: Amazon ha annunciato un’ondata di licenziamenti che interesserà diverse centinaia di dipendenti all’interno della sua divisione di cloud computing, nota come Amazon Web Services (AWS). Questa mossa riguarda vari settori all’interno di AWS, inclusi i team di vendite, marketing, servizi globali e il dipartimento tecnico dei negozi fisici. Un rappresentante di AWS ha resonoto che questi licenziamenti sono il risultato di una revisione aziendale che ha evidenziato specifiche aree in cui era necessario ridurre il personale per ottimizzare le operazioni. Questa riduzione fa parte di un più ampio programma di tagli che Amazon sta attuando da quando Andy Jassy, CEO dell’azienda, ha segnalato la necessità di una riduzione dei costi di fronte a un aumento delle assunzioni durante il periodo pandemico che ora si ritiene eccessivo. Nei passati due anni, Amazon ha già eliminato migliaia di posti di lavoro in diverse aree, tra cui quelle legate ai dispositivi elettronici, ai libri, alle attività di e-commerce e ai negozi fisici, oltre alle sue divisioni che si occupano di risorse umane e altre funzioni amministrative. Recentemente, anche la divisione media di Amazon ha subito tagli significativi, come comunicato dal vicepresidente senior di Prime Video e Amazon MGM Studios, Mike Hopkins, che ha annunciato l’eliminazione di diverse centinaia di ruoli. In parallelo, Amazon Twitch, il servizio di streaming della compagnia, ha confermato una riduzione del 35% del suo organico, che si traduce in circa 500 posizioni tagliate, come parte di un “aggiornamento difficile” annunciato attraverso un post sul blog ufficiale. Nonostante queste riduzioni, Amazon mantiene una forza lavoro globale di circa 1,5 milioni di dipendenti. Questi licenziamenti riflettono una tendenza più ampia nel settore tecnologico, non necessariamente legata all’ascesa dell’intelligenza artificiale, ma piuttosto come risposta alla necessità di adattarsi al boom dell’e-commerce scaturito dalla pandemia di COVID-19. Secondo Mark Zuckerberg, CEO di Meta, l’industria si sta orientando verso una maggiore efficienza attraverso la gestione di una struttura organizzativa più snella. (Diogenenews 05/04/2024)


