La mappa del “turismo da diploma” in Italia per ottenere facilmente un titolo di studio
Diogenews 28/03/2024: Un recente dossier pubblicato dalla rivista Tuttoscuola ha messo in luce l’esistenza di un fenomeno definito “turismo da diploma”, localizzato principalmente in ristrette aree geografiche ma responsabile di un flusso economico significativo, stimato in decine di milioni di euro annui. Questa pratica, che vede studenti trasferirsi nelle scuole paritarie soltanto per conseguire il diploma di maturità attraverso metodi poco ortodossi, è stata dettagliatamente documentata nell’edizione più recente della Maturità, rivelando che potrebbero essere oltre 10.000 i diplomati del 2023 ad aver ottenuto il loro titolo mediante procedure dubbie. Tuttoscuola ha rilevato un aumento esorbitante degli iscritti nell’ultimo anno, in particolare un incremento del 166% nelle iscrizioni esclusivamente alla classe terminale, suggerendo che più di 30.000 studenti abbiano lasciato il sistema scolastico statale per quello paritario con l’obiettivo di affrontare la Maturità. Tale pratica si concentra maggiormente in 92 istituti paritari, pari al 6,5% del totale degli istituti che presentano studenti alla Maturità, coinvolgendo 10.941 studenti. La maggior parte di questi istituti si trova in Campania, che da sola conta il 90,5% dei casi, seguita da Lazio e Sicilia, mentre nessuno degli istituti interessati si trova in altre regioni italiane. Il dossier evidenzia inoltre che la Campania registra il maggior numero di nuove iscrizioni nell’anno scolastico che va dal quarto al quinto anno, con circa 105.000 iscritti aggiuntivi in scuole paritarie, rappresentando un aumento del 691%. Questo a fronte di un incremento complessivo nelle altre regioni di 61.587 iscritti, pari al 56%. In contrasto, regioni come la Lombardia mostrano incrementi molto più modesti. La proliferazione di cosiddette “classi collaterali”, autorizzate dagli Uffici scolastici regionali per gestire il sovraffollamento dovuto a questi nuovi iscritti, vede una distribuzione altamente disomogenea, con la Lombardia, il Piemonte e il Veneto che hanno autorizzato la creazione di una sola classe collaterale ciascuno, rispetto alle 462 classi approvate in Campania. Il “turismo da diploma” genera, secondo Tuttoscuola, un volume d’affari annuo di almeno 50 milioni di euro, alimentando una problematica che danneggia il sistema scolastico nel suo complesso, e in particolare le scuole paritarie. L’attenzione mediatica suscitata da questo dossier ha spinto il Ministero dell’Istruzione e del Merito a intraprendere indagini più approfondite, culminando nell’adozione di una nuova normativa da parte del Consiglio dei Ministri per contrastare il fenomeno. (Diogenews 28/03/2024)
L’Intelligenza Artificiale può salvare le isole del Pacifico dalla scomparsa dovuta al cambiamento climatico
Diogenews 28/03/2024: L’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento per contrastare gli impatti devastanti del cambiamento climatico sulle isole del Pacifico sarà uno dei temi centrali al prossimo vertice dei leader del Commonwealth. Questo importante incontro si terrà per la prima volta nella storia sull’isola di Samoa, simbolo della lotta contro l’erosione costiera accelerata dal riscaldamento globale, nell’autunno di quest’anno. La scelta di Apia, capitale di questo piccolo stato insulare polinesiano di 218.000 abitanti, per ospitare la riunione delle 56 nazioni che un tempo facevano parte dell’impero britannico, sottolinea l’urgenza di affrontare le minacce ambientali che incombono sui paesi del Pacifico. Nazioni tradizionalmente abituate a convivere con le meraviglie naturali dei loro territori e che si trovano ora ad affrontare la crescente minaccia di essere sommerse dall’oceano a causa del cambiamento climatico. La loro risposta include soluzioni innovative, come il progetto pionieristico di Tuvalu per digitalizzare il proprio patrimonio culturale e naturale, rendendolo accessibile attraverso la realtà aumentata in previsione della possibile scomparsa fisica dell’isola. La resilienza e la sopravvivenza sono le parole d’ordine del prossimo vertice, dove si discuterà di come l’intelligenza artificiale possa contribuire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Tra gli ospiti attesi, vi è la possibilità che partecipi anche re Carlo, attuale capo di Stato di 15 nazioni del Commonwealth, dal quale si spera un supporto non solo morale ma anche finanziario per lo sviluppo di tecnologie avanzate, come ChatGPT per applicazioni ambientali e sensori per il monitoraggio dell’erosione costiera. Il Primo Ministro di Samoa, Fiame Naomi Mata’afa, ha sottolineato l’importanza dell’evento come momento di impegno condiviso verso la sostenibilità e il progresso, invitando non solo i membri del Commonwealth ma tutta l’umanità, nel riconoscimento di una sfida globale che richiede una risposta unitaria per la salvaguardia del “bene comune. (Diogenews 28/03/2024)
Il 30 marzo sciopero in Italia per il rinnovo del contratto nella grande distribuzione
Diogenews 28/03/2024: Il recente rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore terziario, grazie all’accordo tra Confcommercio e Confesercenti con i sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs, contrasta con l’impasse raggiunta nelle trattative per il rinnovo del contratto della Distribuzione Moderna Organizzata (Federdistribuzione). Quest’ultimo, scaduto nel 2019, attende ancora di essere rinnovato, lasciando in sospeso oltre 240.000 dipendenti delle aziende associate. Dopo estenuanti negoziazioni, i sindacati hanno proclamato uno sciopero per il prossimo 30 marzo, in coincidenza con il sabato di Pasqua, citando una resistenza continua alla firma di nuovi accordi contrattuali, che ha già causato significative perdite economiche per i lavoratori del settore. Questo ritardo nel rinnovo, che segue uno stallo di ben 45 mesi rispetto all’ultimo accordo del 2015, si è tradotto in una minore retribuzione per gli addetti del settore, rispetto ai colleghi di altre aree del terziario, privando i lavoratori di migliaia di euro di salario. Le aziende di Federdistribuzione, da parte loro, esprimono rammarico per la rottura delle trattative, sottolineando di aver affrontato con responsabilità le questioni salariali e proposto adeguamenti normativi al contratto per adeguarlo ai cambiamenti nell’organizzazione del lavoro, nel tentativo di tutelare il potere d’acquisto dei dipendenti. La decisione dei sindacati di proclamare lo sciopero è stata etichettata dalle aziende come un atto di grave irresponsabilità e privo di fondamento, definendo la rottura delle trattative un’occasione perduta causata da un’iniziativa unilaterale dei sindacati. Le imprese esprimono il desiderio di riprendere il dialogo in maniera costruttiva, con l’obiettivo di raggiungere un accordo che tenga conto di tutte le questioni emerse durante le trattative. (Diogenews 28/03/2024)
Emergenza affitti: single e giovani coppie non sono in grado di pagare i canoni richiesti dai locatori nelle grandi città
Diogenews 28/03/2024: L’analisi di Immobiliare.it Insights ha evidenziato le crescenti difficoltà nel mercato degli affitti nelle grandi città italiane, dove i costi superano spesso le capacità economiche di singoli e giovani coppie. In particolare, a Firenze e Milano, i canoni medi per un bilocale sono risultati ben oltre il budget medio disponibile per un singolo, rispettivamente a 1.066 euro e oltre 1.320 euro al mese, segnalando una marcata inaccessibilità abitativa. Per affrontare questa problematica, il report “Una casa per tutti: la locazione in Italia” di Scenari Immobiliari, in collaborazione con AbitareCo, suggerisce come soluzioni il social housing e il multifamily, ovvero investimenti nel settore residenziale da parte di grandi investitori istituzionali destinati alla locazione. Tuttavia, lo sviluppo di tali soluzioni fatica a decollare a causa di limitazioni culturali e operative, con la maggior parte delle iniziative concentrate in poche aree, come Milano. Nel 2023, il settore immobiliare ha registrato investimenti per 6,5 miliardi di euro, con un calo rispetto al record del 2022, ma un forte interesse verso il residenziale e i comparti Build to Rent e student housing, soprattutto a Milano. Inoltre, la riconversione abitativa di immobili e lo sviluppo di nuovi terreni potrebbero aumentare significativamente il valore degli investimenti. Il numero di contratti di locazione nel 2023 ha segnato un incremento, raggiungendo 1,14 milioni di unità, con previsioni di ulteriore consolidamento. Parallelamente, si prevede un leggero aumento dei canoni. L’Italia si distingue a livello europeo per i rendimenti lordi residenziali, superando altre grandi economie come Francia e Germania, posizionandosi tra i paesi con i più alti rendimenti nel settore. (Diogenews 28/03/2024)
Un imprenditore canadese vende la sua azienda per regalare case ai senzatetto
Diogenews 28/03/2024: A Fredericton, città situata nella provincia del New Brunswick in Canada, si registra da anni un serio problema di alloggi che ha lasciato 1.800 persone senza una casa tra il 2022 e il 2023, secondo quanto riportato dalla CBC. In risposta a questa crisi, Marcel LeBrun, rinomato imprenditore nel settore tecnologico nonché filantropo, ha intrapreso un’iniziativa significativa per fare la differenza nella vita dei senzatetto della città. Dopo aver venduto la sua azienda per una cifra milionaria, LeBrun ha investito 3,7 milioni di euro nel progetto “12 Neighbours”, con l’obiettivo di costruire 99 mini case fornite di tutte le comodità essenziali, inclusi cucina, camera da letto e bagno, per offrire dignità agli abitanti più vulnerabili. Queste abitazioni, oltre ad essere funzionali, puntano anche alla sostenibilità, essendo equipaggiate con pannelli solari per minimizzare i costi energetici. LeBrun ha condiviso la sua visione con i media, affermando di vedersi come un “costruttore di comunità” e sottolineando come l’obiettivo del progetto vada oltre la realizzazione di un insediamento, mirando a rivoluzionare l’intera comunità cittadina. Forte del successo ottenuto, l’imprenditore ha già pianificato l’apertura di un centro comunitario e una caffetteria, che saranno gestiti direttamente dai residenti del progetto “12 Neighbours”, contribuendo così alla creazione di nuove opportunità di lavoro. (Diogenews 28/03/2024)
Commercio dei reni, la domanda supera l’offerta e la povertà spinge le persone a venderli
Diogenews 28/03/2024: Un’ampia revisione della letteratura medica degli ultimi 35 anni, condotta da Bijaya Shrestha del Centro di Kathmandu per la Ricerca in Educazione, Salute e Scienze Sociali in Nepal, ha messo in luce le varie cause che spingono le persone a vendere i propri reni. Pubblicata sulla rivista PLOS Global Public Health, l’analisi indica che, nonostante la crescente domanda di reni che supera l’offerta rendendoli tra gli organi più commercializzati a livello globale, vi sono stati scarsi tentativi di affrontare questa problematica e una mancanza di dati sull’efficacia delle politiche e delle innovazioni biotecnologiche in questo ambito. Tra i motivi principali della vendita di reni, emerge soprattutto la povertà, ma anche l’ignoranza, i debiti, e l’intenzione di utilizzare i guadagni per acquistare beni di consumo come motociclette, telefoni o terreni. Alcuni vendono per desiderio di indipendenza economica, altri per altruismo. Gli studi analizzati sottolineano anche l’impatto delle pressioni sociali e familiari: conformarsi alle aspettative può spingere gli uomini a vendere i propri organi per far fronte, ad esempio, alle spese della dote, mentre le donne possono trovarsi a vendere per via delle aspettative di svolgere lavori fisici pesanti. Le motivazioni variano anche a seconda della regione geografica, con la povertà che domina tra i venditori del subcontinente indiano, dove broker e intermediari giocano un ruolo chiave nel facilitare gli scambi tra venditori e acquirenti. Ricerche effettuate in India e nelle Filippine hanno evidenziato come le città con strutture mediche avanzate diventino centri nevralgici per il commercio di reni, mettendo in contatto donatori e riceventi. Gli autori del studio criticano le politiche attuali per la loro inefficacia nel risolvere le problematiche legate alla vendita di reni e al traffico internazionale di organi, sottolineando la complessità delle cause alla base di questa pratica e la necessità di approfondire ulteriori aspetti legati alla vendita di reni. (Diogenews 28/03/2024)
Povertà globale, la fotografia e l’analisi nel nuovo aggiornamento dati della Banca Mondiale. In Asia meridionale l’aumento maggiore.
Diogenews 28/03/2024: La Poverty and Inequality Platform (PIP) ha recentemente aggiornato le stime sulla povertà globale, includendo dati dal 2020 al 2022, un periodo significativamente influenzato dalla pandemia di COVID-19. Questo aggiornamento, arricchito da oltre 100 nuovi sondaggi, porta il totale a più di 2.300, offrendo una panoramica dettagliata sull’evoluzione della povertà globale, segnando il primo incremento di povertà estrema – definita da una soglia di 2,15 dollari al giorno – da decenni, passando dall’8,9% nel 2019 al 9,7% nel 2020. L’Asia meridionale ha visto il maggiore aumento di povertà estrema, mentre in America Latina e nei Caraibi si è registrata una diminuzione, grazie soprattutto alle politiche fiscali adottate dal Brasile per mitigare gli effetti economici della pandemia. Anche considerando soglie di povertà più elevate, la tendenza alla riduzione della povertà si conferma in varie regioni, compresa l’Europa e i paesi avanzati, a eccezione dell’Africa subsahariana, del Medio Oriente e del Nord Africa, dove i dati sono ancora limitati. Nonostante una recessione globale nel 2020, si è assistito a una ripresa economica nel 2021, con un ritorno ai livelli di povertà estrema pre-pandemia in alcune delle regioni più prospere entro il 2022. Tuttavia, a livello globale, la povertà nel 2022 rimaneva leggermente superiore ai livelli pre-pandemia, indicando una ripresa economica non uniforme, particolarmente lenta per l’Africa subsahariana. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 ha introdotto un ulteriore shock globale, contribuendo all’aumento dell’inflazione a livello mondiale. Ciò nonostante, i tassi di povertà globale nel 2022 sono risultati inferiori ai livelli del 2019, evidenziando una ripresa più rapida nelle regioni più prospere, con l’Africa subsahariana che continua a rappresentare la quota maggiore di estrema povertà globale. Questo aggiornamento della Banca Mondiale incorpora nuovi dati e revisioni metodologiche, rivedendo al ribasso la povertà estrema globale nel 2019 e mostrando un declino del numero di persone in povertà estrema, nonostante un aumento nell’Africa subsahariana. Queste revisioni riflettono l’accesso a nuovi dati di indagine e la conseguente riduzione del numero di persone considerate estremamente povere a livello globale, sottolineando l’importanza di politiche mirate e di una ripresa economica inclusiva per affrontare efficacemente la povertà nel mondo. (Diogenews 28/03/2024)
L’Irlanda del Nord deve affrontare un aumento senza precedenti della povertà infantile
Diogenews 28/03/2024: L’ultimo rapporto del Department of Communities dell’Irlanda del Nord, appena pubblicato, evidenzia una preoccupante realtà in Irlanda del Nord: un bambino su quattro vive in condizioni di “povertà relativa”, secondo l’analisi annuale 2022-23 sulla povertà e la disuguaglianza di reddito. Questa condizione è definita dal vivere in famiglie il cui reddito si posiziona al di sotto del 60% della media nazionale del Regno Unito per l’anno di riferimento. Dati preoccupanti emergono dal report, rivelando un incremento del 6% della povertà infantile rispetto all’anno precedente. Peter Bryson, a capo dell’organizzazione benefica Save the Children in Irlanda del Nord, ha etichettato queste statistiche come “scioccanti”, sottolineando il fallimento sistematico nei confronti dei bambini della regione. “La recente pubblicazione sullo stato della povertà dal Dipartimento per le Comunità mette in luce la drammatica realtà dell’incremento della povertà infantile nel nostro territorio”, ha commentato Bryson. Ha poi lanciato un appello alle autorità, invitandole a riconoscere la gravità della situazione e ad agire di conseguenza. Bryson ha sollecitato un’azione coordinata tra i vari dipartimenti per combattere la povertà infantile con misure concrete e ha richiesto l’elaborazione di una nuova strategia contro la povertà che affronti le sue cause e le sue conseguenze. “È fondamentale che affrontiamo insieme e con determinazione il problema della povertà infantile. Riteniamo imprescindibile includere le voci dei bambini nel processo decisionale, poiché il loro futuro ne dipende e hanno il diritto di essere ascoltati”, ha concluso Bryson. (Diogenews 28/03/2024)
In Germania sono oltre 14 milioni le persone che vivono in povertà
Diogenews 28/03/2024: Il rapporto della General Parity Association rivela che in Germania il numero di persone in condizione di povertà ha raggiunto i 14,2 milioni nel 2022, un aumento di 100.000 persone rispetto all’anno precedente. Questo dato include circa tre milioni di bambini, evidenziando che la povertà, nonostante una leggera diminuzione percentuale al 16,8%, rimane su livelli allarmanti, con quasi un milione di individui in più in situazione di povertà rispetto al 2019, prima delle crisi sanitarie ed economiche recenti. Dal 2006, la povertà in Germania è aumentata di 2,7 milioni di casi, con un’incidenza della povertà infantile particolarmente elevata, che colpisce quasi il 22% dei bambini. Ulrich Schneider, amministratore delegato dell’associazione, sottolinea la divisione regionale della Germania in tre fasce: regioni con tassi di povertà bassi come la Baviera, la maggior parte delle regioni con valori intorno alla media nazionale, e alcune, come il Saarland e la Renania Settentrionale-Vestfalia, dove la povertà supera la media. In particolare, l’area della Ruhr si distingue per un elevato tasso di povertà, raggiungendo il 22,1%, rendendola una delle zone più problematiche del paese sotto questo aspetto. Al contrario, Berlino si evidenzia per una significativa riduzione della povertà. Il rapporto si basa sui dati dell’Ufficio Federale di Statistica e adotta una definizione relativa di povertà, considerando in condizione di povertà chi vive con un reddito inferiore al 60% del reddito medio. Di fronte a questa situazione, la General Parity Association chiede al governo federale di intervenire con misure decisive, tra cui l’aumento del salario minimo a 15 euro, l’espansione dei servizi di assistenza all’infanzia, la protezione sociale dei bambini, il sostegno alle politiche ambientali e l’introduzione di un’assicurazione per l’assistenza a lungo termine fondata sulla solidarietà. Schneider critica fortemente la proposta di moratoria sulle prestazioni sociali avanzata dal ministro delle Finanze Christian Lindner, definendola una mossa che potrebbe acuire le divisioni sociali e politiche in Germania, favorendo l’ascesa di forze estremiste di destra. (Diogenews 28/03/2024)
La migrazione interna e l’agricoltura come strumenti per ridurre la povertà in Tanzania
Diogenews 28/03/2024: Lo studio intitolato “Gli effetti sul benessere del cambiamento strutturale e della migrazione interna in Tanzania” si concentra sull’analisi dell’impatto che i cambiamenti occupazionali intersettoriali e la migrazione interna possono avere sulla riduzione della povertà in Tanzania. Utilizzando i dati del Tanzania National Panel Survey (NPS), condotto nel 2014-15 e nel 2020-21, la ricerca esamina in dettaglio le transizioni lavorative tra agricoltura, industria e servizi, nonché i modelli di migrazione interna e i loro effetti sul benessere familiare. La ricerca evidenzia che le transizioni dal settore agricolo a quello dei servizi sono particolarmente significative, mentre una quota rilevante della popolazione rimane impegnata in attività agricole. Circa il 9% degli individui ha cambiato distretto nei cinque anni precedenti il sondaggio del 2020-21, e le analisi dimostrano che i movimenti occupazionali hanno un impatto considerevole sul benessere economico delle famiglie. In particolare, il passaggio dall’agricoltura ai servizi si associa a miglioramenti nel benessere, mentre il percorso inverso produce effetti negativi. Tuttavia, il documento sottolinea che il passaggio dall’agricoltura all’industria non necessariamente facilita la fuoriuscita dalla povertà, suggerendo che i benefici potrebbero dipendere dalle specifiche attività o sottosettori coinvolti. È stata inoltre trovata una correlazione positiva tra la migrazione interna e i movimenti lavorativi intersettoriali che favoriscono il benessere. Il ruolo dell’istruzione emerge come fattore cruciale, aumentando le possibilità di partecipare a movimenti settoriali positivi per il benessere e la migrazione attraverso i distretti, con i giovani che mostrano una maggiore propensione alla migrazione interna e ai cambiamenti lavorativi favorevoli. In conclusione, lo studio sottolinea l’importanza dell’agricoltura come principale settore occupazionale in Tanzania, evidenziando la necessità di politiche agricole trasformative per aumentare la produttività e migliorare il benessere di coloro che dipendono da questo settore. (Diogenews 28/03/2024)


