The Lancet Public Health: studiare allunga la vita e ha un impatto positivo sulla salute
Diogenenews 22/03/2024: Ogni ciclo di studi completato, sia esso scolastico o universitario, contribuisce positivamente all’allungamento della durata della vita, al contrario, la mancanza di istruzione ha effetti nocivi paragonabili a quelli di un’eccessiva assunzione di alcol o tabacco. Questa correlazione diretta tra educazione e speranza di vita è stata evidenziata per la prima volta in uno studio pubblicato su The Lancet Public Health, che ha esaminato dati provenienti da quattro diversi paesi: Regno Unito, USA, Cina e Brasile. Secondo questa ricerca, ogni anno trascorso in un’istituzione educativa a tempo pieno riduce il tasso di mortalità dell’individuo del 2%. Lo studio ha anche dimostrato che completare un ciclo di istruzione superiore ha un impatto sulla salute comparabile a quello di mantenere una dieta equilibrata per l’intera durata della vita, abbassando il rischio di morte prematura del 34% rispetto a chi non ha ricevuto un’istruzione adeguata. All’altro estremo, la mancata frequenza scolastica si rivela essere pericolosa per la salute adulta tanto quanto il consumo quotidiano di cinque o più drink alcolici o il fumo di 10 sigarette al giorno per dieci anni. “L’educazione riveste un ruolo cruciale non soltanto per i benefici che apporta alla salute, ma il fatto di poter ora misurare l’impatto di questi benefici rappresenta un progresso notevole”, ha commentato il dottor Terje Andreas Eikemo dell’NTNU, uno dei coautori dello studio, intervistato da The Guardian. L’analisi ha inoltre sottolineato che i guadagni in termini di longevità sono comparabili tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, senza distinzioni di genere o ceto sociale. David Finch, vice direttore della Health Foundation, ha osservato: “Nel Regno Unito affrontiamo disparità significative, con una differenza nell’aspettativa di vita tra le zone più benestanti e quelle più disagiate in Inghilterra che arriva a 9,4 anni per gli uomini e 7,7 anni per le donne. Pertanto, questo studio mette in luce una realtà già nota, ma è estremamente interessante osservare questi dati quantificati”. (Diogenenews 22/03/2024)
L’Antartide diventa territorio di esperimenti militari per Usa, Russia e Cina
Diogenenews 22/03/2024: Pochi giorni fa la Repubblica Popolare Cinese ha annunciato i suoi piani per ampliare la propria rete di stazioni terrestri satellitari in prossimità della sua struttura di ricerca antartica di Zongshan. Questa iniziativa è volta a potenziare le capacità della Cina nel rilevamento da remoto e nella raccolta di dati intorno al polo sud, inserendosi in una strategia più ampia di estensione delle infrastrutture spaziali cinesi, che ora spaziano dall’Antartide al Sud America. Queste stazioni, oltre ai loro impieghi civili, potrebbero facilmente trovare applicazioni in ambito militare, evidenziando il potenziale dell’Antartide di trasformarsi in un’arena di significative competizioni geopolitiche. Ciò sottolinea l’urgente necessità per gli Stati Uniti di sviluppare una strategia chiara e coerente per affrontare e contrastare queste tendenze emergenti. Diversamente dall’Artico, che ha visto una crescente attenzione per la sua militarizzazione e le gare per le risorse energetiche, l’Antartide è stata fino a ora un modello di stabilità internazionale. Questa condizione si deve principalmente al successo del Sistema del Trattato sull’Antartide (ATS), che dal 1959 governa il continente promuovendo la pace, la cooperazione scientifica e la tutela dell’ambiente, limitando le rivendicazioni territoriali e vietando l’esplorazione mineraria. Tuttavia, l’avanzamento delle tecnologie, l’acuirsi della competizione tra le potenze globali e un contesto internazionale sempre più frammentato minacciano di erodere questo quadro di stabilità. Le innovazioni tecnologiche, come nuovi rompighiaccio, proposte per piste di atterraggio permanenti, droni e avanzati sistemi di telerilevamento, stanno abbattendo le barriere che tradizionalmente hanno limitato l’accesso e l’attività umana in Antartide. Questi sviluppi, uniti all’attrattiva delle ricchezze naturali del continente e al suo ecosistema marino, stanno incentivando paesi come la Cina a esplorare possibilità che vanno oltre i vincoli imposti dall’ATS. Inoltre, l’inclusione esplicita dell’Antartide nelle strategie di sicurezza nazionale di attori globali come Russia e Cina solleva preoccupazioni serie sul futuro di un’Antartide demilitarizzata. Per ora, molte di queste sfide rimangono ipotetiche, ma lo scenario potrebbe cambiare rapidamente, portando a un deterioramento delle relazioni internazionali in Antartide. Questo richiede agli Stati Uniti di prepararsi a fronteggiare queste tendenze emergenti con una strategia proattiva per preservare l’Antartide come un dominio di cooperazione pacifica e di ricerca scientifica. Le sfide poste dall’evoluzione del contesto geopolitico e tecnologico in Antartide richiedono una risposta strategica degli Stati Uniti che sia multidimensionale e coordinata. È fondamentale aumentare l’interazione con i paesi chiave situati in prossimità dell’Antartide, sfruttare le discussioni internazionali sulle infrastrutture a duplice uso per chiarire la distinzione tra utilizzi civili e militari e rafforzare la ricerca scientifica multinazionale come fulcro dell’attività antartica. Questi passi aiuteranno a preservare lo spirito di collaborazione che ha finora caratterizzato l’esplorazione antartica, garantendo che l’Antartide rimanga una regione dedicata alla scienza e alla pace, libera da conflitti e competizioni militari. (Diogenenews 22/03/2024)
Dopo l’esempio del Veneto e della Lombardia le multe per i senzatetto arrivano al Sud
Diogenenews 22/03/2024: La sanzione di 100 euro imposta dalla Polizia Locale di Foggia il 14 marzo a un uomo senza fissa dimora di origine romena, per aver “bivaccato” in luoghi pubblici consumando cibo e bevande, ha scatenato un acceso dibattito. Questa situazione, che affligge molti e riflette una condizione di estrema difficoltà umana, ha visto l’intervento dell’arcivescovo dell’Arcidiocesi Foggia-Bovino. Appena qualche giorno prima dell’episodio, infatti, aveva visitato l’area della stazione e altre zone frequentate da senza tetto e migranti, portando conforto e solidarietà attraverso gesti di gentilezza e parole di incoraggiamento. La vicenda ha suscitato la reazione dei Fratelli della Stazione e degli attivisti della Comunità Politica per Foggia, i quali hanno espresso la loro indignazione per le azioni punitive nei confronti delle persone più vulnerabili della società. Hanno evidenziato che punire coloro che sono costretti a vivere in strada non contribuisce a migliorare la situazione del quartiere, ma rappresenta piuttosto un atto di crudeltà. In risposta a questi eventi, i legali dell’associazione ‘Avvocato di Strada’ hanno annunciato l’intenzione di richiedere l’annullamento delle sanzioni, sottolineando che la povertà non dovrebbe essere trattata come un reato. L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Episcopo, è stata sollecitata a rivisitare questa politica, criticata per trattare la povertà come una questione di decoro urbano e per la mancanza di umanità mostrata nel confiscare oggetti personali essenziali ai senza tetto. La ‘Comunità Politica per Foggia’ ha chiesto un’azione più compassionevole e conforme ai valori di solidarietà e legalità su cui si basa l’amministrazione. In risposta, l’amministrazione ha pubblicato una nota in cui ribadisce il proprio impegno verso la legalità e la solidarietà, ma senza affrontare direttamente le critiche ricevute. Ha evidenziato le proprie iniziative per assistere le persone in difficoltà e per migliorare le condizioni di vita nella città, sottolineando l’importanza della collaborazione con il terzo settore e la volontà di garantire che nessuno si senta escluso. Tuttavia, ha anche difeso le operazioni condotte nel quartiere Ferrovia come tentativi legittimi di far rispettare le leggi e di migliorare l’ambiente urbano, pur riconoscendo le complessità e le sfide nel bilanciare questi principi con le esigenze delle persone vulnerabili. (Diogenenews 22/03/2024)
Giornata mondiale dell’acqua: 2,2 miliardi di persone prive di accesso quotidiano
Diogenenews 22/03/2024: La gestione e condivisione dell’acqua emerge come una chiave fondamentale per il benessere e la pace globale. Tuttavia, nel contesto mondiale si osserva una crescente propensione a considerare l’acqua come motivo di attrito e discordia, richiamando la celebre parabola del lupo e dell’agnello al fiume. La situazione è aggravata dal fatto che tra il 2002 e il 2021, circa 1,4 miliardi di individui hanno risentito degli effetti della siccità, contribuendo all’aumento dei flussi migratori, che rappresentano il 10% della migrazione globale. Nel corso della Giornata mondiale dell’Acqua, l’ONU, attraverso un’approfondita analisi pubblicata dall’UNESCO, ha sottolineato l’importanza di una gestione dell’acqua cooperativa e sostenibile. Tra i benefici elencati si trovano la sicurezza alimentare, sanitaria, energetica, la prevenzione dei disastri naturali, il sostegno all’istruzione, l’elevazione degli standard di vita e l’impulso allo sviluppo economico, senza tralasciare il valore dei servizi ecosistemici. Nonostante questi sforzi, la comunità internazionale è ancora lontana dal raggiungere l’obiettivo n. 6 dell’Agenda 2030: assicurare l’accesso universale a fonti di acqua potabile sicura. Nel 2022, si contavano ancora 2,2 miliardi di persone prive di accesso quotidiano a acqua sicura, e 3,5 miliardi di individui esclusi da servizi igienico-sanitari adeguati, una problematica che affligge sia le aree rurali che quelle urbane, dove la rapida crescita demografica supera la capacità delle città di fornire servizi essenziali. Il rapporto evidenzia che, attraverso la storia, l’acqua ha svolto un ruolo centrale nell’unire le comunità e costruire civiltà, soprattutto in regioni dal clima arido. È citato l’esempio dello Yemen, dove l’acqua di una diga diventata oggetto di contese è stata trasformata in fonte di pace grazie all’iniziativa di un gruppo di donne. Queste hanno fondato un’associazione per la gestione dell’acqua che ha favorito la risoluzione dei conflitti, con l’aiuto della FAO, attraverso l’implementazione di un sistema di irrigazione a gravità. Un altro caso di successo è rappresentato dallo Stato del Gujarat in India, dove l’installazione di pannelli solari sui canali di irrigazione ha generato una serie di benefici ambientali e economici, riducendo l’evaporazione dell’acqua e migliorando l’efficienza energetica. Questo approccio innovativo offre un modello replicabile su scala globale. In Cile, un sistema di sussidi mirati per l’acqua ha aiutato le famiglie più povere, contribuendo a ristabilire la fiducia nelle istituzioni post-dittatura. In Europa, la cooperazione transfrontaliera attorno ai bacini idrici condivisi dimostra il potenziale di partnership internazionali nel gestire in modo sostenibile le risorse idriche. L’esperienza del fiume Sava, che attraversa le nazioni dell’ex Jugoslavia, esemplifica come l’acqua possa diventare un simbolo di riconciliazione e sviluppo socio-economico, sottolineando l’importanza cruciale dell’investimento nella “pace dell’acqua” per assicurare un futuro prospero in un’era segnata da sfide climatiche. L’ONU ricorda che i bacini idrici transfrontalieri costituiscono il 60% delle acque dolci globali e sostengono oltre il 40% della popolazione mondiale. Nonostante ciò, in Africa, solo una minima parte dei bacini sotterranei transnazionali è oggetto di accordi formali di cooperazione, sottolineando la necessità urgente di riconoscere l’acqua non solo come una risorsa vitale ma anche come un ponte per la cooperazione internazionale e lo sviluppo sostenibile. La scarsa gestione e l’assenza di accordi cooperativi sui bacini idrici transnazionali rappresentano un’enorme opportunità mancata per affrontare congiuntamente le sfide idriche, promuovere la ricerca e l’accesso a fonti d’acqua sotterranee, e avanzare verso una gestione più equa e sostenibile delle risorse idriche a livello globale. (Diogenenews 22/03/2024)
In Germania la crisi economica provoca la serie più lunga di scioperi dagli anni ’50
Diogenenews 22/03/2024: Da oltre quattro mesi, il presidio degli operai dello stabilimento di rottami metallici SRW, nei pressi di Lipsia, in Germania, segna una protesta divenuta storica. Il conto del tempo trascorso supera i 136 giorni. Questo sciopero è entrato nella storia tedesca come il più lungo del dopoguerra, superando il precedente record di 114 giorni risalente agli anni ’50. Questa ondata di proteste segna un momento di riflessione per la Germania, un paese noto per il suo modello di contrattazione collettiva pacifica, ora messo alla prova da uno dei periodi più critici per i lavoratori negli ultimi 25 anni. La Germania sta assistendo a uno dei maggiori numeri di scioperi, che hanno interessato vari settori, causando preoccupazione tra i cittadini e le autorità per l’impatto sul tessuto economico e sociale del paese. Il contesto economico in cui si inseriscono queste proteste è particolarmente difficile. La Germania, un tempo locomotiva economica europea, sta vivendo una fase di stallo, con una crescita tra le più basse della zona euro e una recessione che ha colpito nel 2023. L’escalation dei prezzi dell’energia e il calo della produzione industriale hanno portato a una inflazione record, con i salari reali dei lavoratori a basso e medio reddito in significativa diminuzione, la più marcata dal dopoguerra. Il disagio si amplifica di fronte alla crescente carenza di manodopera e all’invecchiamento della popolazione, che minacciano la sostenibilità del sistema di welfare. In questo scenario, le richieste degli scioperanti vanno oltre il semplice aumento salariale; chiedono miglioramenti nelle condizioni di lavoro, una maggiore prevedibilità dei turni e un equilibrio tra vita professionale e privata. Esempi emblematici di questa lotta si trovano nelle parole dei manifestanti e nelle azioni di protesta che hanno interessato infrastrutture critiche, causando notevoli disagi economici. L’appello dei lavoratori è per una maggiore considerazione e rispetto delle loro esigenze, in un momento in cui il modello di lavoro tradizionale è messo in discussione da cambiamenti culturali e da un sistema fiscale che penalizza il lavoro dipendente. La situazione richiede un nuovo approccio alla gestione del lavoro, che tenga conto delle trasformazioni in atto e dell’esigenza di garantire sicurezza e prospettive future ai lavoratori. La sfida è trovare un equilibrio tra le necessità economiche del paese e il benessere dei suoi cittadini, per evitare che la Germania, un tempo simbolo di successo e stabilità, affronti un periodo di incertezza e difficoltà prolungate. (Diogenenews 22/03/2024)
La crisi della democrazia nei paesi dell’Africa un tempo sotto il dominio francese
Diogenenews 22/03/2024: In varie nazioni dell’Africa precedentemente sotto il dominio coloniale francese, la democrazia sta affrontando significative turbolenze. In Senegal, le elezioni sono state sospese dal presidente in carica, mentre in Niger un colpo di stato ha estromesso un presidente democraticamente eletto, ancora trattenuto in detenzione. Nel frattempo, in Ciad, un influente esponente dell’opposizione è deceduto durante uno scontro armato, e in Tunisia si assiste a un progressivo declino democratico verso un governo autoritario. Queste crisi riflettono un disagio diffuso, radicato nella storia post-coloniale e nei legami mantenuti con la Francia, che ha lasciato un’eredità di centralizzazione del potere presidenziale e di relazioni politico-economiche spesso a sostegno di regimi corrotti. Nonostante un calo del sostegno alla democrazia rilevato da sondaggi come quelli di Afrobarometer, in contrasto con un aumento dell’accettazione di governi militari, le ex colonie francesi stanno vivendo una ondata di instabilità politica. La maggior parte dei colpi di stato dal 2020 si sono verificati in queste nazioni, evidenziando una tendenza preoccupante verso l’instabilità e l’insoddisfazione popolare verso le forme democratiche di governo. Il sostegno decrescente alla democrazia e l’accettazione dei governi militari come “governi di transizione” dimostrano un momento critico per queste nazioni. Nonostante le promesse di elezioni future, molti cittadini sotto regimi militari ritengono che non sia prioritario tornare a governi democraticamente eletti, evidenziando un profondo scetticismo nei confronti dell’efficacia della democrazia nel rispondere alle loro esigenze. Questo contesto politico instabile è aggravato dalle sfide economiche e sociali, con molti che vedono i colpi di stato come un tentativo di liberarsi dall’influenza neocoloniale, soprattutto francese, nonostante le difficoltà economiche e le sanzioni che ne derivano. La percezione di una Francia ancora dominante e di leader africani come suoi sostenitori, unitamente alla critica verso organizzazioni come l’ECOWAS per il loro approccio selettivo nella condanna dei colpi di stato, alimenta ulteriormente il disincanto verso la democrazia e la ricerca di alternative. In questo complesso scenario, il rischio è che la democrazia, una volta fiorente in alcune di queste nazioni, possa soccombere sotto il peso di un crescente autoritarismo, colpi di stato militari e un’insoddisfazione generale verso i governi percepiti come marionette di potenze straniere, in particolare la Francia. Questa situazione solleva interrogativi fondamentali sulla direzione futura di queste società e sul ruolo che la democrazia potrà avere nel loro sviluppo politico ed economico. (Diogenenews 22/03/2024)
Il debito Usa toccherà cifre record entro il 2029 e continuerà a crescere fino al 166% del Pil
Diogenenews 22/03/2024: Secondo un recente studio del Congressional Budget Office, si prevede che il debito federale degli Stati Uniti, in rapporto al PIL, toccherà cifre record entro il 2029, proseguendo la sua ascesa per i successivi trent’anni. Questo incremento del debito, viene avvertito, porterà a conseguenze negative per l’economia americana, tra cui un aumento dei pagamenti di interessi a creditori internazionali e un rallentamento della crescita economica. La proiezione indica che, entro il 2054, il debito costituirà il 166% del PIL, mentre gli interessi da pagare rappresenteranno il 6,3% del PIL. Contestualmente, le spese per la sicurezza sociale assorbiranno oltre metà delle uscite federali. Questo rapporto arriva in un periodo di crescente indebitamento statunitense, dovuto principalmente a un incremento delle spese governative e dei costi di interesse sul debito esistente. L’invecchiamento demografico preoccupa particolarmente, vista l’aspettativa che un numero maggiore di cittadini richiederà prestazioni di sicurezza sociale e assistenza sanitaria. L’analisi prevede anche che l’immigrazione contribuirà alla crescita della forza lavoro e, di conseguenza, all’economia, nei prossimi trent’anni. Tuttavia, il futuro rimane incerto a causa di potenziali cambiamenti geopolitici e crisi sanitarie, che potrebbero influenzare la spesa e la produzione. Un’altra variabile chiave è rappresentata dal destino dei tagli fiscali del 2017, previsti per scadere nel 2025, che potrebbero essere prorogati, aggravando il deficit. La CBO nota che i deficit futuri saranno leggermente inferiori alle stime precedenti grazie al Fiscal Responsibility Act del 2023, che ha introdotto limiti di spesa. Si sta attualmente elaborando una nuova legge di bilancio che dovrebbe rispettare questi limiti, e che il presidente Biden potrebbe firmare a breve. Tuttavia, gli esperti fiscali esprimono preoccupazione per l’apparente mancanza di volontà politica di affrontare in modo decisivo il crescente debito nazionale. La resistenza alla riforma dei programmi di sicurezza sociale, come Social Security e Medicare, dimostra le difficoltà politiche nel ridurre i deficit. Recenti proposte di bilancio mirano a ridurre il deficit aumentando le tasse per le società e i più ricchi, prevedendo un taglio al deficit di 3 trilioni di dollari nel prossimo decennio. In contrasto, l’ex presidente Trump, che durante il suo mandato aveva visto aumentare il deficit, aveva inizialmente promesso di eliminare il debito nazionale in otto anni e continua a promuovere ulteriori tagli fiscali in vista di una possibile rielezione. (Diogenenews 22/03/2024)
Attentato a Kabul, 20 persone morte e 50 feriti. Sospetti sulla responsabilità dell’Isis-K
Diogenenews 22/03/2024: Un tragico attentato dinamitardo si è verificato presso un istituto bancario a Kandahar, nell’Afghanistan meridionale, provocando la morte di almeno 20 persone, inclusi alcuni affiliati ai Talebani, come confermato da personale medico. L’incidente ha avuto luogo in mattinata davanti alla New Kabul Bank, quando un attentatore ha detonato un ordigno esplosivo, apparentemente prendendo di mira i Talebani in fila per il ritiro degli stipendi. Il bilancio delle vittime include circa 50 feriti, stando a quanto riportato da medici e infermieri dell’ospedale regionale Mirwais, che hanno preferito rimanere anonimi. I Talebani, tuttavia, hanno fornito un conteggio più basso delle vittime, indicando tre morti e una dozzina di feriti. Nessun gruppo ha rivendicato immediatamente l’attacco, ma funzionari Talebani del Ministero degli Interni hanno suggerito che dietro l’attentato potrebbe esserci lo Stato Islamico-Khorasan (ISIS-K), una filiale regionale dell’ISIS. Il governo ha espresso ferma condanna dell’attacco, promettendo di perseguire e portare davanti alla giustizia i responsabili al più presto. Questo evento sottolinea le continue sfide di sicurezza in Afghanistan, nonostante i miglioramenti dal termine del conflitto guidato dagli USA nel 2021 e l’assunzione del potere da parte dei Talebani. Gli attacchi sporadici, in particolare contro le forze di sicurezza talebane e la minoranza Hazara, persistono. L’ISIS-K, ostile ai Talebani e accusato di non aderire alla vera legge della Sharia, rappresenta ancora una minaccia, nonostante una campagna talebana per eliminarlo. Negli ultimi due anni, l’organizzazione ha esteso i suoi attacchi anche al Pakistan, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza regionale. Testimonianze locali raccontano momenti di panico e caos immediatamente dopo l’esplosione, con la polizia talebana e i civili che si affrettavano a soccorrere i feriti. Le immagini diffuse sui social media mostrano la devastazione causata dall’attentato, con finestre distrutte e tracce di sangue. Nonostante i tentativi dei Talebani di rassicurare la popolazione sulla sicurezza, l’attacco a Kandahar evidenzia vulnerabilità e sfide che il governo talebano deve ancora affrontare per garantire la sicurezza dei suoi cittadini. (Diogenenews 22/03/2024)
L’Onu approva linee guida per l’uso dell’Intelligenza Artificiale. E’ il primo tentativo di regolamentazione del settore
Diogenenews 22/03/2024: L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato per acclamazione una risoluzione pionieristica che promuove lo sviluppo e l’uso di sistemi di intelligenza artificiale (AI) che siano sicuri, protetti e affidabili, al fine di favorire il progresso sostenibile globale. Questo impegno, sostenuto dagli Stati Uniti e co-patrocinato dall’India insieme ad altri 120 paesi, segna la prima iniziativa dell’Assemblea volta a normare il settore emergente dell’AI. La risoluzione, sebbene non abbia forza vincolante, segna un passo cruciale verso l’istituzione di linee guida internazionali per garantire sistemi di AI sicuri ed etici. La Vicepresidente USA Kamala Harris ha evidenziato l’importanza di questa direzione per il futuro dell’AI, esortando ad un approccio responsabile e all’adozione di pratiche che rispettino i diritti umani sia online che offline. L’ONU invita a una moratoria sull’uso di AI incompatibili con i diritti umani e sollecita tutti i soggetti coinvolti, inclusi gli Stati, il settore privato e la società civile, a promuovere normative per un impiego sicuro dell’AI. Inoltre, riconosce le disparità tecnologiche globali, sollecitando un maggiore supporto ai paesi in via di sviluppo per superare il divario digitale. In India, il primo ministro Narendra Modi ha sottolineato il potenziale del paese nell’AI, evidenziando l’impegno nazionale attraverso varie iniziative, come la Missione Quantistica Nazionale e la Missione AI. Modi ha evidenziato le numerose possibilità che l’AI offre per l’innovazione e lo sviluppo in diversi settori, da quello agricolo a quello sanitario. L’India, inoltre, ricoprirà un ruolo chiave nella Global Partnership on Artificial Intelligence (GPAI) nel 2024, confermando il suo impegno verso un impiego responsabile e inclusivo dell’AI. L’iniziativa GPAI mira a facilitare la ricerca e l’applicazione dell’AI per affrontare questioni cruciali a livello globale. Anche a livello internazionale, la conversazione sull’AI prosegue, con l’approvazione da parte del Parlamento Europeo di una legislazione all’avanguardia per regolamentare questo settore, volto a proteggere i cittadini europei e promuovere al contempo l’innovazione. Questo regolamento, che dovrebbe entrare formalmente in vigore entro i prossimi due anni, è un esempio di come le nazioni stiano cercando di navigare le complesse sfide poste dall’AI, equilibrando le opportunità di crescita con la necessità di sicurezza e giustizia. (Diogenenews 22/03/2024)
In Bangladesh un quarto delle famiglie contrae prestiti per coprire le spese basilari
Diogenenews 22/03/2024: Un’indagine del Bangladesh Bureau of Statistics del 2023 ha rilevato che circa un quarto delle famiglie del paese ha bisogno di contrarre prestiti per beni di prima necessità: cibo, alloggio, salute e istruzione. Delle oltre 29.000 famiglie intervistate, ciascuna famiglia ha contratto un prestito di circa 49.000 Taka solo per il cibo (1 euro equivale a 119 taka). Ma la statistica più scioccante di questo sondaggio è che circa 3,77 milioni di persone hanno sperimentato “insicurezza alimentare da moderata a grave” lo scorso anno. In poche parole, hanno dovuto saltare un pasto perché non potevano permetterselo, o hanno dovuto attenersi spesso a una dieta che escludeva elementi nutrizionali importanti come pesce e carne. La spirale dei prezzi di praticamente tutti i beni di prima necessità ha portato ad avere meno cibo sulla tavola e a chiedere prestiti con sempre maggiore disperazione. In un Paese che vanta uno “tsunami di sviluppo” e un’incredibile crescita economica, avere questa larga parte della popolazione in circostanze così terribili è sia inaccettabile che immorale. È inaccettabile a causa delle migliaia di milioni che sono stati e vengono spesi in megaprogetti, mentre solo il 10% più ricco della popolazione (gran parte della quale è collegata al potere politico) detiene ora circa il 41% del reddito totale della nazione, mentre il reddito del 10% più povero equivale all’1,31%. Fissare un tetto massimo ai prezzi dei beni di prima necessità finora non ha funzionato ed è ovvio che il governo deve intensificare gli sforzi in termini di rete di sicurezza sociale per aiutare le persone a superare queste punitive pressioni inflazionistiche. Condividere anche una minuscola percentuale della ricchezza del 10% più ricco con i compatrioti meno fortunati potrebbe rendere la crescita più inclusiva in Bangladesh per rendere credibile la narrativa di un paese sulla via dello sviluppo. (Diogenenews 22/03/2024)


