sabato, Gennaio 24, 2026

25 luglio 1943, cade Mussolini

di Alfredo Facchini

79 anni fa cade il regime del criminale Benito Mussolini.

Fra la notte del 24 e il 25 luglio 1943, Benito Mussolini viene destituito dal “Gran Consiglio del Fascismo”. Il re lo fa arrestare.

La notizia deflagra inattesa nel paese. Manifestazioni e cortei spontanei attraversano la penisola. Per molti è la fine di un incubo, per altri la fine della guerra. C’è chi inneggia al Re Vittorio Emanuele Terzo e chi al maresciallo Badoglio.

Gli antifascisti assaltano le “case del fascio”, i covi dove le camicie nere hanno consumato le peggiori sopraffazioni.

Ma è un fuoco di paglia, solo una “vacanza di libertà”, come l’ha definita lo storico Spriano.

Il proclama letto da Badoglio, che succede a Mussolini, annuncia che “la guerra continua”.

“Italiani! Per ordine di Sua Maestà il Re e Imperatore assumo il Governo militare del Paese, con pieni poteri. La guerra continua. L’Italia, duramente colpita nelle sue provincie invase, nelle sue città distrutte, mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue millenarie tradizioni.

Si serrino le file attorno a Sua Maestà il Re e Imperatore, immagine vivente della Patria, esempio per tutti. La consegna ricevuta è chiara e precisa: sarà scrupolosamente eseguita, e chiunque si illuda di poterne intralciare il normale svolgimento, o tenti turbare l’ordine pubblico, sarà inesorabilmente colpito. Viva l’Italia. Viva il Re”.

La circolare emanata dal generale Roatta prende alla lettera le intenzioni del nuovo governo militare e ordina la repressione di ogni atto capace di turbare l’ordine pubblico. Polizia e carabinieri sono autorizzati ad aprire il fuoco.

Vengono vietate tutte le manifestazioni e si fa assoluto divieto ai cittadini di portare distintivi, di esporre bandiere e di riunirsi in pubblico in più di tre persone.

A Reggio Emilia si verifica un episodio di sangue gravissimo.
Gli operai delle “Officine Reggiane” in sciopero si trovano le uscite sbarrate da un reparto militare dell’esercito che spara uccidendo 9 persone e ferendone altre 50.

Il clima è di terrore. “Chiunque anche isolatamente compia atti di violenza o ribellione contro le FFAA o la Polizia o insulti le stesse istituzioni venga immediatamente passato per le armi”.

Mussolini, liberato dai tedeschi, non si da per vinto: quaranta giorni dopo nasce la “Repubblica Sociale Italiana”, con capitale Salò sul lago di Garda, uno statarello fantoccio sottoposto al controllo delle truppe tedesche.

8 settembre 1943: Badoglio comunica per radio la firma dell’armistizio con gli Alleati angloamericani. L’Italia cambia schieramento.

Ora si trova divisa in due: il Sud occupato dall’esercito anglo-americano, il nord dall’esercito tedesco.

Un pezzo del Paese, quello migliore, si ribella.

9 settembre 1943: nasce il “Comitato di Liberazione nazionale” (Cln). Prende avvio la resistenza armata al nazifascismo.

Alfredo Facchini

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