Negli Stati Uniti andare in pensione non significa necessariamente raggiungere la sicurezza economica. Nel 2025 oltre dieci milioni di persone dai 65 anni in su vivevano in povertà, secondo i dati del Census Bureau richiamati dalla Fondazione AARP e dal National Council on Aging. Affitto, alimentazione e cure mediche restano spese difficili da sostenere anche dopo una vita di lavoro.
Il dato riguarda la misura supplementare della povertà, che considera, oltre ai redditi, gli aiuti ricevuti e alcune spese indispensabili, comprese quelle sanitarie. Con questo indicatore, la quota di anziani poveri raggiunge il 15,4%, superiore alla media nazionale. Il confronto con l’anno precedente mostra un lieve aumento, che il Census non considera statisticamente significativo: resta però l’ampiezza di una difficoltà che coinvolge milioni di persone.
Le condizioni che portano alla povertà in vecchiaia si accumulano spesso molto prima della pensione. Dan Doonan, direttore del National Institute on Retirement Security, spiega a Yahoo Finance che le donne arrivano più frequentemente a questa fase dopo carriere meno retribuite e con minori possibilità di risparmio. Una malattia, la necessità di assistere un familiare o una perdita finanziaria possono consumare le risorse disponibili, mentre una maggiore longevità impone di farle durare più a lungo.
Per chi ha avuto salari bassi, anche costruire un risparmio previdenziale durante gli anni di lavoro è difficile. Nell’analisi riportata da Yahoo Finance, l’economista Teresa Ghilarducci sottolinea il peso della minore diffusione delle pensioni aziendali tradizionali e dell’insufficienza dei risparmi nei piani individuali legati all’impiego.
La Social Security, il sistema previdenziale pubblico, rimane decisiva: secondo il National Council on Aging, nel 2025 ha tenuto fuori dalla povertà quasi 21 milioni di anziani. Per molti beneficiari, tuttavia, l’assegno non basta a coprire tutte le necessità.
Esiste poi un problema di accesso ai sostegni già disponibili. La stessa organizzazione segnala che oltre nove milioni di anziani aventi diritto non risultano iscritti ai programmi esaminati, che aiutano a pagare alimenti, assistenza sanitaria e altre spese essenziali. Chiede quindi procedure più semplici e un’informazione capace di raggiungere chi oggi resta escluso.



