di Emiliano Gentili e Federico Giusti
La penetrazione delle Forze Armate nella scuola pubblica è sempre più evidente e, come nostro solito, la seguiamo e commentiamo con dovizia di particolari. Oggi denunciamo l’iniziativa di Sabato 3 Ottobre, organizzata presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Il Tagliamento” di Spilimbergo e denominata “Technology Day 2”.
All’incontro, infatti, hanno partecipato la Polizia di Stato di Pordenone, arrivata in forze con la Questura (in particolare con gli operatori della Polizia Scientifica), la Polizia Stradale e la Polizia Postale, nonché l’Arma dei Carabinieri. Presente, inoltre, la nota azienda bellica Leonardo.
L’Arma ha allestito un banchetto informativo per illustrare le opportunità di carriera e i profili tecnici richiesti nei diversi reparti, fatto di per sé gravissimo. La Polizia di Stato, invece, ha inteso mostrare come la tecnologia sia oggi un elemento fondamentale nell’attività quotidiana delle forze dell’ordine (e su questo teniamo a sottolineare che parte della “lezione” è convenuta sull’utilizzo delle tecnologie nel mondo della sicurezza investigativa).
Infine, ai ragazzi sono stati distribuiti volantini e pieghevoli, nel mentre li si incoraggiava a proseguire negli studi scientifici per sviluppare competenze utili alle forze dell’ordine e alle aziende militari. Insomma, un modo di fare scuola piegato alle esigenze delle forze armate, che arriveranno presto a influenzare, anche indirettamente, i programmi di studio.
La presenza a vario titolo di forze dell’ordine e militari nelle scuole è assolutamente sdoganata: non vi sono più soltanto attività di prevenzione e “educazione alla legalità”, ma vere e proprie passerelle orientate a persuadere gli studenti che la filiera bellica offra buone opportunità di carriera.
Forse hanno paura che avvenga quel che è successo in Germania, dove su centinaia di migliaia di questionari inviati a neo-maggiorenni per sondare la loro disponibilità a unirsi alle Forze Armate solo in pochi si sono mostrati interessati: su 300 mila interpellati, hanno risposto sì in 530.
E intanto gli studenti protestano da settimane contro la reintroduzione del servizio militare per i diciottenni (per ora in forma volontaria) con decine di manifestazioni e iniziative che evidenziano il rifiuto delle giovani generazioni al Riarmo renano ed europeo, nonché alla trasformazione delle imprese civili in industrie militari.
di Emiliano Gentili e Federico Giusti



