Lo hanno fatto in tutte le precedenti edizioni, non è una novità. Le Olimpiadi, che domani iniziano a Parigi con una fastosa cerimonia di apertura, comportano la militarizzazione della città che le ospita. Necessario, forse, ma poco sportivo verso i cittadini.
Sarebbe logico pensare che ciò avvenga per questioni di sicurezza, per evitare attentati. In realtà più che la sicurezza degli atleti agli organizzatori interessa quella degli affari. A Parigi sono stati rastrellati, caricati a forza sui pullman e deportati altrove migliaia di indigenti.
Questioni di “decoro urbano”, la povertà ormai è affrontata dalle amministrazioni locali, compresa quella “di sinistra” di Anne Hidalgo, come un problema estetico anzichè sociale. Si nascondono i problemi sotto il tappeto perchè non si è capaci di risolverli.
La sindaca di Parigi è fresca di una bella nuotata sulla Senna, per dimostrare che è balneabile. Un po’ come quei nostri amministratori di città del sud che durante un’ondata di colera mangiano in diretta tv i frutti di mare e finiscono all’ospedale senza tv.
Gli atleti però hanno paura di fare da cavie a un’operazione dove le analisi dell’acqua dimostrano che i batteri Escherichia coli ed enterococchi non hanno letto il decreto della sindaca. Inoltre la corrente del fiume è troppo forte per le gare.
Nonostante le grandi pulizie di fiume e di terra i negozianti sono molto delusi. Gli affari in questi giorni, c’informa Le Monde, sono calati del 50%, a causa delle imponenti misure di sicurezza che rendono difficile avvicinarsi al centro cittadino.
Ci sono chilometri di recinzioni metalliche e posti di blocco per la cerimonia d’apertura. Chi deciderà di mangiare nei locali del centro dovrà presentare uno speciale codice QR che prevede una verifica dei precedenti e molti turisti non lo sanno.

Il problema è di tale portata che il governo sta valutando una forma di risarcimento per i commercianti. Dopo la cerimonia di apertura le misure di sicurezza verranno allentate, ma una parte del danno è già fatta.
Dai trionfali 15 milioni di turisti attesi si è scesi a 11 milioni, un decimo provenienti dall’estero. Succede sempre, non è una particolarità di Parigi, il desiderio dei governi di utilizzare i giochi olimpici come vetrina produce false promesse.
Ai 10 miliardi di debiti accumulati dalla città di Parigi negli anni si è aggiunto il milione di euro speso soltanto per mettere sei pannelli blu sulla facciata del municipio, allo scopo, dice Hidalgo, di “preparare i residenti ad assumersi la responsabilità di questo evento”.
Ed è proprio la riverniciatura della facciata il tema di Parigi 2024, che dietro la consueta voglia di grandeur francese nasconde un’intricata rete di questioni sociali irrisolte. A cominciare dai quaranta cantieri che risultano aver commesso violazioni verso i lavoratori.
Ci sono poi le 3.000 unità abitative sulle 22.000 dell’Ile-de-France requisite agli studenti per mettere le loro stanze universitarie a disposizione del personale impegnato nei giochi. Un’altra espulsione di soggetti deboli, inutili le proteste delle associazioni.
Parigi 2024 ha già vinto la medaglia d’oro delle polemiche su tutte le precedenti edizioni dei giochi. L’ultima riguarda i ballerini della cerimonia inaugurale che, oltre a protestare per le paghe esigue, denunciano di respirare le polveri di piombo alzate dai lavori.
Altra medaglia d’oro per il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo Le Journal du dimanche, decisamente di destra, pur di brillare da solo avrebbe fatto escludere il suo primo ministro Gabriel Attal dalla cena inaugurale di stasera alla Piramide del Louvre.
L’esperienza c’insegna che le Olimpiadi, da diversi decenni, non portano nessuno dei benefici promessi ai cittadini, ma disagi non compensati da entrate economiche nè da strutture che restano dopo i giochi.
Il francese Pierre De Coubertin, pedagogo e fondatore dei giochi olimpici moderni, non ha soltanto detto il fatidico “L’importante non è vincere ma partecipare”. Una sua frase poco ricordata è invece: “L’onestà è un lusso che i ricchi non possono permettersi”.


