Le inondazioni che hanno colpito Mokwa, cittadina mercato nello stato centro-settentrionale del Niger, si stanno rivelando tra le più gravi degli ultimi decenni in Nigeria. Secondo il bilancio più attendibile riportato dalla BBC, i morti sono almeno 700, mentre più di 3.000 persone risultano sfollate. Altre centinaia di cittadini sono ancora dispersi.
Le forti piogge si sono abbattute sulla regione nella notte tra mercoledì e giovedì, trasformandosi in un’improvvisa ondata d’acqua che ha travolto almeno tre comunità locali. L’alluvione ha colpito duramente i distretti di Tiffin Maza e Anguwan Hausawa, sommergendo abitazioni, mercati e infrastrutture. In alcune aree, i tetti erano a malapena visibili e i sopravvissuti sono rimasti immersi nell’acqua fino alla vita per ore.
Le autorità locali hanno definito l’evento come la peggior inondazione degli ultimi 60 anni. Due strade principali sono state completamente cancellate e due ponti sono crollati, isolando intere frazioni e aggravando le difficoltà di accesso ai soccorsi.
La National Emergency Management Agency (NEMA) ha attivato un piano straordinario di assistenza per distribuire aiuti e ricostruire i collegamenti interrotti, mentre anche la Croce Rossa ha parlato di “perdite di vite umane notevoli e diffusa angoscia” nella popolazione.
Sfollati, corpi trascinati e allarme sanitario
Il disastro ha coinvolto almeno 500 famiglie. Le piogge torrenziali, in combinazione con il possibile cedimento non confermato di una diga, hanno generato una pressione dell’acqua tale da trasportare i corpi delle vittime fino a oltre un’ora di distanza dalla città. Alcuni resti sono stati ritrovati nella località di Rabba, lungo il corso del fiume Niger. Il capo del distretto ha avvertito che non tutti i corpi saranno recuperabili, poiché molti sarebbero finiti nelle acque del fiume.

Nel timore di un’escalation sanitaria, le autorità stanno riesumando i cadaveri sepolti sotto le macerie, per evitare l’insorgere di focolai epidemici. Ai villaggi vicini è stato chiesto di predisporre sepolture per i corpi rinvenuti in zone lontane dal luogo dell’inondazione.
I danni alle infrastrutture, ai raccolti e ai beni privati sono estesi. La cittadina di Mokwa è un nodo commerciale importante per il transito e la vendita di prodotti agricoli dal nord al sud del Paese. Il crollo delle strutture logistiche e la perdita dei raccolti rappresentano un colpo durissimo anche per l’economia locale.
Una crisi aggravata dai cambiamenti climatici
Eventi meteorologici estremi come quello avvenuto a Mokwa sono sempre più frequenti in Nigeria. Il Paese è soggetto alla stagione delle piogge da aprile a ottobre, ma negli ultimi anni il ciclo si è fatto più irregolare e violento, a causa del cambiamento climatico e del riscaldamento dell’area intertropicale.
Secondo gli esperti meteorologici, l’inondazione è legata alla risalita stagionale della zona di convergenza intertropicale (ZCIT), una fascia di bassa pressione che porta umidità dall’Atlantico e genera piogge intense. La combinazione tra precipitazioni abbondanti e infrastrutture inadeguate o assenti ha reso molte zone rurali estremamente vulnerabili.
La popolazione di Mokwa, secondo i leader comunitari, non era preparata a un evento di tale portata. Sebbene la costruzione di opere di contenimento fosse prevista da tempo, gli interventi non sono mai stati completati. Ora si guarda all’emergenza con l’urgenza di evitare che tragedie simili si ripetano nei prossimi mesi.



