Siamo troppo ipocriti per essere credibili. Uso il plurale, anche se non faccio parte di quella intellighenzia altezzosa e borghese che oggi si auto definisce sinistra, perchè comunque le sfumature non le apprezza più nessuno e già passare dal vedere un titolo di giornale a leggerlo è diventata una sorta di specializzazione per accademici. Le sfumature dunque. Provo a ricapitolare.
Eleggono un omofobo irrispettoso del diritto all’autodeterminazione altrui alla presidenza della Camera. Uno che non rispetta le persone e le loro culture e scelte di campo sessuale. Uno di quelli che probabilmente a scuola ti dava del “frocio” se avevi i capelli lunghi. Uno che disprezza gli omosessuali, le donne e il loro diritto all’autodeterminazione. E quindi come lo accogliamo? Disegnandolo con rossetto ed eyeliner sullo sfondo di una bandiera arcobaleno. Questo perchè siamo rispettosi delle differenze che pretendiamo dagli altri. Fontana è un personaggio indigeribile, ma esprimere la differenza da Fontana con la stessa rozzezza di Fontana non ci rende tanto diversi da lui.
Proseguiamo. Fontana è un ignorante (che se fosse la Boldrini già soltanto scrivendo questo mi avrebbe mandato la polizia postale a casa). Lo è nei fatti, per la pochezza culturale che esprime la sua ideologia oscurantista. Ma come definiamo la sua ignoranza? Con un errore d’ortografia su un foglio compilato a mano. Fosse quello il problema con Fontana. Ma è più semplice il dileggio ortografico che costruire una linea politica che trovi il consenso della maggioranza della popolazione e impedisca che un simile tizio sia presidente della Camera.
E’ lo stesso tracotante razzismo che “abbiamo” usato con Di Maio, perchè vendeva bibite allo stadio. Come farebbero gli alunni di una scuola “bene” con il compagno di classe che viene dalle case popolari. Perchè è troppo più semplice attaccare le persone per la loro origine sociale che per la loro pericolosità nel presente. Anche qui: siamo per una società in cui non conti l’estrazione sociale. Per tutti tranne che i nostri avversari politici.
Chi vota a destra è un imbecille. Questo leggiamo sui social. Questa è l’idea che abbiamo della pluralità con cui ci riempiamo la bocca in continuazione. Hai perso le elezioni? mica è colpa tua, no, la colpa è di quegli imbecilli che non ti votano. Semplice, no? Più semplice che riflettere sui propri errori ultradecennali. Viva la democrazia? Ci hai creduto, faccia di velluto.
E Berlusconi? Come mai sta ancora là? Perchè ha sempre governato? No, la “sinistra” ha governato a lungo e anche insieme a lui. Anzi, si è fatta corrompere da Berlusconi quanto le olgettine, al punto che il tanto vituperato conflitto d’interessi è sparito dall’orizzonte. Meglio attaccarlo per le “cene eleganti” che per le collusioni con la mafia dimostrate nel processo a Dell’Utri. Anzi, visto che ci sono giornali compiacenti, dedichiamo migliaia di articoli alle feste, così si può dimenticare meglio il sistema di affari criminale individuato dal processo a Dell’Utri e governarci insieme senza irritare troppo i propri elettori.
Vogliamo il diritto a un futuro migliore per tutti e “abbiamo” approvato in Parlamento la riforma previdenziale della Fornero e il Jobs Act di Renzi. Anzi, meglio ancora, a proposito d’ipocrisia, fare campagne elettorali contro gli stessi provvedimenti che hai votato. Poi perdi perchè gli elettori sono “imbecilli”. Certamente meno di questo ciarpame politico che si definisce di sinistra.
Mezzi e fini. Questo è il punto vero. Non può esistere un fine buono da raggiungere con mezzi cattivi. Machiavelli e Guicciardini sono roba del sedicesimo secolo ma ancora dominano l’approccio alla politica dell’intellighenzia di “sinistra” del ventunesimo secolo. Non “siamo” credibili e le persone, che sono molto meno imbecilli di quanto vorrebbe quell’intellighenzia che usa le stesse modalità scorrette dei suoi avversari perchè non è capace di proporre una società diversa, le persone l’hanno capito bene.


