Lagos, considerata il motore economico della Nigeria, è una città che si confronta con contraddizioni profonde. Se da un lato la città rappresenta il cuore pulsante dell’economia del paese, dall’altro ospita alcuni degli slum più poveri, dove milioni di persone vivono senza accesso a servizi di base come acqua pulita, istruzione e assistenza sanitaria.
La realtà delle baraccopoli di Lagos è emblematica della povertà multidimensionale che affligge gran parte della popolazione urbana.
Come sottolinea uno studio pubblicato su The Conversation, la povertà che si osserva nelle baraccopoli di Lagos non può essere ridotta a una semplice mancanza di reddito. La vera sfida sta nel comprendere l’estensione di questa povertà, che include privazioni nell’accesso a istruzione, alloggi decenti e servizi sanitari.
In particolare, lo studio evidenzia come nelle comunità di Makoko e Iwaya, due delle baraccopoli più colpite, l’indice di povertà multidimensionale superi la soglia critica di 0,50. Ciò indica una situazione di privazioni estreme, specialmente in ambiti come l’istruzione e le condizioni igienico-sanitarie.
Le baraccopoli di Lagos, infatti, mostrano disparità significative. Makoko, situata lungo la costa, è forse l’esempio più noto di insediamento informale. Le abitazioni su palafitte, costruite sull’acqua, rendono la comunità particolarmente vulnerabile a malattie e inondazioni.
Lo studio menziona come l’accesso ai servizi sanitari in quest’area sia gravemente limitato, con la mortalità infantile e la malnutrizione tra i problemi più gravi. Iwaya, che condivide molte delle stesse difficoltà, mostra anche alti tassi di deprivazione nell’istruzione: qui, la mancanza di scuole di qualità impedisce a molti bambini di ricevere un’educazione adeguata.
Secondo quanto rilevato nello studio, che ha coinvolto 400 intervistati provenienti da cinque diverse baraccopoli, la situazione più critica è proprio nelle zone costiere, come Makoko e Iwaya, che sono anche le più esposte a rischi ambientali e sanitari.

Questi dati, raccolti nell’ambito di un progetto di riqualificazione promosso dalla Banca Mondiale, offrono una visione chiara delle disparità tra gli slum della città. Amukoko, ad esempio, pur trovandosi anch’essa in condizioni di povertà, registra un indice di povertà più basso, dimostrando che non tutte le baraccopoli vivono la stessa realtà di privazione.
Come evidenzia lo studio, la povertà a Lagos va ben oltre la semplice dimensione monetaria. È necessario adottare un approccio che consideri la povertà in modo multidimensionale, tenendo conto di tutti gli aspetti della deprivazione, dalla salute all’istruzione, fino alle condizioni di vita.
Utilizzando un approccio innovativo noto come fuzzy set, i ricercatori hanno potuto misurare i diversi gradi di povertà in ciascuna comunità. Questo metodo, sviluppato negli anni ’90, supera i limiti del tradizionale approccio monetario, che tende a dividere la popolazione in “poveri” e “non poveri” in base a soglie di reddito fisse.
Secondo la Banca Mondiale, la Nigeria, nonostante il suo status di prima economia africana, ha oltre 80 milioni di persone, pari al 40% della popolazione, che vivono in condizioni di povertà estrema. Lagos, pur essendo il centro economico del paese, non è immune da questa crisi. Le sue baraccopoli sono un microcosmo di diseguaglianze economiche e sociali.
Come rilevano i ricercatori, uno degli aspetti più critici della povertà a Lagos riguarda l’istruzione, considerata una delle dimensioni più deprivate. In slum come Makoko e Iwaya, l’accesso all’istruzione è gravemente limitato, con gravi conseguenze per le future generazioni.
Le condizioni di vita sono un altro aspetto della povertà che colpisce in modo significativo queste comunità. A Makoko e Iwaya, i problemi legati all’igiene e alla gestione dei rifiuti sono endemici. Come sottolinea lo studio, la mancanza di sistemi di drenaggio adeguati e le pessime condizioni sanitarie aggravano la situazione.
Gli abitanti di queste baraccopoli spesso smaltiscono i rifiuti nei corsi d’acqua, contribuendo alla diffusione di malattie infettive. Tuttavia, va notato che in altre baraccopoli, come Amukoko, l’igiene è relativamente migliore, con sistemi di raccolta dei rifiuti più organizzati e pratiche igieniche più diffuse.
Cosa si può fare per migliorare la situazione? Secondo lo studio, è fondamentale che i decisori politici adottino un approccio mirato, intervenendo dove la povertà è più acuta. Le comunità costiere come Makoko e Iwaya necessitano di interventi più intensivi, soprattutto in settori come l’istruzione e i servizi igienico-sanitari.
L’accesso a scuole di qualità, borse di studio e programmi di alfabetizzazione per adulti sono alcune delle misure che potrebbero contribuire a ridurre il divario educativo. Inoltre, migliorare le infrastrutture sanitarie e potenziare la gestione dei rifiuti solidi potrebbe ridurre significativamente i rischi sanitari.
Lo studio ci mostra quindi che la povertà a Lagos non può essere affrontata con politiche generiche. Ogni baraccopoli presenta sfide uniche, e solo un intervento su misura, basato su dati concreti, potrà portare a un miglioramento reale delle condizioni di vita per milioni di persone che oggi vivono ai margini della società nigeriana.



