venerdì, Gennaio 23, 2026

La Cina va alla guerra del cacio, contro i dazi sulle auto elettriche

La recente escalation nella guerra commerciale tra Unione Europea e Cina sta avendo ripercussioni dirette anche sull’export di prodotti agroalimentari italiani, in particolare sul settore lattiero-caseario.

In risposta ai dazi europei sulle auto elettriche cinesi, Pechino ha avviato un’indagine antisussidi sull’importazione di prodotti lattiero-caseari provenienti dall’Unione Europea, minacciando così uno dei mercati in crescita più promettenti per i formaggi italiani.

Il contesto della guerra commerciale
La disputa tra Unione Europea e Cina è esplosa nel settore automobilistico, con Bruxelles che ha imposto dazi sulle auto elettriche cinesi, ritenute sovvenzionate in modo sleale dal governo di Pechino.

Come rappresaglia, la Cina ha deciso di mettere sotto esame i prodotti lattiero-caseari europei, ponendo di fatto il settore alimentare al centro di una controversia che nasce in tutt’altro ambito.

Questo tipo di risposta non è nuova: in passato, altri mercati agroalimentari europei, inclusi quelli italiani, sono stati colpiti in contesti di guerre commerciali non direttamente correlate al settore alimentare.

“Pecorino Romano” by lazzarello is licensed under CC BY-SA 2.0.

Le cifre dell’export italiano di formaggi in Cina
Prima di questo sviluppo, il mercato cinese stava dimostrando un grande potenziale per i formaggi italiani. Nei primi cinque mesi del 2024, le esportazioni di formaggi Made in Italy verso la Cina avevano registrato un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In particolare, il Pecorino Romano, insieme ad altri prodotti caseari, aveva visto un incremento del 48% nelle esportazioni nei primi quattro mesi dell’anno, passando da tre a quattro tonnellate e mezzo. Questo successo è in parte dovuto alla crescente popolarità della cucina italiana in Asia.

Le conseguenze per i produttori italiani
L’introduzione di nuove barriere commerciali da parte della Cina rischia di infliggere un duro colpo ai produttori italiani, che avevano investito per adeguarsi alle rigorose certificazioni sanitarie richieste dal mercato cinese.

La Coldiretti ha sottolineato come il valore dell’intero export agroalimentare italiano in Cina ammonti a 590 milioni di euro, una cifra significativa che ora rischia di essere messa in pericolo.

La situazione attuale ricorda altri episodi del passato, come la guerra commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti nel 2019, quando l’entrata in vigore di tariffe aggiuntive sui prodotti italiani, tra cui formaggi come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, causò un notevole danno economico. Un altro esempio è l’embargo russo del 2014, che portò all’azzeramento delle esportazioni di diversi prodotti italiani verso la Russia.

Un futuro incerto
Il presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano, Gianni Maoddi, ha espresso preoccupazione per le ricadute negative di queste politiche commerciali. Le aziende italiane del settore lattiero-caseario, che stavano investendo per conquistare il mercato cinese, si trovano ora in una situazione di grande incertezza, con il rischio di vedere vanificati i propri sforzi.

Nonostante l’incremento delle produzioni, che al 31 luglio ha registrato un aumento del 7%, il futuro di questi prodotti sul mercato cinese è quanto mai incerto.

In conclusione, la guerra commerciale tra Unione Europea e Cina sta avendo effetti a catena che potrebbero danneggiare seriamente il settore lattiero-caseario italiano. Le conseguenze non si limitano solo alle esportazioni attuali, ma potrebbero compromettere anche le future opportunità di crescita in un mercato chiave come quello cinese.

“Our Original Margherita Pizza – Large 8 slices. Made with fresh mozzarella San Marzano tomato sauce and topped with pecorino Romano and fresh basil” by City Foodsters is licensed under CC BY 2.0.

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