Attraversare la strada al di fuori delle strisce o dei semafori pedonali negli Usa rende passibili di multe salate. Ovunque tranne a New York, naturalmente. Ma andiamo con ordine. A riportare la questione alla ribalta è un provvedimento della California che si chiama proprio Freedom to Walk Act, libertà di camminare. Attraversare in posti diversi da quelli regolati da strisce e semafori, si chiama jaywalking, fino al momento del varo del provvedimento poteva costare una multa fino a 200 dollari. E lì la paghi davvero, non c’è tuo cugino che conosce uno che conosce un altro che andava a scuola con il cognato del capo dei vigili.
Dall’inizio del 2023 i californiani potranno quindi attraversare la strada dove vogliono e quando vogliono. Sul Washington Post lo scrittore e sceneggiatore Bruce Feirstein lo presenta come un piccolo successo di giustizia sociale. Anche perchè indovinate un po’, per esempio a Los Angeles, qual è la comunità più colpita dalle multe per il jaywalking? Quella nera naturalmente, con un rapporto sproporzionato di tre volte oltre la loro quota di popolazione in città. Lo dicono i dati del Dipartimento di Polizia.
Ma nonostante tutto il disegno di legge offre ancora una scappatoia alla polizia, che conserva la facoltà di citarti in giudizio per l’attraversamento di fronte a un pericolo o un pericolo immediato. Ma lentamente in tutti gli Usa le leggi nate intorno agli anni ’30 sul jaywalking stanno cambiando. Lo stato del Virginia ha depenalizzato il jaywalking nel marzo 2021, seguita subito dopo da Kansas City in Missouri e Nevada.
Anche gli statunitensi hanno i loro luoghi comuni sulle città e i loro abitanti. A Boston, sottolinea ironicamente Bruce Feirstein, i pedoni si sono accorti prima che in altre parti degli Usa che le auto sono più grandi di loro ma hanno uno strano rapporto con il semaforo: verde significa passa, giallo significa accelera, rosso significa “prega di non farti beccare”.
D’altronde nemmeno nell’east Usa il jaywalking è regolato come a Pechino e Shanghai, ma per una ragione precisa: basta uno sguardo alle dozzine di telecamere di sicurezza installate sopra ai semafori delle città cinesi e capisci che non è il caso di rischiare. Ma ci sono città caotiche come New York dove nemmeno un sindaco sceriffo come Rudolph Giuliani, tristemente finito oggi a fare il porta vivande di Donald Trump, che era riuscito a diminuire gli omicidi nella metropoli, riuscì ad arginare il jaywalking.
Giuliani nel 1998 aumentò la multa da 2 a 50 dollari. Ma la polizia stessa si oppose al “giro di vite” di Giuliani sugli attraversamenti liberi. Addirittura sul New York Times fioccarono interviste a ufficiali di polizia secondo cui non si potevano sprecare così i soldi guadagnati duramente. Giuliani fallì e la campagna lentamente declinò fino a sparire, sconfitta dall’insistenza dei newyorkesi sul loro diritto inalienabile di vagare in mezzo alla strada rischiando la vita.
Adesso però, chiosa Bruce Feirstein, i newyorkesi, di solito stupiti che in una città come Los Angeles che vive di auto i pedoni siano così scarsi e ordinati, potrebbero trasferirsi in California dal primo gennaio prossimo per insegnare come si fa ad attraversare senza regole e sopravvivere.



