La registrazione delle nascite rappresenta il primo riconoscimento legale dell’identità di un individuo, un passaggio essenziale per garantire la protezione dei diritti di ogni bambino e l’accesso a servizi fondamentali come l’istruzione, l’assistenza sanitaria e la giustizia. Tuttavia, secondo il nuovo rapporto dell’UNICEF, The Right Start in Life: Global levels and trends in birth registration – 2024 update, ancora oggi 150 milioni di bambini sotto i cinque anni rimangono esclusi da questo processo, privi di un certificato che attesti la loro esistenza agli occhi della legge.
La registrazione delle nascite non è solo un atto formale: è un’azione che può prevenire lo sfruttamento, il lavoro minorile, i matrimoni precoci e persino il reclutamento illegale nei conflitti armati. Un bambino senza certificato di nascita rischia di vivere ai margini della società, escluso dall’accesso ai servizi essenziali e vulnerabile a violenze e discriminazioni. Il rapporto sottolinea come, nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, con oltre 500 milioni di nuove registrazioni dal 2018, le disparità tra le regioni restino profonde.
In Africa sub-sahariana, più della metà dei bambini non è registrata, mentre nell’Asia meridionale la percentuale si avvicina al 30%. Questi dati contrastano con le realtà di Europa, Nord America e Oceania, dove quasi il 100% dei bambini è registrato alla nascita. Le cause di queste differenze sono molteplici: i costi diretti e indiretti legati alla registrazione, come il viaggio verso gli uffici competenti, rappresentano un ostacolo insormontabile per molte famiglie. A ciò si aggiunge la mancanza di consapevolezza sull’importanza di questo documento e la complessità dei processi amministrativi, che spesso richiedono documenti e autorizzazioni non sempre disponibili.
Il rapporto mette in luce anche come le disuguaglianze socioeconomiche siano un fattore determinante. I bambini delle famiglie più povere, soprattutto nelle aree rurali, sono significativamente meno registrati rispetto ai loro coetanei più ricchi o residenti in aree urbane. Anche l’istruzione della madre gioca un ruolo cruciale: i figli di donne con un livello di istruzione secondaria o superiore hanno una probabilità molto maggiore di essere registrati rispetto a quelli le cui madri non hanno ricevuto alcuna istruzione formale.

L’UNICEF sottolinea che la registrazione delle nascite è un prerequisito fondamentale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare l’obiettivo 16.9, che mira a garantire l’identità legale per tutti entro il 2030. Tuttavia, il ritmo attuale dei progressi è insufficiente per raggiungere questo traguardo. Per colmare il divario, l’agenzia invita i governi a intraprendere azioni decisive, come integrare la registrazione nei servizi sanitari di base, digitalizzare i sistemi per semplificare i processi, eliminare i costi di registrazione e sensibilizzare le comunità sull’importanza di questo diritto fondamentale.
Il rapporto evidenzia anche esempi di successo che dimostrano come interventi mirati possano fare la differenza. In Tanzania, ad esempio, la semplificazione del processo di registrazione e l’introduzione di un sistema digitale hanno permesso di aumentare il tasso di registrazione dal 10% del 1999 a oltre il 60% nel 2022. In Sierra Leone, la collaborazione tra il Ministero della Salute e l’Autorità per la Registrazione Civile ha portato a un aumento significativo delle registrazioni, con il 90% dei bambini ora ufficialmente registrati. Questi successi dimostrano che politiche ben strutturate e investimenti mirati possono trasformare radicalmente la situazione.
Raggiungere la registrazione universale delle nascite non è solo una questione di giustizia sociale, ma anche un investimento strategico per lo sviluppo globale. I costi dell’inazione superano di gran lunga quelli necessari per rafforzare i sistemi di registrazione civile, che rappresentano il pilastro di un sistema di identificazione inclusivo ed efficiente. Ma per ottenere risultati duraturi, è necessario coinvolgere non solo i governi, ma anche le comunità, sensibilizzandole sull’importanza della registrazione e rendendo i servizi più accessibili e inclusivi.
L’UNICEF lancia un appello urgente: garantire a ogni bambino il diritto di essere riconosciuto, protetto e valorizzato. Solo così sarà possibile costruire una società in cui nessuno venga lasciato indietro e ogni individuo possa vivere con dignità e opportunità.



