L’adozione dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta avvenendo con una rapidità senza precedenti, superando i modelli di diffusione tecnologica del passato. A differenza della graduale integrazione di computer e Internet, l’uso della GenAI (in grado di generare testo, immagini, video, musica o altri media in risposta a delle richieste) è esploso in tutto il mondo, coinvolgendo non solo le economie più avanzate, ma anche i paesi a medio reddito, che ora generano oltre la metà del traffico legato a queste tecnologie.
L’impatto sul mercato del lavoro è già evidente. Negli Stati Uniti, una significativa quota della popolazione attiva ha iniziato a utilizzare strumenti di intelligenza artificiale, mentre a livello globale cresce la richiesta di competenze specifiche. Molti datori di lavoro, specialmente in America Latina, danno ora più valore alle competenze nell’IA rispetto all’esperienza lavorativa tradizionale, modificando i criteri di selezione del personale.
L’adozione della GenAI sta portando significativi aumenti di produttività in settori come la scrittura, la programmazione e l’assistenza clienti, con un impatto particolarmente positivo su lavoratori meno qualificati, favorendo la loro competitività.
Nonostante le opportunità offerte da questa rivoluzione tecnologica, nei paesi in via di sviluppo la diffusione della GenAI incontra ostacoli significativi. Secondo studi condotti da organizzazioni internazionali, solo una minoranza della forza lavoro in America Latina e nei Caraibi può realmente beneficiare di questi strumenti, poiché le professioni più adatte alla loro applicazione sono concentrate nel settore formale e urbano, principalmente tra lavoratori con istruzione e reddito elevati.
Due fattori contribuiscono ulteriormente a limitare l’accesso alla GenAI. Il primo è la persistente disuguaglianza digitale: la disponibilità di strumenti tecnologici come computer, Internet veloce e dispositivi mobili è notevolmente inferiore tra le fasce di reddito più basse. In paesi come Brasile e Messico, i lavoratori con maggiori risorse economiche hanno una probabilità molto più alta di accedere a lavori che traggono vantaggio dalla GenAI rispetto ai loro omologhi più poveri. Senza una rete digitale adeguata, milioni di lavoratori non possono sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
Il secondo ostacolo riguarda il rischio di sostituzione lavorativa. Settori come il bancario, il pubblico impiego e il servizio clienti sono particolarmente esposti all’automazione, con conseguenze che potrebbero portare alla perdita di posti di lavoro. Queste professioni sono spesso ricoperte da giovani e donne, gruppi già vulnerabili nel mercato del lavoro.
Nonostante queste criticità, la GenAI potrebbe diventare uno strumento chiave per ridurre le disuguaglianze se utilizzata strategicamente in settori fondamentali.
Istruzione: Piattaforme di apprendimento basate sull’IA come Khan Academy e Duolingo stanno già utilizzando l’intelligenza artificiale per personalizzare il percorso educativo, adattandolo al ritmo e alle necessità di ogni studente. In paesi con carenza di insegnanti qualificati, l’IA potrebbe colmare il divario, offrendo contenuti didattici accessibili anche nelle aree rurali.

Agricoltura: Algoritmi di intelligenza artificiale possono analizzare dati satellitari e climatici per prevedere periodi di siccità o suggerire tecniche di coltivazione ottimizzate. Progetti come Digital Green stanno già aiutando piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo a migliorare le rese agricole grazie a sistemi di consulenza basati sull’IA.
Sanità: Sistemi di telemedicina basati sull’IA stanno rivoluzionando l’accesso alle cure nei paesi in cui la disponibilità di medici è limitata. Applicazioni come Babylon Health e Ada Health permettono di effettuare diagnosi preliminari e indirizzare i pazienti verso cure appropriate, migliorando la gestione delle malattie croniche.
Inclusione Finanziaria: L’IA sta migliorando l’accesso ai servizi bancari per le popolazioni non bancarizzate. Algoritmi di credit scoring alternativi basati su modelli comportamentali e transazioni mobili stanno permettendo a milioni di persone di accedere a microprestiti e strumenti finanziari prima inaccessibili.
L’adozione della GenAI non è omogenea tra le diverse regioni del mondo. Nei paesi avanzati, come gli Stati Uniti e la Cina, l’IA è già profondamente integrata nei settori economici principali, dalla finanza alla produzione industriale. In Europa, l’approccio è più regolamentato, con una maggiore attenzione agli aspetti etici e alla protezione dei dati.
Nei paesi a medio reddito, come l’India e il Brasile, la GenAI sta trovando spazio soprattutto nei settori della tecnologia e del servizio clienti, ma le barriere infrastrutturali limitano un’adozione più ampia. Nei paesi a basso reddito, invece, la penetrazione dell’IA è ancora molto limitata, principalmente a causa della mancanza di infrastrutture tecnologiche e di accesso all’energia elettrica.
Perché i benefici della GenAI si estendano a livello globale, è fondamentale investire in infrastrutture digitali e programmi di formazione per le competenze tecnologiche. Senza un’azione concreta per colmare questi divari, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze economiche e sociali.
L’intelligenza artificiale generativa ha il potenziale per essere una forza inclusiva, capace di migliorare la qualità della vita e le opportunità lavorative a livello globale. Tuttavia, senza un impegno concreto per superare le barriere strutturali, rischia di trasformarsi in un nuovo strumento di disuguaglianza, amplificando le divisioni economiche e sociali invece di ridurle.



