sabato, Gennaio 17, 2026

Hebe de Bonafini, donna, madre e attivista

Il fazzoletto bianco, che simboleggia il primo pannolino di tela con cui le madri cambiano i neonati, è diventato il simbolo della lotta contro il regime militare argentino, nel momento in cui Hebe de Bonafini è scesa in Plaza de Mayo, a Buenos Aires nel 1977, insieme alle altre Madri, per chiedere notizie sulla sparizione dei propri figli.

Hebe muore a 93 anni a La Plata, in Argentina, dopo un breve ricovero in ospedale durato tre giorni. Il giovedì prima di andarsene ha marciato insieme alle altre Madri, come negli ultimi 45 anni, di fronte alla Casa Rosada, sede del Governo argentino.

Suo figlio maggiore, Jorge, di 26 anni, sparì nel febbraio del 1977 durante un’operazione di polizia a La Plata. Poco dopo, a dicembre, spariranno anche suo figlio minore, Raul, di 24 anni e sua nuora.
La lotta di Hebe incomincia il 30 aprile 1977, giorno della prima manifestazione di protesta per le violenze perpetuate dalla dittatura militare di Jorge Rafael Videla, in cui vennero sequestrati e sparirono più di 30mila persone, i cosiddetti desaparecidos, senza essere mai ritrovati, nell’ambito dell’“operazione Condor”.

In quel giorno le Madri decidono di portare una lettera al Presidente Videla, per chiedere informazioni sulla sorte dei propri figli. Hebe conosce così le altre Madri di Plaza de Mayo, con cui fonderà l’omonima associazione.

Inizia così quello che diventerà un appuntamento settimanale che ancora oggi resiste, nonostante il regime militare sia crollato nel 1986. Una protesta pacifica ma che è riuscita ad attirare più volte l’attenzione delle istituzioni e della stampa internazionale.

Un personaggio controverso per via del suo radicalismo politico, che portò nel 1986 alla scissione del movimento delle Madri, quando Nora Cortinas creò il gruppo, “Madri di Plaza de Mayo – Linea Fundadora”. Con il ritorno della democrazia in Argentina si approfondirono le distanze ideologiche all’interno del gruppo. Nota anche per il suo stretto rapporto con il leader cubano Fidel Castro, Hebe fu da sempre vicina ad ambienti marxisti.

Nel 2021 ha commentato il quinto anniversario dalla morte di Castro dicendosi convinta che: “La rivoluzione è sempre più necessaria. L’America Latina ha sempre più bisogno di una rivoluzione come quella cubana.”.

È stata criticata per aver sostenuto il peronista Nestor Kirchner, presidente dell’Argentina dal 2003 al 2007, che si pose contro le politiche neoliberali alla base della crisi argentina del 2001, e finanziò le Madri, che da quel momento godettero di ampi budget statali per realizzare i propri progetti prima informali.

Tra questi progetti il più importante riguarda la costruzione di alloggi popolari: “Sogni Condivisi”, promosso da Cristina Kirchner nel 2006. Vengono però consegnate solo 822 case nonostante si registrino pagamenti per la costruzione di 4757 alloggi, un quarto di quanto concordato.
In questo modo, nel 2011, la sua associazione viene accusata di appropriazione indebita dei fondi statali e viene dichiarata fallita nel 2017.

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