La Giamaica rappresenta un esempio paradigmatico di come le nazioni in via di sviluppo siano soggette a fluttuazioni economiche che influenzano profondamente i livelli di povertà. Negli ultimi decenni, il Paese ha alternato periodi di progresso significativo a momenti di forte regressione, spesso innescati da crisi globali.
Questo altalenante percorso di crescita e arretramento è stato recentemente analizzato in un rapporto della Banca Mondiale, che offre una visione dettagliata delle sfide strutturali e delle possibili soluzioni per affrontarle.
Una povertà che oscilla nel tempo
La traiettoria della povertà in Giamaica è tutto tranne che lineare. Dopo aver raggiunto un tasso minimo storico del 9,9% nel 2007, il paese ha visto la povertà risalire al 24,6% nel 2013, complice la crisi finanziaria globale.
Nel 2019, la ripresa economica aveva portato il tasso all’11%, solo per vederlo impennarsi di nuovo al 21% durante la pandemia di COVID-19. Entro il 2021, il tasso di povertà si attestava al 16,7%, dimostrando quanto sia difficile consolidare i progressi in un contesto di vulnerabilità economica.
Settori fragili e vulnerabilità economiche
L’economia giamaicana si basa fortemente su settori a bassa produttività, come il turismo e l’agricoltura, che rendono il paese particolarmente suscettibile agli shock esterni. Il turismo, principale motore economico, risente delle interruzioni globali, mentre l’agricoltura è frequentemente colpita da eventi climatici estremi.
Dal 1990 al 2019, il PIL reale della Giamaica è cresciuto a una media annua dello 0,8%, ben al di sotto della media regionale del 2,7% per l’America Latina e i Caraibi.
Lavori precari e insicurezza economica
Sebbene la creazione di posti di lavoro abbia contribuito a ridurre la povertà in alcuni periodi, molti giamaicani lavorano in settori poco remunerativi e instabili. La pandemia ha evidenziato questa fragilità: il tasso di disoccupazione è passato dal 7,3% al 12,6% in soli sei mesi, lasciando molte famiglie senza mezzi di sostentamento.
La carenza di occupazioni stabili aggrava ulteriormente la vulnerabilità economica delle fasce più deboli della popolazione.
Le disuguaglianze nella sanità e nell’istruzione
Nonostante i progressi in campo sanitario, come la riduzione della mortalità infantile e la presenza diffusa di professionisti qualificati durante i parti, la pandemia ha interrotto molti servizi essenziali. I tassi di vaccinazione sono scesi sotto gli obiettivi, e le famiglie più povere affrontano sfide doppie: denutrizione e obesità.

Questi problemi alimentari, tre volte più comuni tra le famiglie a basso reddito, aumentano il rischio di malattie croniche e ritardi nello sviluppo.
Anche l’istruzione soffre di lacune significative. Sebbene quasi tutti i bambini abbiano accesso alla scuola primaria, l’apprendimento effettivo è limitato. Gli studenti completano in media 11,4 anni di scuola, ma con un livello di apprendimento pari a soli 7,1 anni.
La violenza, la gravidanza adolescenziale e le basse aspirazioni educative colpiscono in modo sproporzionato le famiglie povere e le aree rurali, perpetuando le disuguaglianze.
La strada suggerita dalla World Bank
Per uscire dal ciclo della povertà, la Giamaica necessita di una trasformazione economica che promuova la produttività e la creazione di posti di lavoro di qualità. Rafforzare i settori trainanti come il turismo e l’agricoltura, introducendo pratiche innovative e sostenibili, potrebbe garantire maggiore stabilità economica.
Allo stesso tempo, incentivare la diversificazione economica e favorire investimenti in tecnologia e imprenditorialità è cruciale per aumentare la resilienza del paese.
Anche le reti di sicurezza sociale giocano un ruolo fondamentale. L’espansione di programmi di trasferimenti condizionati e il miglioramento delle politiche di protezione del reddito possono aiutare a mitigare l’impatto degli shock economici. Inoltre, investire nella resilienza climatica è essenziale per proteggere l’agricoltura e garantire la sicurezza alimentare.



