Il nuovo processo contro il negazionista della Shoa Horst Mahler per istigazione all’odio è iniziato davanti al tribunale regionale di Potsdam, con una lettura durata oltre due ore delle prime quattro accuse.
Martedì scorso il pubblico ministero ha dettagliato un totale di 11 scritti tra quelli sotto accusa che Mahler avrebbe distribuito via Internet ed email tra il 2013 e il 2017, alcuni mentre era ancora in prigione.
In questi testi l’ultra ottuagenario imputato evoca una presunta lotta dello “spirito popolare tedesco” contro l’ebraismo, che sarebbe orientato al dominio del mondo, come ha citato il pubblico ministero.
Mahler è accusato di istigazione all’odio e negazione dell’Olocausto. A causa del suo stato di salute, può comparire in tribunale solo tre ore al giorno. Gravemente malato, è arrivato su una sedia a rotelle. Circa una dozzina di suoi sostenitori si sono seduti nella stanza e gli hanno rivolto un breve applauso mentre si presentava in tribunale.
Horst Mahler era già stato condannato più volte per negazione dell’Olocausto e aveva scontato le sue pene detentive dal 2009 all’ottobre 2020 con un intervallo nella prigione di Brandeburgo/Havel.
Ciò che differenzia la biografia di Mahler da quella di altri negazionisti nazisti è che dopo aver militato nella Lega tedesca degli studenti socialisti fu tra i fondatori della Rote Armee Fraktion, organizzazione del terrorismo di estrema sinistra. Sul finire degli anni ’90 avvenne la sua conversione al nazismo, che lo portò a proporre nei suoi scritti l’istituzione di un Quarto Reich, riconoscendo come ultimo giorno dello stato di diritto tedesco il giorno della capitolazione della Wehrmacht, il 7 maggio 1945.



