Quota 103: arrivate 7 mila domande anzichè le 17 mila attese
Diogenenews 26/08/2024: La nuova misura pensionistica Quota 103, che richiede 41 anni di contributi e una finestra mobile di 7 mesi (9 per i pubblici dipendenti), ha visto una adesione inferiore alle aspettative. Attualmente, l’Inps ha ricevuto circa 7.000 domande, rispetto alle 17.000 stimate. Questo è dovuto principalmente alla penalizzazione economica del ricalcolo contributivo e alla modesta anticipazione rispetto all’uscita con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 per le donne). Il rischio di respingimento riguarda il 20% delle domande stimate, mentre i fondi previsti sono 149 milioni per il 2024, 835 milioni per il 2025 e 355 milioni per il 2026. La scelta di Quota 103 è vantaggiosa solo per chi ha avuto una carriera meno dinamica, poiché l’anticipo in caso di carriera rapida è penalizzante. Il governo sta esaminando alternative come Quota 41, che potrebbe essere preferita dalla Lega, ma che comporterebbe costi aggiuntivi significativi. Inoltre, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha sottolineato l’importanza di riforme previdenziali per sostenere il sistema pensionistico di fronte al calo demografico e alla sostenibilità del debito. (Diogenenews 26/08/2024)
In Campania, tra spopolamento e sussidi, più di un milione di persone in condizione di povertà alimentare
Diogenenews 26/08/2024: I dati della Cgia, che mostrano come Napoli sia una delle città dov’è maggiore lo squilibrio tra stipendi da un lato e pensioni e sussidi dall’altro, sono figli di due fenomeni di lungo periodo che si osservano da tempo in Campania: lo spopolamento da un lato e l’impoverimento dall’altro. È chiaro che le condizioni sociali di vita in peggioramento sono un incentivo, sopratutto per i giovani, ad allontanarsi ed emigrare, alla ricerca di migliori condizioni di vita. In questo modo diminuisce il numero di coloro che sono in età da lavoro, ed ecco quindi il “sorpasso” dei pensionati. Tra gli svariati indici che analizzano il fenomeno, uno dei più importanti è quello che riguarda la deprivazione alimentare. Sebbene il trend generale della deprivazione alimentare si sia stabilizzato o leggermente ridotto dalla pandemia, la situazione rimane preoccupante. La Campania non si sottrae al fenomeno. Actionaid fotografa la povertà alimentare in Italia e spiega che oltre il 20,2% della popolazione, ovvero più di un milione di persone, sta vivendo la deprivazione alimentare. Ciò si traduce in oltre 480mila individui che dipendono dagli aiuti alimentari. Fortemente correlati con la deprivazione alimentare in Campania sono la disoccupazione, la disabilità, i bassi livelli di istruzione e lo status di straniero. La deprivazione alimentare materiale o sociale misurata come l’impossibilità di fare un pasto completo con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano almeno una volta ogni due giorni e con l’impossibilità di uscire con amici o parenti per mangiare o bere qualcosa almeno una volta al mese risulta più diffusa fra i disoccupati (28,3%), le persone inabili al lavoro (22,3%), coloro con istruzione uguale o inferiore alla licenza media (17,4%), giovani tra i 19 e i 35 anni (12,3%) e adulti tra i 50 e i 64 anni di età (12,7%), stranieri (23,1%), chi vive in una casa in affitto (22,6%) e le persone che vivono nelle aree metropolitane (13,3%). La composizione del nucleo familiare appare dirimente: le famiglie monogenitoriali (16,7%) e quelle con 5 o più membri (16,4%), infatti, sono quelle che registrano i tassi più elevati. Mostrano i valori più elevati le famiglie con tre o più figli minori, per le quali l’incidenza di povertà relativa è quasi quattro volte superiore alla media nazionale (38,5%). Altro tasto dolente sono i minori under16. La mancanza di un’alimentazione sana ha anche conseguenze sulla salute. L’incidenza a livello regionale dei minori in sovrappeso in Campania è di circa il 40%. In base ai dati resi noti dal Ministero delle Politiche Sociali e del Lavoro, il numero di chi riceve aiuti Fead (Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti) sotto forma di generi di prima necessità è cresciuto notevolmente negli ultimi anni passando dai 2,1 milioni nel 2019 a quasi 3 milioni nel 2021, e registrando un lieve calo nel 2022, per un totale di oltre 2,8 milioni di persone. Gli incrementi più significativi hanno riguardato proprio la regione Campania (+98mila), preceduta solo da Sicilia e Lombardia. Tra le città metropolitane, nel 2022 Napoli conferma il primato con oltre 240mila utenti e un aumento degli stessi di quasi 50mila unità rispetto al 2019. La Campania si conferma inoltre la prima regione in Italia per aiuti del Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti con oltre 488mila beneficiari. (Diogenenews 26/08/2024)
In Calabria sono almeno 30 mila i nuclei familiari in povertà assoluta
Diogenenews 26/08/2024: “In Calabria c’è una bomba sociale che va disinnescata finché si è in tempo. Ci sono più di 30mila nuclei familiari, già percettori del reddito di cittadinanza e ora esclusi dalle nuove norme, che stanno precipitando nel precipizio della povertà più assoluta. Migliaia di persone che potrebbero ancora sperare di inserirsi nel mercato del lavoro a cui oggi viene negata questa residua possibilità. La Regione Calabria istituisca al più presto il reddito di cittadinanza regionale come misura di inclusione attiva e sostegno al reddito dei nuclei familiari esposti al rischio di povertà ed emarginazione. Una misura che integri le attuali politiche nazionali ed estenda la platea dei beneficiari. Non un provvedimento assistenziale e basta, ma un concreto aiuto a trovare un’occupazione dignitosa”. “In Calabria c’è una bomba sociale che va disinnescata finché si è in tempo. Ci sono più di 30mila nuclei familiari, già percettori del reddito di cittadinanza e ora esclusi dalle nuove norme, che stanno precipitando nel precipizio della povertà più assoluta. Migliaia di persone che potrebbero ancora sperare di inserirsi nel mercato del lavoro a cui oggi viene negata questa residua possibilità. La Regione Calabria istituisca al più presto il reddito di cittadinanza regionale come misura di inclusione attiva e sostegno al reddito dei nuclei familiari esposti al rischio di povertà ed emarginazione. Una misura che integri le attuali politiche nazionali ed estenda la platea dei beneficiari. Non un provvedimento assistenziale e basta, ma un concreto aiuto a trovare un’occupazione dignitosa”. È questo, in sintesi, il messaggio rivolto dal sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, al presidente della Regione Roberto Occhiuto, al presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso e ai capigruppo consiliari di Palazzo Campanella. “È una battaglia, quella di garantire la dignità sociale e l’inclusione attiva, che sta vedendo in queste settimane un rifiorire di iniziative a livello di singole Regioni e che sta attraversando trasversalmente lo schieramento politico. Non è un caso che accanto ad una proposta di legge del gruppo Cinquestelle nel Consiglio Regionale della Campania, si registra un’analoga proposta nell’Assemblea Siciliana a firma della deputata di Forza Italia Lettieri. Anche le Regioni Sardegna e Puglia si stanno dotando di strumenti per dare una risposta forte a questa esigenza di giustizia sociale.
Entrambe le proposte prevedono la stipula di protocolli di intesa tra le imprese e le Regioni per una ricognizione dei fabbisogni occupazionali, con la disponibilità di coprire con l’assegno pubblico una parte dello stipendio, se le aziende assumono i percettori, utilizzando le risorse del PNRR. Le proposte depositate presso il Consiglio Regionale della Campania e presso l’Assemblea Siciliana, ma anche l’interessante proposta di legge per l’istituzione di un Reddito di Dignità Regionale presentato dal consigliere Raffaele Mammoliti (già incardinata nelle commissioni) possono essere una base su cui costruire un’originale legge che, ripeto, non punti solo alla mera assistenza per i nuclei più bisognosi, ma soprattutto all’inserimento nel mondo del lavoro e della produzione per coloro che attraverso la formazione sono occupabili”, conclude Fiorita nel suo messaggio ai presidenti di Giunta e Consiglio regionale, nonché ai capigruppo consiliari di Palazzo Campanella. (Diogenenews 26/08/2024)
Alla disperata ricerca di risparmi: nel Regno Unito il Labour deve colmare il buco di 26 miliardi di euro
Diogenenews 26/08/2024: Un inizio intenso per l’anno scolastico nel Regno Unito. Il ministro delle Finanze, Rachel Reeves, che a luglio aveva annunciato un buco di bilancio di 22 miliardi di sterline (ovvero circa 26 miliardi di euro) sta ora cercando modi per risparmiare denaro. Ricordiamo che il mese scorso aveva già annunciato tagli ad alcuni aiuti per il gasolio da riscaldamento in inverno per i pensionati, suggerendo che fossero legati alle condizioni delle risorse. Altri annunci sono attesi durante la presentazione del primo bilancio, fissata per il 30 ottobre. Prima di questa data, il tema sarà uno dei temi a rischio per il nuovo governo laburista di Keir Starmer, quando il parlamento ritornerà il 2 settembre. Secondo informazioni diffuse martedì dal Financial Times , il Cancelliere dello Scacchiere prevede di aumentare nei prossimi dieci anni gli affitti degli alloggi popolari in misura superiore all’inflazione. Obiettivo visualizzato? Stimolare la costruzione di questo patrimonio immobiliare a prezzi accessibili e garantire anche il flusso di cassa per le cooperative edilizie e i consigli comunali, alle prese con pesanti debiti e ritardi significativi nel mantenimento del proprio patrimonio. Lo stesso giorno, il Guardian ha menzionato, da parte sua, possibili aumenti delle imposte sulle successioni e sulle plusvalenze, nonché una restrizione dell’accesso all’assistenza sociale o addirittura una modifica del modo in cui viene misurato il debito per lasciare più spazio alla manovra. Attesa da tempo sul potere d’acquisto e sulla ripresa dei servizi pubblici dopo 14 anni di potere conservatore, Rachel Reeves ha insistito sul fatto che il governo non aumenterà i contributi previdenziali e le tasse per ” le persone che lavorano “. La ministra non cede nemmeno alle pressioni che le chiedono di eliminare il limite massimo sugli assegni familiari per due figli. Dal canto suo, ora all’opposizione, il Partito liberale – anche se accusato di aver ” nascosto ” il buco nei conti pubblici – denuncia un ” tentativo spudorato di preparare il terreno all’aumento delle tasse “. La situazione risulta quindi complicata per il Labour, sia politicamente che economicamente. Secondo Dennis Tatarkov, economista di KPMG UK, un indebitamento pubblico superiore alle attese “ lascia poco spazio di manovra al bilancio ”, soprattutto perché un “ previsto rallentamento della crescita ” potrebbe limitare ulteriormente le entrate fiscali nel secondo semestre. Da notare, però: il Regno Unito ha registrato una crescita dello 0,2% nel secondo trimestre, segnando un’accelerazione rispetto al primo, trainato dall’attività manifatturiera e dal calo dei prezzi dei materiali, oltre che dal settore della ristorazione. L’indebitamento del settore pubblico il mese scorso ha raggiunto i 3,1 miliardi di sterline (3,6 miliardi di euro), la cifra “ la più alta in un mese di luglio dal 2021 ”, significativamente superiore alle aspettative, ha osservato mercoledì l’Ufficio nazionale di statistica (ONS). Le finanze pubbliche hanno sofferto di un “ aumento della spesa pubblica ” mentre “ il costo dei servizi pubblici e delle prestazioni sociali ha continuato ad aumentare ”, ha spiegato sul social network Jessica Barnaby, vicedirettrice delle finanze pubbliche. (Diogenenews 26/08/2024)
In Francia Coca-Cola e Schweppes si difendono goffamente sul tema delle microplastiche nelle bottiglie.
Diogenenews 26/08/2024: L’associazione Agir pour l’Environnement lavora per difendere il pianeta dalle multinazionali, ma non solo. Il suo obiettivo è tutelare la salute dei consumatori. A tal fine ha appena condotto uno studio con due marchi, Coca-Cola e Schweppes. Lo scopo di questo studio è misurare la presenza di microplastiche nelle bottiglie vendute dai due brand. Le microplastiche rappresentano oggi un serio problema di salute pubblica . Anche se sappiamo poco del loro impatto sulla salute, resta il fatto che l’organismo non è in grado di curarli o di evacuarli. Quindi finiscono nei nostri organi. Per il bene del suo studio, Agir pour l’Environnement affida campioni di bottiglie di plastica di Coca-Cola e Schweppes Indian Tonic a due laboratori per l’analisi. I risultati evidenziano la presenza di microplastiche dopo che le bottiglie sono state aperte più volte. A seguito di queste rivelazioni le due società non hanno mancato di reagire. Insieme, evidenziano la mancanza di consenso scientifico riguardo ai potenziali effetti di queste minuscole particelle sulla salute umana. La Coca-Cola, ad esempio, sostiene che nessuna prova scientifica attuale dimostri che l’ingestione di microplastiche rappresenti un pericolo per la salute. Da parte sua, Schweppes garantisce che i suoi imballaggi soddisfino le rigorose norme sanitarie imposte dalle autorità francesi ed europee. Inoltre, aggiunge che le microplastiche, se presenti, non vengono introdotte intenzionalmente nei loro prodotti. La difesa di Coca-Cola e Schweppes appare evidentemente fragile. Da anni gli studi evidenziano i pericoli delle microplastiche. Sicuramente non c’è consenso, ma le ipotesi non sono positive. Le microplastiche sono frammenti di plastica che misurano meno di cinque millimetri, a volte fino a poche centinaia di nanometri, o circa 70 volte più sottili di un capello umano. Naturalmente non comprendiamo ancora appieno l’impatto di queste particelle sulla salute. Tuttavia, alcune ricerche suggeriscono che potrebbero causare reazioni allergiche e danni cellulari. Le sostanze chimiche presenti nelle microplastiche sono anche associate ad un aumento del rischio di cancro, problemi riproduttivi e mutazioni del DNA . Pertanto, la reazione di Coca-Cola e Swcheppes sottovaluta completamente questi risultati. Nonostante la mancanza di consenso scientifico, i consumatori non vogliono ingerire microplastiche. Quando acquistano bottiglie di Coca-Cola non pensano alle conseguenze sulla salute. Tuttavia, l’indagine Agir pour l’Environnement rivela, grazie alle analisi all’infrarosso, la presenza di sei tipi di polimeri nelle bibite. Per la Coca-Cola dopo una ventina di aperture sono state rilevate 46 microparticelle per litro, mentre per Schweppes questa cifra è salita a 62 microparticelle per litro. L’associazione parte dal presupposto che queste microparticelle provengano principalmente dalla degradazione del tappo di plastica. Questa osservazione non manca di sorprendere l’Associazione. Infatti, Coca-Cola come Schweppes dichiara solo due polimeri a contatto con la bevanda: polietilene per il tappo e polietilene tereftalato per la bottiglia . Stéphen Kerckhove, direttore generale di Agir pour l’Environnement, sottolinea l’importanza di informare i consumatori sulla possibile instabilità molecolare delle bottiglie di plastica. (Diogenenews 26/08/2024)
Gli investitori hanno denunciato Carlos Tavares e il direttore finanziario di Stellantis per aver nascosto la realtà del gruppo nella prima metà dell’anno
Diogenenews 26/08/2024: Ovviamente gli americani non hanno apprezzato molto il risultato del primo tempo di Stellantis . Tuttavia, il gruppo mantiene un margine del tutto eccezionale di oltre il 10% e nonostante il calo degli utili netti, mantiene una buona forma finanziaria. Ma l’improvviso calo dell’utile netto solleva interrogativi per il futuro. Stellantis non sta incubando una brutta malattia che potrebbe manifestare i suoi sintomi nei prossimi mesi? La redditività a tutti i costi auspicata da Carlos Tavares giocando sulla riduzione dei costi a tutti i livelli ha forse mostrato i suoi limiti. E alcuni investitori americani hanno avuto una brutta esperienza con la pubblicazione dei risultati del primo semestre, mentre il management del gruppo sembrava voler sfumare la realtà nei primi sei mesi. La class action, il cui caso è stato depositato all’inizio di questa settimana a Manhattan, prende di mira Stellantis ma anche direttamente Carlos Tavares e Natalie Knight, direttore finanziario di Stellantis, che saranno quindi imputati. Stellantis avrebbe “ gonfiato artificialmente il prezzo delle sue azioni per gran parte del 2024 effettuando valutazioni “straordinariamente positive” su inventario, potere di determinazione dei prezzi, nuovi prodotti e margine operativo ”. Ovviamente le azioni, soprattutto negli Stati Uniti, sarebbero molto maggiori di quanto annunciato . Un chiaro segnale di rallentamento delle vendite e un brutto segnale inviato agli azionisti e al mercato. Ma come sottolinea Reuters, è abbastanza comune vedere gli azionisti citare in giudizio un gruppo a seguito di un forte calo del valore delle azioni sul mercato azionario. Il giudice dovrà quindi pronunciarsi sul fatto che Stellantis abbia nascosto, o meno, la realtà del mercato con l’intento di mantenere artificialmente il valore del titolo. (Diogenenews 26/08/2024)
Belgio: sale la tensione all’interno dello stabilimento Audi di Bruxelles, ancora minacciato di chiusura
Diogenenews 26/08/2024: Atmosfera molto tesa, controlli di guardie private, fischi, invettive e petardi: molto turbolenta l’assemblea generale del personale dell’Audi Bruxelles, fabbrica la cui direzione aveva annunciato, all’inizio di luglio, la “ristrutturazione”, venerdì 23 agosto , nella capitale belga. Attenzione o manovra? È stato al Forest National, una grande sala per spettacoli, che la direzione della casa automobilistica tedesca, membro del gruppo Volkswagen (VW), aveva convocato gli operai della fabbrica situata nelle vicinanze, ma i cui cancelli erano rimasti chiusi. “Hanno sentito che la rabbia stava crescendo e avevano paura della nostra reazione e di un’occupazione “, ha assicurato un delegato del sindacato socialista Fédération Générale du Travail de Belgique (FGTB) all’ingresso della sala. In linea di principio, i manager dovevano rivelare i loro progetti al personale, aspettando i dettagli per un mese e mezzo. In realtà per la direzione della fabbrica si trattava chiaramente di cercare di calmare una rabbia sempre più percepibile che poteva mettere in discussione la ripresa della produzione. La data, inizialmente fissata per lunedì 19 agosto, poi rinviata a lunedì 26, sarà finalmente discussa con i sindacati, ha indicato Peter D’hoore, portavoce della società. I lavoratori presenti, preoccupati per il loro futuro poiché la direzione non aveva escluso, a luglio, la possibilità di chiudere il cantiere, non hanno comunque saputo molto, tranne che investitori esterni avevano espresso il loro interesse per un’eventuale acquisizione. Tra questi ci sarebbero dei cinesi che cercherebbero di aggirare il futuro aumento dei dazi doganali sui loro veicoli elettrici . Tuttavia non sono stati forniti dettagli e, già giovedì 22 agosto, i delegati sindacali sono usciti furiosi da un comitato aziendale straordinario, protestando contro l’assenza di risposte chiare alle loro numerose domande. “Non c’è nulla sul tavolo”, ha lamentato venerdì Pascal Debrulle, delegato della FGTB, in attesa di una nuova riunione del comitato aziendale, prevista per il 3 settembre. (Diogenenews 26/08/2024)
L’ascesa del Marocco nel settore aeronautico attrae investimenti
Diogenenews 26/08/2024: Attualmente, il Marocco produce più di 40 componenti aeronautici, compresi articoli sensibili che vengono fabbricati solo in cinque paesi in tutto il mondo. Questo sviluppo è il risultato di un’audace strategia di investimento e di una formazione continua dei suoi dirigenti. Il Marocco è riuscito a creare una base industriale aeronautica avanzata, che copre vari settori ad alto valore aggiunto come la produzione di parti di motori, materiali compositi, cablaggi e assemblaggio di parti essenziali della struttura dell’aereo. Grazie a questi progressi, il Paese è ora tra le prime 20 nazioni nel settore aeronautico. Secondo i dati del Ministero dell’Industria e del Commercio, le esportazioni del settore aeronautico hanno raggiunto i 10,7 miliardi di dirham (1 miliardo di dollari) nei primi cinque mesi del 2024, segnando una crescita del 18% su base annua. Nel 2023, le esportazioni sono state pari a 22 miliardi di dirham (2,2 miliardi di dollari), con un aumento impressionante di quasi il 38% rispetto al 2021. Il settore aeronautico marocchino sembra sul punto di scrivere una nuova storia di successo, paragonabile a quella dell’industria automobilistica, divenuta il principale settore di esportazione del regno. Questo successo rafforza il Marocco come destinazione industriale leader. Con più di 21.000 professionisti formati nel settore aeronautico, il Marocco dispone di una forza lavoro qualificata che costituisce una risorsa importante per attrarre investimenti esteri. Il Regno avvia programmi di formazione specializzata per tecnici e ingegneri, sostenuti da istituzioni come l’Istituto specializzato nelle professioni aeronautiche di Nouaceur. Questo centro offre formazione in linea con gli standard internazionali, volta a soddisfare le crescenti esigenze del settore. Il Marocco attira più di 140 aziende globali nel settore aeronautico, tra cui i giganti Airbus e Boeing. Tra i progetti di punta, si segnala l’apertura nel 2022 da parte di SABCA Morocco di uno stabilimento dedicato alla fabbricazione e all’assemblaggio quasi completo della struttura del velivolo “ PC-12 ” vicino a Casablanca. Inoltre, un memorandum d’intesa firmato con Collins Aerospace lo scorso luglio durante il Farnborough Airshow segna la creazione di un ecosistema di approvvigionamento in Marocco. Un altro progetto con la società canadese GAL Aerospace mira a sviluppare unità di produzione per gli allestimenti interni delle cabine degli aerei. Anche il gruppo spagnolo ACITURRI si sta insediando nella zona industriale del MIDPARC con un investimento previsto di 25 milioni di dirham (2,5 milioni di dollari), rafforzando così l’ecosistema dei componenti di motori in Marocco. Il Ministero dell’Industria vede un futuro promettente per il settore aeronautico marocchino. I piani rivelati includono l’assemblaggio di parti complete di aeromobili entro il 2030, la diversificazione delle capacità industriali e la riduzione delle emissioni di carbonio. Il Marocco aspira a diventare un centro globale di produzione e assemblaggio di parti di aeromobili, con particolare attenzione all’innovazione e alla sostenibilità ambientale. Focalizzata inizialmente sulla quantità prima di dedicarsi alla qualità, l’industria aeronautica in Marocco continua la sua graduale ascesa e dimostra una dinamica promettente. Il Marocco, già leader in Africa in questo settore, è ben posizionato per diventare un centro globale per la produzione di componenti aeronautici grazie alle sue infrastrutture avanzate e ai talenti locali. Grazie ai suoi investimenti strategici, ai partenariati internazionali e alla forza lavoro qualificata, il Regno è sulla buona strada per raggiungere le sue ambizioni nel settore dell’aviazione. Il regno continua ad attrarre investimenti esteri, rafforzando la sua posizione sulla scena globale e preparandosi ad affrontare le sfide future. (Diogenenews 26/08/2024)
La Francia donerà 100.000 dosi di vaccino per contrastare l’epidemia di vaiolo in Africa
Diogenenews 26/08/2024: L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato, il 14 agosto, un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale per la recrudescenza di casi di vaiolo, noto anche come vaiolo delle scimmie, in particolare nel continente africano. In questione, un nuovo ceppo, clade 1. Questo nuovo ceppo è più trasmissibile e più pericoloso del ceppo che ha causato l’epidemia del 2022 (clade 2, ancora presente in diverse regioni del mondo). Anche questo clade presenta sintomi diversi, poiché provoca la comparsa di eruzioni cutanee su tutto il corpo, mentre le lesioni causate da altri ceppi del virus si localizzano solitamente sul viso, intorno alla bocca o sui genitali. Quasi 18.000 casi
registrati nella Repubblica Democratica del Congo. Se un caso di infezione (dal clade 1) è già stato registrato in Svezia la settimana scorsa, e l’OMS ha indicato di aspettarsi più casi sul suolo europeo nelle settimane a venire, l’epidemia è attualmente concentrata principalmente in Africa. Come dettagliato nella nostra infografica, basata sui dati del Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie, la Repubblica Democratica del Congo ha attualmente di gran lunga il maggior numero di casi sospetti o confermati nel continente: sono stati segnalati quasi 18.000 casi 1 gennaio e 16 agosto e nello stesso periodo hanno perso la vita 535 persone. Finora in Africa sono stati identificati quattro cladi del virus. Il primo ministro dimissionario Gabriel Attal ha dichiarato che in tutta la Francia sono aperti 232 centri di vaccinazione per far fronte a possibili casi nel paese. “Come richiesto dal Presidente della Repubblica, la Francia donerà 100.000 dosi di vaccino”, ha anche indicato. Queste dosi saranno distribuite attraverso l’Unione Europea nelle regioni in cui il virus circola fortemente. » Queste donazioni “rafforzeranno l’attuale sforzo europeo di quasi il 50%”. La settimana scorsa, l’agenzia sanitaria dell’Unione Africana Africa CDC ha annunciato che circa 200.000 dosi sarebbero state distribuite in Africa, grazie a un accordo con l’Unione Europea e la società farmaceutica danese Bavarian Nordic, il cui vaccino per la prevenzione delle malattie è stato approvato dal 2019. (Diogenenews 26/08/2024)
Falliscono BugerFI e altre catene di prodotti alimentari negli Usa
Diogenenews 26/08/2024: Il fallimento è una situazione finanziaria che può colpire quasi tutte le aziende a livello globale. Generalmente, questo status si verifica quando un’azienda si trova ad affrontare grandi debiti o problemi che le impediscono di continuare a servire i propri clienti, operare regolarmente o pagare il proprio personale. In molti paesi esistono leggi che forniscono protezione alle aziende e consentono loro di affrontare circostanze difficili, come un debito elevato o un patrimonio netto negativo, che si verifica quando una società deve più di quanto possiede in attività. Nel caso della Colombia, la legislazione sulla riorganizzazione aziendale dà alle aziende la possibilità di raggiungere nuovi accordi con i propri creditori, consentendo loro di rinegoziare le rate da pagare o i termini inizialmente stabiliti. Mentre alcune aziende riescono a superare queste sfide e a riprendere la normale attività, altre si trovano ad affrontare prospettive meno favorevoli e optano per la liquidazione. Negli Stati Uniti la situazione non è da meno. Il rallentamento economico ha colpito anche quel Paese, lasciando molte aziende alla deriva ed esposte a questo scenario fatale. Pochi giorni fa si è saputo proprio della situazione di un’altra catena di fast food, che versarebbe in gravi condizioni finanziarie. Si tratta di BurgerFi, catena di origine americana che sarebbe a corto di liquidità e sta valutando l’opzione del fallimento per uscire dagli alti debiti che deve affrontare. La società, secondo le informazioni della rete televisiva CNN, ha assicurato di avere a disposizione solo 4,4 milioni di dollari per il mese di agosto. Nonostante ciò, dal rapporto finanziario dell’ultimo trimestre emerge che l’azienda deve affrontare perdite pari a 18,4 milioni di dollari. È importante anche ricordare che nel 2023 la catena aveva riportato perdite per 6 milioni di dollari, quindi la situazione dell’azienda è critica, triplicando le sue perdite in meno di un anno. I media americani sottolineano che la situazione BurgerFi ha messo in luce ciò che diverse aziende del paese stanno vivendo negli ultimi mesi. Gli alti prezzi di mercato hanno costretto gli americani a cercare alternative migliori o a mangiare a casa, motivo per cui le grandi catene, come Starbucks, McDonald’s, tra le altre, hanno segnalato un calo del traffico di clienti. Tra le aziende che hanno assistito allo stesso complicato scenario c’è Red Lobster, un gruppo di ristoranti di pesce che ha dovuto presentare istanza di capitolo 11 della legge fallimentare. I motivi principali che hanno spinto BurgerFi a considerare il fallimento sono le scarse possibilità di poter ripagare i propri debiti, oltre all’aumento del prezzo delle ali di pollo e al pagamento di salari più alti, che hanno sostanzialmente aumentato i suoi costi operativi. Il rallentamento negli Stati Uniti non ha colpito solo il settore alimentare, ma anche il settore tessile. È il caso della catena di negozi per la casa Badcock Home Furniture & More, che ha annunciato che chiuderà tutti i suoi negozi. Attraverso la propria pagina Facebook ufficiale, l’azienda americana ha dichiarato che chiuderà tutti i suoi negozi nel sud del Paese, che ammontano a 370 in totale. Allo stesso modo, ha indicato che liquiderà centinaia di prodotti, che avranno sconti diversi. “Vogliamo estendere la nostra sincera gratitudine per essere un stimato cliente di Badcock Home Furniture & More. Purtroppo stiamo chiudendo l’attività e tutti i negozi chiuderanno nei prossimi mesi. “Comprendiamo che questo comporta delle domande e abbiamo raccolto alcune delle domande più frequenti per garantire una transizione agevole per tutti i nostri clienti”, ha affermato. (Diogenenews 26/08/2024)

