Le proteste dei contadini in India represse dalla polizia
Diogenenews 21/04/2024: Non solo in Italia e in Europa gli agricoltori stanno manifestando, ma hanno portato le loro proteste anche a Delhi, in India, richiedendo incrementi nei prezzi di sostegno minimi per i loro prodotti. Queste manifestazioni potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane,dopo uno stop temporaneo nei giorni scorsi, a circa 200 chilometri da Delhi, per rinnovare le trattative, incontrando la reazione della polizia che ha risposto con gas lacrimogeni e barricate. Nel contesto politico attuale, è cruciale che queste tensioni non esplodano, soprattutto considerando che il Primo Ministro Narendra Modi e il suo partito, il Bharatiya Janata Party (BJP), sembrano avviati verso la rielezione per un terzo mandato, stando ai sondaggi che li vedono avanti rispetto all’opposizione. Con quasi il 40% della popolazione indiana impegnata nell’agricoltura, questo settore rappresenta una forza significativa nel paese. Dopo le proteste del 2021, il governo aveva cercato di indirizzare gli agricoltori verso colture meno dispendiose in termini di acqua, come i legumi, vista anche l’importanza dell’India come principale importatore e l’aumento dei prezzi. Anche la domanda di mais è cresciuta per il suo utilizzo nelle industrie del pollame e dell’etanolo. Nonostante ciò, le recenti proposte del governo su prezzi minimi garantiti per legumi, mais e cotone sono state respinte dagli agricoltori, che richiedono prezzi minimi per tutti i prodotti agricoli. (Diogenenews 21/04/2024)
Povertà in Italia, colpiti in particolare i più giovani
Diogenenews 21/04/2024: L’Istat rappresenta la principale fonte di dati sulla povertà nel Paese, i quali indicano un marcato incremento della quota di famiglie in condizioni di povertà assoluta negli ultimi 15 anni. Questo fenomeno interessa in modo particolare i giovani, tra i quali l’incidenza della povertà è significativamente più elevata rispetto agli anziani, segnando un’inversione di tendenza rispetto al passato, quando la povertà era distribuita più uniformemente tra le varie fasce d’età. Al Nord si osserva prevalentemente una povertà tra le comunità extracomunitarie, attribuibile alla maggiore presenza di famiglie straniere in quest’area, attratte dalle maggiori opportunità lavorative. Invece, al Sud, la povertà è caratterizzata da un numero significativo di persone tra i 50 e i 60 anni che, non avendo ancora accesso alla pensione e disponendo di limitate competenze professionali, risultano escluse dal mercato del lavoro. Particolare attenzione va prestata al concetto di povertà ereditaria, in quanto gli anni formativi sono cruciali non solo dal punto di vista genetico, ma anche per l’assimilazione di valori e abitudini. La capacità di un individuo di modificare la propria condizione sociale d’origine dipende fortemente dal contesto geografico, con una maggiore mobilità sociale registrata al Nord rispetto al Sud, dove le scarse opportunità, legate all’ambiente e all’economia, rendono più forte la correlazione tra le condizioni di vita dei figli e quelle dei genitori. (Diogenenews 21/04/2024)
Ifad: per ridurre la fame nelle aree rurali servono finanziamenti per 2 miliardi di dollari
Diogenenews 21/04/2024: Nel 2023, il numero di persone che hanno sofferto la fame è salito a 735 milioni, segnando un incremento di 122 milioni rispetto al periodo precedente la pandemia. L’aggravarsi dei conflitti e l’impattante cambiamento climatico sono stati identificati come le principali cause di tale fenomeno. Durante il Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, Ifad, a cui hanno partecipato i rappresentanti dei 178 Stati membri, è stata adottata un’agenda ambiziosa con l’obiettivo di migliorare produzione, redditi, sicurezza alimentare e resilienza per oltre 100 milioni di persone nelle aree rurali entro tre anni. L’Ifad punta a raccogliere 2 miliardi di dollari in nuovi finanziamenti per sostenere un programma di lavoro del valore di 10 miliardi di dollari. Durante l’evento, 68 Stati membri hanno promesso un contributo record di 1,34 miliardi di dollari per il triennio 2025-2027, superando i 1,28 miliardi donati nella precedente ricostituzione del fondo. Tre sono state le priorità emerse dopo un anno di consultazioni: l’attenzione alle situazioni di fragilità, gli investimenti in biodiversità e resilienza climatica per i piccoli agricoltori, e la collaborazione con il settore privato. Si stima che circa 3,1 miliardi di persone, quasi metà della popolazione mondiale, vivano nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, dove si trova più dell’80% delle persone più povere del mondo. Si prevede che entro il 2030, quasi il 60% dei poveri vivrà in paesi considerati fragili o affetti da conflitti. Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità stanno accelerando, con un aumento delle temperature globali che peggiora le condizioni di vita per milioni di persone, colpendo principalmente i più poveri. Quasi 700 milioni di persone vivono oggi in estrema povertà. L’Assistenza Ufficiale allo Sviluppo e i finanziamenti dei paesi in via di sviluppo non saranno sufficienti per colmare il divario finanziario necessario all’adattamento climatico e alla lotta contro la fame, rendendo indispensabile il supporto e il finanziamento da parte del settore privato, che richiede investimenti aggiuntivi tra i 33 e i 50 miliardi di dollari all’anno fino al 2030. (Diogenenews 21/04/2024)
Il Dl Caivano ha fatto impennare il numero di minori detenuti
Diogenenews 21/04/2024: “Il cosiddetto Decreto Caivano ha introdotto una serie di misure che stanno avendo e continueranno ad avere effetti distruttivi sul sistema della giustizia minorile, sia in termini di aumento del ricorso alla detenzione che di qualità dei percorsi di recupero per il giovane autore di delitto”. Lo sottolinea l’associazione Antigone nel suo settimo Rapporto sulla giustizia minorile e rileva che con il decreto Caivano sono stati fatti dei “passi indietro” e che nei primi mesi del 2024 sono già 500 i minori detenuti, un numero drammaticamente ‘record’ nell’ultimo decennio. “L’estensione delle possibilità di applicazione dell’accompagnamento a seguito di flagranza e della custodia cautelare in carcere stravolge l’impianto del codice di procedura penale minorile del 1988 e sta già determinando un’impennata degli ingressi negli Istituti penali minorili (Ipm)”, segnala il Rapporto. “All’inizio del 2024 sono circa 500 i detenuti nelle carceri minorili italiane. Sono oltre dieci anni che non si raggiungeva una simile cifra. Gli ingressi in Ipm sono in netto aumento. Se sono stati 835 nel 2021, ne abbiamo avuti 1.143 nel 2023, la cifra più alta almeno negli ultimi quindici anni. I ragazzi in Ipm in misura cautelare erano 340 nel gennaio 2024, mentre erano 243 un anno prima, segno evidente degli effetti del Decreto Caivano”, rileva Antigone. (Diogenenews 21/04/2024)
Tossicodipendenze, 130 mila soggetti in assistenza in Italia. Il 13,5% sono nuovi utenti
Diogenenews 21/04/2024: Nel 2022 sono state assistite nei 573 Servizi pubblici per le Dipendenze (Ser.D), 129.259 persone dipendenti da sostanze (su un totale di 242.373 contatti), di questi 17.497 sono nuovi utenti (13,5%), 111.762 sono invece quelli già in carico o rientrati dagli anni precedenti (86,5%). Sono soprattutto maschi (circa l’86%) con un rapporto di 1 femmina ogni 6 maschi, indistintamente tra nuovi e vecchi utenti. I pazienti in trattamento sono prevalentemente di nazionalità italiana (91,4%), soprattutto le donne (94,7%) mentre la maggior parte degli stranieri proviene dal continente africano (3,6%) e da altri paesi europei (2,5%). Le classi di età più frequenti, sul totale, sono quelle tra i 35 e i 54 anni (classe modale 45-49 anni). Un‘età che si abbassa tra i nuovi utenti: hanno tra i 20 e i 44 anni (classe modale 30-34 anni), con un’età media di 35,9 anni rispetto ai 43,4 dei soggetti già in carico o rientrati. Sul fronte dei consumi di sostenze, Il 63% dell’utenza utilizza principalmente oppiacei, una percentuale che scende al 34,6% tra i nuovi utenti, mentre tra quelli già in carico o rientrate arriva al 67,4%. L’eroina, rimane la sostanza primaria più usata dai pazienti in trattamento, anche se sta diminuendo negli anni la proporzione di coloro che la scelgono come sostanza di elezione. Tra nuovi utenti, la cocaina è la sostanza primaria d’abuso nel 38,5% dei casi, del 22,4% tra quelli già noti (24,5% nei pazienti totali). Per quanto riguarda l’abuso di cocaina si registra un trend in aumento nell richiesta di trattamenti. L’accesso ai servizi per uso primario di cannabis riguarda invece circa il 24,8% dei nuovi utenti (con un trend in decrescita) e il 9,1% dei pazienti già in carico ai servizi dagli anni precedenti (11,2% dei pazienti totali). (Diogenenews 21/04/2024)
Ogm e Parlamento Ue, stop alla valutazione del rischio, le critiche delle associazioni
Diogenenews 21/04/2024: La Coalizione Italia Libera da Ogm, composta da 42 organizzazioni, ha espresso il proprio disappunto per l’approvazione da parte del Parlamento Europeo della proposta di regolamento sui nuovi Ogm, criticando l’eliminazione della valutazione di rischio per gli Ogm ottenuti attraverso le New Genomic Techniques (Ngt). Nonostante ciò, grazie agli emendamenti presentati da Socialdemocratici e Verdi, sono stati mantenuti gli obblighi di tracciabilità ed etichettatura. La Coalizione ha evidenziato come il voto non risolva i problemi fondamentali del regolamento che indebolisce la normativa sugli Ogm, sebbene alcune limitazioni siano state introdotte per mitigare i potenziali danni della proposta originale. Il voto ha tenuto in considerazione l’aumento della letteratura scientifica sugli effetti negativi delle Ngt, l’impatto della biocontaminazione sull’agricoltura biologica e non Ogm, e la contrarietà dei cittadini italiani ed europei verso i cibi geneticamente modificati. Tuttavia, i diritti dei consumatori e degli agricoltori sono stati ridimensionati a causa della negazione della valutazione del rischio per i nuovi Ogm, eliminando anche il principio “chi inquina paga”. La Coalizione sostiene che l’unica soluzione accettabile è che i nuovi Ogm rimangano regolamentati secondo la Direttiva 2001/18 sugli Ogm. (Diogenenews 21/04/2024)
A New York un bambino su quattro vive in povertà
Diogenenews 21/04/2024: Nel 2022 New York City ha registrato un notevole aumento della povertà, con quasi due milioni di residenti, inclusi un quarto dei bambini, che vivono in condizioni di indigenza. Questo incremento di 500.000 persone rappresenta il maggiore salto annuale degli ultimi dieci anni, portando la percentuale di residenti in povertà al 23%, rispetto al 18% del 2021. Un rapporto congiunto della Columbia University e dell’organizzazione filantropica Robin Hood attribuisce tale aumento alla conclusione di varie politiche governative introdotte durante la pandemia, quali l’ampliamento del credito d’imposta per i figli, il rafforzamento dell’assicurazione contro la disoccupazione e i pagamenti in contanti a sostegno delle famiglie a basso reddito. Il rapporto utilizza una misura supplementare della povertà che considera il reddito, i supporti non monetari come i buoni pasto, e il costo della vita locale. Secondo questa metrica, una famiglia di affittuari con due figli a New York City è considerata sotto la soglia di povertà se guadagna meno di circa 44.000 dollari all’anno, mentre per un adulto single la soglia è di 20.340 dollari. L’aumento della povertà evidenzia le disparità esistenti nella città, con i newyorkesi neri, latini e asiatici che hanno il doppio delle probabilità di vivere in povertà rispetto ai residenti bianchi. Le disparità sono accentuate da una ripresa occupazionale sbilanciata, con il recupero di posti di lavoro prevalentemente in settori a bassa retribuzione e la perdita di occupazioni nel settore della vendita al dettaglio, che impiega in modo sproporzionato lavoratori di colore. Il rapporto sottolinea l’urgenza di affrontare la crescente crisi dell’assistenza all’infanzia, con il 25% dei bambini di New York che vivevano in povertà nel 2022, il tasso più alto dal 2015. Questo aumento è stato attribuito al termine dell’espansione del programma federale di credito d’imposta per i bambini. (Diogenenews 21/04/2024)
Francia, il premier promette agli agricoltori una nuova legge sui prezzi
Diogenenews 21/04/2024: Il primo ministro francese Gabriel Attal ha reso nota l’intenzione di riformare la legge Egalim per ridurre le tensioni con gli agricoltori scontenti, in previsione del Salon de l’Agriculture, la fiera annuale dell’agricoltura che avrà luogo in questo weekend. Sebbene le rimostranze locali differiscano, le manifestazioni agricole, comuni anche in altre nazioni europee quali Belgio, Grecia e Germania, evidenziano le sfide poste all’agricoltura dalle politiche dell’UE per il clima e dall’apertura a importazioni economiche ucraine per sostenere l’efforto bellico di Kiev. In Francia, le proteste agricole si erano largamente attenuate, dopo settimane di azioni che comprendevano blocchi stradali, in seguito alla promessa di Attal l’1 febbraio di adottare nuove iniziative. Tuttavia, gli agricoltori, che lamentano retribuzioni insufficienti e la pressione di tasse, normative ambientali e concorrenza estera sleale, hanno sollecitato il governo a dimostrare i risultati immediati delle azioni d’emergenza prima dell’evento. Il presidente Emmanuel Macron e il suo esecutivo guardano con preoccupazione al crescente appoggio degli agricoltori verso l’estrema destra in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo a giugno. (Diogenenews 21/04/2024)
Il Giappone potrebbe revocare lo status di residente permanente agli evasori fiscali
Diogenenews 21/04/2024: L’Isa, Agenzia giapponese per l’immigrazione, sta esaminando l’opzione di annullare o modificare lo stato di residenza dei cittadini stranieri residenti permanenti che evitano deliberatamente o posticipano costantemente il versamento delle tasse. Con l’avvio di un nuovo programma di “addestramento e lavoro” che sostituisce il molto criticato programma di tirocinio tecnico per stranieri, si prevede un incremento dei lavoratori stranieri che otterranno il permesso di soggiorno permanente. Questo programma intende elevare le competenze dei lavoratori stranieri a un livello adeguato entro tre anni, facilitando il percorso verso la residenza permanente. Ad oggi, i residenti permanenti hanno la possibilità di mantenere il loro status anche in caso di mancato pagamento di tasse o contributi assicurativi. Vi sono anche episodi di stranieri che ripetutamente commettono crimini punibili con pene detentive fino a un anno, come il furto. Per risolvere questa questione, l’ISA sta considerando la revoca dello status di residenza permanente, come indicato da un rappresentante dell’agenzia. “Si porrà l’accento su quegli stranieri che, pur potendo, scelgono deliberatamente di non pagare le tasse”, ha affermato il rappresentante. L’agenzia sta inoltre valutando l’introduzione di uno status di residenza alternativo e sta contemplando un sistema che permetta ai governi locali di segnalare gli stranieri che eludono il pagamento di tasse o contributi. (Diogenenews 21/04/2024)
Nel campo profughi di Zamzam in Sudan muore un bambino ogni due ore
Diogenenews 21/04/2024: Il Sudan, dopo dieci mesi di combattimenti, è sull’orlo del collasso, con metà della popolazione che necessita di aiuti alimentari e quasi 8 milioni di persone sfollate. Secondo il Clingendael Institute, la carestia potrebbe scoppiare in gran parte del Sudan entro giugno, con previsioni di mezzo milione di morti nello scenario più probabile e fino a un milione nel peggiore dei casi. Il quotidiano britannico Guardian descrive una situazione disastrosa nel campo di sfollati di Zamzam, nella regione del Darfur in Sudan, dove la fame e le malattie sono diventate parte della quotidianità. Secondo Medici Senza Frontiere (MSF), un bambino muore ogni due ore nel campo a causa di queste condizioni. Nonostante l’isolamento del campo, senza telefono né internet per due settimane, il Guardian è riuscito a comunicare con i rifugiati tramite collegamento satellitare, scoprendo la grave mancanza di acqua potabile, l’accesso limitato alle cure mediche, e una diffusa malnutrizione, con quasi il 25% dei bambini gravemente malnutriti. Le condizioni nel campo sono aggravate da malattie come la febbre dengue e la malaria, e dalla presenza di miliziani che minacciano le donne fuori dal perimetro del campo. Dallo scoppio dei combattimenti in Sudan il 15 aprile, l’aiuto alimentare è stato quasi inesistente, ad eccezione di una distribuzione minore in giugno. Zamzam, fondato negli anni 2000 a seguito del genocidio in Darfur, era precedentemente assistito da varie agenzie umanitarie internazionali, che si sono ritirate all’inizio dei combattimenti. (Diogenenews 21/04/2024)


