martedì, Gennaio 20, 2026

Diogene – Agenzia 05/03/2024

In Argentina cresce lo scontento per l’austerità imposta dal nuovo presidente Javier Milei

Diogenenews 05/03/2024: L’inizio dell’anno ha visto l’Argentina affrontare un tasso di povertà superiore al 57%, evidenziato da uno studio recente. Questo fenomeno ha messo in difficoltà milioni di persone che combattono contro un’inflazione a tre cifre e le conseguenze di una forte svalutazione del peso avvenuta a dicembre, erodendo il valore reale dei risparmi dei cittadini. La situazione nei quartieri meno abbienti del paese si è aggravata con l’introduzione delle misure di austerità del nuovo presidente libertario Javier Milei. Questi tentativi di ridurre il deficit significativo e controllare un’inflazione che supera il 250% rischiano di minare il sostegno popolare se la situazione non migliora. Tra le misure adottate vi sono tagli alla spesa pubblica, riduzione dei sussidi, chiusura di enti statali e limitazioni ai programmi di assistenza sociale. Milei, economista di professione, ha vinto le elezioni di novembre sfruttando la frustrazione degli elettori per la cronica instabilità economica del paese, convincendoli della necessità delle sue riforme. Tuttavia, la pazienza degli argentini è messa a dura prova dalle crescenti proteste e scioperi contro i tagli promossi dal suo governo. Durante un discorso di Milei al Congresso, migliaia di persone hanno manifestato esternamente, esprimendo il loro dissenso verso le politiche economiche in atto, evidenziando l’urgenza di una mobilitazione contro l’austerità e i rischi di impoverimento crescente. Nonostante le promesse di Milei di raggiungere l’equilibrio fiscale, partendo da un deficit del 3% dell’anno precedente, e i segnali positivi dai mercati finanziari e dal Fondo Monetario Internazionale, l’impatto sulle persone comuni resta una preoccupazione centrale. Il presidente chiede fiducia e pazienza, assicurando che le riforme porteranno a una ripresa, benché riconosca le difficoltà del momento presente. Nel contesto di un welfare statale storicamente robusto, il governo Milei si trova a dover bilanciare le esigenze di austerità con la protezione dei più vulnerabili, promettendo maggiore trasparenza e un’attenta revisione degli aiuti senza compromettere il sostegno essenziale alle fasce più povere. Tuttavia, le ONG segnalano una riduzione degli aiuti alimentari in un periodo in cui l’inflazione alimentare cresce vertiginosamente, mettendo a dura prova la capacità delle mense di rispondere alle esigenze di un numero crescente di persone. Questa situazione evidenzia una crisi alimentare e di povertà in peggioramento, con gli argentini che si trovano a confrontarsi con un’ulteriore sfida alla loro resilienza, messa alla prova da anni di crisi economica. (Diogenenews 05/03/2024)


L’aumento esponenziale della povertà energetica nell’Unione Europea e le risposte possibili

Diogenenews 05/03/2024: Nell’ultimo anno, l’Europa ha affrontato e superato un inverno preoccupante senza subire carenze energetiche significative o interruzioni di corrente di ampia portata, dimostrando una notevole capacità di resilienza nonostante gli elevati costi energetici. I paesi membri dell’Unione Europea hanno investito ben 646 miliardi di euro dal settembre 2021 al marzo 2023 per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi sull’energia per i consumatori. l’UE ha adottato modifiche al “Quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato” il 20 novembre, permettendo agli Stati membri di estendere i regimi di sostegno fino al 30 giugno 2024 per affrontare la stagione invernale. Questa decisione comprende anche l’aumento del massimale per le sovvenzioni in vari settori, tra cui agricoltura, pesca, acquacoltura e altri, evidenziando la preoccupazione continua dell’UE per l’approvvigionamento energetico. Nonostante gli sforzi per incrementare le riserve e ridurre i consumi, l’UE si trova ancora di fronte alla sfida di raggiungere l’autosufficienza energetica. Gli elevati costi dell’energia continuano a essere un ostacolo per molti residenti europei, con il Regno Unito, ad esempio, che ha visto esplodere i prezzi del gas naturale a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina nel 2022, portando milioni di famiglie a fronteggiare la “povertà energetica”. La povertà energetica, definita come l’incapacità di accedere o permettersi i servizi energetici essenziali, è un problema crescente non solo in Europa ma anche in altre parti del mondo, con stime che indicano circa il 16% della popolazione statunitense e il 24-27% degli anziani in Cina affetti da questa condizione. Questo fenomeno ha ripercussioni significative sulla salute fisica e mentale degli individui, con le abitazioni fredde che aumentano il rischio di malattie, infezioni e lesioni. La ricerca ha dimostrato che l’esposizione a temperature basse può avere effetti negativi immediati e a lungo termine sul benessere delle persone, evidenziando l’urgenza di affrontare la crisi energetica per prevenire conseguenze fatali. Di fronte a questa sfida globale, diversi paesi e città hanno adottato misure innovative per combattere la povertà energetica e promuovere la sostenibilità, dalla condivisione di elettrodomestici a basso reddito in Belgio, al noleggio di condizionatori d’aria per gli anziani in Giappone, fino a progetti di decarbonizzazione residenziale negli Stati Uniti che offrono significativi risparmi energetici. Queste iniziative non solo mirano a risolvere il problema immediato della povertà energetica ma rappresentano anche passi importanti verso il raggiungimento di un futuro a zero emissioni di carbonio. L’obiettivo è garantire che tutti i gruppi sociali possano soddisfare i propri bisogni energetici senza compromettere la qualità della vita, affrontando contemporaneamente le sfide del cambiamento climatico. (Diogenenews 05/03/2024)


Uk: I tagli fiscali del governo Sunak faranno precipitare migliaia di persone in povertà

Diogenenews 05/03/2024: Se il ministero delle Finanze britannico deciderà di ridurre le contribuzioni all’assicurazione nazionale nel prossimo bilancio di primavera, come si prevede, ciò potrebbe causare un incremento significativo della povertà tra le famiglie, secondo gli avvertimenti provenienti da diversi centri studi. Jeremy Hunt annuncerà presto le sue decisioni fiscali, tra le quali si teme ci saranno tagli alle tasse mirati a recuperare il favore degli elettori in vista delle imminenti elezioni. Questi tagli, tuttavia, secondo le analisi, potrebbero non favorire equamente tutti i cittadini, lasciando indietro le fasce più vulnerabili della popolazione. L’Institute for Public Policy Research ha calcolato che un taglio di 2 pence potrebbe costare al governo 10,4 miliardi di sterline, beneficiando maggiormente il 20% delle famiglie più agiate. Inoltre, si evidenzia una disparità regionale, con famiglie londinesi che riceverebbero più del doppio rispetto a quelle nel nord-est. La New Economics Foundation ha messo in luce che un taglio più modesto di 1 penny aumenterebbe ulteriormente il divario tra ricchi e poveri, spingendo 55.000 persone verso la povertà. Un investimento alternativo nel credito universale potrebbe invece migliorare la situazione di 384.000 persone. La decisione di Hunt di puntare sui tagli fiscali è criticata per il potenziale impatto negativo sui servizi pubblici e sull’uguaglianza economica. Gli esperti sostengono che una gestione responsabile dell’economia richiederebbe investimenti mirati e un maggiore onere fiscale per i più abbienti, per finanziare settori chiave come istruzione, sanità e sicurezza sociale. Nonostante le promesse di bilanciare i tagli fiscali con una gestione prudente delle finanze pubbliche, il Cancelliere si trova di fronte a molteplici sfide, tra cui le pressioni per aumentare la spesa nei servizi essenziali e gli avvertimenti da parte di organismi internazionali e nazionali sull’insostenibilità di ulteriori riduzioni fiscali senza chiari piani di finanziamento. In questo contesto, il dibattito sulla direzione economica del paese si intensifica, con appelli a una maggiore attenzione ai bisogni dei servizi pubblici e alla necessità di affrontare le disuguaglianze, piuttosto che perseguire tagli fiscali che potrebbero beneficiare disegualmente la popolazione. (Diogenenews 05/03/2024)


In Australia si fa strada la “povertà da collocamento”, che sfrutta gli studenti universitari

Diogenenews 05/03/2024: Per conseguire la laurea in infermieristica, studenti come Victoria Robinson sono tenuti a completare oltre 800 ore di tirocinio non retribuito, un requisito che mette a dura prova la loro capacità di bilanciare studio e lavoro retribuito. Questa situazione porta a dover scegliere tra l’istruzione e le necessità di vita quotidiane, come evidenziato da Victoria stessa. Un’inchiesta del giornale ABC sta portando alla luce questo problema rimasto nascosto a lungo. La problematica dei tirocini non retribuiti è stata evidenziata come ambito necessitante di riforme significative nell’ambito di una revisione complessiva del settore universitario, descrivendo le condizioni degli studenti come “povertà di collocamento”. Questi stage, pur essendo un’esperienza formativa essenziale, spesso costringono gli studenti a fronteggiare gravi difficoltà finanziarie. Alcuni studenti, intervistati dall’ABC, hanno definito lo status quo come sfruttamento, causando notevoli disagi sia mentali che finanziari. Hanno espresso la speranza che l’Accordo universitario recentemente introdotto possa generare un cambiamento reale, ponendo fine a questa pratica. Un esempio è Kate Domenici, futura assistente sociale, che per completare la sua formazione deve dedicare 1.000 ore, equivalenti a 10 mesi, a tirocini non retribuiti. Questo l’ha costretta a richiedere sostegno economico a familiari e partner, evidenziando come anche una piccola spesa inaspettata possa tradursi in scelte difficili, come dover decidere tra cure mediche e l’acquisto di cibo. Allo stesso modo, Victoria Robinson sottolinea come la gestione dei tirocini, soprattutto in termini di risparmio per affrontare il periodo non retribuito, richieda uno sforzo considerevole. Durante i tirocini, deve attenersi a un budget ristretto, e il non essere pagata aggiunge un ulteriore livello di difficoltà emotiva alla già impegnativa esperienza di formazione pratica. La situazione è simile per James Sherriff, studente di educazione, che ha dovuto sospendere i suoi studi per adattarsi alle esigenze del tirocinio. Ciò lo ha portato a posticipare il completamento della sua formazione fino al 2027 o oltre, illustrando le problematiche legate alla sostenibilità finanziaria di questi percorsi formativi. Gli studenti chiedono un intervento urgente in base alle raccomandazioni dell’Accordo universitario, purtroppo, il ministro dell’Istruzione Jason Clare ha indicato che la questione dei tirocini non retribuiti non sarà tra le prime riforme annunciate dal governo. Questo lascia aperta la questione su come verranno gestiti i pagamenti dei tirocini in futuro e solleva dubbi sulla possibilità di attuare un sistema equo che non gravi sulle finanze degli studenti. (Diogenenews 05/03/2024)


Francia: un francese su due riduce il consumo di prodotti igienici a causa dei costi

Diogenenews 05/03/2024: In Francia, l’insicurezza igienica sta diventando un problema crescente, con metà della popolazione che dichiara di dover tagliare sui prodotti igienici quali sapone, dentifricio e assorbenti a causa dell’aumento del costo della vita. Questo trend, segnalato dal 4° Barometro dell’igiene e della precarietà, rileva un netto peggioramento rispetto all’anno precedente, quando solo un terzo dei cittadini si trovava in questa situazione. L’inflazione, che incide su beni di prima necessità come cibo ed energia, ora tocca anche i prodotti per l’igiene, costringendo molti, soprattutto tra i più giovani, a compiere scelte difficili tra mantenere un adeguato livello di igiene personale e soddisfare bisogni alimentari basilari. Deodoranti, shampoo, dentifricio e persino carta igienica sono tra i prodotti più frequentemente esclusi dalla spesa quotidiana. La necessità di limitare il consumo di questi beni essenziali sta diventando una realtà concreta per molti francesi, che si ritrovano a dover razionalizzare l’uso di gel doccia e shampoo. La precarietà igienica colpisce in modo particolare i giovani adulti, con il 41% di loro costretto a scegliere tra acquistare cibo o prodotti per l’igiene, aumentando così i livelli di ansia in questa fascia di età. Per le donne, inoltre, la “povertà mestruale” rimane un grave problema, con il 16% che non può permettersi protezioni adeguate, ricorrendo a volte a soluzioni di fortuna non sicure. Questa situazione, oltre a evidenziare le disuguaglianze sociali e economiche, sottolinea l’urgente necessità di interventi mirati per assicurare a tutti l’accesso a prodotti per l’igiene di base. (Diogenenews 05/03/2024)


In Belgio 2,1 milioni di persone a rischio povertà ed esclusione sociale su 12 milioni di abitanti

Diogenenews 05/03/2024: I dati recenti rilasciati da Statbel, l’ufficio statistico del Belgio, rivelano che circa 2,1 milioni di cittadini belgi si trovano in una situazione di rischio povertà o esclusione sociale. L’indagine del 2023 sui redditi e le condizioni di vita (EU-SILC) evidenzia che il 18,6% dei belgi vive in condizioni di vulnerabilità economica e sociale. Quest’anno, la soglia di povertà è stata fissata a 1.450 euro mensili per un individuo e a 3.045 euro per una famiglia con due adulti e due bambini, segnando un aumento di 84 euro dovuto all’inflazione e alla crisi energetica del 2022. Nonostante l’aumento della soglia di povertà, il rischio di povertà monetaria ha mostrato una lieve diminuzione, attestandosi al 12,3% rispetto al 13,2% dell’anno precedente. Si osserva un miglioramento per alcuni gruppi vulnerabili, quali individui con basso livello di istruzione, famiglie monoparentali, inquilini e anziani. Tuttavia, si è verificato un aumento del rischio di povertà tra i lavoratori, passando dal 3,6% al 4,7%, a causa della lentezza nell’aggiornamento degli stipendi nel settore privato rispetto all’inflazione. Statbel sottolinea che il ritardo nell’indicizzazione salariale ha spinto alcuni dipendenti al di sotto della soglia di povertà, aggravata dall’aggiustamento delle indennità. Inoltre, emergono notevoli disparità regionali: Bruxelles-Capitale registra i livelli di povertà più alti, seguita dalla Vallonia, mentre le Fiandre mostrano la situazione meno critica. Un problema significativo è il disagio abitativo, particolarmente diffuso a Bruxelles, dove il 10,9% della popolazione è colpito, a differenza delle Fiandre e della Vallonia, dove è meno presente. (Diogenenews 05/03/2024)


La povertà femminile è predominante nell’Austria orientale

Diogenenews 05/03/2024: La Caritas austriaca ha evidenziato come la povertà nel Burgenland, il Land austriaco più orientale e con un’economia basata sul turismo per la sua caratteristica di bel tempo, sia prevalentemente femminile. Il numero di persone in cerca di aiuto continua ad aumentare e la maggior parte di loro sono donne. La Caritas della diocesi di Eisenstadt richiama l’attenzione sull’elevato numero di donne colpite dalla povertà nel Burgenland . “L’80 per cento dei clienti della Caritas Burgenland sono donne”, ha sottolineato Melanie Balaskovics, direttrice della Caritas Burgenland. “Il numero di persone in cerca di aiuto continua ad aumentare e la maggior parte di loro sono donne”, ha detto Balaskovics all’inizio della campagna appena lanciata dalla Caritas “La povertà è donna”. “Che sia a causa delle pensioni più basse, dei redditi più bassi, della genitorialità single o della necessità di lavorare solo a tempo parziale a causa della mancanza di assistenza all’infanzia, alla povertà viene sempre più dato un nome femminile”, dice Balaskovics. Le donne che hanno chiesto aiuto alla Caritas non riuscivano a riscaldare adeguatamente il proprio appartamento, non potevano più pagare l’affitto o non potevano sostituire mobili e indumenti logori. Di conseguenza, hanno sempre meno possibilità di partecipare alla vita sociale e culturale “perché hanno bisogno di ogni centesimo per far fronte alla vita di tutti i giorni”. Ciò dimostra anche che gli utenti della consulenza sociale della Caritas stanno diventando sempre più giovani. “Vengono da noi persone il cui bisogno non è visibile a prima vista, ma la cui disperazione è grande perché i bisogni primari come cibo, riscaldamento o alloggio sono diventati per loro inaccessibili”, ha detto la consulente sociale Petra Frank. “Soprattutto le donne indossano un mantello protettivo sotto il quale nascondono la loro povertà. Notiamo anche un aumento delle clienti più giovani.” Nel complesso, il numero di consultazioni è aumentato in modo significativo. (Diogenenews 05/03/2024)


Lo scandalo della povertà in Angola dove il 33% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno

Diogenenews 05/03/2024: Nonostante l’Angola sia il secondo maggior produttore di petrolio dell’Africa subsahariana, prevede un tasso di povertà di 12,4 milioni di persone nel 2024. Questa situazione, aggravata dall’aumento dei prezzi alimentari e da una crescita economica rallentata nel 2023, porterà al 33% della popolazione a vivere con meno di 2,15 dollari al giorno. Per contrastare questa tendenza, le Nazioni Unite hanno proposto un piano di sviluppo per il 2024-2028, mirato a sostenere la regione dell’Africa centrale e indirizzare le principali aree di miglioramento. Jonathan Kenda, volontario in Angola, ha osservato come la scarsità d’acqua, il divario nello sviluppo tra aree diverse e l’inquinamento dei rifiuti contribuiscano alla povertà nel paese. Iniziative come “Acqua per tutti” e una task force sulla riduzione della plastica sono state lanciate per affrontare alcuni di questi problemi. Kenda ha identificato l’istruzione, le infrastrutture e la medicina come prioritari per combattere la povertà in Angola. Nonostante i miglioramenti nel settore dell’istruzione, c’è ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di risorse e la retribuzione degli insegnanti. Il governo angolano, con il sostegno della Banca Mondiale, si impegna a rafforzare la governance scolastica e la formazione degli insegnanti con un finanziamento di 150 milioni di dollari. Le infrastrutture richiedono anch’esse un’attenzione speciale, soprattutto per quanto riguarda la rete stradale e i mezzi di trasporto, essenziali per lo sviluppo economico e l’accesso ai servizi. Il piano delle Nazioni Unite prevede il miglioramento delle strade rurali per facilitare la mobilità. Infine, la situazione della medicina in Angola è critica, con difficoltà di accesso e costi elevati dei farmaci. Sebbene si preveda una crescita del mercato farmaceutico, sono necessari ulteriori investimenti per garantire che tutti gli angolani abbiano accesso ai medicinali necessari. Secondo l’Onu sper affrontare la povertà in Angola è fondamentale agire su più fronti, migliorando l’istruzione, le infrastrutture e l’accesso alla medicina. Gli sforzi combinati del governo angolano, delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali sono cruciali per garantire uno sviluppo sostenibile e ridurre la povertà nel paese. (Diogenenews 05/03/2024)


L’esperienza contro la povertà femminile dei centri Oasis in Giordania per favorire l’indipendenza economica

Diogenenews 05/03/2024: Quando Azhar Riyati, madre di sei figli residente in Giordania, ha iniziato a partecipare al programma Oasis di UN Women, l’organizzazione dell’Onu, temeva di non riuscire a conciliare gli impegni familiari con il nuovo ruolo. Tuttavia, l’interazione con lo staff e altri partecipanti le ha permesso di superare le sue paure, acquisire competenze e diventare più aperta nel rapportarsi con gli altri. Riyati, che non aveva mai lavorato fuori casa, è ora formatrice presso uno dei centri Oasis e grazie alle abilità sartoriali acquisite, ha iniziato a guadagnare, aumentando la sua autostima. Dal 2012, i Centri Oasis hanno supportato oltre 30.000 persone, inclusi rifugiati siriani e donne giordane in condizioni di vulnerabilità, attraverso 18 centri gestiti in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Sociale giordano e altre strutture nei campi profughi. Questi centri forniscono uno spazio sicuro dove le donne possono condividere preoccupazioni e apprendere strategie positive di coping, contribuendo all’integrazione comunitaria e all’emancipazione femminile. Sostenuti da finanziamenti internazionali, i centri promuovono l’empowerment femminile e la coesione sociale, offrendo formazione e opportunità di cash for work. Nel 2023, oltre 1.600 persone hanno partecipato a queste attività, con circa 589 donne che hanno completato programmi di formazione aziendale, molte delle quali hanno avviato imprese proprie. Testimonianze di partecipanti come Layal Al-Khalaf, siriana madre di cinque figli, e Mariam Al-Gharableh, vedova giordana, evidenziano l’impatto positivo del programma non solo sul piano professionale ma anche sul sostegno reciproco tra le donne. Queste esperienze sottolineano l’importanza di superare le proprie paure, acquisire nuove competenze e ambire a un’indipendenza economica per migliorare la propria vita e quella della propria famiglia. (Diogenenews 05/03/2024)


In Spagna il costo degli alloggi trascina in povertà 780 mila bambine e bambini

Diogenenews 05/03/2024: In Spagna, l’elevato costo degli alloggi spinge verso la povertà oltre 780.000 bambini, facendo crescere il tasso di povertà infantile di quasi dieci punti percentuali. Questo aumento, da 28,9% a 38,6%, emerge quando le spese per abitazione vengono detratte dal reddito delle famiglie, come riporta un recente studio dell’Unicef che vuole stimolare il dibattito sulla connessione tra povertà infantile e problemi abitativi. La situazione è particolarmente grave per i bambini, con la Spagna classificata al quarto posto nell’Unione Europea per la percentuale di famiglie che spendono eccessivamente in affitti o mutui. Le difficoltà finanziarie si riflettono nei ritardi nei pagamenti di affitto, mutui e bollette, con particolari criticità in alcune regioni come Melilla e le Isole Canarie. Queste difficoltà toccano in modo sproporzionato le famiglie monogenitoriali. Oltre mezzo milione di minori soffrono di gravi carenze materiali negli alloggi, il che impatta negativamente sulla loro salute fisica e mentale, sull’educazione e sulle interazioni sociali. L’Unicef sottolinea come la condivisione di spazi ristretti, spesso tra più famiglie, limiti la privacy e gli spazi di studio dei minori. La povertà energetica colpisce il 16,7% delle abitazioni con bambini, un problema in crescita rispetto al decennio precedente, con un impatto maggiore sulle famiglie monogenitoriali. Questi dati arrivano in un momento in cui l’ultima Indagine sulle Condizioni di Vita evidenzia un incremento del tasso di povertà infantile nonostante alcuni miglioramenti economici a livello familiare. Per affrontare questo problema, l’Unicef propone l’introduzione di un beneficio universale per i figli a carico, una misura considerata fondamentale per ridurre la povertà infantile in linea con gli standard europei. Il governo spagnolo valuta l’introduzione di un sussidio specifico per le famiglie con bambini fino a sei anni, come parte dei negoziati per il prossimo bilancio. (Diogenenews 05/03/2024)

Leggi anche

Ultime notizie