sabato, Gennaio 24, 2026

Diogene – Agenzia 04/09/2024

Unhcr: ad agosto +7% di sbarchi migranti sulle coste italiane

Diogenenews 04/09/2024: “Sono circa 8.000 le persone sbarcate sulle coste Italiane nel mese di agosto, dato che rappresenta un incremento di circa il 7% rispetto al mese precedente (7.465). Tra gennaio e giugno gli arrivi erano stati, rispettivamente: 2.258, 2.301, 6.857, 4.721, 4.976, 4.902”. La segnalazione viene dall’Unhcr. “Le persone arrivate sulle coste italiane ad agosto sono partite da Libia, Tunisia e Turchia. La Libia è stata il primo Paese di partenza, con il 70% circa di tutti gli arrivi via mare in Italia”. “Circa il 70% delle persone arrivate ad agosto sono sbarcate a Lampedusa. Altri porti di sbarco includono Roccella Ionica, Pozzallo, Ravenna, Genova, Ancona”. Da inizio anno, le nazionalità di origine prevalenti sono state, sempre secondo l’agenzia Onu per i rifugiati: Bangladesh (20%), Siria (16%), Tunisia (14%), Guinea (6%), Egitto (6%), Pakistan (4%), Mali (3%), Sudan (3%), Eritrea (3%) e Gambia (2%). “Nel mese di agosto sono state riportate tre persone morte e una dispersa, un dato sottostimato poiché basato solo sulle informazioni raccolte dai nostri team agli sbarchi in Italia. Un primo incidente ha coinvolto, il 3 agosto, un’imbarcazione partita da Tajura: risultano due morti e un disperso durante le operazioni di soccorso. Una seconda imbarcazione, partita da Sabratha e soccorsa il 12 agosto, aveva a bordo un uomo già deceduto per l’inalazione di idrocarburi”. Unhcr “è presente nei luoghi di sbarco dove continua a supportare con team dedicati le autorità italiane, in collaborazione con le agenzie nazionali ed europee e gli altri partner, per fornire informazioni ai nuovi arrivati e per una pronta individuazione e la tempestiva presa in carico dei minorenni e delle persone più vulnerabili presso servizi e cure specializzati”.
L’organizzazione “continua a sollecitare gli Stati a potenziare risorse e capacità per adempiere efficacemente alle proprie responsabilità. In particolare, rinnova il suo appello alla collaborazione per rafforzare i meccanismi di ricerca e soccorso in mare e per promuovere un più ampio accesso a percorsi sicuri e regolari nell’Unione europea per le persone in cerca di protezione internazionale”. (Diogenenews 04/09/2024)


Cala il reddito reale delle famiglie italiane, cresce il divario con l’Ue

Diogenenews 04/09/2024: Nel 2023, il reddito disponibile reale delle famiglie italiane ha registrato un calo, in gran parte dovuto all’aumento sostenuto dei prezzi, posizionandosi oltre sei punti al di sotto dei livelli del 2008. Lo evidenziano i dati Eurostat nel “Quadro di valutazione sociale”, che tuttavia mostrano un miglioramento per l’Italia in termini di occupazione, disoccupazione e riduzione della povertà lavorativa, scesa sotto il 10% per la prima volta dal 2010. A livello europeo, il reddito medio è aumentato da 110,12 a 110,82 (base 2008 = 100), mentre in Italia è sceso leggermente, passando da 94,15 a 93,74. Analizzando i dati più nel dettaglio, Eurostat rileva che, sebbene i dati italiani relativi al lavoro e all’istruzione siano in miglioramento, rimangono inferiori alla media dell’Unione Europea. Il tasso di occupazione in Italia tra i 20 e i 64 anni è cresciuto dal 64,8% del 2022 al 66,3% nel 2023, con un incremento di 1,5 punti percentuali, a fronte di una crescita media europea di 0,7 punti (dal 74,6% al 75,3%). Nonostante questo miglioramento, l’Italia rimane ultima in classifica. Anche la disoccupazione è in calo, con una riduzione dello 0,4% (dall’8,1% al 7,7%), un trend che si prevede continui nel 2024. Nell’UE, invece, la riduzione media è stata più contenuta, dello 0,1% (dal 6,2% al 6,1%). Significativa anche la diminuzione dei Neet (giovani non impegnati nello studio o nel lavoro), scesi dal 19% al 16,1%, il valore più basso dal 2009. In Europa, il calo è stato più moderato, con una riduzione dal 11,7% al 11,2%. Anche la disoccupazione di lunga durata in Italia è diminuita, passando dal 4,6% al 4,2%, il dato più basso dal 2009, sebbene ancora superiore alla media UE (2,1%). Per quanto riguarda il rischio di povertà tra i lavoratori, in Italia si è verificata una riduzione significativa, sceso dal 11,5% del 2022 al 9,9% nel 2023, mentre la media UE si attesta all’8,3%. Nel 2017 e 2018 il tasso in Italia aveva raggiunto il 12,2%, mentre solo nel 2010 si era registrato un valore inferiore al 10% (9,5%). Anche i dati sull’istruzione mostrano progressi: il tasso di abbandono scolastico è sceso dall’11,5% al 10,5% (contro il 9,5% medio UE), il livello più basso dal 2000, quando superava il 25%. Cresce inoltre la percentuale di laureati tra i 30 e i 34 anni, passata dal 27,4% al 29,2%, anche se l’Italia resta distante dalla media UE (43,9% nel 2023). Sul fronte del reddito, rispetto al 2008, l’Italia ha fatto meglio solo della Grecia (nel 2022 il reddito era al 72,1% rispetto al 2008), mentre resta distante dalla Germania (112,59% nel 2023) e dalla Francia (108,75% nel 2022), mentre la Spagna è ancora indietro con il 95,85%. (Diogenenews 04/09/2024)


Crescita costante della ricchezza finanziaria in Italia: 457 mila milionari, che rappresentano meno dell’1% della popolazione.

Diogenenews 04/09/2024: Nel 2023, la ricchezza finanziaria dell’Italia rappresenta l’11,4% del totale dell’Europa occidentale, con una crescita media del 4,4% all’anno dal 2018 al 2023, raggiungendo un valore complessivo di 6.200 miliardi di dollari. Questo è quanto riportato nel ventiquattresimo Global Wealth Report della Boston Consulting Group (Bcg). Secondo lo studio, la ricchezza finanziaria italiana è destinata a crescere a un ritmo del 3,8% annuo, raggiungendo i 7.400 miliardi di dollari entro il 2028. Il rapporto stima che in Italia vi siano circa 457.000 milionari, ovvero persone con un patrimonio finanziario superiore a un milione di dollari, rappresentando meno dell’1% della popolazione. Il numero di individui appartenenti alla fascia degli Ultra-High Net Worth, coloro che possiedono più di 100 milioni di dollari in ricchezza finanziaria, è di 2.300. A livello globale, la ricchezza netta ha mostrato una ripresa del 4,3% nel 2023, trainata principalmente dal recupero dei mercati finanziari, con una crescita della ricchezza finanziaria del 7% dopo una contrazione del 4% nel 2022. Per quanto riguarda gli asset reali in Italia, il Bcg rileva che questi sono aumentati dell’1% annuo dal 2018 al 2023, arrivando a 7.700 miliardi di dollari. Si prevede un’ulteriore crescita dello 0,9% annuo, con una stima di 8.000 miliardi di dollari entro il 2028. Le passività italiane sono cresciute a un tasso dell’1,8% all’anno nello stesso periodo, raggiungendo i 900 miliardi di dollari, con una crescita prevista dell’1,5% annuo fino al 2028. Nel corso dell’ultimo anno, l’Italia ha rappresentato l’11,6% degli asset reali e il 6,3% delle passività dell’Europa occidentale. Gli investimenti in azioni e fondi d’investimento costituiscono la componente principale della ricchezza personale nel 2023, rappresentando il 41% del totale, e si prevede che crescano al tasso più veloce, pari al 5,4% annuo. Nel 2023, il 47% della ricchezza finanziaria italiana è detenuto dai milionari, mentre il restante 53% appartiene ai cosiddetti clienti affluent e mass, ossia persone con un patrimonio fino a un milione di dollari. Nei prossimi cinque anni, diversi segmenti seguiranno traiettorie distinte: mentre il numero di milionari con patrimoni tra 1 e 100 milioni di dollari rimarrà stabile, il gruppo degli Ultra-High Net Worth vedrà una crescita dell’1%, e il numero di clienti mass diminuirà del 3%. (Diogenenews 04/09/2024)


Robby Starbuck, l’influencer americano e attivista trumpiano in guerra contro la cultura “woke” nel mondo degli affari

Diogenenews 04/09/2024: Robby Starbuck, un attivista conservatore di 35 anni, sta guidando una campagna contro le politiche di diversità e inclusione nelle aziende statunitensi, che lui critica come parte della “cultura woke”. Tra i marchi che ha già preso di mira ci sono Ford, Harley-Davidson, John Deere, Jack Daniels e Lowe’s, che hanno parzialmente ritirato alcune delle loro iniziative a favore della diversità. Starbuck usa i social media per diffondere video che denunciano quelle che considera imposizioni ideologiche nelle aziende, promuovendo invece una meritocrazia neutrale rispetto a etnia e orientamento sessuale. Le politiche di diversità, equità e inclusione (DEI) si sono diffuse in molte istituzioni americane, specialmente dopo le proteste seguite alla morte di George Floyd nel 2020. Tuttavia, la destra conservatrice, incluso Starbuck, ha attaccato queste iniziative, definendole eccessi della sinistra radicale. Starbuck afferma di difendere i valori conservatori e di non voler lasciare che la “sinistra radicale” decida il futuro della nazione. I suoi video mirano a esporre, secondo lui, il lato nascosto della cultura aziendale woke, spesso focalizzandosi su marchi apprezzati dai conservatori, che accusa di tradimento. Un esempio recente è la campagna contro Harley-Davidson, che ha portato persino un uomo a filmarsi mentre sparava alla propria moto. Starbuck non si limita alle questioni sociali: si oppone anche alle misure sul cambiamento climatico. Nonostante non sia riuscito a entrare in politica nel 2022, continua la sua crociata attraverso i social media. Le sue posizioni estreme lo hanno portato a essere definito un “troll estremista” dalla Human Rights Campaign, un’organizzazione per i diritti LGBT+, che ha criticato le aziende che hanno ridotto il loro impegno verso le politiche di inclusione. (Diogenenews 04/09/2024)


Belgio, tremila dipendenti Audi a rischio licenziamento

Diogenenews 04/09/2024: Lo storico stabilimento Audi di Bruxelles, operativo dal 1949 e di proprietà del gruppo Volkswagen dal 2007, è a rischio chiusura. Audi ha annunciato una possibile ristrutturazione che potrebbe portare alla fine anticipata della produzione dell’Audi Q8 e-tron, l’unico modello attualmente prodotto nella fabbrica, entro il 2025, con una potenziale chiusura dell’impianto. Ciò potrebbe causare il licenziamento di migliaia di lavoratori entro la fine del 2025. Audi giustifica la decisione con un calo delle vendite di veicoli elettrici di lusso e difficoltà strutturali del sito. Tuttavia, i sindacati e i lavoratori si oppongono, sottolineando l’efficienza e la flessibilità della fabbrica, che in passato ha prodotto con successo il modello A1. Nonostante gli sforzi del governo belga per mantenere i posti di lavoro e migliorare le condizioni per Audi, con proposte che includono agevolazioni fiscali e miglioramenti infrastrutturali, l’azienda non ha ancora fornito risposte chiare. I lavoratori, preoccupati e arrabbiati, temono di essere traditi e criticano la mancanza di trasparenza nella comunicazione da parte di Audi. Inoltre, la possibilità di trasformare lo stabilimento in un centro per la produzione di componenti, come batterie, è in discussione, ma non fornisce una soluzione concreta per la produzione di automobili. Questo episodio ricorda il difficile periodo del 2006, quando Volkswagen interruppe la produzione della Golf nello stabilimento di Bruxelles, prima di passare il sito ad Audi, che riuscì a rilanciare la produzione con successo. Tuttavia, le attuali condizioni di mercato rendono incerta una possibile rinascita per lo stabilimento. (Diogenenews 04/09/2024)


In Senegal il Parlamento, ostile al potere, rifiuta una revisione della Costituzione

Diogenenews 04/09/2024: L’Assemblea nazionale del Senegal ha respinto, la sera del 2 settembre, una proposta di revisione costituzionale presentata dalle nuove autorità, ritenuta preludio di uno scioglimento del Parlamento, che si oppone all’esecutivo. Il progetto, che prevedeva l’abolizione di due enti consultivi, è stato bocciato con 83 voti a favore e 80 contrari, al termine di un dibattito animato e trasmesso sui social. Il nuovo presidente, Bassirou Diomaye Faye, eletto a marzo, e il primo ministro, Ousmane Sonko, non dispongono di una maggioranza in Parlamento, dove predomina ancora la coalizione dell’ex presidente Macky Sall, eletto nel 2022. Nel contesto politico senegalese, Faye e Sonko necessitano del controllo del Parlamento per implementare le loro politiche basate sul panafricanismo di sinistra e la giustizia sociale. Il presidente ha il potere di sciogliere l’Assemblea, ma non prima della scadenza di due anni legislativi, ossia dopo il 12 settembre, secondo quanto riportato dalla stampa, che ha citato un parere del Consiglio costituzionale. La tensione tra esecutivo e legislativo ha frenato l’azione del governo. Fino ad ora, il primo ministro non ha presentato un discorso programmatico all’Assemblea. La proposta di revisione costituzionale, vista come destinata a fallire, è stata interpretata da molti come un passo verso lo scioglimento del Parlamento. La revisione prevedeva l’eliminazione del Consiglio superiore degli enti locali e del Consiglio economico, sociale e ambientale, istituzioni che Faye e Sonko si erano impegnati ad abolire. Il ministro della Giustizia, Ousmane Diagne, ha difeso la proposta, sostenendo che è necessario utilizzare meglio le risorse pubbliche. La coalizione dell’ex presidente Sall ha accusato il governo di cercare un pretesto per indire nuove elezioni legislative e proteggere il primo ministro da un discorso programmatico. Un membro della coalizione, Abdou Mbow, ha annunciato l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia contro il governo. (Diogenenews 04/09/2024)


Secondo Google l’intelligenza artificiale potrebbe far crescere il Pil svizzero di oltre 80 miliardi di franchi

Diogenenews 04/09/2024: Un nuovo studio commissionato da Google e realizzato dall’Implement Consulting Group rivela il notevole potenziale economico dell’intelligenza artificiale generativa (AI) per la Svizzera. Secondo questo rapporto, l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale generativa potrebbe aumentare il PIL svizzero da 80 a 85 miliardi di franchi all’anno entro dieci anni, ovvero un aumento dell’11%. Questi dati collocano la Svizzera tra i Paesi europei con il maggiore potenziale in termini di intelligenza artificiale, grazie in particolare alla sua posizione di leader nella maggior parte degli indicatori di innovazione. Tuttavia, lo studio ( disponibile in questa pagina ) evidenzia che un ritardo di cinque anni nell’adozione di queste tecnologie potrebbe ridurre questo potenziale solo al 3% del Pil, ovvero da 20 a 25 miliardi di franchi. Si prevede che l’intelligenza artificiale generativa influenzerà fino a 3,9 milioni di posti di lavoro in Svizzera, ma per lo più in modo positivo. Si prevede che circa il 66% dei posti di lavoro sarà assistito dall’intelligenza artificiale, che automatizzerà una parte limitata di attività aiutando al tempo stesso nella creazione di contenuti e nella risoluzione di problemi complessi. Solo l’8% dei posti di lavoro potrebbe vedere più della metà delle proprie attività automatizzate, ma lo studio prevede che nuove posizioni nell’economia guidata dall’intelligenza artificiale sostituiranno quelle perse a causa dell’automazione. Questa transizione dovrebbe essere graduale, dando ai lavoratori il tempo di adattarsi e apprendere nuove competenze. La Svizzera ha un forte ecosistema di innovazione: secondo un sondaggio IMD, il 62% delle aziende ha già integrato l’intelligenza artificiale in almeno una funzione aziendale. Tuttavia, secondo gli autori, l’adozione dell’intelligenza artificiale è ancora nelle fasi iniziali e richiede innovazioni, investimenti e competenze legate all’intelligenza artificiale più complementari per sfruttare appieno il suo potenziale economico. Per sfruttare questa opportunità, il rapporto raccomanda di investire in ricerca e sviluppo, rafforzare la collaborazione tra università e imprese e promuovere la formazione continua. Sottolinea inoltre l’importanza dello sviluppo responsabile e dell’uso dell’intelligenza artificiale per costruire la fiducia del pubblico. (Diogenenews 04/09/2024)


Crisi migratoria nella Manica: Francia e Regno Unito divisi tra responsabilità e tragedie umanitarie

Diogenenews 04/09/2024: Poco dopo l’ennesima tragedia in mare, sei bambini e una donna incinta tra le 12 vittime di un naufragio al largo della Manica, un evento che si è ripetuto più volte in questa crisi migratoria che ha profondamente segnato la costa settentrionale della Francia, il sindaco di Boulogne, Frederic Cuvillier, ha espresso il suo sconforto per la situazione. Persone in fuga dalla morte finiscono per trovare la fine proprio lì, mentre cercavano di raggiungere una vita migliore. Tuttavia, mentre in Francia cresce la preoccupazione per l’umanità di queste tragedie, nel Regno Unito la narrativa è concentrata sulla criminalità dei trafficanti, con le autorità britanniche che puntano il dito contro le reti di contrabbando. Anche la polizia francese è coinvolta, cercando di pattugliare tratti sempre più vasti della costa militarizzata. Con nuove attrezzature, tra cui droni e visori notturni, cercano di bloccare le attività delle bande di trafficanti, che continuano ad adattarsi e trovare nuove rotte per far partire i migranti. I trafficanti usano imbarcazioni sempre più instabili, sovraffollandole con persone disperate, esponendole a rischi sempre maggiori. In alcuni casi, la violenza esplode sulle spiagge, con scontri tra polizia e trafficanti. A differenza del Regno Unito, però, in Francia l’attenzione non è solo rivolta ai trafficanti. Molti francesi, tra cui politici e cittadini comuni, vedono la Gran Bretagna come la vera responsabile di questa crisi, ritenendo che le sue politiche migratorie e il mercato del lavoro poco regolamentato attraggano i migranti. Il ministro degli Interni francese, Gérald Darmanin, ha sottolineato questo punto, invocando un nuovo accordo sui migranti tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea, ribadendo che la crisi è alimentata più dalla disperazione dei migranti che dalla criminalità dei trafficanti. In Francia, la crisi delle piccole imbarcazioni non riceve lo stesso clamore mediatico che ha nel Regno Unito, dove domina i titoli dei giornali. Per molti francesi, stanchi della situazione lungo la loro costa settentrionale, anche una tragedia come la morte di dodici persone nella Manica non ha più lo stesso impatto mediatico. (Diogenenews 04/09/2024)


Urgenza di Riforme in Uk: “il governo britannico deve affrontare la crisi della povertà”

Diogenenews 04/09/2024: In un editoriale del Guardian, viene messo in evidenza come uno dei più grandi risultati dei governi laburisti dal 1997 al 2010 sia stato la significativa riduzione della povertà in Gran Bretagna, con 2,5 milioni di bambini e 7 milioni di adulti portati fuori dalla povertà assoluta. Tuttavia, le politiche attuali rischiano di mantenere il tasso di povertà assoluta stabile al 18%, mentre la povertà relativa potrebbe aumentare. Politiche come il limite di sussidio per due figli, il tetto ai sussidi complessivi e il congelamento dei sussidi per l’alloggio stanno aggravando la situazione. Una nuova ricerca del Trussell Trust rivela che circa due terzi delle famiglie lavoratrici con credito universale (UC) hanno difficoltà a pagare cibo, energia e beni essenziali. Molti non riescono a coprire i bisogni di base, accumulano debiti e dipendono sempre più dalle banche alimentari. Il ritardo di cinque settimane nell’accesso ai pagamenti UC continua a creare difficoltà per i più vulnerabili. Il Guardian sottolinea l’urgenza di interventi più ampi e rapidi per affrontare la povertà. Anche se l’estensione del fondo di sostegno per le famiglie è un passo positivo, è considerato insufficiente. Serve un impegno più deciso, specialmente sui costi abitativi e energetici, e una strategia contro la povertà infantile per il 2025. L’editoriale critica anche la mancanza di attenzione sul ripristino del legame tra bisogno e diritto, un principio fondamentale per una società civile. Il governo di Keir Starmer è chiamato a fare scelte difficili per sostenere i più poveri, invece di lasciare che queste persone continuino a pagare il prezzo delle politiche attuali. (Diogenenews 04/09/2024)


In alcuni negozi Usa non verranno più accettate banconote danneggiate

Diogenenews 04/09/2024: Il governo degli Stati Uniti, attraverso la Federal Reserve (Fed), ha riferito che a partire da questo mese alcuni negozi in tutto il paese smetteranno di accettare banconote in dollari che mostrano danni significativi. Anche se le attuali banconote da 5, 20, 50 e 100 dollari rimarranno valide, si prevede che nei prossimi mesi verranno emessi nuovi modelli. A partire da settembre 2024, catene come Walmart, Target e Dollar Tree, tra le altre, non riceveranno più fatture danneggiate o “mutilate”, cioè con strappi, estremità tagliate o sfocate, un problema comune fatture che sono state messe nelle lavatrici. Questa misura verrà applicata anche nelle banche e negli sportelli bancomat, il che potrebbe complicare la transazione di queste banconote per gli utenti. Il cambiamento nella circolazione delle banconote fa parte di uno sforzo coordinato con il Bureau of Engraving, i servizi segreti e il comitato direttivo per la deterrenza avanzata della contraffazione (ACD), che mira a prevenire la contraffazione e garantire la sicurezza finanziaria. La prima riprogettazione significativa avverrà nel 2028 con la banconota da 50 dollari, seguita dalla banconota da 20 dollari nel 2030, dalla banconota da 5 dollari tra il 2032 e il 2035 e infine dalla banconota da 100 dollari tra il 2034 e il 2038. Questi cambiamenti potrebbero anche influenzare l’accettazione di banconote più grandi transazioni giornaliere. Attualmente negli Stati Uniti circolano sette tipi di banconote emesse dalla Federal Reserve: 1 USD, 2 USD, 5 USD, 10 USD, 20 USD, 50 USD e 100 USD. Sebbene le banconote di taglio più alto come 500, 1.000, 5.000 e 10.000 USD siano ancora legali, non vengono più prodotte e hanno un utilizzo limitato. (Diogenenews 04/09/2024)

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