Diogene – Agenzia 01/11/2024

Striscia di Gaza, l’Unicef denuncia che “a bambini, madri e padri viene negato l’aiuto delle Agenzie delle Nazioni unite”

Diogenenews 01/11/2024: “È di fondamentale importanza ricordare che quando alle organizzazioni umanitarie viene impedito di svolgere il proprio lavoro come da mandato delle Nazioni Unite, sono le persone comuni a pagare il prezzo. Sono le madri che stanno cercando di nutrire i loro bambini affamati. Sono i padri che stanno cercando di procurare vestiti e scarpe calde per i loro figli, mentre ci avviciniamo all’inverno e le temperature scendono. Sono le bambine e i bambini piccoli, che pregano ogni notte per la fine del conflitto in modo da poter tornare a scuola, scuole gestite dall’Unrwa, e iniziare a ricostruire le loro vite”. Lo dichiara Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef per l’Italia. “Questo è ciò che accade quando queste decisioni vengono adottate. Sono le vite dei bambini che vengono ostacolate, sono madri e padri ai quali viene ì impedito di proteggere i loro figli e di offrire loro un futuro migliore”. (Diogenenews 01/11/2024)


La nave di Emergency porta in salvo 38 naufraghi nella zona Sar maltese

Diogenenews 01/11/2024: La Life Support, nave di ricerca e soccorso di Emergency, ha portato in salvo 38 persone che si trovavano a bordo di una imbarcazione alla deriva in acque internazionali nella zona SAR maltese. La segnalazione del caso in difficoltà è arrivata prima delle ore 9 da Alarm Phone ed è stata successivamente confermata anche sul canale 16 del VHF da un mayday relay con cui ci è stato fornito anche un aggiornamento sulla sua posizione. L’avvistamento della piccola e sovraffollata barca in vetroresina dal ponte di comando della Life Support è avvenuto alle 11 circa, mentre il salvataggio si è concluso alle 12.10 con il trasferimento in sicurezza a bordo della nave di Emergency dei 38 naufraghi, di cui 14 donne, 4 minori accompagnati e 2 minori che viaggiano da soli. “I motori della barca in distress erano rotti, il mezzo imbarcava acqua ed era inclinato su un lato – spiega Jonathan Naní la Terra, SAR Team Leader della Life Support di Emergency -. Le 38 persone alla deriva sul barchino in vetroresina erano stremate dalle tante ore di navigazione, ma fortunatamente il meteo era buono e così il nostro team di soccorritori ha prima messo in sicurezza tutti distribuendo i salvagenti e quindi ha portato i naufraghi a bordo della Life Support. Ora il nostro staff medico sta visitando tutti per constatare le loro condizioni di salute. Finito il soccorso abbiamo informato le autorità competenti e dato la nostra disponibilità per eventuali ulteriori interventi”. Le persone soccorse dalla Life Support hanno riferito di essere partite alle ore 2 di notte del 30 ottobre da Misurata, in Libia, e provengono da Siria, Nigeria, Palestina e Niger, paesi colpiti da guerra, violenze, povertà e insicurezza politica. Alla Life Support è stato assegnato dalle autorità Livorno come Pos (Place of safety) e la nave di Emergency, che aveva dato disponibilità ad ulteriori interventi e aveva ricevuto una nuova segnalazione di barca in pericolo, è stata autorizzata dal Maritime Rescue Coordination Centre (MRCC) italiano a ritardare l’arrivo in porto. La Life Support, attiva nel Mediterraneo Centrale dal dicembre 2022, sta compiendo la sua venticinquesima missione di ricerca e soccorso. Fino ad ora ha soccorso un totale di 2.259 persone. (Diogenenews 01/11/2024)


Firmato a Regina Coeli il Protocollo di prevenzione e gestione del rischio autolesivo e suicidario

Diogenenews 01/11/2024: È stato firmato il Protocollo di prevenzione e gestione del rischio autolesivo e suicidario presso la Casa circondariale Regina Coeli, un passo in avanti significativo nella promozione della salute mentale e del benessere dei detenuti nella Regione Lazio. A firmare il protocollo la direttrice della Casa circondariale Regina Coeli Claudia Clementi e il Commissario straordinario della Asl Roma 1 Giuseppe Quintavalle, alla presenza del Garante per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio Stefano Anastasìa, del Direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl Roma 1 Giuseppe Ducci, della direttrice della Uosd Salute Mentale e dipendenze in ambito penale della Asl Roma 1 Adele Di Stefano, del direttore della Uosd Assistenza sanitaria Regina Coeli – Distretto 1 della ASL Roma 1 Luigi Antonio Persico e del Comandante di Polizia penitenziaria Francesco Salemi. Con questo documento, la Regione Lazio e la Asl L Roma 1 intendono rafforzare le misure di intervento, supporto e monitoraggio in ambito carcerario, integrando le competenze del personale sanitario e penitenziario in un intervento di sistema volto a ridurre i rischi legati a fenomeni critici. Tra le azioni previste la valorizzazione degli interventi dei Peer supporter, i colloqui e l’osservazione da parte dei diversi operatori per favorire adeguati processi di adattamento, l’informazione sull’offerta e le attività delle aree sanitarie, educative e di sicurezza e sulle modalità di richiesta di supporto, l’organizzazione di gruppi di accoglienza con psicologi della Asl Roma 1 ed educatori, il monitoraggio dei casi più vulnerabili, la formazione degli operatori per la rilevazione dei rischi e gli interventi di primo soccorso con esercitazioni periodiche. (Diogenenews 01/11/2024)


Save the Children: 1 bambino su 5 vive in un Paese in conflitto per un totale di 473 milioni

Diogenenews 01/11/2024: “Quasi un bambino su cinque (in totale 473 milioni di bambini) nel 2023 viveva in una zona di guerra e il numero di gravi violazioni commesse contro di loro in tali contesti è aumentato del 15% nel 2023, raggiungendo il livello più alto dall’inizio delle rilevazioni del 2005. I maggiori incrementi si registrano in Sudan e nei Territori Palestinesi Occupati. In media ogni giorno sono stati uccisi o mutilati 31 bambini. Intanto la spesa militare globale, ha raggiunto 2,4 trilioni di dollari, ovvero più dell’intero Pil italiano”. Questi alcuni dei dati inediti del nuovo rapporto di Save the Children, “Stop the War on Children: Pathways to Peace”. La pubblicazione ha analizzato il numero di gravi violazioni accertate contro i bambini nei conflitti – che comprendono uccisioni e mutilazioni, rapimenti, violenza sessuale, reclutamento in forze e gruppi armati, attacchi a scuole e ospedali e negazione dell’accesso umanitario ai bambini – e ha rilevato che “nel 2023 si sono verificati 31.721 casi documentati contro i bambini che vivono in contesti di guerra, pari a una media di 86 crimini contro i bambini al giorno. Una cifra che supera quella del 2022 – pari a 27.638, in media 76 al giorno – che già era stata identificata come senza precedenti”. Il maggior numero di crimini è stato commesso nei Territori Palestinesi occupati, dove sono state accertate 8.434 gravi violazioni – un quarto del numero totale – con un aumento del 170% rispetto all’anno precedente. Seguono la Repubblica Democratica del Congo (con 3.805 casi verificati, in aumento rispetto ai 2.420 casi del 2022) e la Somalia (con 2.290 casi verificati, in leggero calo rispetto ai 2.783 casi del 2022). Il maggior incremento relativo di gravi violazioni è stato registrato in Sudan, dove i casi sono quintuplicati dal 2022, passando da 317 a 1.759 casi. Nel 2023 sono stati documentati in tutto il mondo “11.338 casi di uccisioni e mutilazioni di bambini nei conflitti, con un aumento del 31% rispetto all’anno precedente. Ciò equivale a una media di 31 bambini al giorno – un’intera classe – che perdono la vita o vengono mutilati. Più di un terzo erano bambini palestinesi”. Anche gli episodi di negazione dell’accesso umanitario – un’altra grave violazione contro i bambini nei conflitti – hanno raggiunto un massimo storico con 5.158 incidenti nel 2023, rispetto ai 3.931 dell’anno precedente – e più di 11 volte più alti rispetto a un decennio fa. I Territori Palestinesi occupati hanno registrato 3.250 episodi di negazione dell’accesso umanitario nel 2023, il numero più alto mai registrato in un contesto di conflitto. Il rapporto ha anche rivelato che “negli ultimi tre decenni si è assistito a un aumento vertiginoso del numero di bambini che vivono sotto il peso della guerra, 473 milioni nel 2023, ovvero il 19% della popolazione infantile mondiale. Questa percentuale è quasi raddoppiata rispetto al 10% circa della popolazione infantile mondiale a metà degli anni Novanta, mentre il diritto dei bambini alla protezione nei conflitti continua a essere ignorato”. Il rapporto ha analizzato la spesa militare globale, scoprendo che “nel 2023 è di 2,4 trilioni di dollari, ovvero più dell’intero Pil italiano, mentre gli investimenti per la pace e la prevenzione dei conflitti diminuiscono. L’impatto economico della violenza, compresi i costi della prevenzione, del contenimento e della gestione delle conseguenze, è aumentato costantemente, raggiungendo i 19,1 trilioni di dollari a parità di potere d’acquisto (Ppa) nel 2023”. (Diogenenews 01/11/2024)


Eurostat: cresce nell’Unione il trasporto su treno

Diogenenews 01/11/2024: Eurostat conferma una crescente preferenza per il trasporto su rotaia nell’Ue, ma non tutto è positivo tra i binari. Il trasporto ferroviario europeo ha i suoi problemi. In Germania la rete è al limite, e in Italia ci sono difficoltà nei valichi e troppi cantieri, anche se finanziati dal Pnrr. Eppure, nonostante tutto, il treno piace sempre di più. Lo dice Eurostat: molti viaggiatori preferiscono spostarsi sui binari, anche grazie alla concorrenza tra operatori, già ben avviata in Italia e appena iniziata in Spagna, mentre in Germania c’è il modello low cost di Flixtrain. Il treno batte l’aereo, che oggi è caro e spesso in ritardo, soprattutto nelle feste. Nel 2023, i passeggeri sui treni europei hanno raggiunto il record di 429 miliardi di chilometri percorsi, un 11,2% in più rispetto all’anno prima. In Germania e Francia, rispettivamente, il 33,9% e il 15% dei viaggiatori UE ha scelto il treno. Anche in Irlanda, Croazia e Lussemburgo i numeri sono in crescita, oltre il 25%. In Italia, Trenitalia ha trasportato 470 milioni di persone (+18%) e Italo 25 milioni. Ma se i passeggeri crescono, il trasporto merci è in crisi. Nel 2023 si è scesi a 378 miliardi di tonnellate per chilometro, un calo del 4,9% rispetto al 2022, il peggior dato dal 2015 (escluso il 2020). Tutti i trimestri sono andati male, con le perdite più forti nel secondo e terzo trimestre dell’anno. (Diogenenews 01/11/2024)


Francia: il Ministro della Salute propone una tassa sullo zucchero per risanare i conti

Diogenenews 01/11/2024: In Francia, il Ministro della Salute Geneviève Darrieussecq ha proposto di aumentare la tassazione sulle bevande zuccherate, affermando che un consumo eccessivo di zucchero è un “veleno” che provoca obesità e diabete di tipo 2, con conseguenze pesanti per la salute pubblica e le finanze statali. Secondo i dati, quasi nove bambini su dieci e metà degli adulti francesi consumano zucchero in quantità superiori alle raccomandazioni dell’OMS, contribuendo a tassi crescenti di malattie croniche legate alla dieta. Il dibattito sulla tassa ha sollevato reazioni controverse, con i rappresentanti dell’industria agroalimentare che criticano la misura come un “supplemento fiscale” che non risolverebbe il problema alla radice. Tuttavia, i dati parlano chiaro: la gestione delle complicanze legate all’obesità e al diabete costa ogni anno alla sanità francese circa 10,6 miliardi di euro, con quasi l’80% del carico finanziario sulle casse pubbliche. L’Istituto Montaigne, think tank liberale, ha proposto di armonizzare l’IVA sui prodotti dolciari al 20% e di penalizzare le aziende che non riducono lo zucchero nei loro prodotti, una misura che potrebbe generare 1,2 miliardi di euro all’anno. Un recente studio condotto dalle associazioni francesi, tra cui Secours Catholique-Caritas e la Federazione dei Diabetici, ha evidenziato che il sistema alimentare francese, complice l’alto consumo di zuccheri, costa alla società circa 19 miliardi di euro l’anno, di cui oltre 11 miliardi legati a malattie alimentari. Questo problema non è limitato alla Francia: anche in Italia e in altri paesi europei, il consumo eccessivo di zucchero è causa di obesità e diabete, con costi sanitari elevati e in crescita. (Diogenenews 01/11/2024)


Pechino ordina lo stop a investimenti sulle auto elettriche in Ue

Diogenenews 01/11/2024: La Cina ha inviato un chiaro segnale ai produttori di auto elettriche: BYD, Geely e Saic hanno ricevuto istruzioni dal governo di sospendere nuovi investimenti nei paesi europei che sostengono le sanzioni contro Pechino. La direttiva, riportata da Reuters, segue l’adozione da parte dell’Unione Europea di dazi fino al 45,3% sul valore delle auto elettriche cinesi, una misura che mira a contrastare i sussidi statali ritenuti eccessivi. Il governo cinese, in risposta, ha chiesto alle aziende di spostare i capitali verso nazioni non allineate alle sanzioni, come India e Turchia, allontanando così l’Europa dalle loro strategie di espansione. Questo blocco punta a creare tensioni interne all’UE, unendo gli interessi di quei paesi che dipendono in misura maggiore dagli investimenti cinesi nel settore automotive. L’Europa rappresenta circa il 40% delle esportazioni cinesi di auto elettriche, e Pechino teme che i nuovi dazi riducano drasticamente la competitività e le vendite nel continente. In Italia, l’arresto degli investimenti cinesi mina il già fragile settore automobilistico, colpito dai tagli della finanziaria 2025, e mette in dubbio le prospettive di collaborazione con giganti come Dongfeng. Nessun commento, per ora, dal Ministero dell’Industria, impegnato fino a poco tempo fa nelle trattative per attrarre investimenti cinesi in Italia. (Diogenenews 01/11/2024)


Povertà alimentare: in Italia circa 5 milioni di persone non possono permettersi un pasto completo

Diogenenews 01/11/2024: Nel 2023, 4,9 milioni di italiani, pari all’8,4% della popolazione sopra i 16 anni, non sono riusciti a garantirsi un pasto completo ogni due giorni, mentre 2,9 milioni (5,8%) non hanno potuto permettersi di mangiare fuori con amici o familiari almeno una volta al mese. Secondo il rapporto di ActionAid, la povertà alimentare è tornata a crescere, invertendo una tendenza al calo registrata negli anni precedenti. In cinque anni, gli aiuti alimentari del Fondo Europeo per gli Indigenti (FEAD) sono aumentati del 40%, coinvolgendo quasi 2,91 milioni di persone. Le città con più beneficiari di aiuti sono Roma (152.572 persone), Palermo (115.796) e Catania (81.699). (Diogenenews 01/11/2024)


Sahara Occidentale: il Consiglio di Sicurezza proroga il mandato della MINURSO fino al 31 ottobre 2025

Diogenenews 01/11/2024: Il Consiglio di Sicurezza ha adottato, con 12 voti favorevoli e 2 astensioni (Federazione Russa, Mozambico), la risoluzione 2756 (2024) che proroga il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) fino al 31 ottobre 2025. L’Algeria non ha partecipato al voto, dopo che la maggioranza dei membri del Consiglio si è astenuta su due progetti di emendamento che aveva proposto, precisa la stessa fonte. Attraverso questo testo, presentato dagli Stati Uniti, il Consiglio sottolinea ancora una volta la necessità di raggiungere una soluzione politica “realistica, pragmatica, duratura e reciprocamente accettabile” alla questione del Sahara Occidentale. Egli sostiene pienamente l’azione intrapresa dal Segretario generale e dal suo inviato personale per facilitare i negoziati a tal fine, sottolinea l’ONU. Per la Francia, il cui presidente Emmanuel Macron ha chiaramente espresso in luglio il suo sostegno al piano di autonomia proposto dal Marocco, “il presente e il futuro del Sahara Occidentale rientrano nel quadro dell’autonomia sotto la sovranità marocchina”. Questa è l’unica soluzione politica giusta, assicura il delegato, ricorda la stessa fonte. La questione del Sahara Occidentale è “una questione di decolonizzazione che si perde nel deserto con il popolo sahrawi che soffre di una situazione di profugo a lungo termine”, ha sentenziato il delegato dell’Algeria, deplorando gli eccessi in seno al Consiglio, prosegue nel comunicato. “Il mio Paese si sforzerà di denunciare tutte le transazioni relative alla sovranità del Sahara Occidentale effettuate contro vantaggi strategici, economici o commerciali”, ha avvertito. Il conflitto tra il Marocco e il Fronte Polisario sulla regione del Sahara dura dal 1975. È iniziato dopo che l’occupazione spagnola ha posto fine alla sua presenza nella regione, prima di trasformarsi in uno scontro armato che è durato fino al 1991 e si è concluso con la firma di un cessate il fuoco accordo che considerava Guerguerat una zona smilitarizzata. Il Marocco insiste sul suo diritto alla regione del Sahara e propone un’autonomia estesa sotto la sua sovranità, mentre il Fronte Polisario chiede un referendum in applicazione della risoluzione 690 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per determinare il destino della regione, posizione sostenuta dall’Algeria, che ospita profughi provenienti dalla regione contesa. La sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale è stata ufficialmente riconosciuta nel 2020 dagli Stati Uniti e nel 2023 dalla Spagna. (Diogenenews 01/11/2024)


Germania: Un terzo delle imprese industriali prevede di delocalizzare i posti di lavoro all’estero

Diogenenews 01/11/2024: Quasi un’impresa industriale su tre in Germania valuta di spostare posti di lavoro all’estero a causa delle condizioni economiche poco favorevoli. È quanto emerge da un sondaggio condotto dalla società di consulenza EY su 115 aziende industriali tedesche, in cui il 45% delle imprese dichiara di voler aprire nuove sedi all’estero, mentre solo il 13% prevede espansioni in Germania. Il 29% degli intervistati ha affermato che intende trasferire parte dei posti di lavoro fuori dal Paese, mentre solo il 4% prevede il rientro di posti di lavoro precedentemente delocalizzati. La burocrazia e la carenza di manodopera qualificata sono tra i principali ostacoli: il 70% delle aziende individua negli eccessivi adempimenti amministrativi un freno alla crescita, mentre il 57% lamenta una grave carenza di lavoratori specializzati. Jan Brorhilker di EY sottolinea la necessità di una “nuova cultura dell’accoglienza” per incentivare le imprese a rimanere e investire in Germania. (Diogenenews 01/11/2024)