Barbados ha lanciato il primo scambio di “debito per resilienza climatica” al mondo, un progetto che destinerà 165 milioni di dollari a iniziative per affrontare i cambiamenti climatici.
L’accordo finanzierà infrastrutture idriche, sicurezza alimentare e progetti di tutela ambientale, puntando a mitigare gli impatti delle crisi climatiche sull’isola caraibica.
L’aspetto rivoluzionario di questa operazione risiede nella capacità di destinare risorse direttamente a interventi di adattamento climatico, senza aumentare il debito pubblico.
Circa 125 milioni di dollari saranno impiegati per modernizzare gli impianti di trattamento delle acque reflue, incrementando le riserve idriche e riducendo l’inquinamento marino.
Barbados, un piccolo stato insulare con poco più di 287.000 abitanti, affronta da anni sfide significative legate alla sua struttura economica e sociale. La sua economia, fortemente dipendente dal turismo, ha subito pesanti contraccolpi a causa della pandemia di COVID-19 e della crescente vulnerabilità agli eventi climatici estremi, come uragani e siccità.
Il settore agricolo, pur essendo un pilastro della società locale, soffre per la scarsità d’acqua e la ridotta produttività.
Sul piano politico, il governo guidato dal primo ministro Mia Mottley si è distinto per l’attenzione verso le questioni climatiche e sociali, proponendo riforme innovative.
La Mottley ha ottenuto un ruolo di rilievo sulla scena internazionale con la sua iniziativa Bridgetown, che mira a riformare le istituzioni finanziarie globali per aiutare i Paesi vulnerabili a fronteggiare i cambiamenti climatici e le crisi del debito.

Nonostante gli sforzi, le disuguaglianze restano marcate: molte famiglie vivono in condizioni di precarietà economica, con un accesso limitato ai servizi essenziali. L’inflazione elevata e i costi delle importazioni aggravano la situazione, aumentando la pressione sul potere d’acquisto della popolazione.
L’accordo climatico rappresenta quindi una speranza per migliorare la qualità della vita e affrontare le vulnerabilità strutturali. Il progetto include la costruzione di un impianto per il riciclo delle acque sulla costa meridionale, che dovrebbe raddoppiare la disponibilità idrica entro il 2050.
Altri investimenti saranno destinati alla conservazione delle mangrovie, al ripristino ambientale e alla sicurezza alimentare, elementi cruciali per la resilienza del Paese.
Il finanziamento dell’accordo è sostenuto da un prestito vincolato alla sostenibilità di 297 milioni di dollari, garantito da istituzioni come la Banca Europea per gli Investimenti e la Banca Interamericana di Sviluppo.
Questi fondi, erogati con obiettivi precisi di sostenibilità, includono penalità in caso di mancato raggiungimento delle performance ambientali prefissate.
Secondo Ilan Goldfajn, presidente della Banca Interamericana di Sviluppo, questo accordo segna una pietra miliare per il finanziamento climatico, dimostrando come collaborazione e innovazione possano produrre impatti positivi su larga scala.
Nel frattempo, Barbados punta a ridurre il rapporto debito/PIL dal 105% al 60% entro il 2036, integrando sostenibilità economica e ambientale. La partecipazione del Paese al progetto Global Gateway dell’Unione Europea dimostra la sua volontà di diversificare le alleanze economiche, riducendo la dipendenza dalle iniziative cinesi come la Belt & Road.
L’operazione di scambio del debito non è solo un progetto ambientale, ma una strategia complessiva per trasformare Barbados in un modello di resilienza per i Paesi vulnerabili, offrendo un futuro più stabile e sostenibile ai suoi cittadini.


