Case vuote e case sovraffollate. Una crisi strutturale

In Italia il 24,3% delle persone vive in abitazioni sovraffollate. Tra chi è in affitto nel mercato libero, la percentuale sale al 40,6%. Intanto, milioni di abitazioni non sono occupate stabilmente. Numeri che raccontano una crisi strutturale, non un’emergenza passeggera.

Andando più nello specifico, i dati di Openpolis, riferiti al 2025, fotografano una realtà abitativa sempre più difficile.

In Italia il 24,3% della popolazione vive in una casa sovraffollata, contro una media europea del 16,8%.

Non si tratta soltanto di una questione di spazi insufficienti, ma di una delle conseguenze più evidenti del caro affitti e della progressiva perdita di potere d’acquisto delle famiglie.

Quando il costo della casa assorbe una quota eccessiva del reddito, si è costretti ad accettare anche alloggi condivisi e a rinunciare a condizioni abitative adeguate.

Il mercato degli affitti alimenta il problema

Il dato più significativo riguarda gli inquilini del mercato libero: il 40,6% vive in abitazioni sovraffollate.

Una percentuale che evidenzia quanto sia difficile trovare una casa adeguata a un prezzo sostenibile rispetto agli attuali redditi da lavoro o da pensione.

Il mercato privato, in assenza di sufficienti alternative pubbliche e di efficaci strumenti di regolazione, finisce per scaricare sugli inquilini il peso della crisi.

Famiglie, giovani e lavoratori con redditi insufficienti sono costretti a scegliere tra canoni insostenibili e condizioni abitative inadeguate.

Anche il dato relativo alla povertà è significativo: il 35,2% delle persone a rischio di povertà vive contemporaneamente in abitazioni sovraffollate.

Una condizione che dimostra lo stretto legame tra fragilità economica e precarietà abitativa, pur senza coincidere automaticamente con la povertà assoluta.

Questi numeri confermano la necessità di intervenire sul mercato delle locazioni, tutelare gli inquilini e garantire un’offerta abitativa accessibile, a partire dal rilancio dell’edilizia residenziale pubblica.

A rendere ancora più evidente la contraddizione del sistema abitativo italiano è il dato relativo al patrimonio immobiliare: nel 2023, le abitazioni non permanentemente occupate erano circa 9,6 milioni, pari al 26,8% del totale.

Non tutte queste case sono immediatamente disponibili per essere affittate: si tratta anche di seconde case, abitazioni utilizzate stagionalmente o transitoriamente, oppure di immobili che necessitano di interventi.

Il dato, tuttavia, pone una questione politica ineludibile: come aumentare la disponibilità di alloggi pubblici e sociali per rispondere a un bisogno abitativo sempre più diffuso?

Servono politiche di recupero degli alloggi inutilizzati, investimenti nel patrimonio pubblico e misure che favoriscano l’accesso a locazioni sostenibili.

Non siamo di fronte a un’emergenza, ma a una crisi strutturale.

Il sovraffollamento abitativo dimostra che il diritto alla casa non può ridursi alla semplice disponibilità di un tetto.

Definire questa situazione una semplice “emergenza casa” rischia di nasconderne le cause profonde: la carenza di edilizia pubblica, la crescita degli affitti, i redditi insufficienti e le politiche abitative inadeguate.

Sono problemi consolidati nel tempo, che richiedono una strategia pubblica stabile, non interventi occasionali.

Per Unione Inquilini, la risposta deve partire dal riconoscimento della casa come diritto sociale, attraverso il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, il recupero degli alloggi disponibili, il sostegno alle famiglie in difficoltà e una maggiore tutela di chi vive in affitto.

I numeri di Openpolis raccontano una contraddizione evidente: mentre milioni di persone vivono in spazi inadeguati e ad elevato impatto sui redditi, una parte consistente del patrimonio abitativo non è occupata stabilmente.

Superare questa contraddizione richiede scelte politiche precise e investimenti pubblici capaci di rispondere ai bisogni reali.

Peccato che il governo, al contrario, stia attuando misure che prevedono il passaggio dal diritto alla casa al diritto alla casa circondariale.

Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini