25 Aprile, celebrazione della Liberazione dal nazifascismo

Strumentalizzano per anestetizzare la festa della liberazione, finanche la morte di Bergoglio. Il governo italiano ha decretato cinque giorni di lutto per il decesso di Papa Francesco.

Nei giorni del cordoglio ricade anche l’80° anniversario della liberazione dal nazifascismo. Questo il commento di Nello Musumeci ministro della Protezione Civile, tra i dicasteri più coinvolti nell’organizzazione della gestione dei 5 giorni,al provvedimento: “Tutte le cerimonie sono consentite, naturalmente, tenuto conto del contesto e quindi con la sobrietà che la circostanza impone a ciascuno”.

Come se non non bastasse il giorno dopo aver auspicato che “nelle manifestazioni di piazza non ci siano degenerazioni, scontri, toni violenti”, ha aggiunto: “Balli e canti scatenati si potrebbero evitare, ecco, mentre la salma è ancora non tumulata”.

L’appello risulta quantomeno curioso in un Paese laico, che ha nella ricorrenza del 25 aprile una delle sue fondamenta costituzionali. Ma è più forte l’anima del ventennio quando il ministro asserisce che il 25 aprile sia “l’anniversario della fine della guerra civile una celebrazione così importante come l’anniversario della fine della guerra civile e del ripristino della democrazia”.

L’identica sobrietà che ebbe l’attuale presidente del consiglio dei ministri italiano appena sei anni fa,quando nel 2018 per le elezioni politiche utilizzò un manifesto che recitava “Noi possiamo guardarti negli occhi” da Giorgio a Giorgia.

L’uomo era Almirante, fascista, capo redattore della rivista antisemita “La difesa della razza” che evidentemente gli ebrei li fissava nel bulbo oculare, quello che farà Giorgia con i migranti trasferiti in Albania, a quando la loro festa della liberazione?

Il 25 aprile non è un happy hour, non è il concerto del primo maggio, non è il gay pride, è la festa del sacrificio di tutti i nostri partigiani che ha permesso a Musumeci e alla Meloni di essere al governo.

P.s. Voi che vi professate cattolici lasciate riposare in grazia di Dio Bergoglio.