Immigrazione in Italia: crescita della cittadinanza, calo degli sbarchi

L’immigrazione in Italia si conferma un fenomeno strutturale, con quasi sei milioni di persone con background migratorio presenti nel Paese. Il 30° Rapporto sulle migrazioni della Fondazione Ismu evidenzia trend significativi: l’aumento dei migranti residenti e delle acquisizioni di cittadinanza, il calo degli irregolari e degli arrivi via mare, ma anche una crescente difficoltà di inserimento lavorativo e scolastico.

Al 1° gennaio 2024, gli stranieri in Italia erano 5,755 milioni, in leggero calo rispetto all’anno precedente (-20mila unità). Tuttavia, il numero dei residenti è in crescita (5,254 milioni, con un aumento di 113mila unità rispetto al 2022), segno di una stabilizzazione della popolazione migrante.

La maggior parte proviene da Paesi non comunitari e più della metà (2,139 milioni) detiene un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Nonostante la crescente domanda di lavoratori immigrati da parte delle imprese, il mercato del lavoro presenta criticità. Nel 2023 gli stranieri occupati erano 2,317 milioni, ma il tasso di occupazione è in calo (dal 65,8% del 2005 al 61,6% attuale), con un’incidenza dei disoccupati del 15,5%.

Particolarmente penalizzate sono le donne e i lavoratori con titoli di studio elevati, spesso relegati a impieghi sottoqualificati.

“Immigrati Lampedusa” by Vito Manzari is licensed under CC BY 2.0.

Il fenomeno migratorio ha ormai coinvolto più generazioni. Gli studenti con cittadinanza non italiana sono oltre 914mila (11,2% del totale), e il numero di alunni nati in Italia da genitori stranieri è triplicato negli ultimi 15 anni.

Tuttavia, il sistema di naturalizzazione resta lento e burocratico: dal 2011 al 2023 sono state concesse circa 1,7 milioni di cittadinanze, ma il processo può richiedere fino a 15-16 anni.

Gli ingressi irregolari sono in calo: nel 2024 gli sbarchi sono diminuiti del 57,9% rispetto all’anno precedente. Parallelamente, le richieste di asilo sono aumentate del 27,1%, con una crescita significativa di domande da Bangladesh, Cina, Sri Lanka, Marocco, India e Perù.

L’Italia si dimostra poco attrattiva per l’immigrazione per lavoro e studio, mentre prevalgono i permessi per ricongiungimenti familiari e protezione internazionale. Un problema cruciale resta l’integrazione scolastica: solo un minore straniero non accompagnato su cinque accede alla scuola italiana.

L’immigrazione continua a ridefinire il tessuto sociale italiano, contribuendo alla crescita demografica ma evidenziando al contempo criticità nell’inserimento lavorativo e formativo. Per il futuro, la capacità del Paese di gestire questi aspetti sarà determinante per garantire un’integrazione efficace e sostenibile.

“Lampedusa in Hamburg” by Rasande Tyskar is licensed under CC BY-NC 2.0.