Diogene – Agenzia 19/11/2024

G20 di Rio: sul tavolo una tassa globale sui super-ricchi

Diogenenews 19/11/2024: Una proposta di “global minimum tax” sui 3.000 miliardari più ricchi del pianeta torna al centro del dibattito globale. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze tra Paesi e all’interno delle società, promuovendo una più equa distribuzione della ricchezza. Il tema sarà discusso oggi e domani dai leader del G20, riuniti a Rio de Janeiro sotto la guida del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. La presidenza brasiliana mantiene il focus sul Sud globale, accanto a dossier chiave come i conflitti in Medio Oriente e Ucraina, il commercio internazionale e il cambiamento climatico. Alla vigilia del vertice, il ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo ha esortato i leader a mostrare “coraggio” nel perseguire una tassazione più equa, citando l’impegno preso a luglio dai ministri delle Finanze del G20 di “aprire un dialogo” su una tassazione progressiva per chi detiene ricchezze straordinarie. La proposta brasiliana prevede di raccogliere 250 miliardi di dollari l’anno con un’imposta del 2% sul patrimonio dei super-ricchi. Finora, il progetto ha ricevuto il sostegno di Francia, Germania e Sudafrica, ma ha incontrato l’opposizione degli Stati Uniti. Posizioni più sfumate arrivano da India, Cina e Italia. È probabile che riferimenti alla tassa vengano inclusi nelle dichiarazioni finali del summit, anche in ottica di trasferimento di risorse ai Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. Il tema potrebbe riemergere nel 2025, durante la “Cop 30” a Belem, in Amazzonia, segnalando l’importanza di una riforma fiscale globale per il sostegno ai Paesi vulnerabili. (Diogenenews 19/11/2024)


Abusi sui minori: allarme da Telefono Azzurro e Unicef su AI e tutela

Diogenenews 19/11/2024: Un quadro inquietante emerge dal “Dossier Abuso 2024”, presentato dalla Fondazione SOS Telefono Azzurro a Palazzo Chigi durante l’evento “Diamo voce al silenzio”, in occasione della Giornata internazionale per la protezione dei minori contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale. Secondo il dossier, basato anche su dati Unicef, quasi 90 milioni di minori nel mondo hanno subito violenza sessuale. Più di un miliardo di adulti riferisce di aver vissuto esperienze simili durante l’infanzia. Tuttavia, a livello globale, mancano dati completi e comparabili per valutare con precisione l’entità del fenomeno. Tra le nuove minacce, il dossier evidenzia il crescente utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale (IA) per produrre materiale pedopornografico sintetico (Synthetic CSAM). Dalla primavera 2023, questi contenuti sono diventati così realistici da risultare difficili da distinguere da immagini reali, allarmando esperti e legislatori. Strumenti come “face-swap” o app per modificare immagini sono spesso utilizzati per generare contenuti pornografici realistici, inclusi deepfake che coinvolgono minori. In alcuni Paesi, la regolamentazione di questi materiali è ambigua: in 40 nazioni il Synthetic CSAM è illegale, ma altre, tra cui Giappone e Finlandia, lo considerano legale se non raffigura persone reali. Telefono Azzurro avverte che queste tecnologie possono essere usate per normalizzare comportamenti abusivi o per ricattare le vittime. Nonostante la Convenzione di Lanzarote preveda specifiche tutele, la risposta giuridica globale è ancora frammentaria e inadeguata.
Nel 2023, la rete internazionale INHOPE ha ricevuto quasi 800mila segnalazioni di contenuti dannosi online, di cui il 70% legati a materiale pedopornografico. Per l’Internet Watch Foundation, il 90% dei contenuti esaminati, prodotti con IA, è stato classificato come CSAM realistico. L’Italia si colloca al 45° posto su 60 Paesi nell’indice globale Out of the Shadows, con gravi carenze nella prevenzione degli abusi sui minori. Negli ultimi tre anni, i casi urgenti sono aumentati del 140%, ma il nostro Paese manca ancora di una strategia efficace per affrontare il problema, soprattutto negli ambiti sportivi e online. (Diogenenews 19/11/2024)


Colletta Alimentare 2024: raccolte 7.900 tonnellate di cibo per i più bisognosi

Diogenenews 19/11/2024: Un successo che cresce anno dopo anno: la 28ª Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, tenutasi il 16 novembre, ha visto la partecipazione di oltre 12.000 supermercati in tutta Italia. Grazie all’impegno di 155.000 volontari e alla generosità di oltre 5 milioni di donatori, sono state raccolte 7.900 tonnellate di beni alimentari destinati a chi vive in difficoltà. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Banco Alimentare e svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha trasformato i punti vendita e i centri di raccolta in spazi di solidarietà. Tra i volontari, moltissimi giovani e studenti hanno partecipato attivamente, vivendo un’esperienza che ha rafforzato il loro senso civico e il valore della condivisione. Un contributo speciale è arrivato anche dai detenuti di 40 istituti penitenziari, a dimostrazione che chiunque, indipendentemente dalla propria condizione, può offrire un gesto di solidarietà. La Colletta Alimentare è da 28 anni un simbolo concreto di unità e sostegno, e quest’anno ha aderito alla Giornata Mondiale dei Poveri, accogliendo il messaggio di Papa Francesco: “Aprire il cuore e le mani per condividere e accogliere”. I prodotti raccolti saranno distribuiti nelle prossime settimane a 7.632 organizzazioni partner, tra cui mense per i poveri, case-famiglia e centri di accoglienza, raggiungendo circa 1,8 milioni di persone in difficoltà. Per chi desidera continuare a contribuire, la raccolta online proseguirà fino al 10 dicembre. Tutte le informazioni sulle modalità di donazione sono disponibili sul sito ufficiale: www.colletta.bancoalimentare.it. (Diogenenews 19/11/2024)


Rapporto Ocse-UE: aspettativa di vita in aumento, ma sanità europea in crisi

Diogenenews 19/11/2024: L’aspettativa di vita alla nascita in Europa è tornata a crescere, raggiungendo una media di 81,5 anni dopo il calo registrato durante la pandemia. Tuttavia, il divario tra i Paesi con le aspettative di vita più alte e più basse resta significativo, con una differenza di 8 anni. È quanto emerge dal rapporto “Health at a Glance: Europe 2024”, presentato oggi dalla Commissione Europea e dall’Ocse. Per garantire che l’aumento della longevità corrisponda a un invecchiamento in buona salute, il documento sottolinea l’importanza della prevenzione e della promozione della salute lungo tutto l’arco della vita. Tuttavia, il sistema sanitario europeo affronta una crisi allarmante legata alla carenza di personale. Nel biennio 2022-2023, 20 Paesi dell’UE hanno denunciato una mancanza significativa di medici, mentre in 15 si registra un’insufficienza di infermieri. Complessivamente, mancano all’appello circa 1,2 milioni di operatori sanitari, tra medici, infermieri e ostetriche. Inoltre, un terzo dei medici e un quarto degli infermieri attualmente in servizio hanno più di 55 anni e si avviano verso il pensionamento, mentre l’interesse per le carriere sanitarie, soprattutto infermieristiche, continua a calare tra i giovani. Il rapporto evidenzia, però, un aumento nell’afflusso di professionisti formati all’estero: rispetto al 2019, i medici stranieri in Europa sono cresciuti del 17%, mentre gli infermieri hanno registrato un incremento del 72%. “Una pianificazione adeguata della forza lavoro sanitaria è cruciale per garantire che i sistemi sanitari abbiano personale qualificato in numero sufficiente”, avverte il rapporto. Tra le misure necessarie, vengono indicati migliori salari, condizioni di lavoro più attrattive, investimenti significativi e programmi di formazione più strutturati. “La sanità europea sta affrontando cambiamenti rapidi e complessi legati a digitalizzazione, mutamenti climatici e sociali, oltre che alle sfide demografiche”, ha dichiarato Stella Kyriakides, commissaria europea per la salute. La risposta richiede “innovazione, investimenti e un maggiore sostegno al personale sanitario”, ma anche scelte quotidiane da parte dei cittadini per migliorare la propria salute e vivere più a lungo in condizioni migliori. (Diogenenews 19/11/2024)


Eurostat: istruzione e povertà, il legame resta forte in UE

Diogenenews 19/11/2024: L’istruzione continua a essere un fattore determinante per la percezione della povertà in Europa. Secondo i dati Eurostat del 2023, il 28,8% della popolazione con un basso livello di istruzione nell’UE si è considerata soggettivamente povera, una lieve diminuzione rispetto al 29,5% del 2022. Per chi ha un livello di istruzione medio, la percentuale è del 18,5% (18% nel 2022), mentre tra coloro con un livello di istruzione alto scende al 9,4% (9,2% nel 2022). La povertà soggettiva, come definita da Eurostat, misura la percezione individuale delle difficoltà economiche, considerando fattori come reddito e mancanza di opportunità. I livelli di istruzione si basano sulla classificazione internazionale standard dell’istruzione (Isced). La Grecia registra la quota più alta di persone con basso livello di istruzione che si ritengono povere (81,8%), seguita da Bulgaria (60,5%) e Slovacchia (58,4%). I tassi più bassi sono invece in Finlandia (7,9%), Paesi Bassi (11,7%) e Lussemburgo (12,3%). In media, si osserva una differenza di 20 punti percentuali nella percezione della povertà tra chi ha un livello di istruzione alto e chi ha un livello basso. Questa relazione si conferma in 26 Paesi dell’UE. L’unica eccezione è la Finlandia, dove la povertà percepita è leggermente più alta tra chi ha un livello di istruzione medio (8,6%). (Diogenenews 19/11/2024)


5 milioni di bambini nel mondo muoiono prima di aver compiuto 5 anni

Diogenenews 19/11/2024: Sono 148 milioni i bambini nel mondo che soffrono di arresto della crescita, 45 milioni quelli deperiti e quasi 5 milioni muoiono prima dei cinque anni. È il quadro drammatico tracciato dal Global Hunger Index (GHI) 2024, redatto da Welthungerhilfe e Concern Worldwide e curato per l’Italia da Cesvi, con il contributo dell’Institute for International Law of Peace and Armed Conflict (IFHV). Il rapporto evidenzia che l’insicurezza alimentare acuta e il rischio di carestia sono in crescita, con i bambini tra i più colpiti. La malnutrizione infantile è spesso legata a quella materna: oltre 9 milioni di donne e ragazze soffrono di malnutrizione acuta durante gravidanza e allattamento, con conseguenze gravi per i neonati. Tra i bambini sotto i 5 anni, oltre 36 milioni sono malnutriti, di cui più di 9 milioni in condizioni di malnutrizione grave. In 27 Paesi i tassi di arresto della crescita raggiungono livelli critici per la salute pubblica, con le situazioni più gravi in Burundi, Yemen e Niger, dove circa la metà dei bambini non raggiunge uno sviluppo normale. Negli ultimi anni, la prevalenza dell’arresto della crescita è aumentata in Afghanistan, Argentina, Mongolia, Niger e Yemen, mentre il deperimento infantile è particolarmente alto in India e in crescita in Sudan e Yemen. La mortalità infantile resta una piaga in molti Paesi africani: in Somalia, Niger, Nigeria, Ciad e Sierra Leone, un bambino su dieci non supera i cinque anni di vita. Il rapporto sottolinea che siamo ancora lontani dall’obiettivo globale di eliminare la fame entro il 2030. Milioni di bambini continuano a soffrire e a morire a causa della malnutrizione, una crisi che richiede interventi urgenti per salvare vite e garantire un futuro migliore. (Diogenenews 19/11/2024)


Nepal: lavori in ritardo sulla Narayanghat-Butwal Highway, la popolazione paga il prezzo dell’incompetenza

Diogenenews 19/11/2024: La Narayanghat-Butwal Highway, uno dei tratti stradali più trafficati del Nepal, resta un simbolo di inefficienza e ritardi. Dopo sei anni dall’inizio dei lavori di ampliamento affidati alla China State Construction Engineering Corporation, solo il 52% dell’opera è stato completato, nonostante il contratto iniziale prevedesse il termine entro luglio 2022. Questa arteria, che collega le province di Lumbini, Karnali e Sudurpaschim alla capitale, è essenziale per il trasporto di oltre 10.000 veicoli al giorno. Tuttavia, i ritardi nei lavori stanno causando enormi disagi. I pendolari lamentano buche profonde, frane frequenti e condizioni disastrose che peggiorano con i monsoni, rendendo il tratto stradale scivoloso durante le piogge e soffocante per la polvere nei periodi asciutti.
I residenti delle aree circostanti denunciano gravi conseguenze per la salute. “La polvere entra ovunque, causando problemi respiratori a bambini e anziani,” afferma Bhagawati Bashyal, residente di Chormara. Anche le attività commerciali lungo la strada stanno lottando per sopravvivere a causa dell’ambiente insalubre. Nonostante il progetto abbia un costo di oltre 17 miliardi di rupie nepalesi, finanziato con un prestito della Banca Asiatica per lo Sviluppo (ADB), i lavori sono fermi da mesi. La scadenza per il completamento è stata prorogata tre volte, con un termine attuale fissato al 2025. Tuttavia, il progresso lento alimenta scetticismi sulla possibilità di rispettare la nuova scadenza. Le autorità locali attribuiscono i ritardi a una gestione inefficace da parte dell’appaltatore cinese, che ha giustificato il rallentamento con la pandemia di COVID-19 e difficoltà logistiche. Tuttavia, il ministro delle Infrastrutture, Devendra Dahal, ha affermato che i fondi sono stati erogati regolarmente e ha minacciato di rescindere il contratto se i lavori non riprenderanno rapidamente. Il Rastriya Swatantra Party ha organizzato manifestazioni per denunciare la situazione, ma le pressioni sono scemate dopo un incontro con l’ambasciatore cinese in Nepal. Anche il Primo Ministro KP Sharma Oli ha espresso dubbi sul completamento dei lavori nei tempi previsti e ha sollecitato misure decisive per garantire il rispetto delle scadenze. Con solo il 52% dei lavori completati in sei anni, la Narayanghat-Butwal Highway rappresenta un caso emblematico di cattiva gestione e mancanza di responsabilità. La popolazione, intanto, continua a pagare il prezzo di un’opera incompiuta che avrebbe dovuto migliorare la qualità della vita ma che, al contrario, si è trasformata in un incubo quotidiano. (Diogenenews 19/11/2024)


Germania: oltre 3,2 milioni di anziani a rischio povertà, in aumento rispetto al passato

Diogenenews 19/11/2024: In Germania, il numero di anziani a rischio povertà continua a crescere. Secondo i dati Eurostat richiesti dal BSW, nel 2023 circa 3,2 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni vivevano con un reddito inferiore al 60% del reddito mediano. Questo dato segna un incremento rispetto ai 3,16 milioni del 2022 e ai 2,4 milioni registrati nel 2013. Dal 1991, il numero di persone con più di 65 anni in Germania è passato da 12 milioni a 18,7 milioni nel 2022, un aumento significativo dovuto all’invecchiamento demografico e alla diminuzione delle nascite. Oggi, gli anziani rappresentano una percentuale sempre più ampia della popolazione complessiva. Sahra Wagenknecht, ex esponente di spicco della Linke e leader del gruppo parlamentare BSW, ha definito l’aumento della povertà tra gli anziani un “fallimento” delle politiche pensionistiche. “La povertà in età avanzata non colpisce più solo i gruppi marginali, ma sta erodendo anche la classe media”, ha dichiarato, accusando il governo di non avere un piano adeguato per affrontare la questione. Il governo federale aveva promesso di mantenere stabile il livello pensionistico al 48% fino al 2039, una misura considerata cruciale per proteggere gli anziani dall’impoverimento. Tuttavia, con la fine del governo “semaforo”, composto da SPD, Verdi e FDP, queste garanzie restano incerte. Secondo gli esperti, garantire il livello pensionistico attuale richiederebbe investimenti di miliardi di euro. Le forze politiche si trovano divise sulle riforme necessarie per il sistema pensionistico. SPD e Verdi puntano sulla stabilità delle pensioni, mentre CDU, FDP e altri partiti avanzano proposte divergenti, rendendo improbabile una soluzione a breve termine. Nel frattempo, milioni di anziani tedeschi continuano a vivere in condizioni precarie, in attesa di un intervento concreto che possa garantire loro una maggiore sicurezza economica negli anni a venire. (Diogenenews 19/11/2024)


Regno Unito: migliaia di agricoltori protestano contro le nuove norme sull’imposta di successione

Diogenenews 19/11/2024: Migliaia di agricoltori da tutto il Regno Unito si sono radunati oggi davanti a Downing Street per manifestare contro le modifiche introdotte dal governo all’imposta di successione. La riforma, prevista per aprile 2026, imporrà un’imposta del 20% alle aziende agricole con un valore superiore a 1 milione di sterline. Gli agricoltori avvertono che questa misura costringerà molte famiglie a vendere terreni per coprire le tasse, con un impatto significativo sulla sicurezza alimentare e sulla sopravvivenza delle imprese agricole. “È davvero preoccupante,” ha dichiarato Will Weaver, proprietario di una fattoria di 500 acri nel South Gloucestershire. “Le tasse potrebbero superare il mezzo milione di sterline, ben oltre il nostro profitto degli ultimi dieci anni.” Il governo sostiene che le nuove norme colpiranno solo le aziende agricole più ricche, circa 500 in totale, e che il 72% delle fattorie non sarà interessato. Tuttavia, gli agricoltori e la National Farmers’ Union (NFU) contestano queste cifre, sottolineando che il 66% delle aziende agricole supera il valore di 1 milione di sterline secondo i dati del DEFRA. Alla manifestazione, che include una marcia attorno a Piazza del Parlamento, sono previsti interventi di esponenti del settore agricolo, tra cui il presentatore televisivo Jeremy Clarkson, la leader conservatrice Kemi Badenoch e il leader dei Liberal Democratici Ed Davey. Contemporaneamente, la NFU ha organizzato un incontro con 1.800 membri a Westminster per fare pressione sui parlamentari, mentre i manifestanti continuano a chiedere una revisione delle norme per evitare il collasso di molte aziende agricole familiari. Nonostante le critiche, il Tesoro ribadisce che le nuove regole sono parte di “decisioni difficili” necessarie per garantire stabilità economica. Gli agricoltori avranno un decennio per pagare l’imposta, ma molti, come Weaver, temono che questo non sia sufficiente per mantenere in piedi le loro imprese. La protesta rappresenta una delle più grandi manifestazioni del settore agricolo degli ultimi anni, segnalando una crescente frattura tra il governo e la comunità rurale britannica. (Diogenenews 19/11/2024)


Povertà igienica nelle scuole: insegnanti costretti a lavare le uniformi degli studenti

Diogenenews 19/11/2024: Un’indagine condotta da Smol e dall’ente benefico Hygiene Bank ha rivelato un drammatico aumento della povertà igienica tra gli studenti britannici. Secondo i dati raccolti, l’80% degli insegnanti ha osservato un peggioramento delle condizioni igieniche dei propri alunni, mentre il 40% ha dichiarato di aver lavato personalmente le uniformi scolastiche degli studenti per evitare che fossero vittime di bullismo o isolamento. La St Cuthbert’s Academy di Blackpool è una delle scuole che, grazie al sostegno di Smol, ha installato una lavanderia a gettoni per aiutare le famiglie in difficoltà. Per alcuni genitori, lavare i vestiti è una scelta tra questo e pagare l’elettricità. Le famiglie faticano a riscaldare le case, nutrire i figli e lavare i vestiti. L’indagine, che ha coinvolto 503 insegnanti di scuole statali, ha evidenziato come la mancanza di igiene influisca profondamente sugli alunni, causando isolamento sociale, bullismo e persino assenteismo. Tony Mitchell, vicepreside della St Cuthbert, ha sottolineato: “Ogni anno aumentano le responsabilità degli insegnanti. Lavare vestiti e fornire prodotti per l’igiene sono diventate attività quotidiane.” Nonostante gli sforzi del personale scolastico, i genitori, spesso sopraffatti dalle difficoltà economiche, mostrano un impegno minimo oltre a esprimere gratitudine. “Non viene riconosciuto come un supporto straordinario,” ha detto Mitchell. Un portavoce del governo ha dichiarato che sono in corso misure per ridurre la povertà infantile, tra cui una legge per abbassare i costi delle uniformi scolastiche e l’introduzione di breakfast club in 750 scuole a partire da aprile. Tuttavia, molti insegnanti ritengono che queste iniziative non siano sufficienti a risolvere il problema crescente della povertà igienica, che mette a rischio il benessere e l’inclusione degli studenti. (Diogenenews 19/11/2024)