A Lagos, la capitale economica della Nigeria e una delle città più popolose al mondo, il clima diventa ogni anno sempre più ostile. Nel 2023, le temperature hanno superato regolarmente i 35 gradi Celsius, e quando si combinano con l’umidità opprimente della regione, creano condizioni insostenibili per il corpo umano, mettendo a rischio la salute di milioni di persone.
Anche le persone sane risentono di questo calore estremo, e per chi non può permettersi sistemi di raffreddamento adeguati la situazione è ancora più preoccupante. Moltissime in Nigeria non possono permettersi un condizionatore e si affidano a un ventilatore, che però diventa inutile durante i frequenti blackout che affliggono il paese.
Il cambiamento climatico sta colpendo duramente l’Africa subsahariana, e la Nigeria ne è un chiaro esempio. Con l’aumento delle temperature globali, la Nigeria, insieme ad altri paesi della regione, sta registrando un riscaldamento accelerato.
Secondo un rapporto pubblicato su Nature Sustainability, la Nigeria è uno dei cinque paesi che dovranno affrontare la più alta esposizione al calore se le temperature globali aumenteranno di 2 gradi Celsius.
A complicare ulteriormente la situazione, la popolazione del paese continua a crescere rapidamente. Attualmente, la Nigeria ospita circa il 15% della popolazione africana e si prevede che, entro il 2050, supererà gli Stati Uniti diventando la terza nazione più popolosa al mondo.
Questa combinazione di caldo in aumento e di crescita demografica sta creando una domanda sempre maggiore di soluzioni per il raffreddamento. Tuttavia, l’accesso all’energia elettrica e ai sistemi di raffreddamento come ventilatori e condizionatori è limitato per gran parte della popolazione.
Solo il 60% circa dei nigeriani ha accesso all’elettricità, e molti di loro devono fare i conti con un sistema di distribuzione energetica inaffidabile. Secondo l’organizzazione non-profit Sustainable Energy for All, oltre 115 milioni di nigeriani non hanno un adeguato accesso al raffreddamento, lasciandoli vulnerabili al caldo estremo.
Oltre alla carenza energetica, esiste un altro problema: il mercato dei condizionatori in Nigeria è dominato da apparecchi di seconda mano, spesso provenienti dall’Europa e dalla Cina, che non soddisfano più gli standard di efficienza energetica di quei paesi.
Questi vecchi modelli, che consumano molta più elettricità rispetto ai condizionatori moderni, aggravano ulteriormente la già fragile rete elettrica nigeriana. Inoltre, molti di questi apparecchi utilizzano refrigeranti altamente inquinanti, contribuendo a peggiorare la situazione climatica.

Le autorità nigeriane sono consapevoli di questo problema. Fino al suo recente pensionamento, Okon Ekpenyong, ex direttore della Commissione per l’energia della Nigeria, ha lavorato a un piano nazionale per rafforzare gli standard di efficienza energetica e vietare l’importazione di apparecchi obsoleti.
Il piano prevede di incoraggiare la produzione locale di condizionatori efficienti, abbassandone così il costo e riducendo l’impatto sull’ambiente. “Non possiamo continuare a essere una discarica per apparecchi inquinanti”, afferma Ekpenyong.
Oltre ai condizionatori, però, esistono anche soluzioni più sostenibili e meno impattanti dal punto di vista ambientale. Tecniche come la ventilazione passiva, l’installazione di tetti riflettenti e la creazione di spazi verdi possono contribuire a ridurre le temperature senza aumentare le emissioni di gas serra.
Tuttavia, la rapida e spesso incontrollata crescita urbana in Nigeria ha reso difficile implementare queste soluzioni su larga scala.
Un altro aspetto cruciale legato al caldo estremo è la refrigerazione degli alimenti. In Nigeria, circa il 40% dei prodotti agricoli freschi viene sprecato a causa della mancanza di adeguati sistemi di raffreddamento.
Questo problema colpisce soprattutto i piccoli agricoltori, che spesso non hanno accesso alla rete elettrica per alimentare le celle frigorifere necessarie per conservare i raccolti. A questo proposito, alcune aziende innovative, come KAMIM Technologies, stanno sviluppando soluzioni di raffreddamento alimentate a energia solare, che permettono agli agricoltori di conservare meglio i loro prodotti e ridurre gli sprechi.
Dal punto di vista energetico, la Nigeria deve affrontare una sfida immensa. Il paese fornisce attualmente circa 5 gigawatt di elettricità, una quantità simile a quella fornita dalla rete elettrica di New York City, ma con una popolazione 25 volte superiore. La carenza di energia costringe molti nigeriani a fare affidamento su generatori a diesel e benzina, costosi e altamente inquinanti.
Espandere l’infrastruttura elettrica e sfruttare fonti di energia rinnovabile, come il solare e l’eolico, sono soluzioni cruciali per colmare questo divario.
Il caldo estremo che sta colpendo la Nigeria rappresenta una sfida crescente, che il cambiamento climatico e la crescita demografica stanno intensificando. Sebbene esistano soluzioni sia tecnologiche che sostenibili, il paese dovrà affrontare una serie di sfide infrastrutturali ed economiche per garantire che i nigeriani possano affrontare un futuro più caldo senza compromettere ulteriormente la salute pubblica e l’ambiente.



