Spreco alimentare e deficit ecologico: una crisi globale

Il pianeta ha ufficialmente esaurito le sue risorse naturali per l’anno, e al contempo si sprecano oltre un miliardo di pasti al giorno a livello globale. Questo allarmante scenario è evidenziato dall’analisi di Coldiretti sui dati del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), in occasione dell’Earth Overshoot Day 2024.

Questo giorno segna il punto in cui l’umanità ha consumato tutte le risorse rinnovabili che la Terra può offrire in un anno. Dal 1° agosto, quindi, entriamo in una fase di deficit ecologico.

Coldiretti sottolinea un paradosso evidente: alla scarsità di risorse si contrappone un inaccettabile livello di spreco alimentare. Secondo il rapporto Unep, nel 2023 sono stati prodotti 1,05 miliardi di tonnellate di rifiuti alimentari, pari a 132 chilogrammi pro capite.

Questo spreco rappresenta quasi un quinto del cibo disponibile per i consumatori. Di questi rifiuti, circa il 60% è attribuibile alle abitazioni, il 28% alla ristorazione e il 12% al commercio al dettaglio.

Le conseguenze di questo spreco sono gravi sia a livello economico che ambientale. L’eccessivo consumo energetico necessario per produrre e trasportare cibo che viene poi sprecato contribuisce significativamente all’inquinamento e al cambiamento climatico. Inoltre, la gestione dei rifiuti alimentari rappresenta un ulteriore onere ambientale e finanziario.

“Food waste” by Nick Saltmarsh is licensed under CC BY 2.0.

Parallelamente, 735 milioni di persone nel mondo soffrono la fame e un terzo della popolazione globale affronta l’insicurezza alimentare, come riportato da Unep. Questo mette in luce un problema strutturale nella distribuzione delle risorse alimentari e negli squilibri causati dal declino dei sistemi alimentari locali basati sull’agricoltura familiare.

Coldiretti evidenzia che è fondamentale sostenere e rilanciare questi sistemi alimentari locali. In molti Paesi, questi sistemi non riescono più a produrre e distribuire cibo sufficiente per nutrire una popolazione globale in crescita, soddisfare le esigenze nutrizionali, garantire un accesso equo e operare in modo sostenibile.

Per combattere la fame e l’insicurezza alimentare, è nata tre anni fa la World Farmers Markets Coalition, una rete di mercati contadini promossa da Campagna Amica e Coldiretti. Oggi questa rete include oltre 70 organizzazioni rappresentative di 60 Paesi, 20.000 mercati, 200.000 famiglie agricole e oltre 300 milioni di consumatori.

L’obiettivo della coalizione è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale sostenibile attraverso la filiera corta, il supporto all’agricoltura familiare, la promozione del cibo locale e l’emancipazione degli agricoltori, con particolare attenzione a donne e giovani.

Affrontare lo spreco alimentare e il deficit ecologico richiede un approccio integrato e globale. Le politiche devono mirare a ridurre il consumo eccessivo di risorse, migliorare l’efficienza della produzione alimentare e garantire una distribuzione più equa del cibo. Incentivare la filiera corta e l’agricoltura sostenibile può contribuire a ridurre gli sprechi e migliorare l’accesso al cibo per tutti.

In conclusione, la crisi attuale richiede un cambiamento radicale nelle nostre abitudini di consumo e nelle politiche alimentari. Solo attraverso un impegno collettivo e una cooperazione globale sarà possibile affrontare efficacemente la cooling poverty, il deficit ecologico e lo spreco alimentare, garantendo un futuro sostenibile per il nostro pianeta e per le generazioni future.

“Wasted food – Aneeka” by nist6ss is licensed under CC BY-SA 2.0.

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