Inquinamento: soltanto 10 nazioni al mondo sotto i livelli stabiliti dall’OMS
Diogenenews 19/03/2024: Una ricerca condotta da IQAir, azienda svizzera, rivela che solo 10 su 134 paesi e territori hanno rispettato gli standard dell’OMS per il PM2.5, il tipo più pericoloso di inquinamento atmosferico, capace di causare milioni di decessi prematuri all’anno. L’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico sono principalmente causati dall’uso di combustibili fossili. Mentre alcune regioni come isole, Australia e paesi del nord Europa hanno mantenuto aria pulita, la maggior parte della popolazione mondiale vive in aree con qualità dell’aria peggiore, specialmente in Asia e Africa. L’Asia meridionale e centrale presenta i livelli più elevati di PM2.5, con cause principali identificate nel traffico, nell’uso del carbone, nelle emissioni industriali e nel bruciamento di residui agricoli. La Cina ha visto un aumento dell’inquinamento nel 2023, dopo anni di miglioramenti, attribuito alla ripresa economica post-pandemia. Nonostante gli sforzi nazionali, undici città cinesi hanno superato di dieci volte i limiti dell’OMS. Sono state sottolineate significative lacune nel monitoraggio della qualità dell’aria, specialmente in Africa e Medio Oriente. Anche gli incendi in Nord America nel 2023 hanno compromesso la qualità dell’aria, con le città canadesi che hanno registrato i livelli più alti di inquinamento. Lo studio evidenzia anche il rischio di esposizione a breve termine al PM2.5 e l’incremento delle disparità razziali ed etniche nelle morti per inquinamento atmosferico negli Stati Uniti. Questo dimostra che, nonostante miglioramenti generali nella qualità dell’aria, rimangono sfide significative nella lotta contro l’inquinamento atmosferico e le sue disuguaglianze. (Diogenenews 19/03/2024)
Proteste a Cuba contro la povertà crescente che impedisce l’accesso ad acqua, elettricità e cibo
Diogenenews 19/03/2024: Domenica scorsa nellacapitale Santiago e in altri paesi di Cuba, si è tenuta una manifestazione pacifica, principalmente guidata da donne con bambini, che chiedevano accesso a corrente elettrica e cibo, lanciando anche slogan politici come “Libertad!” e “Patria y vida!”, che ricordano le proteste del 11 luglio 2021. Le città di Santiago de Cuba, Bayamo, e altre hanno visto cittadini scendere in strada contro la carenza di beni primari e i blackout continui. Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha accusato i “nemici della rivoluzione” di sfruttare queste proteste per destabilizzare il paese, mentre il governo statunitense, rispondendo alle accuse di interferenza, ha sottolineato la grave situazione di disperazione che affligge i cubani. L’Osservatorio cubano dei diritti umani ha avvertito che senza urgenti riforme, le tensioni potrebbero esplodere in una tragedia, evidenziando l’impossibilità di vivere in un contesto di scarsità estrema. Il contesto è aggravato dal “paquetazo económico”, introdotto il primo marzo, che ha accelerato l’inflazione e peggiorato la crisi, con aumenti del 500% nel prezzo del carburante e altri beni di base, in un periodo di recessione senza precedenti. La combinazione di pandemia, sanzioni statunitensi rafforzate, e politiche economiche fallimentari ha portato all’88% della popolazione in povertà e alla messa in discussione di diritti fondamentali come salute, istruzione, e nutrizione adeguata. I redditi bassissimi, con salari e pensioni che non coprono le necessità di base a causa dell’inflazione galoppante, insieme ai frequenti blackout, hanno alimentato la disperazione sociale. L’introduzione delle misure economiche ha innescato aumenti dei prezzi e la svalutazione del peso, costringendo il governo a richiedere aiuto internazionale per garantire beni essenziali come il latte per i bambini. La crisi valutaria e la dipendenza da importazioni aggravano la situazione alimentare, con il governo che annuncia carenze anche nel pane, a causa della limitata produzione di farina. La crisi economica, unita alla precarietà alimentare e all’incertezza futura, ha stimolato una massiccia emigrazione, con oltre mezzo milione di cubani che hanno lasciato l’isola negli ultimi due anni, accentuando la crisi demografica. (Diogenenews 19/03/2024)
Vendere casa per pagare la badante. Il caso di Bologna
Diogenenews 19/03/2024: A Bologna, la povertà assume nuove forme ma continua a essere una sfida pressante, specialmente per le donne sole che si trovano a dover vendere la propria casa per potersi permettere una figura di assistenza come la badante. Questa situazione è stata messa in luce nel report “Nuove povertà e problema alloggiativo: dati e soluzioni”, presentato presso la sede delle Acli di Bologna, con la partecipazione di Marco Bertuzzi, presidente di Acer. Il documento rivela come, negli ultimi tre anni, la povertà non sia più legata all’assenza di una casa di proprietà, ma piuttosto al suo possesso diventato fonte di difficoltà finanziarie. Chiara Pazzaglia, presidente delle Acli, sottolinea che molte persone, soprattutto anziani, si trovano a vendere la nuda proprietà del proprio immobile per affrontare spese improvvise o per l’assistenza domiciliare, fenomeno che contribuisce significativamente alla povertà. Le donne anziane, in particolare, rappresentano la categoria più vulnerabile, trovandosi spesso sole a causa della vedovanza o di scelte di vita precedenti. La decisione di vendere la propria abitazione diventa una necessità quando pensioni modeste o la reversibilità del coniuge non bastano a coprire le spese quotidiane. La relazione evidenzia inoltre la presenza di numerosi immobili sfitti a livello locale, dimostrando una discrepanza tra la disponibilità di alloggi e la capacità delle persone di accedervi. Bertuzzi aggiunge che la richiesta di alloggi popolari è in aumento, passando da 5.000 domande nel 2021 a 5.400 nel 2023, evidenziando l’urgenza di trovare soluzioni abitative accessibili. Pazzaglia pone l’accento sul divario di genere nella povertà, rilevando come le donne, a causa di carriere lavorative più frammentate e responsabilità familiari, si trovino spesso in condizioni economiche più precarie rispetto agli uomini, anche durante la pensione. In questo contesto, l’associazione invita i servizi sociali a riconsiderare l’erogazione indistinta di certi servizi, suggerendo di focalizzarsi su un’equa distribuzione delle risorse per aiutare chi si trova in maggiore difficoltà. (Diogenenews 19/03/2024)
Firenze dà l’avvio alla sperimentazione del Reddito Alimentare
Diogenenews 19/03/2024: Firenze avvia un progetto pilota per il reddito alimentare, una misura di sostegno per contrastare la povertà e lo spreco alimentare. Il progetto cerca di coinvolgere operatori del settore alimentare e enti del Terzo settore per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e la distribuzione di cibo donato a chi vive in difficoltà. La scadenza per le candidature è fissata al 21 marzo, con i progetti selezionati che saranno sottoposti al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per ottenere il finanziamento necessario. Il reddito alimentare mira a ridurre la povertà, sfruttare le eccedenze alimentari e promuovere la solidarietà, favorendo collaborazioni tra diversi attori sociali per rafforzare le reti di assistenza locale. La sperimentazione durerà tre anni e si rivolge a persone in condizioni di indigenza identificate dai servizi sociali comunali, a coloro che già ricevono aiuti alimentari e a chi dimostra un bisogno urgente. L’assessore al Welfare di Firenze, Sara Funaro, sottolinea l’importanza di questo sostegno per i cittadini in difficoltà, evidenziando l’obiettivo di combattere sia la povertà alimentare sia lo spreco di cibo. Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico, ha espresso soddisfazione per l’avvio del progetto, ricordando il grave problema della povertà in Italia e la quantità di cibo sprecato ogni anno. Il Comune di Firenze finanzierà le attività del Terzo settore per tre anni con un contributo di 452.420 euro, provenienti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il finanziamento sarà calcolato in base al valore del cibo distribuito, fino a un massimo del 7% di tale valore. Le domande devono essere presentate tramite i moduli disponibili sulla Rete civica del Comune. (Diogenenews 19/03/2024)
Il Consiglio d’Europa invita la Germania a compiere maggiori sforzi nella lotta contro la povertà
Diogenenews 19/03/2024: Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha sollecitato la Germania a intensificare gli sforzi per affrontare l’aumento delle disuguaglianze, in un contesto di marcato contrasto tra la generale ricchezza del paese e i significativi livelli di povertà ed esclusione sociale. Nel suo rapporto, Dunja Mijatovic riconosce le iniziative già intraprese dal governo tedesco per migliorare il sistema di welfare, aumentare i benefici sociali e fornire più opportunità formative ai disoccupati. Tuttavia, sottolinea la necessità di ulteriori azioni per ridurre le disuguaglianze e garantire prestazioni pensionistiche che coprano le necessità fondamentali come cibo, energia e un tenore di vita dignitoso. Mijatovic ha espresso preoccupazione per l’incremento della povertà infantile e ha esortato il governo a facilitare l’accesso ai diritti sociali e a mitigare gli effetti negativi della povertà su salute, educazione e opportunità lavorative. Ha inoltre evidenziato l’urgente bisogno di affrontare la scarsità di alloggi a prezzi accessibili, soprattutto nelle aree urbane, attraverso interventi mirati sul mercato immobiliare e riforme significative nella legislazione sugli affitti per combattere la situazione dei senzatetto. Il rapporto pone attenzione anche sul crescente problema della xenofobia, che minaccia la coesione sociale e la stabilità delle istituzioni democratiche. Queste raccomandazioni seguono la visita della Commissaria in Germania, dove ha incontrato esponenti del governo, funzionari locali e rappresentanti della società civile. In risposta, il governo tedesco ha ribadito il proprio impegno nel contrastare la povertà, citando l’adozione di un piano d’azione nazionale contro la situazione dei senzatetto e sottolineando che la povertà tra gli anziani non è diffusa, con una percentuale di beneficiari dell’assicurazione di vecchiaia al 3,7% nel 2022. Ha inoltre evidenziato gli investimenti per la costruzione di alloggi sociali e l’elaborazione di una nuova strategia contro il razzismo che integra azioni repressive e preventive. (Diogenenews 19/03/2024)
La terribile crisi che aggrava la povertà in Marocco
Diogenenews 19/03/2024: Il Consiglio Economico, Sociale e Ambientale del Marocco (CESE) ha espresso preoccupazione per l’escalation delle disuguaglianze sociali, attribuibile all’inflazione causata da vari fattori, che sta mettendo a dura prova il potere d’acquisto, specialmente per le famiglie di ceto medio e quelle a basso reddito. Nel suo ultimo rapporto, guidato da Ahmed Reda Chami, si evidenzia come le famiglie continuino a risentire degli effetti della pandemia di Covid-19, nonostante siano passati oltre due anni dall’inizio dell’emergenza sanitaria. La situazione è resa ancora più critica dalla crisi economica caratterizzata da un’inflazione in rapido aumento, come segnalato dal giornale Al Ahdath Al Maghribia il 29 novembre. Il CESE segnala un deterioramento del potere d’acquisto e del tenore di vita dei cittadini, con oltre 3,2 milioni di persone in Marocco che sono scivolate sotto la soglia di povertà. Esaminando le dinamiche economiche e sociali, il Consiglio sottolinea l’impatto dell’incremento dei prezzi dei beni alimentari sul potere d’acquisto, particolarmente gravoso per le famiglie a reddito ridotto. Questo fenomeno contribuisce ad accentuare le disuguaglianze sociali, come indicato nel documento dell’anno fiscale 2022. Pertanto, il CESE richiama l’attenzione sulla necessità di intensificare le azioni di vigilanza contro le pratiche che violano le norme concorrenziali. Incoraggia le autorità a punire ogni comportamento che infranga le leggi sulla concorrenza, sollecitando un’accelerazione nella riforma dei mercati all’ingrosso e il sostegno ai costi di produzione nel settore agricolo. (Diogenenews 19/03/2024)
Colombia, duecento donne nelle miniere per estrarre smeraldi, in fuga dalla povertà
Diogenenews 19/03/2024: In Colombia, un coraggioso collettivo di 200 donne si è immerso nell’estrazione di smeraldi nella miniera di Coscuez, situata a circa 200 chilometri dalla capitale Bogotá, sperando di trovare una via d’uscita dalla povertà. Nell’ambito dell’industria mineraria, notoriamente dominata da uomini, queste donne minerarie cercano di cambiare il proprio destino attraverso il duro lavoro nelle profondità della terra, malgrado non ricevano un salario regolare e debbano confrontarsi quotidianamente con condizioni di lavoro precarie e pericolose. Oltre alle sfide imposte dal lavoro stesso, queste lavoratrici devono navigare un ambiente complicato da tensioni e violenze, dato che la regione è teatro di conflitti tra gruppi paramilitari e cartelli della droga, aumentando così i rischi e le insicurezze legate alla loro professione. Riconoscendo l’importanza di migliorare la loro situazione lavorativa e di vita, queste minatrici stanno attivamente cercando di ottenere una certificazione ufficiale dal governo colombiano. Questo riconoscimento non solo legittimerebbe le loro attività, ma aprirebbe anche la porta a condizioni di lavoro più sicure, diritti lavorativi protetti e, in definitiva, a una maggiore stabilità economica per loro e le loro famiglie. Il percorso verso la certificazione e il riconoscimento ufficiale rappresenta un passo fondamentale per queste donne, che vedono nell’estrazione di smeraldi non solo un’opportunità economica, ma anche un mezzo per affermare la propria indipendenza e forza in un settore difficile e in una società che spesso le marginalizza. La loro lotta evidenzia l’importanza di sostenere iniziative volte a promuovere l’uguaglianza di genere e il miglioramento delle condizioni lavorative in contesti ad alto rischio come quello minerario. (Diogenenews 19/03/2024)
Il 51,9% delle famiglie venezuelane vive in povertà, nonostante una leggera ripresa economica
Diogenenews 19/03/2024: Nel 2023, oltre la metà della popolazione venezuelana viveva in condizioni di povertà, nonostante una leggera ripresa economica avviata dopo che il governo di Nicolás Maduro aveva liberalizzato parte dell’economia e introdotto l’uso di valute estere nel 2019. Questo leggero miglioramento economico non è riuscito a ridurre significativamente il tasso di povertà, che è salito al 51,9% rispetto al 50,5% del 2022. Le famiglie continuano a lottare contro disuguaglianze di reddito crescenti e l’accesso limitato a servizi essenziali. Nonostante alcuni sforzi governativi, come l’introduzione di bonus e aiuti sociali, le strategie adottate non sono state sufficienti a compensare le disuguaglianze esistenti o a fornire un sostegno adeguato ai settori più vulnerabili della popolazione. Inoltre, la situazione è aggravata da una persistente inflazione, che ha raggiunto il 75,91% a febbraio, e da un ampio divario tra i redditi delle fasce più ricche e quelle più povere della società. L’economia del Paese ha mostrato segni di rallentamento, evidenziati da una riduzione dei consumi e dalla mancanza di misure efficaci per una completa ripresa economica. Le persone cercano di mitigare la povertà attraverso i bonus governativi, che tuttavia non bastano a coprire le necessità di base. La ricerca ENCOVI, che dal 2014 supplisce alla mancanza di dati ufficiali intervistando migliaia di famiglie, rileva che molti venezuelani, inclusi pensionati e lavoratori, guadagnano un salario minimo insufficiente a sostenere spese primarie come cibo e salute. Il governo ha annunciato nuove iniziative sociali, ma non ha fornito dati aggiornati sulla povertà per il 2023. (Diogenenews 19/03/2024)
In Sudafrica metà della popolazione adulta soffre di obesità da povertà
Diogenenews 19/03/2024: In Sudafrica, la malnutrizione assume varie forme, da carenze nutrizionali a sovrappeso e obesità, evidenziando il triplice fardello della malnutrizione nel paese. Secondo il National Food and Nutrition Security Survey realizzato dall’Università cattolica Andrés Bello, quasi metà degli adulti sudafricani soffre di sovrappeso o obesità, nonostante la produzione alimentare interna e le importazioni siano sufficienti per nutrire la popolazione. La disoccupazione elevata spinge le famiglie a dipendere da sovvenzioni sociali e ad acquistare alimenti poco nutritivi per sfamarsi. Il rapporto, commissionato dal Dipartimento dell’agricoltura, della riforma agraria e dello sviluppo rurale e condotto tra il 2021 e il 2023 su oltre 34.500 famiglie, evidenzia come l’insicurezza alimentare costringa molte famiglie a consumare diete di basso valore nutrizionale, con l’obesità che incide maggiormente sulle donne e gli adulti tra i 35 e i 64 anni. La provincia di KwaZulu-Natal registra il tasso di obesità più alto. Nonostante l’assistenza governativa abbia mitigato gli effetti della pandemia di COVID-19 sulla povertà estrema e sull’insicurezza alimentare, l’obesità rimane un problema globale, con un aumento significativo degli adulti e dei bambini affetti da questa condizione dal 1990. Il Consiglio per la ricerca sulle scienze umane suggerisce di concentrare gli sforzi sulle aree a maggiore malnutrizione, promuovere l’autoproduzione alimentare, investire in banche alimentari, assistere le famiglie più povere e lanciare campagne educative sull’importanza di una dieta equilibrata e diversificata. (Diogenenews 19/03/2024)
L’ultimo rapporto della Banca Mondiale rivela che 3,5 milioni di liberiani vivono in povertà
Diogenenews 19/03/2024: In Liberia, circa sei persone su dieci vivono in condizioni di povertà, secondo un rapporto della Banca Mondiale, che evidenzia un peggioramento della situazione a causa di crisi multiple. Georgia Wallen, rappresentante della Banca Mondiale in Liberia, sottolinea che, nonostante gli sforzi, la povertà estrema e assoluta continua a coinvolgere milioni di cittadini. Questa analisi arriva in un momento critico per il paese, che sta affrontando una fase di transizione politica e di sviluppo, puntando a obiettivi ambiziosi per il 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Il rapporto mostra che, nonostante un periodo di pace relativa, le ferite dei conflitti civili e della crisi dell’Ebola persistono, con la povertà che colpisce soprattutto le aree rurali. Questa situazione è aggravata da un settore agricolo stagnante, su cui dipende la maggior parte della popolazione povera, ostacolato da limitazioni tecnologiche, educative e dagli effetti del cambiamento climatico. La ricerca mette in luce anche le sfide nel settore industriale, incapace di ridurre significativamente la povertà, e il basso capitale umano, con un accesso all’istruzione e ai servizi di base estremamente limitato. Di fronte a queste difficoltà, la Banca Mondiale invoca una strategia più mirata che includa stabilità macroeconomica, investimenti in agricoltura e aree rurali, miglioramenti nel settore della proprietà terriera, e un focus sullo sviluppo del capitale umano per superare le barriere alla riduzione della povertà e alla crescita economica. (Diogenenews 19/03/2024)


