Portofino ha detto basta. Troppi stracci a vista, troppe mani tese, troppa umanità fuori posto tra boutique Chanel e Mojito a 26 €.
Così, per difendere il decoro — cioè il portafoglio dei miliardari e il loro sacrosanto diritto a non essere disturbati dalla realtà — il sindaco ha firmato un’ordinanza estiva contro l’accattonaggio. Ma non solo quello molesto, no. Anche quello “silenzioso, passivo, insinuante”.
Perché si sa, non c’è niente di più violento del sentirsi chiedere una moneta mentre si compra un Rolex con la carta intestata a una società panamense.
E allora giù divieti: niente accattonaggio, niente picnic, niente scalzi in giro, niente panchine usate come… panchine.
Dopotutto, come dice l’ordinanza, bisogna “tutelare la vocazione turistica del borgo”. E la vocazione è una sola: ricchi che fanno finta di non vedere altri esseri umani.
Portofino però non è sola in questa crociata per l’igiene visiva della ricchezza. Anche Como, Bolzano, Firenze, Roma, Conselve e Limena si stanno attrezzando. Ciascuno a modo suo, ma con un principio comune: i poveri disturbano.
A Bolzano, per esempio, se chiedi l’elemosina vicino a un bancomat, rischi la confisca del denaro. Eh sì, quei 2,40€ potrebbero essere proventi di un racket internazionale del fastidio emotivo.
A Firenze è vietato chiedere l’elemosina con un cane. Che razza di cattiveria: usare un animale per intenerire cuori già provati dallo stress di fingere di non evadere le tasse.
A Roma, invece, non puoi proprio chiedere nulla se hai un animale con te. Meglio un SUV diesel che abbaia e inquina, ma non un meticcio magro con gli occhi dolci.
Mettiamoci nei loro mocassini: cosa ne sanno i mendicanti della fatica di costruire un impero offshore?
Del tempo speso a intestare ville alla zia novantenne residente a Vaduz?
Del coraggio necessario per offrire 4,50 €/ora al personale stagionale e poi indignarsi perché “i giovani non vogliono più lavorare”?
E poi arriva lui. Il mendicante. Muto, sporco, immobile.
Un’accusa vivente.
Un monumento alla disuguaglianza che non ha nemmeno la cortesia di nascondersi dietro un profilo Instagram filtrato.
L’estate deve essere leggera, instagrammabile, ben stirata.
Nessuno vuole ricordarsi che fuori dai resort a 2.500 € a notte c’è chi vive con meno al mese.
Per questo, l’Italia che conta – o meglio, che spende – ha deciso: l’unica povertà accettabile è quella ben nascosta dietro un paravento o una pattumiera, non certo davanti a Hermès.
Quindi sì, caro lettore, possiamo dormire sonni tranquilli. L’ordine è salvo. I ricchi possono finalmente godersi le vacanze in pace, sapendo che nessuno oserà più sporcare il paesaggio con la vista di un disperato. E se proprio il povero insiste… beh, c’è sempre la Guardia di Finanza. Ma quella, stranamente, non si vede mai nei porti turistici.



