Con Pepe Mujica non muore solo un uomo. Muore un modo di intendere la politica, la sinistra, la militanza. Se ne va uno degli ultimi compagni autentici, uno che non ha mai smesso di credere che cambiare il mondo fosse non solo necessario, ma possibile. E che per farlo, bisognava prima cambiare sé stessi.
Pepe era uno di noi. Non perché la pensava come noi, ma perché viveva come noi avremmo voluto vivere: con coerenza, con semplicità, con dignità. È stato guerrigliero, carcerato, torturato, presidente. E in ogni tappa del suo cammino non ha mai rinnegato la parte da cui veniva: quella degli ultimi, dei senza potere, degli idealisti concreti.
Quando ha avuto tutto, ha continuato a vivere con niente. Non per posa, ma per convinzione. Non voleva essere un modello, e proprio per questo lo è diventato. In un’epoca in cui la sinistra mondiale si è persa tra opportunismi e salotti, Mujica restava una bussola morale. Nessuna retorica, nessun culto della personalità: solo una pratica quotidiana di giustizia, sobrietà e rispetto per gli altri.
Da presidente ha legalizzato la cannabis, riconosciuto i matrimoni tra persone dello stesso sesso, difeso i diritti civili e sociali con un pragmatismo umano. Ma la sua più grande riforma è stata come ha governato: senza privilegio, senza arroganza, senza svendersi. Sempre dalla parte giusta, anche quando era quella più scomoda.
Con lui non si spegne solo una vita, ma un modo di stare al mondo. Un’idea concreta di socialismo che non ha bisogno di dogmi, ma di empatia. Mujica non ci lascia una teoria: ci lascia un esempio.
E oggi che se ne va, il vuoto è profondo. Perché in tanti si sono detti socialisti, ma pochi lo sono stati davvero. Mujica lo è stato fino all’ultimo giorno, anche quando non faceva più notizia. Anche quando nessuno guardava.
È a noi ora che tocca raccogliere quella fiaccola, in un mondo dove il socialismo appare una bestemmia. Non per nostalgia, ma per necessità. Perché il mondo che lui ha sognato – più giusto, più umano, più solidale – non si realizzerà certo da solo.



