Dal sito del sindacato inquilini Asia si apprende la notizia che lo Stato italiano ha violato il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ma questa volta l’ONU ha espresso una formale condanna.
La violazione, a cui si riferisce la condanna, e quella relativa al Patto internazionale in materia di diritto all’alloggio e si riferisce ad uno sgombero avvenuto nel Piano di zona Isolato Stazione a Fiumicino.
La vicenda ha inizio nel 2010 quando il legittimo assegnatario, come detto un operaio Alitalia, con moglie e due figli minorenni a carico, viene raggirato da un costruttore che, attraverso una immobiliare romana, chiede e ottiene da lui un anticipo di 40.000 euro con la promessa del futuro acquisto di un alloggio sociale di edilizia agevolata di 47 metri quadri nel Piano di Zona Isolato Stazione a Fiumicino.
L’operaio nel 2013 si accorge che l’appartamento ha gravi deficit costruttivi e che alla parete esterna del palazzo, già pesantemente crepata dentro e fuori l’appartamento, mancano 10 centimetri di coibentazione e cosa grave il costruttore non aveva scomputato dal prezzo di cessione il finanziamento pubblico ricevuto di oltre 500.000 euro per realizzare 36 alloggi di edilizia agevolata.
A febbraio 2018, il costruttore dichiara fallimento e il tribunale fallimentare, invece di indagarlo per bancarotta fraudolenta avendo fatto sparire oltre 4 milioni di euro dei quali gran parte derivanti da versamenti imposti alle famiglie assegnatarie sottoforma di anticipi, che non avrebbe dovuto pretendere e dal finanziamento pubblico.
Inoltre pretende che legittimi assegnatari comprino gli alloggi sociali a prezzo di mercato e non a prezzo agevolato. Altrimenti avrebbe proceduto a sgomberi.
Ad Ottobre 2019 l’ufficiale giudiziario recapita all’operaio un ordine di sgombero firmato dal giudice fallimentare.
Nell’estate 2021, l’operaio in cassa integrazione a zero ore, si rivolge all’Alto Commissariato per i Diritti Umani denunciando l’atto d’ingiustizia che stava subendo e come lo Stato italiano stesse violando l’articolo 11 del Patto Internazionale sui Diritti economici, sociali e culturali.
Nel settembre 2024 arriva lo sgombero forzato della famiglia. Avvenuto mentre era stato già emanato il provvedimento di tutela dall’ONU nel 2021, che raccomandava allo Stato italiano, l’obbligo di non procedere allo sgombero della famiglia senza aver dato loro, prima, un’alternativa abitativa.

A febbraio 2026 è arrivata la decisione definitiva del Comitato per i Diritti economici, sociali e culturali dell’ONU che ha dichiarato colpevole lo Stato italiano di non aver rispettato il Patto internazionale, recepito con la legge 881 del 1977, e ha chiesto che alla famiglia venga dato un alloggio, se è ancora in necessità di averlo, ma anche di pagare loro tutti i danni per le violazioni subite, comprese le spese legali sostenute.
Il Comitato Onu inoltre ha richiamato lo Stato italiano a non causare più altre situazioni simili, e garantire alloggi alternativi e che nessuno resti senza un tetto, nei casi di sfratto o sgombero, in quanto a questo si è impegnata con il Patto internazionale.
L’Onu ha richiamato, altresì, l’Italia ad applicare le misure necessarie affinché i tribunali recepiscano e si coordino con le Istituzioni locali al fine di evitare casi di sfratti o sgomberi senza passaggio da casa a casa.
Infine il Comitato ha chiesto all’Italia di diffondere ampiamente questa decisione così che raggiunga tutti i settori della popolazione. Ora lo Stato italiano ha 6 mesi per trasmettere la documentazione all’ONU che attesti i provvedimenti e i risarcimenti riconosciuti alla famiglia in questione.
Segnalo infine che sono decine e decine i casi italiani sottoposti che sono stati sottoposti al Comitato Onu per verificare se l’Italia in materia di sfratti e sgomberi ha ottemperato all’impegno stipulato con l’adesione al Patto internazionale in riferimento all’articolo 11.
E’ probabile che a questa condanna ne seguiranno altre, per le altre decine di casi segnalati all’Onu da parte di movimenti per l’abitare, reti antisfratto, sportelli sociali o sindacati come Asia e Unione Inquilini.
Questa vicenda in un contesto nel quale il Governo di destra si lancia in provvedimenti legislativi che intendo accelerare le esecuzioni di sfratto o gli sgomberi, evidenzia come si sia giunti ad un bivio che il Governo deve affrontare: o si attua quanto previsto dal Patto e prima dell’esecuzione di ogni sfratto o sgombero si garantisce un effettivo passaggio da casa a casa.
Oppure il Governo, se ne ha il coraggio, disdica la firma del Patto internazionale e abroghi la legge 881 del 1977 che lo ha recepito. La questione fondamentale è scegliere tra civiltà e barbarie. Per ora si vede solo la barbarie.



