Diogene – Agenzia 31/07/2024

La Senna è troppo inquinata, rinviate le gare previste

Diogenenews 31/07/2024: Alla fine avevano ragione gli atleti che erano molto scettici sulla possibilità che la Senna a Parigi potesse ospitare le gare di nuoto. A causa dell’inquinamento la gara maschile di triathlon è stata rinviata. Per il momento è stata rinviata solo quella gara, prevista per ieri e spostata a oggi, ma il rinvio di 24 ore non renderà di sicuro meno inquinata l’acqua del fiume. Le analisi parlano chiaro, le forti piogge cadute nei giorni scorsi a Parigi hanno degradato la qualità dell’acqua del fiume, con “valori registrati anche superiori ai limiti accettabili” in “alcuni punti” del percorso. Va ricordato che la Francia ha speso 1,4 miliardi di euro per rendere utilizzabile la parte cittadina del fiume a fini sportivi, ma evidentemente non è bastato e sono in molti a temere per la propria salute tra i nuotatori impegnati. “Il Coni confida nel comitato olimpico internazionale, garante da sempre della salute degli atleti” fa sapere la delegazione italiana, restando in diplomatico bilico sulle polemiche e affidando ai francesi la responsabilità sanitaria di eventuali infezioni che potrebbero colpire i nuotatori a causa dei batteri presenti nelle acque. Va anche notato che oltre alla questione sanitaria erano stati proprio gli atleti della squadra azzurra a far notare che la forza della corrente era un altro elemento che rendeva problematiche le gare. Le immagini impietose delle televisini mostrano un’acqua verde che anche all’occhio dimostra la sua non trasparenza. La pioggia caduta durante la notte scorsa su Parigi dovrebbe rendere difficile lo svolgimento della gara per oggi. Gli ambientalisti denunciano da mesi gli alti tassi di Escherichia-coli e degli altri batteri, ricordando che la Senna non è mai stata resa balneabile per eventi sportivi da oltre un secolo. Il tuffo della sindaca Anne Hidalgo nel fiume si è rivelato solo una messa in scena che ha distorto la realtà dei fatti, propaganda politica che non fa i conti con la realtà dell’inquinamento. (Diogenenews 31/07/2024)


Oltre 6 milioni di bambini a rischio per le inondazioni in Asia del Sud

Diogenenews 31/07/2024: L’UNICEF lancia l’allarme per i bambini e i giovani colpiti da piogge torrenziali, alluvioni improvvise e frane che hanno flagellato Afghanistan, Bangladesh, India, Nepal e Pakistan. Gli eventi metereologici estremi in Asia del Sud delle ultime settimane hanno avuto esiti disastrosi. Le alluvioni rappresentano un rischio per la salute dei bambini che va oltre la morte e le lesioni. Compromettono le forniture di acqua sicura. Questo aumenta il rischio di malattie e diarrea e, se non trattate, possono portare a disidratazione e malnutrizione tra i bambini. I bambini colpiti da frequenti inondazioni nel tempo hanno più probabilità di essere sottopeso e colpiti da malnutrizione cronica. Le inondazioni danneggiano le strutture igieniche, distruggono scuole e strade e interrompono l’istruzione dei bambini. Quanto le case vengono inondate, lo sfollamento può esporre i bambini a rischio di abuso, sfruttamento e tratta. Le inondazioni e conseguenti frane in Nepal, secondo le notizie, hanno ucciso almeno 109 persone, fra cui 35 bambini, e molti altri feriti. Almeno 1.580 famiglie sono state colpite. Finora l’UNICEF ha raggiunto 4.540 persone, fra cui 1.810 bambini, con zanzariere da letto, teloni per rifugi temporanei, secchi, tazze, compresse per potabilizzare l’acqua e supporto psicosociale. In Bangladesh, le vite di 6,1 milioni di bambini nelle regioni del nord e del nord est del paese sono state devastate da piogge torrenziali e conseguenti inondazioni da maggio. Nell’Assam, in India, le inondazioni hanno sconvolto la vita di mezzo milione di bambini e delle loro famiglie. Oltre 8.000 bambini sono rimasti nei campi di soccorso per settimane. La stagione dei monsoni, con le sue inondazioni ricorrenti, può durare alcuni mesi. In Afghanistan, l’ultima alluvione lampo nella regione orientale ha causato 58 vittime e ha colpito più di 1.900 famiglie. Già decine di migliaia di bambini sono stati colpiti da molteplici alluvioni improvvise che hanno spazzato via le province settentrionali di Baghlan e Badakshan e la provincia occidentale di Ghor a giugno. Le forti piogge e inondazioni in Pakistan hanno ucciso almeno 124 persone, fra cui 74 bambini da aprile. Afghanistan, Bangladesh, India e Pakistan sono tra i quattro Paesi dell’Asia meridionale in cui i bambini sono a rischio estremamente elevato di impatti della crisi climatica. L’UNICEF denuncia anche che le risorse finanziarie limitate possano ostacolare le risposte in futuro e chiede alla comunità internazionale 9,3 milioni di dollari per sostenere la preparazione alle emergenze e rafforzare i programmi di resilienza climatica per i bambini di tutta la regione”. (Diogenenews 31/07/2024)


L’isola greca di Samos trasformata in prigione per migranti. La denuncia di Amnesty

Diogenenews 31/07/2024: La Grecia deve abrogare urgentemente le norme di legge che stanno causando la sistematica e illegale privazione della libertà delle persone richiedenti asilo trattenute nel “Centro chiuso ad accesso controllato” finanziato dall’Unione europea sull’isola di Samos. L’Unione europea dovrebbe ritenere la Grecia responsabile delle violazioni dei diritti umani in quella struttura e a garantire che quel modello non diventi un esempio per il Patto su migrazione e asilo recentemente adottato. Sono due richieste contenute in nuovo rapporto intitolato “Samos: ‘Ci sentiamo in prigione sull’isola’. Detenzione illegale e condizioni inferiori agli standard in un centro per rifugiati finanziato dall’Unione europea” che rivela l’uso indiscriminato degli ordini di “restrizione della libertà” che costringono le persone a subire una forma di detenzione illegale e arbitraria. “La Grecia è da tempo un banco di prova per le politiche migratorie dell’Unione europea basate sull’esclusione delle persone razzializzate e in movimento ai confini della regione. Ciò che avviene a Samos dimostra che questo modello è punitivo, dispendioso e incentrato sulla violenza. Con il pretesto di registrare e identificare le persone, le autorità greche stanno di fatto trattenendo tutte le persone al loro arrivo, comprese quelle che si trovano in situazioni di vulnerabilità, violando i loro diritti. Tutto ciò sta accadendo in un centro finanziato dall’Unione europea, che dunque dovrebbe essere conforme agli standard europei,” ha affermato Deprose Muchena, direttore della divisione Impatto sui diritti umani di Amnesty International. (Diogenenews 31/07/2024)


Tratta di esseri umani, aumenta il numero delle persone sfruttate, il web canale di reclutamento

Diogenenews 31/07/2024: La Comunità Papa Giovanni XXIII, in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, ha pubblicato il report 2024 sulla tratta, “Tra vulnerabilità e resilienza”. Il documento evidenzia un preoccupante aumento dello sfruttamento delle persone più vulnerabili che avviene sempre più spesso attraverso le piattaforme online. Lo sfruttamento sessuale rimane la forma più diffusa e dannosa, a livello fisico e psicologico, ma a questo si affianca sempre più spesso il fenomeno della tratta a fini di sfruttamento lavorativo. Il report prosegue presentando le attività di prevenzione, assistenza ed accoglienza realizzate nel 2023 dall’associazione di don Oreste Benzi: la Comunità Papa Giovanni XXIII ha potenziato le attività di primo contatto alla tratta online, attraverso l’analisi di siti pornografici e l’incontro diretto, per intercettare le vittime. Le persone vulnerabili sono spesso contattate attraverso i canali social, con promesse di istruzione, impiego, alloggio o relazioni sentimentali. A rischio sono anche coloro che fuggono da Paesi martoriati dalla guerra, come l’Ucraina, o da persecuzioni contro minoranze etniche. L’attività di mappatura della Comunità porta l’esempio delle persone incontrate in Puglia; le vittime provengono principalmente dall’America meridionale (Venezuela, Colombia, Brasile, Argentina) e dall’Europa dell’est (Albania, Romania, Bulgaria, Moldavia). L’età presunta delle persone contattate varia tra i 18 e i 35 anni.
Fra le storie, quella di Benedicta dalla Nigeria, che ha trovato un inserimento lavorativo in Piemonte. Emblematico il racconto dei volontari della Papa Giovanni XXIII in Kenya: “Entriamo in club bui e sporchi dove le donne si prostituiscono. Con un tè e qualche biscotto, raccogliamo pezzi di vita e sogni nascosti dietro le loro maschere”. Le 101 persone prese in carico dalla Comunità Papa Giovanni XXIII nell’anno scorso in Italia sono state principalmente madri, giovani fragili e vittime di violenze multiple. Tra loro, circa 1 su 5 ha figli con disabilità. Molte di loro sono rientrate dal loro percorso migratorio nel nord Europa, per trovarsi in condizioni di disorientamento, esposte ulteriormente al rischio di ricadere nelle mani dei trafficanti. Grazie a progetti finanziati da fondi europei, l’associazione ha sostenuto poi 70 persone attraverso percorsi individuali mirati alle specifiche vulnerabilità, promuovendo la loro salute e integrazione lavorativa. (Diogenenews 31/07/2024)


Il bilancio provvisorio delle Ong sulla catastrofe umanitaria a Gaza

Diogenenews 31/07/2024: Al 29 luglio, 39.363 palestinesi sono stati uccisi e quasi 91.000 feriti: è una vera e propria catastrofe umanitaria, quella che si trovano ad affrontare i 2,1 milioni di palestinesi che vivono a Gaza. Una situazione che aggravandosi giorno dopo giorno, anche per le gravi difficoltà che impediscono o limitano i soccorsi e gli aiuti umanitari. La fotografia arriva dall’ultimo Rapporto delle Ong che operano nella regione, appena aggiornato, relativo al periodo dal 13 al 29 luglio 2024. Migliaia di persone sono rimaste sepolte sotto le macerie e si presume siano morte. Circa l’86% della popolazione di Gaza ha subito uno sfollamento forzato ed è sotto “ordine di evacuazione”, costretto a cercare rifugio nel restante 14% della Striscia. Quasi mezzo milione di persone sta vivendo livelli catastrofici di insicurezza alimentare. La disponibilità di acqua è diminuita del 94% rispetto ai livelli precedenti a ottobre. Dall’ottobre 2023 sono stati uccisi 278 operatori umanitari. I recenti attacchi hanno preso di mira anche i convogli e i rifugi delle Nazioni Unite e delle ONG, compromettendo gravemente la consegna degli aiuti. Il rapporto evidenzia anche diversi episodi che hanno esacerbato la situazione umanitaria: il 21 luglio, le forze israeliane hanno sparato contro un convoglio delle Nazioni Unite a Gaza City. Attacchi simili si sono verificati il 23 luglio contro convogli dell’Unicef. Tra il 22 e il 27 luglio, gli ordini di evacuazione hanno allontanato circa 200.000 persone da Khan Younis e altre 12.600 dai campi di Deir al Balah. Il 26 luglio è stata bombardata la principale fonte di acqua potabile a Rafah e il 27 luglio un attacco aereo contro una scuola femminile a Deir al Balah ha ucciso almeno 30 persone. Il blocco israeliano, comprese le restrizioni su elettricità, cibo, acqua e carburante, continua a ostacolare gli aiuti. La grave mancanza di materiali e la scarsità di carburante hanno un impatto sulla manutenzione delle infrastrutture e dei servizi essenziali. Inoltre, la chiusura delle frontiere e le barriere amministrative impediscono la fornitura efficace di servizi medici e la riabilitazione delle infrastrutture. Di qui l’appello alla comunità internazionale, affinché intervenga e fornisca un sostegno sostanziale per affrontare la crisi umanitaria a Gaza. Viene chiesta l’immediata rimozione del blocco su Gaza, la protezione degli operatori umanitari e l’accesso immediato alle forniture e ai servizi essenziali per la popolazione di Gaza. (Diogenenews 31/07/2024)


Siccità in Sicilia, aumentano le adesioni per la manifestazione popolare del 2 agosto ad Agrigento

Diogenenews 31/07/2024: “In vista della manifestazione popolare del 2 agosto per l’emergenza idrica ad Agrigento, continuano ad aumentare le adesioni. La popolazione locale, esausta per la continua carenza d’acqua e la gestione inefficiente delle risorse idriche, ha deciso di scendere in piazza per far sentire la propria voce e chiedere interventi urgenti da parte delle autorità competenti”. Lo scrivono per il Cartello sociale di Agrigento don Mario Sorce, Alfonso Buscemi, Paolo Ottaviano e Gero Acquisto. “La situazione idrica nel capoluogo e anche in provincia – spiegano – è diventata insostenibile, con frequenti interruzioni del servizio e turni di distribuzione insostenibili. Questo ha spinto sempre più cittadini, associazioni e comitati locali a unirsi alla protesta nella speranza di ottenere soluzioni concrete nell’ immediato e in futuro stabili e durature”. “Al termine del corteo – annunciano – i cittadini di Agrigento si rivolgeranno al prefetto per sollecitare l’intervento delle autorità competenti. La crescente crisi, caratterizzata da frequenti interruzioni del servizio idrico e dalla scarsa quantità dell’acqua disponibile, ha spinto la popolazione a chiedere un’azione immediata e concreta”. “La richiesta di intervento al prefetto mira a coinvolgere le istituzioni regionali e nazionali, sperando in una rapida risoluzione della situazione critica che sta mettendo a dura prova la comunità. Di contro, i ritardi nella formazione della giunta comunale ad Agrigento stanno suscitando preoccupazione, soprattutto in relazione all’emergenza idrica che affligge la città”, aggiungano, denunciando che “la mancanza di un’Amministrazione locale pienamente operativa rallenta la capacità di risposta alle criticità e ostacola l’adozione di misure urgenti necessarie per affrontare la crisi. I cittadini e le associazioni locali temono che l’inerzia amministrativa possa aggravare ulteriormente la situazione, rendendo ancora più difficile garantire un approvvigionamento idrico adeguato e costante”. Gli organizzatori si dicono convinti che una grande partecipazione possa agevolare la presa di coscienza della reale crisi da parte di chi ha le responsabilità per potere prendere quelle decisioni che possono alleviare le sofferenze della popolazione e sciogliere quelle tensioni sociali che rischiano di montare sempre più anche per effetto delle condizioni climatiche di questi giorni. (Diogenenews 31/07/2024)


In Sudan colpito ancora l’ospedale di El Fasher, 25 feriti e 3 morti

Diogenenews 31/07/2024: L’ospedale saudita di El Fasher, in Sudan, dove Medici senza frontiere (Msf) fornisce assistenza chirurgica, è stato nuovamente colpito da un bombardamento. Venticinque persone sono rimaste ferite e tre sono morte, mentre la struttura è stata danneggiata ma rimane funzionante. È la decima volta che un ospedale viene attaccato nella città di El Fasher dall’inizio dei combattimenti nell’area, 80 giorni fa. L’ospedale saudita è la principale struttura rimasta in funzione a El Fasher per curare donne, bambini e feriti di guerra, dopo che il South Hospital è stato attaccato. Dal 10 maggio, oltre 2.170 feriti sono stati curati nelle due strutture e oltre 300 persone sono morte. Solo pochi giorni fa, sabato 27 luglio, i team di Msf e del Ministero della salute hanno risposto all’arrivo di 52 feriti all’ospedale saudita, tra cui 11 donne e un bambino. Undici di loro sono morti a causa delle ferite riportate. In oltre un anno di guerra, le équipe di Msf hanno documentato almeno 60 episodi di violenza e attacchi contro il proprio personale, beni e infrastrutture sanitarie, nonché violenze indiscriminate contro la popolazione civile di ogni genere, tra omicidi, torture e violenze sessuali ed etniche. Msf ha recentemente pubblicato il rapporto internazionale “A war on people. Il costo umano del conflitto e della violenza in Sudan” che descrive le orribili violenze perpetrate dalle parti in conflitto sulla popolazione civile in Sudan. (Diogenenews 31/07/2024)


Da inizio anno 32.765 persone sbarcate sulle coste italiane

Diogenenews 31/07/2024: Al 30 luglio sono 32.765 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 88.464 mentre nel 2022 furono 41.050. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Negli ultimi giorni sono state 485 (445 ieri e 40 oggi) le persone registrate in arrivo sulle nostre coste che hanno salire a 6.750 il totale delle persone arrivate via mare in Italia a luglio. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 23.420, mentre nel 2022 furono 13.802. Dei quasi 32.800 migranti sbarcati in Italia nel 2024, 7.042 sono di nazionalità bengalese (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (4.928, 15%), Tunisia (4.119, 13%), Guinea (2.143, 6%), Egitto (2.115, 6%), Pakistan (1.204, 4%), Mali (992, 3%), Sudan (983, 3%), Gambia (974, 3%), Eritrea (856, 3%) a cui si aggiungono 7.409 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. (Diogenenews 31/07/2024)


Commissione UE: il diritto alla riparazione delle apparecchiature diventa una direttiva europea. Due anni agli Stati per adeguarsi

Diogenenews 31/07/2024: Riparare gli oggetti difettosi anziché sostituirli a beneficio di un consumo più sostenibile e dei consumatori: questo il focus di una direttiva Ue entrata in vigore ieri, che ha come obiettivo di rendere più semplice la riparazione dei prodotti difettosi. Gli Stati membri hanno tempo fino al 31 luglio 2026 per recepire la direttiva nel proprio ordinamento nazionale, in modo tale per cui i produttori di apparecchiature come frigoriferi o smartphone dovranno offrire servizi di riparazione tempestivi ai consumatori a un prezzo ragionevole, come pure competitivo dovrà essere il prezzo dei pezzi di ricambio. Non sarà più ammesso il rifiuto alla richiesta del consumatore di riparare l’oggetto difettoso. A beneficio dei consumatori, una piattaforma europea di riparazione aiuterà a trovare facilmente l’assistenza, e si avrà il diritto di estendere di un anno la garanzia se si sceglie di far riparare anziché sostituire l’oggetto. In questo modo si produrrà una riduzione dei rifiuti, delle risorse e delle emissioni di gas serra. “Con il Green Deal europeo ci siamo posti l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero al mondo”, ha commentato Didier Reynders, commissario alla Giustizia. “Le nuove norme renderanno le riparazioni una realtà, e non più solo per la durata della garanzia legale, e ciò contribuirà allo sviluppo dell’intero ecosistema di riparazione, riutilizzo e rigenerazione”. (Diogenenews 31/07/2024)


La “povertà delle ferie” colpisce 40 milioni di lavoratori nell’UE, secondo un nuovo studio

Diogenenews 31/07/2024: Secondo un nuovo studio pubblicato dalla Confederazione europea dei sindacati (CES), nel 2022 due milioni di persone in più nell’Unione europea non potranno permettersi di andare in vacanza rispetto all’anno precedente. Mentre milioni di persone preparano le valigie per partire per le vacanze ad agosto, altri non possono permettersi una settimana di ferie, né nel proprio Paese né all’estero. “È anche pericoloso per i lavoratori, che hanno bisogno di tempo per riprendersi”, ha detto a Euronews la segretaria generale della CES Esther Lynch, aggiungendo che è “importante per affrontare il burnout e assicurarsi di tornare al lavoro rigenerati e riposati”. In un comunicato stampa con i risultati dello studio, Lynch ha aggiunto che “una vacanza non è un lusso, trascorrere del tempo con la famiglia è fondamentale per proteggere la salute fisica e mentale dei lavoratori, oltre a fornire esperienze preziose ai bambini”. (Diogenenews 31/07/2024)