Diogene – Agenzia 18/07/2024

Sos Mediterranee denuncia le violazioni della Libia sui diritti umani dei migranti con il silenzio del governo italiano

Diogenenews 18/07/2024: Il forum Trans-mediterraneo sulle Migrazioni, organizzato dal governo di Unità nazionale libico a Tripoli, non ha messo al centro delle sue discussioni la protezione della vita umana, il rispetto del diritto marittimo internazionale e delle convenzioni umanitarie. Questa la denuncia di Sos Mediterranee Italia, che da anni documenta episodi di violenza e gravi violazioni dei diritti dei migranti provenienti dalla Libia. “La Libia come garante di un ‘coordinamento integrato’ tra i paesi di origine, transito e destinazione ci preoccupa molto, dato che la situazione dei diritti umani in questo paese non è migliorata,” ha dichiarato Valeria Taurino, Direttrice generale di Sos Mediterranee Italia. Taurino ha inoltre criticato la Guardia Costiera libica, finanziata con fondi europei, per i suoi metodi spesso violenti nel tentativo di fermare le partenze. Secondo il diritto marittimo internazionale, un salvataggio dovrebbe portare i naufraghi da una situazione di pericolo a una di sicurezza, cosa che la Libia non può garantire, come confermato anche dalla sentenza della Cassazione sul caso ‘Asso Ventotto’ del 18 febbraio scorso. Le testimonianze raccolte dall’Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranee, raccontano di torture, privazioni e sistematiche violazioni dei diritti subite dai migranti in Libia. Taurino sottolinea che riportare i naufraghi in Libia non equivale a un salvataggio, in quanto vengono rimandati in un luogo dove la loro vita non è tutelata e mancano servizi essenziali come acqua, cibo, rifugio e cure mediche. In merito alla riduzione degli arrivi in Italia, Taurino ha espresso dubbi sui dati ufficiali del Ministero, ritenendoli parziali. “Molti migranti iniziano la traversata via mare, ma non arrivano in Italia a causa di naufragi o delle intercettazioni delle Guardie costiere libica e tunisina,” ha aggiunto. Secondo l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), dall’inizio dell’anno sono state riportate in Libia 9.578 persone. Le politiche italiane ed europee, mirate a fermare e contenere i flussi migratori verso l’Italia, spesso ignorano i diritti umani e le convenzioni internazionali. “La scorsa settimana, durante una missione di salvataggio, due imbarcazioni con uomini armati e dal volto coperto hanno terrorizzato i naufraghi,” ha riferito Taurino. “Chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai rappresentanti governativi di sollecitare il governo libico a rispettare i diritti umani e non a criminalizzare le organizzazioni umanitarie o respingere i migranti.” (Diogenenews 18/07/2024)


Il bilancio della Casa della Carità di Milano: crescono le richieste di aiuto

Diogenenews 18/07/2024: Casa, lavoro, sostegno legale e salute sono i principali bisogni espressi dalle 11.597 persone aiutate e ospitate lo scorso anno dalla Casa della Carità, “che ha potuto garantire i suoi servizi grazie a 156 lavoratrici e lavoratori, 129 volontarie e volontari e con il contributo di 19.185 donatrici e donatori”. È quanto emerge dal Bilancio di Sostenibilità 2023 della Fondazione, presentato oggi. Più in dettaglio, “sono cresciute le persone che si sono rivolte ai servizi diurni di via Brambilla” a Milano: 2.957 al centro di ascolto (+64,4%), 2.198 allo sportello di tutela legale (+58,1%), 1.336 a docce e guardaroba (+18%), 2.726 agli sportelli per la residenza fittizia (+30,9%). “Pur restando stabile il dato delle persone ospitate (460), sono aumentati i giorni di permanenza media a dimostrazione della maggiore vulnerabilità di chi è accolto alla Casa della Carità, che ha comportato percorsi più lunghi e articolati verso l’autonomia”. (Diogenenews 18/07/2024)


Telefono Azzurro: 2188 casi di richieste di aiuto per l’infanzia gestite nel 2023

Diogenenews 18/07/2024: Non solo la fotografia dei progetti messi in campo e degli obiettivi raggiunti nel 2023, ma un vero e proprio piano strategico che dà il senso dei tanti fronti di bisogno che emergono dall’ascolto quotidiano di bambini, adolescenti, famiglie ed educatori, e delle competenze e delle progettualità necessarie per mettere in campo risposte concrete ed efficaci per accompagnare e guidare le nuove generazioni verso un futuro sicuro, rendendoli consapevoli di rischi e pericoli che corrono online e offline. È questo quanto emerge dal bilancio sociale della Fondazione Sos Il Telefono Azzurro, presentato oggi a Roma, che mette in primo piano quella che è oggi “l’emergenza più drammatica (e più nascosta), quella della fragilità del benessere e della salute psicofisica di bambini e adolescenti che vivono in bilico tra il mondo reale e i tanti mondi del digitale che sono pieni di attrattive e di opportunità, ma anche densi di pericoli che giovani e giovanissimi non hanno ancora gli strumenti per affrontare”. I due anni di pandemia e i lunghi periodi di lockdown, poi la paura per le guerre in corso, le crisi ambientali ed economica stanno “amplificando tra i minori un disagio che era già presente”. A questo si aggiunge l’utilizzo delle tecnologie digitali, che “non comporta solo una trasformazione nel modo di comunicare, ma ha anche un importante impatto sulla salute mentale di tutti, compresi i giovanissimi”. Sono queste alcune delle nuove sfide che Telefono Azzurro si trova quotidianamente ad affrontare, per poter cogliere “la sfida di questi cambiamenti, per essere in grado di interpretarli mettendo come sempre al centro l’ascolto e la tutela dei minori, per trovare modelli di intervento innovativi idonei a fornire risposte concrete per accompagnare e guidare bambini e adolescenti verso un futuro sicuro, rendendoli consapevoli di rischi e pericoli che corrono online e offline”. “Abbiamo bisogno che di diritti di bambini e adolescenti si parli in maniera corretta, informata, scientifica. La velocità trasformativa del digitale modifica lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei ragazzi che si trovano a gestire, spesso da soli, forme di difficoltà e disagio, oltre a essere esposti a molti rischi”, ha spiegato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro: “Il senso di angoscia dei più giovani influisce sulle loro aspettative future e noi non possiamo lasciarli soli consentendo che i mondi digitali e i social network colmino le lacune delle reti familiari e le difficoltà delle scuole nello svolgere, con le famiglie, un ruolo educativo”. Per questo Telefono Azzurro si impegna a “implementare quella che è una vera e propria piattaforma per il rispetto dei diritti di bambini e adolescenti con strumenti, innovazione, studio, partecipazione e confronto multistakeholder per promuovere tutela e benessere psicofisico dei minori, per dare risposte certe a un futuro oggi troppo incerto”. Le voci e i dati che quotidianamente Telefono Azzurro accoglie dimostrano come le situazioni di disagio che l’infanzia vive hanno superato il “livello di guardia”: crescono esponenzialmente gli istinti suicidi, gli atti di autolesionismo anche gravi, i casi di depressione, le fughe da casa. Nel 2023 sono 2.188 i casi gestiti da Telefono Azzurro attraverso la linea gratuita per bambini e adolescenti 19696, una media di 182 casi gestiti ogni mese, circa 6 al giorno; 2.609 invece i casi gestiti dalla linea 114 Emergenza Infanzia, una media di 217 casi gestiti al mese, oltre 7 al giorno e 94 i casi di bambini scomparsi gestiti dalla linea 116000. (Diogenenews 18/07/2024)


In Grecia nei primi mesi del 2024 sbarcati 6400 minori migranti

Diogenenews 18/07/2024: Sono più di 6.400 i minori migranti entrati quest’anno in Grecia, un numero più che quadruplicato rispetto allo stesso periodo del 2023, questo il dato di Unhcr commentato da Save the Children che chiede maggiori tutele per i minori in fuga dalla guerra e dalla fame. L’analisi indica che tra gennaio e giugno 2024 circa 5.580 minori migranti sono arrivati via mare nelle isole greche del Mar Egeo, mentre circa 830 sono arrivati via terra (1.280 nello stesso periodo del 2023), uno su quattro di loro senza famiglia o senza un tutore legale (1.500 nello stesso periodo del 2023). “Non ci sono canali sicuri e legali per la migrazione. I bambini rischiano la vita. E quando arrivano a Kos, c’è una totale mancanza di servizi medici adeguati, anche la stessa struttura dell’isola è insufficiente per i suoi abitanti. Non c’è possibilità di esaminare le condizioni di salute o di fornire loro l’assistenza sanitaria di cui hanno bisogno”: queste le parole di Fileri Kyriaki, avvocato del Consiglio greco per i rifugiati, partner locale di Save the Children, che racconta di angoscia e paura di morire vissute dai bambini che viaggiano verso la Grecia, dove poi, ancora con i vestiti sporchi e bagnati, sono costretti a trascorrere anche 3 settimane in un container con del filo spinato intorno denominato “area sicura”, dove non è prevista nessuna attività. Save the Children e il Consiglio greco per i rifugiati lo scorso anno hanno rilevato che la maggior parte delle richieste di asilo dei minori non accompagnati in cerca di salvezza in Grecia sono state respinte, lasciandoli senza documenti legali ed esposti al rischio di abusi e sfruttamento. “I bambini e gli adolescenti che arrivano da soli in Grecia si trovano ad affrontare condizioni terribili che richiedono un’attenzione urgente, e il nuovo Patto dell’Ue potrebbe peggiorare ulteriormente una situazione già di per sé negativa”, dichiara Willy Bergogné, direttore e rappresentante Ue di Save the Children Europa. Assicurare l’assegnazione di un referente o di un tutore a ogni minore non accompagnato e separato fin dal primo giorno di permanenza nel Paese, e finanziare solidi servizi di protezione dell’infanzia per garantire la loro sicurezza e il loro benessere. Questo è quanto richiesto alle autorità greche da Save the Children e il Consiglio greco per i rifugiati che vogliono anche che siano migliorate le condizioni di vita nei centri chiusi ad accesso controllato per minori, facilitando l’accesso alla comunità ospitante e l’attuazione di protocolli di manutenzione e pulizia regolari per le strutture, oltre che la fornitura di attrezzature ricreative di base, miglioramento delle condizioni igieniche per ridurre i rischi per la salute. Per ultimo Save the Children chiede alle autorità responsabili dell’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, di dare priorità alla protezione dei minori e di adottare misure per affrontare e ridurre al minimo qualsiasi rischio che possa ledere i loro diritti. (Diogenenews 18/07/2024)


Afghanistan: 40 morti e 1500 bambini senza casa per le inondazioni

Diogenenews 18/07/2024: Circa quaranta persone sono morte e 1.500 bambini hanno perso le loro case nell’Afghanistan orientale a causa delle inondazioni dovute alle piogge violente. Lo dichiara Save the Children, sottolineando che l’Afghanistan sta vivendo la peggiore crisi umanitaria degli ultimi decenni. Due mesi dopo le inondazioni che hanno interessato il nord est del Paese causando 350 vittime, le forti piogge si sono abbattute sui distretti delle province di Nangarhar, Kunar, dove vivono circa 1,36 milioni di persone – di cui si stima che 858.000 siano bambini. Secondo le autorità de facto, a causa delle ultime alluvioni, sono rimaste ferite almeno 350 persone, mentre hanno subito danni ingenti circa 400 case così come l’ospedale per le infezioni e le malattie trasmissibili della città di Jalalabad. Queste cifre sono probabilmente destinate a subire variazioni con gli aggiornamenti delle operazioni di soccorso ancora in pieno svolgimento. Le violente piogge hanno danneggiato anche un centro di accoglienza allestito per le persone rimpatriate a Torkham, con ripercussioni sugli interventi sanitari di Save the Children e sugli spazi a misura di bambino. Più di 649.000 afghani sono rientrati dal Pakistan a partire dal settembre 2023, quando il Governo pakistano ha chiesto che tutti gli stranieri privi di documenti lasciassero il Paese. Quasi la metà dei rimpatriati sono bambini. Sono stati segnalati danni alle infrastrutture delle reti di telecomunicazione e diverse strade sono state interrotte, rendendo difficile l’accesso alle comunità colpite. (Diogenenews 18/07/2024)


Unicef, “il 90% delle persone a Gaza sono sfollate

Diogenenews 18/07/2024: “Il 90% delle persone a Gaza sono state sfollate da ottobre 2023. Molti sono bambini. I luoghi in cui le persone sono state costrette a spostarsi mancano di servizi di base e sicurezza. L’Unicef continua a chiedere la fine delle ostilità e un cessate il fuoco durevole”. È quanto si legge sul profilo X dell’Unicef.
Invece, sul profilo X dell’Unicef Libano, è stato postato quanto segue: “L’uccisione di altri 3 bambini in un bombardamento (ieri), mentre, secondo le notizie, stavano giocando di fronte le proprie case nel Sud del Libano, è terribile. I bambini devono essere protetti secondo il Diritto internazionale umanitario. I nostri pensieri vanno alle loro famiglie. Altri bambini sono a rischio finché la violenza continuerà”. (Diogenenews 18/07/2024)


Un anno eccezionale per il risparmio familiare francese, nel 2023 935,5 miliardi di euro

Diogenenews 18/07/2024: Una cifra record. Il risparmio delle famiglie francesi, collocato nei Livrets A, nei Piani di risparmio abitativo e negli altri Libretti di risparmio popolari, ha raggiunto i 935,5 miliardi di euro alla fine del 2023. In aumento del 7% rispetto al 2022, secondo la Banque de France, che ha appena ha pubblicato il rapporto 2023 sui prodotti di risparmio regolamentati per i quali lo Stato fissa i tassi di remunerazione. Il 2023 è stato un anno “eccezionale” proprio grazie alle misure di incentivazione messe in campo negli ultimi anni. I francesi hanno investito più di 61 miliardi di euro aggiuntivi nei loro prodotti di risparmio regolamentati nel 2023. Un livello senza eguali da più di dieci anni con record storici per due conti di risparmio: il Livret A e il Livret d’épargne populaire. Il Livret A è il prodotto di punta di questa gamma bancaria vigilata dallo Stato. Attira i risparmiatori grazie al suo tasso vantaggioso, aumentato al 3% nel 2023. Anche la Banque de France assegna la sua medaglia “olimpica” al Libretto di risparmio popolare. I depositi netti sono quasi triplicati nel 2023 in questo libretto riservato alle famiglie a basso reddito. Il suo massimale è stato alzato in ottobre e il suo tasso è ancora più interessante, ben al di sopra dell’inflazione con il 6% nella seconda metà del 2023. Ma attenzione, questo tasso è stato abbassato e scenderà al 4% ad agosto. La Banque de France aggiunge sfumature a questo successo. Tra i francesi aventi diritto, quasi 8 milioni non hanno aperto un Conto di Risparmio Popolare. Questi prodotti di risparmio regolamentati vengono utilizzati in particolare per finanziare l’edilizia sociale o le piccole e medie imprese. (Diogenenews 18/07/2024)


La povertà estrema a Cuba sale all’89%, un punto in più rispetto a un anno fa

Diogenenews 18/07/2024: L’Osservatorio Cubano dei Diritti Umani (OCDH) ha presentato il VII Rapporto sullo Stato dei Diritti Sociali a Cuba 2024, con risultati rivelatori sulla realtà cubana. L’organizzazione non governativa ha sottolineato nel documento che “l’89% delle famiglie cubane vive in estrema povertà”, un punto percentuale in più rispetto all’anno scorso e il 13% in più rispetto al 2022. Uno dei dati più significativi è quello che sottolinea che “7 su 10 cubani hanno smesso di fare colazione, pranzare o cenare a causa della mancanza di denaro o della scarsità di cibo”. Secondo il OCDH, “dove questa carenza alimentare si fa sentire di più è tra le persone di più di 70 anni”, con il 79% dei partecipanti al sondaggio. Aggiungono che “solo il 15% dei cubani è riuscito a fare i 3 pasti senza interruzioni”, una realtà tangibile nella grave crisi inflazionaria che sta attraversando l’isola. L’organizzazione menzionata indica che la problematica non si limita all’alimentazione, ma anche i cubani vedono compromessa l’integrità della loro quotidianità a causa della “scarsità di medicinali, della disoccupazione, che colpisce milioni di cubani, che vedono la loro vita passare tra vecchi appelli alla resistenza, e non attendono alternative diverse da “risolvere” o fuggire”. I dati non sono isolati dagli studi precedenti. L’anno scorso, la società DatoWorld, un riconosciuto osservatorio elettorale internazionale, ha indicato che Cuba è il paese più povero dell’America Latina. Il paese ha un tasso di povertà del 72%, un numero allarmante che lo colloca al primo posto tra i paesi della regione latinoamericana, secondo quanto trapelato dall’account ufficiale di X di DatoWorld. Lo scorso anno, inoltre, Cuba è stata classificata come il paese con l’economia più miserevole al mondo, secondo l’Indice Annuale elaborato dall’economista statunitense Steve H. Hanke, professore all’Università Johns Hopkins. (Diogenenews 18/07/2024)


Agenda 2030 sulla povertà, la Caritas chiede alla Svizzera un contributo maggiore

Diogenenews 18/07/2024: L’attuazione dell’Agenda 2030 per la sostenibilità è attualmente in discussione in una conferenza presso la sede delle Nazioni Unite a New York. Il focus è sulla riduzione della povertà nel mondo e sulla lotta alla fame: i due obiettivi principali dell’Agenda 2030. L’Agenda 2030 è un piano globale delle Nazioni Unite per promuovere lo sviluppo sostenibile e comprende 17 obiettivi (Obiettivi di sviluppo sostenibile, SDG) per combattere la povertà, la disuguaglianza e la povertà. degradazione ambientale. È stato adottato da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite nel settembre 2015 e la sua attuazione è prevista entro il 2030. Andreas Lustenberger di Caritas Svizzera partecipa alla conferenza in qualità di rappresentante della società civile svizzera e chiede alla Svizzera un maggiore impegno. “L’Agenda 2030 è stata adottata nove anni fa e mancano solo sei anni per raggiungere gli obiettivi. Attualmente la comunità globale ha raggiunto solo il 15% degli obiettivi prefissati”, spiega Lustenberger in un’intervista al portale di notizie kath.ch. Negli ultimi anni ci sono stati notevoli passi indietro su questioni come la povertà, la fame e la pace, tanto che la povertà globale, l’insicurezza alimentare e la violenza sono aumentate. I movimenti globali di rifugiati sono ai massimi storici. Caritas Svizzera, nota per la sua competenza nella lotta alla povertà e nella riduzione della fame, vuole sottolineare a New York la necessità che la Svizzera contribuisca maggiormente al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. «Contrariamente al dibattito attuale a Berna, i finanziamenti allo sviluppo non dovrebbero essere ridotti, bensì aumentati in modo significativo», sottolinea Lustenberger. È preoccupato per il dibattito sulla riduzione degli aiuti allo sviluppo e chiede che la Svizzera si assuma la propria responsabilità internazionale. “Da una grande prosperità derivano grandi responsabilità. La Svizzera deve investire di più, non di meno, negli aiuti internazionali”. (Diogenenews 18/07/2024)


Le azioni dei chip crollano in tutto il mondo per paura dei dazi Usa sulla Cina

Diogenenews 18/07/2024: I titoli tecnologici di tutto il mondo sono crollati a causa dei timori circa l’industria globale dei chip per computer. La svendita è avvenuta dopo la notizia secondo cui l’amministrazione Biden potrebbe essere intenzionata a inasprire ulteriormente le restrizioni sulle esportazioni di apparecchiature per semiconduttori verso la Cina. Hanno aumentato le preoccupazioni le dichiarazioni dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui Taiwan, il più grande produttore di chip, dovrebbe pagare di tasca propria per la propria difesa. Negli Stati Uniti, l’indice Nasdaq, fortemente incentrato sulla tecnologia, ha chiuso in calo del 2,7%, mentre anche i titoli azionari del settore dei chip sono crollati in Europa e in Asia. In Asia, il colosso della produzione di chip TSMC ha registrato un calo di oltre il 3% nelle contrattazioni mattutine di giovedì, mentre il produttore di apparecchiature per semiconduttori Tokyo Electron ha registrato un calo di circa il 9,5%. Ciò è avvenuto dopo che mercoledì Nvidia ha chiuso in ribasso del 6,6% a New York, mentre AMD ha perso oltre il 10%. In Europa, le azioni di ASML, produttrice di macchine per la produzione di chip, sono crollate di quasi l’11%. I cali sono avvenuti dopo che mercoledì Bloomberg News ha riferito che il governo degli Stati Uniti si sta preparando a imporre alla Cina le restrizioni più severe finora in materia di apparecchiature per la produzione di semiconduttori, se aziende come ASML e Tokyo Electron continueranno a concedere al Paese l’accesso alla loro avanzata tecnologia di chip (Diogenenews 18/07/2024)