Diogene Agenzia 12/04/2024

Residenza per i senzatetto, Roma riduce difficoltà amministrative

Diogenews 12/04/2024: La Giunta della Capitale ha adottato nuove normative per l’iscrizione anagrafica presso l’indirizzo virtuale situato in via Modesta Valenti, abrogando la precedente delibera di marzo 2017. Questa recente disposizione riduce la complessità amministrativa, permettendo ai cittadini di registrarsi direttamente presso l’anagrafe del loro Municipio di riferimento, fornendo solamente un indirizzo per essere contattati, eliminando l’obbligo di un intervento preliminare dei servizi sociali. Innovativamente, la delibera stabilisce anche che non è più ammissibile respingere una richiesta di iscrizione sulla base della necessità di cancellare un’iscrizione precedente. La procedura sarà trattata come un normale cambio di residenza. Inoltre, nei 15 municipi sarà disponibile un servizio di casella postale per ricevere e conservare la corrispondenza delle persone residenti in via Modesta Valenti, con un tempo di archiviazione massimo di due anni. Si organizzeranno seminari formativi sulle nuove procedure per i dipendenti del front office e per il personale dei servizi sociali. L’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, Barbara Funari, afferma: “Le modifiche introdotte sono il risultato di un’efficace collaborazione con la Prefettura, finalizzata a garantire un autentico diritto alla residenza in via Modesta Valenti, nel rispetto della sicurezza locale. Semplifichiamo l’iscrizione anagrafica all’indirizzo virtuale, eliminando la mediazione obbligatoria dei servizi sociali, un ostacolo che contraddiceva la legislazione nazionale. Con queste nuove direttive, standardizziamo l’accesso all’iscrizione in tutti i Municipi, trasformandolo da una concessione a un diritto effettivo, consentendo l’accesso a diritti essenziali come la salute, l’istruzione e il welfare, riconosciuti dalla nostra costituzione.” Andrea Catarci, assessore alle Politiche del Personale, al Decentramento, Partecipazione e Servizi al Territorio per la città dei 15 minuti, commenta: “La revisione delle modalità di iscrizione migliora la protezione e la sicurezza per le persone senza fissa dimora o in condizioni di evidente precarietà abitativa. Ora, senza la precedente necessità di intermediazione di enti pubblici o associazioni, sarà possibile iscriversi direttamente all’anagrafe competente, indicando un domicilio di contatto. Questo rappresenta un ulteriore passo avanti nel riconoscimento dei diritti fondamentali per gruppi vulnerabili, complementare agli sforzi della Direttiva 1/22 del Sindaco Gualtieri, che ha già permesso a altre 3500 persone in difficoltà abitativa di stabilire la residenza dove realmente vivono.” (Diogenews 12/04/2024)


Oxfam ai governi europei: contro povertà serve un’imposta sui grandi patrimoni

Diogenews 12/04/2024: Oxfam ha evidenziato oggi la difficoltà dei governi europei nell’introdurre misure fiscali più incisive sui cittadini più abbienti per finanziare le urgenti necessità sociali e combattere la crisi climatica, a causa dell’intensificarsi della fragilità sociale e dell’avvicinamento a un critico “punto di non ritorno” ambientale. In un evento di protesta organizzato insieme ad Avaaz e WeMove davanti al Parlamento europeo, è stata avanzata la proposta di una tassa sui grandi patrimoni in Europa. Applicando questa tassa allo 0,1% degli italiani più ricchi, circa 50.000 persone con patrimoni superiori a 5,4 milioni di euro, si potrebbero raccogliere annualmente tra 13,2 e 15,7 miliardi di euro. Questo tributo non influenzerebbe il 99,9% dei contribuenti, ma soltanto l’elite al vertice della piramide sociale, che ha visto aumentare la propria percentuale di ricchezza nazionale notevolmente dal 1995 al 2021. Misha Maslennikov, consigliere di Oxfam Italia per la giustizia fiscale, ha sottolineato la contraddizione tra la resistenza politica e la crescente richiesta popolare per maggiori risorse per servizi essenziali, come la sanità pubblica, l’istruzione e l’alloggio universitario. Un sondaggio recente mostra che quasi sette europei su dieci supportano l’aumento delle tasse sui più ricchi, e in Italia circa due terzi dei partecipanti a un sondaggio del 2021 hanno espresso favore per l’imposta sulle grandi fortune. In Italia, i più ricchi contribuiscono proporzionalmente meno al sistema fiscale rispetto ai cittadini con redditi più bassi: mentre la maggioranza versa tra il 40 e il 50% del proprio reddito in tasse e contributi, i miliardari pagano solo circa il 20%. A livello europeo, i più facoltosi sono anche tra i principali responsabili delle emissioni di CO2, con i cittadini nel top 1% più ricco che emettono 14 volte più CO2 rispetto a chi appartiene al 50% più povero. La proposta di una tassa sui grandi patrimoni è vista anche come un modo per i più ricchi di contribuire a risolvere la crisi climatica, supportando gli sforzi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e promuovendo una transizione ecologica equa. Oxfam in Italia ha lanciato una raccolta firme per l’iniziativa dei cittadini europei #TaxTheRich, che sostiene l’introduzione di tale imposta. Per aderire, è possibile visitare il sito www.oxfamitalia.org. (Diogenews 12/04/2024)


Migranti, 16091 sbarchi in Italia. L’appello di Save the Children contro i naufragi

Diogenews 12/04/2024: L’incremento delle migrazioni via mare continua a segnare significativi cambiamenti demografici e tragedie umanarie nel Mediterraneo. Quest’anno, fino ad oggi, hanno raggiunto le coste italiane 16.091 migranti, una cifra inferiore rispetto ai 31.358 dello stesso periodo dello scorso anno, ma superiore ai 7.928 del 2022, come riferito dal ministero degli Interni. Solo ad aprile, le persone arrivate via mare sono state 4.675. La maggior parte dei migranti proviene da Bangladesh, Siria, Tunisia, Guinea ed Egitto, ma anche da altre nazioni come Pakistan, Mali, Gambia, Sudan e Costa d’Avorio. Parallelamente, il costo in termini di vite umane continua a essere devastante. Save the Children ha riportato che, solamente ieri, nove persone, inclusi una neonata e un giovane ragazzo, sono morte cercando di raggiungere Lampedusa, con almeno una quindicina di dispersi. Questi tragici eventi portano a circa 400 il numero di morti e dispersi nel solo Mediterraneo Centrale quest’anno, confermando questa rotta come una delle più pericolose al mondo. Le perdite non si limitano all’Italia; una simile tragedia è stata registrata anche in Grecia, dove tre bambine hanno perso la vita in mare. Nel frattempo, discussioni sul rafforzamento della protezione dei confini si tengono in Europa, mentre famiglie e giovani continuano a perdere la vita nel tentativo di sfuggire a guerre, fame e violenze. Giorgia D’Errico, direttrice delle Relazioni istituzionali di Save the Children, ha sottolineato l’urgente necessità di porre al centro delle politiche nazionali ed europee la salvaguardia della vita umana. L’organizzazione continua a richiedere una responsabilità condivisa tra gli Stati membri e le istituzioni europee per la creazione di un sistema coordinato di ricerca e soccorso. Inoltre, si auspica l’implementazione di riforme che includano canali di migrazione regolari e sicuri, meccanismi di ricongiungimento familiare, corridoi umanitari e piani di evacuazione per coloro che sono costretti a fuggire da situazioni di estremo pericolo. Queste dinamiche sottolineano la complessità della gestione migratoria e la necessità di soluzioni compassionevoli e pragmatiche per affrontare sia l’aumento dei flussi migratori che le conseguenze mortali delle attuali politiche. (Diogenews 12/04/2024)


Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: restano 3819 casi in sospeso

Diogenews 12/04/2024: Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha rilasciato il suo rapporto annuale, annunciando notevoli avanzamenti nell’adempimento delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel corso del 2023. Il documento evidenzia che, grazie agli sforzi degli Stati membri, si sono conclusi 982 procedimenti, inclusi 180 casi di particolare rilievo che hanno necessitato di interventi specifici e talvolta estesi per prevenire future violazioni dei diritti umani. Alla fine dell’anno, rimanevano pendenti 3.819 casi, una cifra sostanzialmente invariata nonostante l’introduzione di numerosi nuovi casi trasmessi dal Comitato alla Corte. Il rapporto sottolinea una preoccupante assenza di progressi nei 2.566 casi ancora aperti contro la Federazione Russa. Tuttavia, si registra un crescente impegno nell’attuazione delle decisioni della Corte, con una partecipazione record degli Stati membri attraverso la presentazione di piani d’azione. Un contributo significativo è stato anche quello delle organizzazioni della società civile e delle entità umanitarie nazionali, il cui coinvolgimento è in aumento. Il rapporto dettaglia inoltre gli sforzi compiuti per assistere gli Stati membri nei loro processi di attuazione, mostrando un quadro di collaborazione attiva e di responsabilità condivisa per il rispetto e la promozione dei diritti umani in Europa. (Diogenews 12/04/2024)


In Colombia El Niño provoca siccità, acqua razionata a Bogotà

Diogenews 12/04/2024: Un grave fenomeno di siccità, aggravato dall’evento climatico El Niño, ha ridotto i livelli d’acqua nei serbatoi di Bogotà ai minimi storici degli ultimi decenni, costringendo circa dieci milioni di abitanti della capitale colombiana a un severo razionamento idrico. L’amministrazione locale ha diviso l’area metropolitana in nove zone, ciascuna delle quali subisce un’interruzione dell’acqua per 24 ore a rotazione, escludendo strutture critiche come ospedali e scuole. Il sindaco Carlos Fernando Galán, descrivendo la situazione come disastrosa, ha esortato i cittadini a non sprecare neanche una goccia d’acqua, sottolineando che un uso responsabile potrebbe portare a una revoca o riduzione più veloce delle restrizioni. Le misure sono entrate in vigore giovedì, e verranno rivalutate ogni due settimane. La mancanza di precipitazioni e temperature insolitamente elevate hanno prosciugato i bacini idrici della Colombia, incluso il bacino di Chuza, che fornisce circa il 70% dell’acqua della città e ora opera sotto al 17% della sua capacità, il livello più basso in 40 anni. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha risposto alla crisi annunciando su Twitter/X un piano per proteggere le risorse idriche nei prossimi 30 anni e ha messo in guardia contro l’urbanizzazione indiscriminata e lo sfruttamento delle falde acquifere da parte di agricoltura e costruzioni. I cittadini hanno ridotto significativamente il loro consumo quotidiano d’acqua, limitando attività come lavare l’auto e accorciando la durata delle docce. La crisi idrica di Bogotà è solo un esempio di come le carenze idriche, spesso legate a fenomeni come El Niño e al cambiamento climatico, stiano affliggendo anche altre grandi città come Città del Messico e Montevideo. Gli esperti collegano questi eventi non solo a variazioni climatiche naturali ma anche a cause antropogeniche come la rapida urbanizzazione e l’inadeguatezza delle infrastrutture idriche. Inoltre, il riscaldamento globale, con un aumento di circa 1,2°C dall’inizio dell’era industriale, sta exacerbando la situazione, aumentando l’evaporazione e peggiorando le condizioni di siccità a livello mondiale. Questi problemi persistono come una chiamata urgente per azioni globali decise nella riduzione delle emissioni e nella gestione sostenibile delle risorse naturali. (Diogenews 12/04/2024)


Fondo povertà 2024, scade il 22 aprile il primo anno di monitoraggio delle risorse

Diogenews 12/04/2024: L’Ufficio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha recentemente rilasciato un comunicato essenziale riguardo la prossima scadenza per il controllo della spesa relativa al Fondo Povertà per l’anno 2024. Questo fondo è stato creato con l’obiettivo di mitigare le condizioni di povertà e di esclusione sociale attraverso il finanziamento di programmi e servizi che migliorino la vita di individui e famiglie in difficoltà. Tali programmi includono il supporto a nuclei familiari in crisi economica, aiuti per le persone senza dimora, iniziative per l’inclusione sociale e lavorativa, oltre all’accesso a servizi educativi e sanitari fondamentali. Il Fondo Povertà 2024 sta per entrare nella fase di monitoraggio, con la data limite del 22 aprile 2024 per completare l’analisi della spesa al 31 dicembre 2023. Questo controllo sarà esteso a coprire le attività degli anni 2018 fino al 2021, includendo diverse categorie di finanziamento come la Quota Servizi, la Povertà Estrema e la Care Leavers. Per agevolare questo processo, è stata introdotta una specifica funzionalità nella Piattaforma Multifondo, permettendo ai vari Ambiti Territoriali Sociali (ATS) di registrare le spese sostenute fino alla fine del 2023. È importante sottolineare che i dati inseriti devono riflettere l’ammontare totale delle risorse disponibili al 31 dicembre 2023, considerando sia le cifre già note a settembre sia quelle dei mesi finali dell’anno. Inoltre, non è permesso inserire cifre inferiori a quelle già documentate in precedenza. Qualsiasi rettifica, come la riduzione delle spese o correzioni di errori materiali, deve essere comunicata via email entro il 12 aprile, dettagliando le ragioni di tali cambiamenti. Ciascun ATS deve fornire dettagli riguardanti le risorse effettivamente impiegate alla fine del 2023, le risorse ancora da allocare con le relative motivazioni, e le date previste per il loro impiego. È anche necessario specificare le somme liquidate e la data prevista per il completamento della spesa. Modifiche ai dati possono essere richieste solo entro oggi, 12 aprile, altrimenti non saranno accettate. È cruciale che tutti gli ATS carichino i dati necessari sulla Piattaforma Multifondo entro il 22 aprile 2024. Dopo questa data, non sarà possibile effettuare ulteriori aggiustamenti. Nel caso in cui i dati non vengano forniti entro il termine stabilito, verrà assunta una spesa attestata a zero euro, il che innescherà procedure di controllo da parte del Ministero. Il comunicato è stato inoltrato anche alle Regioni e all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), con l’invito a promuovere la diffusione del messaggio e ad adottare le misure necessarie per assicurare il rispetto degli obblighi richiesti. (Diogenews 12/04/2024)


L’Italia ha tagliato in un anno 631 milioni della Cooperazione allo Sviluppo

Diogenews 12/04/2024: L’assistenza pubblica allo sviluppo (APS) fornita dai paesi più sviluppati sta mostrando segni di stallo, con un modesto incremento del 1,8% nel 2023, alimentato principalmente dal supporto alla crisi in Ucraina, mentre mancano nuovi iniziative per assistere le nazioni meno fortunate colpite da guerre, carestie e crisi climatiche. In questo scenario di generale stagnazione, l’Italia si distingue, purtroppo, per un regresso piuttosto che per progressi. Infatti, l’APS italiano ha visto una riduzione da 0,33% a 0,27% del Reddito Nazionale Lordo dal 2022 al 2023, con un taglio significativo di 631 milioni di dollari. È rilevante notare che un terzo di questi fondi è stato utilizzato per l’accoglienza dei richiedenti asilo all’interno del territorio nazionale, piuttosto che per supportare lo sviluppo nei paesi di origine degli immigrati. I dati preliminari del 2023 del Comitato per l’Aiuto allo Sviluppo dell’OCSE mostrano un impegno complessivamente debole da parte dei paesi ricchi, che hanno destinato in media solo lo 0,37% del loro reddito agli aiuti, con un aumento marginale rispetto allo 0,36% del 2022. Nonostante l’obiettivo dello 0,70%, i 21 paesi donatori dell’Unione europea hanno raggiunto una media dello 0,52%, contribuendo con 92,6 miliardi di dollari, che rappresenta il 41% del totale, mentre gli Stati Uniti hanno contribuito con il 30%. L’Italia, che già non brillava, ha fatto ulteriori passi indietro, soprattutto nel sostegno bilaterale diretto ai singoli paesi, con una riduzione drastica del 25% in un anno, mentre l’aiuto tramite agenzie internazionali ha subito un calo del 15,5%. Anche se il governo di Giorgia Meloni ha proclamato l’intenzione di “aiutare gli africani a casa loro”, gli aiuti bilaterali destinati ai Paesi africani sono scesi da 515 milioni nel 2022 a 351 milioni nel 2023, una diminuzione del 32%. Gli aiuti ai Paesi a basso tasso di sviluppo (LDC) hanno visto una riduzione ancora più marcata del 30%, e i fondi per affrontare gravi crisi umanitarie sono diminuiti del 36%. Si evidenzia inoltre una tendenza crescente nell’utilizzo di fondi destinati allo sviluppo estero per coprire le spese di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia, che hanno raggiunto 1.609 milioni nel 2023, rappresentando oltre un quarto del totale dell’aiuto pubblico italiano. La Campagna 070, sostenuta da Oxfam, ha espresso un giudizio severo sulla gestione degli aiuti italiani, accusando il paese di non mantenere gli impegni presi, soprattutto verso l’Africa e i paesi più vulnerabili. Ivana Borsotto, presidente di Focsiv e portavoce della campagna, ha chiamato il governo e il parlamento a dimostrare maggiore coerenza e determinazione nel rivedere i propri obblighi finanziari nella prossima Legge di Bilancio, al fine di ripristinare la credibilità e la responsabilità dell’Italia nel contesto globale. (Diogenews 12/04/2024)


Un suicidio ogni tre giorni in carcere. Il dossier di Antigone “Nodo alla gola”

Diogenews 12/04/2024: Dall’inizio dell’anno corrente, le prigioni hanno registrato un tragico aumento dei suicidi, con 29 detenuti che hanno deciso di porre fine alla propria vita, risultando in un tasso medio di un suicidio ogni tre giorni. Questo allarmante dato è stato rivelato durante una presentazione al Senato da parte di volontari di Antigone, un’organizzazione dedicata ai diritti e alle garanzie nel sistema penale. La situazione potrebbe segnare il 2024 come uno degli anni più bui per le strutture carcerarie italiane, superando il precedente record di 84 suicidi nel 2022. Durante l’audizione sul Rapporto sulla situazione carceraria del 2023, è emerso chiaramente che la maggior parte delle persone che hanno commesso suicidio in carcere appartiene a gruppi estremamente marginalizzati e vulnerabili, tra cui stranieri, persone con dipendenze o disturbi psichiatrici, e detenuti che si trovavano da poco tempo in detenzione o che erano vicini alla liberazione. La distribuzione geografica dei suicidi abbraccia l’intero territorio nazionale, con casi segnalati da nord a sud, evidenziando un problema diffuso e sistemico. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ha sottolineato le criticità legate al sovraffollamento: le carceri italiane ospitano attualmente oltre 61.000 detenuti, ben al di sopra della capienza regolamentare di circa 51.000 posti. Questa situazione è aggravata dal fatto che circa 3.500 posti risultano inutilizzabili, creando condizioni ancora più difficili per i detenuti. Il sovraffollamento non solo pone sfide logistiche, ma complica anche il lavoro degli operatori carcerari, che faticano a fornire attenzioni personalizzate ai detenuti. Questo problema è particolarmente acuto in Lombardia, dove il tasso di affollamento raggiunge il 200%, il doppio della capacità regolamentare. Le restrizioni di spazio hanno inoltre un impatto negativo sull’offerta educativa nelle prigioni, con aule scolastiche trasformate in dormitori, compromettendo i diritti fondamentali dei detenuti e la qualità dell’istruzione, che è cruciale per ridurre il tasso di recidiva. Anche i centri di detenzione per minori sono sovraccarichi, con un numero di detenuti che supera ora i 500, ben oltre la capacità mai raggiunta in passato di 350-400. In conclusione, l’appello di Gonnella è stato un invito a riflettere sul vero significato della pena, come delineato nell’articolo 27 della Costituzione Italiana, redatto da coloro che hanno sperimentato direttamente gli effetti della detenzione. Diogenews 12/04/2024)


Myanmar, metà popolazione in povertà a causa della guerra

Diogenews 12/04/2024: Oggi, il Myanmar si trova di fronte a gravi problemi di insicurezza, carenza d’acqua e insufficienza alimentare, circostanze che hanno suscitato appelli urgenti dalle Nazioni Unite per la protezione dei diritti umani e la sicurezza dei civili. Per l’anno 2024, si prevede che circa 18,6 milioni di persone nel paese necessiteranno di assistenza medica d’emergenza, segnando un incremento drastico rispetto ai dati del febbraio 2021. In aggiunta, la crisi ha colpito duramente le donne e le ragazze, con 9,7 milioni di loro in urgente bisogno di aiuti vitali. Anche l’educazione è stata fortemente compromessa, influenzando circa 12 milioni di studenti negli ultimi tre anni. L’anno 2023 ha visto un allarmante aumento del 270% nelle morti e ferite causate da mine terrestri e altri ordigni esplosivi rispetto al 2022, con più di mille vittime registrate a livello nazionale. I conflitti continui tra le forze armate del Myanmar e l’esercito dell’Arakan hanno reso le zone residenziali teatri di intensi bombardamenti aerei. Questa situazione è esacerbata dalla crescente penuria d’acqua, come sottolineato da Stéphane Dujarric, portavoce del Segretario Generale, durante un recente aggiornamento sulla situazione del paese. La sicurezza alimentare rimane una preoccupante sfida a causa dell’inflazione dei prezzi e della limitata disponibilità di beni nei mercati. L’ONU prevede che il conflitto, che è intensificato dal 2021, continui a degenerare, influenzando negativamente sia il Myanmar che la regione circostante. Lisa Doughten, direttrice della Divisione Finanziamenti e Partenariati dell’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari, ha rivelato che circa 2,8 milioni di persone sono state costrette a sfollare, la maggior parte delle quali a seguito del colpo di stato militare. La fame è un problema crescente che minaccia di causare malnutrizione tra bambini e donne incinte, come indicato in una recente sessione del Consiglio di Sicurezza. Khaled Khiari, Sottosegretario Generale per il Medio Oriente, l’Asia e il Pacifico, ha enfatizzato la necessità di terminare la campagna militare di violenza e repressione politica in Myanmar. Ha inoltre esortato a creare condizioni che permettano alla popolazione di esercitare liberamente e pacificamente i propri diritti umani. Infine, è emerso che il Myanmar si sta rapidamente trasformando in un centro globale per la produzione di metanfetamine e oppio, nonché per la diffusione di truffe informatiche, particolarmente nelle aree di confine. Questi sviluppi hanno trasformato quello che era un problema criminale regionale nel sud-est asiatico in una crisi globale che coinvolge traffico di esseri umani e commercio illecito. (Diogenews 12/04/2024)


Un terzo delle donne latinoamericane vorrebbe avviare un’impresa per sfuggire alla povertà

Diogenews 12/04/2024: In America Latina, un terzo delle donne e oltre un terzo degli uomini aspirano a diventare imprenditori, mentre circa un quarto degli adulti sono già coinvolti in nuove iniziative imprenditoriali, secondo l’ultimo report dell’associazione GEMMA. Tra questi, Dana Araque, una produttrice di cacao colombiana, e Greicy Campos, una designer dominicana, entrambe supportate dalla Fondazione BBVA Microfinanza, hanno condiviso le loro esperienze in occasione della Giornata mondiale dell’imprenditorialità, celebrata il 16 aprile, per illustrare come hanno superato la povertà. Dana Araque, cresciuta a San Vicente de Chucurí, un’area rurale della Colombia notoriamente afflitta da violenze e spostamenti forzati, ha trovato nella coltivazione del cacao un mezzo di pace e di sostentamento. Dall’infanzia, Dana ha lavorato nei campi di cacao della sua famiglia, imparando tecniche agricole e di controllo dei parassiti. “Il cacao per noi è il frutto della pace”, ha affermato Dana, sottolineando come questa coltura sia diventata un’alternativa sostenibile alla coltivazione di piante illecite. Nonostante le difficoltà economiche, con l’assistenza di Bancamía, parte della Fondazione BBVA, ha ricevuto tre piccoli prestiti che le hanno permesso di espandere la sua attività di produzione e vendita di cioccolato. Oltre a gestire la sua impresa, Dana è attiva in un’associazione che supporta donne rurali vittime del conflitto armato, incoraggiandole a perseguire i propri sogni nonostante le sfide. Dall’altra parte dei Caraibi, Greicy Campos, una designer dominicana, ha trasformato un hobby iniziato all’età di otto anni in una fiorente attività di moda. Con il supporto del Banco Adopem, un altro ente della Fondazione BBVA, Greicy ha potuto sostenere le spese universitarie delle sue figlie e allo stesso tempo contribuire all’ambiente. La sua specialità è la lavorazione della fibra di lillà, una pianta acquatica invasiva che minaccia l’ecosistema fluviale. Greicy raccoglie personalmente il lillà, segue un meticoloso processo di pulizia e asciugatura che dura 15 giorni, per poi trasformarlo in borse, portafogli, cappelli e lampade. Il suo impegno ambientale e la qualità del suo lavoro le hanno valso numerosi riconoscimenti e contratti con designer per creazioni esclusive. Oltre a gestire la sua impresa, Greicy ha istruito oltre 300 donne, aiutandole a diventare economicamente indipendenti. Queste storie di Dana e Greicy non solo mettono in luce il potere trasformativo dell’imprenditorialità nella lotta alla povertà, ma evidenziano anche come l’innovazione e la perseveranza possano generare significativi cambiamenti sociali ed economici. La loro esperienza dimostra che attraverso l’imprenditorialità, è possibile non solo migliorare le proprie condizioni di vita ma anche quelle della propria comunità. (Diogenews 12/04/2024)