martedì, Gennaio 20, 2026

Diogene – Agenzia 09/08/2024

In memoria della tragedia di Marcinelle, per i diritti dei lavoratori

Diogenenews 09/08/2024: “Una tragedia immensa, umana. Parla di morti sul lavoro, ma è anche un po’ uno spartiacque perché da quel momento è cambiata la relazione tra Italia e Belgio. L’Ue ha avuto uno slancio, proprio a partire dall’Unione sul carbone e sull’acciaio”. Sono parole – riferite dalle agenzie – dell’ambasciatrice italiana in Belgio, Federica Favi, pronunciate a margine della odierna cerimonia per la strage di Marcinelle, al Bois du Cazier. “Credo che da questo posto, così emozionante per tutti, da questa giornata, sia nata l’Europa”, ha aggiunto Favi. “L’agosto di 68 anni fa nella miniera di Marcinelle, in Belgio, morirono 256 lavoratori. Di questi 136 erano italiani emigrati per lavoro, impegnati, insieme ad altri milioni di persone, a far risorgere l’Italia dalle ceneri della Seconda guerra mondiale. Nel loro ricordo rendiamo onore a tutte le vittime sul lavoro”. Il messaggio consegnato ai social è del segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. “Occorre mettere in atto buone politiche per garantire la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, contrastare tutte le forme di sfruttamento lavorativo, favorire il rientro dei giovani italiani costretti ad emigrare per valorizzare i loro talenti, gestire l’immigrazione in forma equilibrata, nel segno dell’integrazione e dell’inclusione sociale”. “Praticare la memoria è assolutamente necessario per evitare che tragedie come quella accaduta qui a Marcinelle, nel 1956, si possano ripetere”. Lo dichiara la segretaria confederale della Cgil, Lara Ghiglione, presente alla cerimonia di Marcinelle. “Salvaguardare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori è una nostra fondamentale prerogativa. Sappiamo che ancora oggi, precarietà e ricattabilità nel lavoro, profitto a tutti i costi, insufficienza di personale per effettuare i controlli sono la causa dei tanti infortuni e morti sul lavoro”. Fare memoria “dei lavoratori morti nel 1956 è importante perché ci ricorda che lo stesso ethos di sfruttamento è ancora oggi presente nei luoghi di lavoro”: lo afferma la segretaria generale dei sindacati europei (Etuc), Esther Lynch, presente al Bois du Cazier per la commemorazione delle vittime della miniera. “Migliaia di lavoratori perdono la vita sul luogo di lavoro in incidenti che avrebbero potuto e dovuto essere prevenuti”. La ricorrenza consegna “l’impegno come sindacati e come lavoratori insieme per proteggere i diritti acquisiti ma anche per lottare per nuovi importanti diritti”. (Diogenenews 09/08/2024)


Basta bambini in carcere – Appello dell’UNICEF Italia alle forze politiche

Diogenenews 09/08/2024: Nell’Aula della Camera dei Deputati si è assistito ad un dibattito sul tema delle madri detenute con i bambini in carcere. Il Parlamento non è riuscito ad esprimere una posizione comune a favore dei diritti di bambine e bambini vittime innocenti. Con l’approvazione del Decreto “Carceri” la maggioranza ha modificato le norme del codice penale che prevedevano l’obbligo di rinvio della pena per le donne in gravidanza o con figli di età inferiore ad 1 anno, rendendo facoltativa la tutela finora vigente, che ora viene affidata alla discrezionalità del giudice. Nei giorni scorsi l’UNICEF Italia aveva sottolineato la necessità di trovare un accordo bipartisan per individuare una soluzione adeguata a rendere concreta la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, senza alcuna discriminazione di sorta, sostenendo la necessità di finanziare le Case famiglia protette ed evitare che i bambini siano costretti a vivere in carcere con le madri. Ma l’appello è rimasto inascoltato. Il diritto vivente dovrebbe essere capace di cogliere e accogliere le istanze della cultura giuridica e i diritti umani fondamentali. I diritti dei bambini e delle bambine dovrebbero essere al di sopra di ogni generalizzazione o strumentalizzazione e ognuno dovrebbe riconoscerne e sostenerne l’inviolabilità. (Diogenenews 09/08/2024)


Decreto carceri: Fp Cgil, una legge per pochi “eletti”

Diogenenews 09/08/2024: “Il Decreto Carceri coglie l’occasione, ancora una volta, per affermare una visione proprietaria degli apparati dello Stato per elargire fino a 200 euro al mese per 13 mensilità ad alcuni “eletti” all’interno di una categoria ben più ampia di lavoratori di pari qualifica e dipendenza che pure svolgono lo stesso servizio”. Questo il commento di Florindo Oliverio, segretario nazionale della Funzione Pubblica CGIL, a seguito dell’approvazione in via definitiva del Decreto a firma della Presidente del Consiglio e dei ministri di Giustizia, Economia e Pubblica amministrazione. Il decreto, infatti, prevede una “Indennità di specificità organizzativa penitenziaria” in favore di funzionari, assistenti e operatori, dipendenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della giustizia, in servizio presso gli istituti penitenziari, “al fine di riconoscere la specificità ed assoluta peculiarità dell’attività svolta nell’ambito penitenziario e al fine di compensare i carichi e le responsabilità organizzative gestionali”. “Noi siamo sempre, naturalmente, per aumentare le retribuzioni di tutti – sottolinea Oliverio – e non possiamo tacere che stavolta ci è mancato poco che, per giustificare la spesa di 10 milioni e mezzo di euro, non si indicassero i nomi e cognomi dei 3.400 destinatari sui 9.400 in organico del comparto funzioni centrali, che pure svolgono la propria attività “nell’ambito penitenziario” e con significativi “carichi e responsabilità organizzative gestionali”. La funzione dell’esecuzione penale dentro o fuori le mura di un carcere – prosegue – è infatti la stessa e, anzi, alla peculiarità di chi lavora in carcere fianco a fianco con i lavoratori del comparto sicurezza si sostituisce la complessità di dover gestire l’esecuzione delle pene in ambiente esterno senza il contenimento carcerario. Solo la visione di un uso proprietario del potere rende miopi di fronte a questa evidenza. E ancor più sprezzante delle regole appare il comportamento del ministro della PA che svuota progressivamente la contrattazione integrativa del ministero della giustizia elargendo cifre dal vago sapore clientelare mentre dichiara di non avere risorse per permettere un adeguato rinnovo del CCNL delle funzioni centrali. Siamo troppo abituati al governo che smentisce sé stesso nelle vicende contrattuali di questa stagione e per questo continueremo a difendere la contrattazione integrativa per tutte e tutti e a tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ad avere un rinnovo del contratto dignitoso”, conclude Oliverio. (Diogenenews 09/08/2024)


Cyber traffico: 650 indiani rimpatriati dalla Cambogia

Diogenenews 09/08/2024: Oggi il ministro degli Affari esteri indiano S Jaishankar ha affermato che il governo ha preso seriamente la questione del traffico di cittadini tramite reati informatici verso i paesi del sud-est asiatico. Intervenuto alla Lok Sabha durante l’ora delle domande, il ministro ha affermato che il governo centrale ha preso molto seriamente la questione del traffico informatico e che finora 650 cittadini indiani sono stati rimpatriati dalla Cambogia, mentre dal Myanmar il numero è stato di 415 e dal Laos di 548. In risposta a una domanda sul traffico informatico sollevata dal deputato del Congresso di Attingal, Adoor Prakash, Jaishankar ha osservato che il governo indiano ha sollevato la questione con i governi interessati a livello politico. Rispondendo a una domanda sul traffico informatico e sui cittadini indiani costretti a lavorare su questioni legate alle truffe informatiche nelle nazioni dell’Asia meridionale, l’EAM ha affermato: “Prendiamo la questione molto molto seriamente. Ne abbiamo discusso con tutti i governi interessati a livello politico. Finora, 650 cittadini indiani sono stati rimpatriati dalla Cambogia, 415 dal Myanmar e 548 dal Laos”. “Il governo comprende anche la gravità del problema. Questo è un problema per il quale dobbiamo essere molto vigili. Dobbiamo reprimere molto duramente. Quindi, ho anche allegato alla risposta l’elenco dei casi per stato negli ultimi tre anni, qual è il rapporto sulle azioni intraprese e qual è lo stato dei procedimenti legali in quei casi”, ha detto Jaishankar. Ha affermato che agli agenti di reclutamento i cui dettagli sono stati menzionati sul portale non sarà consentito continuare l’attività e che saranno avviate azioni penali nei confronti di coloro nei cui confronti vi siano prove di qualsiasi reato o violazione della legge. Interrogato sulle azioni intraprese dal governo contro le agenzie illegali che ingannano i cittadini indiani, Jaishankar ha detto: “Ci sono una serie di problemi in questo. I casi riguardanti la Russia sono in una categoria diversa. Lì (Russia), quei casi sono indagati dal CBI, sono in fase di indagine, i casi sono stati registrati e le persone sono state arrestate e saranno perseguite”. “Abbiamo anche casi riguardanti coloro che sono stati trafficati nel Sud-est asiatico per reati informatici. Sono una categoria diversa. Anche nei loro casi, abbiamo chiesto ai governi statali di avviare, in molti casi, azioni penali contro gli agenti, quando abbiamo informazioni contro di loro”. “La maggior parte dei casi”, ha detto, “in cui abbiamo inserito sul nostro portale gli agenti di reclutamento che abbiamo trovato in violazione della regola, ciò che fa è che non sarà loro consentito di continuare in questa attività e ovunque ci siano prove di qualsiasi criminalità o violazione della legge, saranno perseguiti e in molti casi, l’azione penale è in corso”, ha detto Jaishankar. All’inizio di luglio, il ministro degli Affari esteri S Jaishankar ha fatto visita al primo ministro del Laos. Durante il loro incontro, Jaishanakar ha sollevato la questione del traffico di cittadini indiani tramite centri di truffa informatica. Ha anche discusso di soccorso e salvataggio degli indiani con i ministri degli Esteri di Cambogia e Thailandia. In un post su X, aveva detto: “Durante la mia chiamata al Primo Ministro della Repubblica Democratica Popolare del Laos, ho sollevato la questione del traffico di cittadini indiani tramite centri di truffa informatica. Apprezzo la continua cooperazione del governo della Repubblica Democratica Popolare del Laos nel salvataggio e nel soccorso dei nostri cittadini. Ho anche discusso la questione con i Ministri degli Esteri di Cambogia e Thailandia”. (Diogenenews 09/08/2024)


Il leader del Belucistan chiede unità e sostegno internazionale per la liberazione del Belucistan

Diogenenews 09/08/2024: Hyrbyair Marri, importante leader baloch e capo del Free Balochistan Movement (FBM), ha lanciato un appello per l’unificazione e la liberazione del Belucistan pakistano. In una dichiarazione rilasciata sulla piattaforma social X, Marri ha tracciato dei parallelismi tra la divisione del Belucistan e l’unificazione storica della Germania dell’Est e dell’Ovest, esortando la comunità internazionale a sostenere la lotta del popolo Beluci. Marri ha sottolineato che il Belucistan, storicamente e culturalmente distinto, è stato diviso in Oriente e Occidente e ulteriormente frammentato in varie regioni controllate amministrativamente. Ha sottolineato che, proprio come un tempo il mondo sostenne l’unificazione della Germania, ora dovrebbe sostenere il popolo Beluci nella sua ricerca di libertà e unificazione. “Il popolo Baloch stesso, proprio come lo erano i tedeschi, dovrebbe essere in prima linea in questa lotta”, ha affermato Marri. Ha esortato il popolo Baloch a unirsi e a lavorare per la propria liberazione, affermando che il sostegno internazionale sarebbe naturalmente seguito a uno sforzo Baloch unificato. Marri ha anche sottolineato che il Belucistan appartiene di diritto al popolo Beluci e non dovrebbe essere governato da estranei, menzionando in particolare le comunità persiana e punjabi. Questa affermazione è un importante invito all’azione per la comunità Baloch e sottolinea le tensioni in corso nella regione. Il popolo Baloch cerca da tempo maggiore autonomia e riconoscimento, e l’appello di Marri all’unità e al sostegno internazionale potrebbe segnare una nuova fase nella loro lotta. Il Free Balochistan Movement è un convinto sostenitore dell’indipendenza del Belucistan, una regione ricca di risorse naturali ma segnata da conflitti e disordini politici. L’ultimo appello di Marri troverà probabilmente riscontro tra i nazionalisti baluci e potrebbe attirare l’attenzione internazionale sulla loro causa. (Diogenenews 09/08/2024)


Aumenta il costo dell’energia elettrica in Pakistan, famiglie a rischio povertà energetica

Diogenenews 09/08/2024: Con una mossa che probabilmente aumenterà le preoccupazioni finanziarie di molti pakistani, la National Electric Power Regulatory Authority (NEPRA) ha sancito un notevole aumento delle tariffe dell’elettricità. A partire dall’ultimo ciclo di fatturazione, la tariffa aumenterà di 2,56 rupie per unità, come parte dell’adeguamento mensile del carburante per giugno. Questa modifica riflette le recenti fluttuazioni nei prezzi del carburante e interesserà la maggior parte dei consumatori di elettricità. Tuttavia, i clienti Lifeline e quelli forniti da K-Electric non vedranno un aumento nelle loro bollette. La decisione arriva in un momento in cui molte famiglie stanno già lottando con l’aumento del costo della vita. L’aumento delle tariffe si aggiunge alle crescenti pressioni economiche affrontate dai consumatori pakistani, che sono alle prese con gli effetti combinati dell’inflazione e dei costi più elevati delle utenze. Con l’implementazione di questo aumento, NEPRA mira ad allineare i prezzi dell’elettricità agli attuali costi del carburante. Tuttavia, è probabile che l’impatto sui consumatori sia significativo, poiché l’aumento delle bollette elettriche aggrava le attuali sfide finanziarie. (Diogenenews 09/08/2024)


Commissione Ue: modifica al regime italiano di aiuti di Stato per sostenere gli investimenti in pannelli fotovoltaici nel settore agricolo

Diogenenews 09/08/2024: La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato, una modifica al regime italiano reso disponibile attraverso il Recovery and Resilience Facility “per sostenere gli investimenti in pannelli fotovoltaici nel settore agricolo”. Il regime – informa l’esecutivo di Bruxelles – è stato originariamente approvato dalla Commissione nel luglio 2022 e la sua modifica nel giugno 2023. “Il regime mira a sostenere le aziende agricole, di allevamento e agroindustriali a investire nell’uso di energie rinnovabili”. Il regime durerà fino al 31 dicembre 2026. L’Italia ha notificato una modifica al regime, vale a dire un aumento di bilancio di 785 milioni di euro, portando la dotazione complessiva del regime a 1,6 miliardi di euro. “La Commissione ha valutato il regime modificato alla luce delle norme dell’Ue sugli aiuti di Stato, in particolare dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Ue, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche a determinate condizioni, e gli orientamenti per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali”. La Commissione ha ritenuto che il regime modificato è “necessario, appropriato e proporzionato per garantire una crescita sostenibile del settore agricolo”. (Diogenenews 09/08/2024)


Sciopero dei “balneari” sulla questione delle concessioni

Diogenenews 09/08/2024: Questa mattina, i gestori degli stabilimenti balneari hanno ritardato l’apertura degli ombrelloni fino alle 9:30, in segno di protesta per la mancata risposta da parte del governo alla richiesta di un intervento legislativo riguardante le concessioni. Tuttavia, il settore si trova spaccato su questa iniziativa. Mentre Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti hanno deciso di mobilitarsi, altre associazioni come Assobalneari, Federbalneari e Cna si sono dissociate, definendo la protesta un’azione isolata. Nei lidi che hanno aderito, manifesti della protesta sono stati esposti visibilmente, e attraverso gli altoparlanti è stato diffuso l’annuncio della serrata, con gli ombrelloni che sono rimasti chiusi per due ore in segno di dissenso. L’astensione dal lavoro di oggi è scaturita dal silenzio del governo, che non ha risposto entro la pausa estiva alla richiesta di risolvere l’annoso problema delle concessioni balneari. Tuttavia, non tutti sono favorevoli alla mobilitazione: oltre alle associazioni contrarie, anche la politica è intervenuta con il vicepremier Matteo Salvini che ha rassicurato sul proseguimento delle trattative con l’Unione Europea, con l’obiettivo di ottenere una proroga e altre misure di supporto per il settore. Alcune voci contrarie alla protesta, come quelle di Assobalneari e La Base Balneare, si sono dichiarate contrarie allo sciopero, ritenendolo ingiusto nei confronti dei consumatori e preferendo altre forme di dialogo con le istituzioni. Queste associazioni sottolineano che è meglio sostenere la mappatura effettuata dal governo, che indica il 67% delle coste disponibili al libero mercato. Dall’altro lato, i sindacati che hanno promosso la serrata, come Fiba, hanno evidenziato che la loro protesta ha l’obiettivo di proteggere gli interessi dei balneari, soprattutto in vista della scadenza delle concessioni e delle possibili nuove normative imposte dall’Europa. In diverse località balneari d’Italia, la protesta ha avuto livelli di partecipazione variabili. Ad esempio, in Versilia, solo un quarto degli stabilimenti ha aderito alla serrata, con Lido di Camaiore come uno dei centri principali di partecipazione. Al contrario, a Fiumicino, i gestori hanno optato per una protesta simbolica, con un flash mob in mare senza chiusura degli ombrelloni, per richiamare l’attenzione sull’incertezza normativa che affligge il settore. Nonostante l’adesione significativa in alcune aree, altre realtà e associazioni come il Codacons hanno criticato la protesta, definendola un fallimento e sostenendo che ha creato solo divisioni all’interno della categoria e disagi per i consumatori. I prezzi degli stabilimenti balneari, che già hanno visto aumenti significativi negli ultimi anni, sono stati un ulteriore punto di critica, evidenziando che il business delle spiagge in Italia genera un giro d’affari molto rilevante, con differenze sostanziali tra le diverse regioni del Paese. Il dibattito sulle concessioni balneari resta aperto e continuerà nei prossimi mesi, con il governo che dovrà affrontare il tema nei futuri incontri. La questione rimane centrale non solo per i gestori degli stabilimenti, ma anche per l’intero settore turistico italiano. (Diogenenews 09/08/2024)


Siccità in Sardegna, chieso l’aiuto dell’Esercito

Diogenenews 09/08/2024: Nel 2023 irrigati a carciofo 2.975 ettari, nel 2024 solo 1.884. Il mais è passato da 1.612 a 1.068 irrigati quest’anno. Le ortive da 3.268 a 2.568. Il riso da 291 a 209. Seminativi ed erbai da 1.775 a 410. La superficie irrorata delle campagne del Sud Sardegna è passata da circa 20 mila ettari del 2023 ai 14mila dell’anno in corso: una riduzione di oltre seimila ettari. È l’ultima fotografia della lunga siccità scattata dal Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale (Cbsm): l’ente è in allarme rosso per la scarsità d’acqua. Anche in prospettiva dell’avvio della stagione autunnale, se non dovessero arrivare per tempo le piogge. Nelle ultime ore, 87 Comuni (su un totale di 377) hanno annunciato una richiesta di intervento dell’Esercito, non solo per fare fronte alla difficoltà nel reperire autobotti, vista anche la concomitanza della stagione antincendio boschivo, ma anche per mettere a disposizione mezzi per il trasporto dell’acqua nelle zone più difficili da raggiungere. «L’appello – spiega Efisio Perra, presidente del Cbsm – è al buonsenso di chi vive la campagna: gli agricoltori devono fare uno sforzo in più per salvaguardare questa stagione e risparmiare la risorsa idrica che purtroppo oggi vediamo essere limitata». Impresa obbligata quando l’ultimo monitoraggio, (31 luglio) sui 33 invasi dislocati in 16 zone idrografiche della Sardegna, è da preallarme siccità: la percentuale di riempimento è pari al 50,2% ( 21 punti al di sotto dello stesso periodo dell’anno scorso), 7% in meno rispetto a fine giugno 2024, pari a 132 milioni di metri cubi usciti ed evaporati nel volgere di 30 giorni. In termini assoluti, su 1.824 milioni di metri cubi invasabili, al 31 luglio ne sono disponibili solo 915,80 milioni mentre al 30 giugno erano 1.048,06 milioni, cioè il 57.4%. La sete si fa sentire di più nel Sulcis (35% nei bacini artificiali), ma c’è poca acqua invasata anche in Ogliastra, Baronia, in parte del nord Sardegna. Isole felici per il momento, rispetto alle altre, le zone idrografiche del Liscia in Gallura al 64%, e del Tirso (al 75,4%). (Diogenenews 09/08/2024)


Aumento preoccupante dei decessi per incidenti sul lavoro in Quebec, 20 operai morti da aprile

Diogenenews 09/08/2024: “Ci manca rigore, c’è molto lassismo in tema di salute e sicurezza sul lavoro, perché gli imperativi della produzione sono più importanti della vita dei lavoratori. Dovrebbe essere il contrario”, denuncia il responsabile della salute e sicurezza sul lavoro della FTQ-Construction, Simon Lévesque. Dalla fine di aprile, secondo un articolo di Le Journal, almeno 18 lavoratori sono morti sul posto di lavoro. Si tratta di un “numero anormalmente elevato di incidenti mortali sul lavoro”, ha allertato la Commissione per gli standard, l’equità, la salute e la sicurezza sul lavoro (CNESST) in una comunicazione inviata questa settimana ai partner. Già dall’inizio dell’estate l’ente pubblico temeva che in media si fossero verificati due incidenti mortali alla settimana. È stato lanciato un appello alla vigilanza a tutti i datori di lavoro e ai lavoratori per prevenire queste tragedie. Il CNESST ha quindi lanciato nuovamente l’allarme, constatando che la cupa serie di tragici eventi continua. Si è constatato che nei cantieri edili si sono verificati numerosi incidenti gravi o mortali, in particolare durante lavori che comportavano la circolazione di mezzi pesanti e camion. “Come mai vediamo ancora i lavoratori schiacciati dai macchinari? Questo perché consentiamo comunque alle persone di circolare dietro. Quando l’operaio si trova nell’angolo cieco di una macchina, è ovvio che incontrerà un pericolo e che questo incontro gli sarà fatale”, lamenta il signor Lévesque. Delle vittime decedute in un incidente sul lavoro, tre erano segnalatori stradali. “In quasi tutti i rapporti d’indagine del CNESST che leggiamo, citiamo spesso semplici misure che avrebbero potuto essere messe in atto per evitare queste tragedie”, afferma Dominic Lemieux, capo del sindacato che rappresenta più di 60.000 iscritti distribuiti in 600 luoghi di lavoro. “Le vittime diventano rapidamente statistiche”, aggiunge Lévesque. Ma per queste persone care, queste tragedie li seguiranno per sempre”. Ci ricorda anche che oltre alle famiglie distrutte, ci sono anche i testimoni di questi incidenti che, molto spesso, devono convivere con immagini atroci. “Vedere qualcuno morire schiacciato o cadere da più piani crea uno shock post-traumatico”, lamenta. (Diogenenews 09/08/2024)

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