450 mila casi di caporalato in Italia, a causa della legge Bossi-Fini
Diogenenews 06/03/2024: Marco Omizzolo, sociologo presso Eurispes e docente di Scienze Politiche all’Università La Sapienza, ha evidenziato come in Italia lo sfruttamento dei lavoratori, in particolare quelli immigrati, sia una pratica sistemica. Durante un webinar per la presentazione del suo studio “Sfruttamento e caporalato in Italia”, pubblicato da Avviso Pubblico per Rubettino editore, ha sottolineato che nel solo settore agricolo si registrano circa 450.000 casi accertati di sfruttamento. Ha attribuito gran parte della responsabilità a ciò che viene definita la legge Bossi-Fini, la quale facilita le attività dei trafficanti di esseri umani e mette gli stranieri in una condizione di ricatto potenzialmente mortale. L’indagine condotta da Omizzolo ha rivelato che il modello di sfruttamento in questione, presente in Italia da trent’anni, ha accelerato le attività criminali delle mafie, estendendosi da settori tradizionali come l’agricoltura e l’edilizia a nuovi ambiti, inclusi la Gig economy, la logistica, la sicurezza privata, la grande distribuzione, la cantieristica navale e l’assistenza domiciliare. Le ricerche e le indagini giudiziarie spesso scoprono condizioni di sfruttamento o semischiavitù, riconosciute anche dalle Nazioni Unite nel 2018. La legge Bossi-Fini, introdotta nel 2002, viene criticata per il suo “Sistema quote”, che limita l’ingresso regolare di cittadini stranieri per motivi di lavoro e rende difficile per chi è in situazione irregolare migliorare la propria condizione senza una sanatoria. Omizzolo ha inoltre descritto come, attraverso un sistema di reclutamento gestito dai trafficanti, i migranti si trovino ad accumulare debiti esorbitanti, sottoposti a minacce per sé e per le loro famiglie rimaste in patria. Una volta arrivati in Italia, i lavoratori immigrati si trovano intrappolati in una condizione di sfruttamento da parte dei datori di lavoro, che si avvantaggiano negando contratti adeguati, tagliando i salari fino al 70% o trascurando la sicurezza sul lavoro. Queste pratiche hanno già causato numerosi decessi e scomparsa di lavoratori, come il caso di Daouda Diane, un ivoriano scomparso nel 2022. Omizzolo ha poi denunciato le responsabilità del governo Meloni in materia, criticando la rimozione del magistrato Bruno Giordano e l’introduzione del “Decreto Cutro”, che ha eliminato procedure che permettevano ai migranti di regolarizzare la loro situazione. L’esempio positivo della cooperativa “Pietra di scarto” di Cerignola è stato citato come modello di buona pratica, dimostrando che è possibile conciliare legalità, profitti e diritti dei lavoratori. Infine, Omizzolo ha concluso che il sistema di sfruttamento, inizialmente applicato ai lavoratori immigrati, si sta estendendo anche ai lavoratori italiani, segnalando una tendenza preoccupante verso un modello di sfruttamento indistinto basato su discriminazioni razziali e classiste. (Diogenenews 06/03/2024)
A San Pietro più tensostrutture per accoglienza senzatetto in vista del Giubileo
Diogenenews 06/03/2024: Passeggiando intorno al Vaticano e a piazza San Pietro è possibile osservare la vita quotidiana dei numerosi senza tetto che si aggirano intorno a piazza San Pietro, inserendosi nel vivace flusso di persone composto da turisti, ristoranti e commercianti che caratterizzano l’area circostante il Vaticano. Lungo il colonnato storico ideato da Gian Lorenzo Bernini, è possibile notare cartoni posizionati a terra o incastrati nelle ringhiere, segni delle “postazioni” temporanee dove i senzatetto trovano rifugio, insieme a scarpe e contenitori per il cibo, mentre le coperte e i vestiti vengono spesso stesi sulle ringhiere, specialmente dopo le piogge. Sotto i portici di via della Conciliazione, valigie, zaini e altri effetti personali vengono accumulati, evidenziando la situazione di chi vive senza una dimora fissa. In previsione del Giubileo del 2025, l’amministrazione comunale di Roma sta lavorando per potenziare le strutture di accoglienza e assistenza per i senzatetto, con l’obiettivo di inaugurare altre quattro tensostrutture dedicate all’accoglienza delle persone svantaggiate per la durata dell’Anno Santo. Recentemente, è stato firmato un protocollo di intesa tra Asl Roma 1, il Comune di Roma, il Municipio Roma I e la polizia locale, finalizzato alla gestione degli interventi a sostegno delle persone senza fissa dimora affette da disturbi mentali e psicopatologie nel centro della città. Questo accordo, della durata di tre anni, prevede la creazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare per sviluppare e condividere procedure di intervento e di presa in carico, focalizzandosi in particolare sull’area del Municipio I, dove si registra un’elevata presenza di persone con fragilità psichiatriche, come spiegato dall’assessora alle Politiche sociali, Barbara Funari. Nonostante di giorno i senzatetto siano meno visibili a causa della folla di turisti che affolla la piazza, alcuni di loro, come una donna che indossa un improvvisato copricapo e scarpe fatte di tessuti e scotch, si muovono lentamente chiedendo l’elemosina. Alcuni senzatetto hanno espresso il desiderio di non essere fotografati per evitare di finire sui giornali. In alcuni punti della città, come in piazza della Città Leonina e via dei Corridori, è possibile notare piccoli accampamenti e oggetti personali ammassati vicino ai servizi pubblici e alle cabine telefoniche. Infine, in piazza del Sant’Uffizio, una donna è stata vista mentre stendeva i panni vicino a un negozio di souvenir, utilizzando un filo sostenuto da un ombrello per tenere i panni sollevati da terra. L’assessora Funari ha assicurato che, in vista del Giubileo, sono previste quattro nuove tensostrutture in diverse aree di Roma, con l’intento di incrementare i posti disponibili e di identificare localizzazioni idonee vicine a piazza San Pietro per rispondere alle esigenze delle persone senza fissa dimora presenti nell’area. (Diogenenews 06/03/2024)
La Costa d’Avorio e le scarpe per giocare a pallone da un dollaro e mezzo
Diogenenews 06/03/2024: La scorsa settimana, mentre i calciatori professionisti della Costa d’Avorio si rilassavano in un hotel di lusso in vista di un importante torneo africano, Yaya Camara giocava a calcio con i suoi amici su un campo polveroso, indossando i suoi fedeli sandali di plastica. Questi sandali, spesso considerati simbolo di povertà, sono indossati con orgoglio dai giovani calciatori come Camara, che li vede come uno strumento pratico e leggero per giocare nelle aree polverose e sabbiose tipiche della regione. Mentre le squadre africane di alto livello competono nella Coppa d’Africa con attrezzature costose, molti giocatori amatoriali preferiscono i lêkê, si chiamano così, per il calcio di strada, per la loro comodità e adattabilità ai terreni impervi. Questi sandali, diventati un’icona di stile e pragmatismo in Costa d’Avorio, sono onnipresenti tra i cittadini di ogni età, sia durante la stagione delle piogge che nelle occasioni quotidiane, tranne che in ufficio. L’origine dei lêkê risale al 1946, quando furono creati in Francia come soluzione per riutilizzare eccessi di plastica. Oggi, questi sandali sono prodotti localmente in Africa occidentale e venduti a basso costo, diventando una scelta popolare sia per il comfort che per il simbolismo culturale. Nonostante la loro fragilità, la loro popolarità non scema, rappresentando sia un’impegno verso il calcio che uno stile di vita. In vista di una partita importante, i tifosi e i giocatori amatoriali si preparano con entusiasmo, scegliendo i lêkê per supportare la loro squadra con orgoglio e comfort. Questo attaccamento ai sandali riflette un legame profondo con il calcio e la cultura ivoriana, dimostrando che la passione per il gioco trascende lo status sociale e le tendenze della moda globale. (Diogenenews 06/03/2024)
Usa: l’economia migliora ma non favorisce per le elezioni il Presidente Joe Biden
Diogenenews 06/03/2024: A otto mesi dalle elezioni, il sentimento degli americani sull’economia mostra segni di miglioramento grazie al calo dell’inflazione e alla stabilità del mercato del lavoro. Tuttavia, questo clima positivo non sembra riflettersi favorevolmente sulla percezione del presidente Biden. Un sondaggio recente delNew York Times indica che solo il 26% degli elettori registrati ritiene che l’economia sia in buone condizioni, un leggero aumento rispetto a mesi precedenti, ma l’approvazione dell’operato di Biden è diminuita. Nonostante l’inflazione abbia iniziato a rallentare e i salari siano cresciuti, superando l’aumento dei prezzi, molti cittadini non percepiscono ancora un miglioramento significativo della situazione economica. I prezzi elevati di beni di consumo e alimentari rimangono una preoccupazione per quasi due terzi degli intervistati. L’amministrazione Biden ha evidenziato la crescita economica, un tasso di disoccupazione inferiore al 4% negli ultimi due anni e record nel mercato azionario. Tuttavia, questi successi non sembrano influenzare positivamente l’opinione pubblica. Il 40% degli intervistati ritiene che l’economia sia peggiorata rispetto all’anno precedente, nonostante una leggera maggioranza consideri positiva la propria situazione finanziaria personale. Alcuni cittadini, come Mary Sandberg, non attribuiscono la colpa a Biden per le difficoltà economiche, puntando invece il dito contro le grandi aziende e le politiche dei repubblicani. Tuttavia, altri, come Katherine Besenty, esprimono frustrazione per la mancanza di miglioramenti tangibili nella loro situazione lavorativa e finanziaria, mettendo in dubbio il loro sostegno al presidente nelle prossime elezioni. Nonostante il clima di incertezza, c’è un cauto ottimismo per il futuro, con il 30% degli intervistati che si aspetta un miglioramento dell’economia nel prossimo anno. Questa speranza di ripresa è più pronunciata tra i democratici, mentre i repubblicani tendono a mantenere una visione più negativa. L’impatto delle politiche economiche, comprese le iniziative infrastrutturali e ambientali di Biden, potrebbe diventare più evidente nei prossimi mesi, potenzialmente influenzando le percezioni degli elettori. Tuttavia, le opinioni sui risultati economici e l’efficacia delle politiche presidenziali rimangono profondamente divise lungo linee partitiche, con molti americani che continuano a sentirsi pressati dai costi elevati e dalle incertezze sul mercato immobiliare e del lavoro. (Diogenenews 06/03/2024)
Cina: il Congresso Nazionale del Popolo evidenzia le difficoltà in economia di Pechino
Diogenenews 06/03/2024: Martedì 5 marzo l’apertura dell’incontro annuale del Congresso Nazionale del Popolo ha segnato un momento cruciale per la politica cinese, con i vertici del Partito Comunista che hanno esposto i loro piani per affrontare le sfide nazionali. Nonostante le aspettative elevate, le misure proposte per rinvigorire un’economia afflitta da una crisi immobiliare e da una generale mancanza di fiducia dei consumatori sono state percepite come timide, anche se è stata annunciata una previsione di crescita del 5% per l’anno in corso. Queste dichiarazioni sono state presentate da Li Qiang, secondo funzionario dello stato, durante un incontro che ha visto la predominanza di funzionari governativi e sostenitori del partito. Nonostante l’ambizione dichiarata, l’obiettivo di crescita del 5% è stato etichettato come “ambizioso” da molti economisti, considerando le sfide economiche in atto. Le speranze di un intervento sostanziale per stimolare l’economia sono state deluse, poiché il governo ha limitato le sue promesse a misure simili a quelle dell’anno precedente, senza introdurre nuovi stimoli significativi per il settore immobiliare o aumentare il supporto finanziario ai consumatori. Questa cautela ha suscitato delusione tra economisti e investitori, con un impatto negativo anche sui mercati finanziari di Hong Kong. Parallelamente, la Cina ha annunciato un aumento del 7,2% nella spesa militare, continuando il trend di espansione delle sue forze armate. Questo incremento riflette le ambizioni del paese di rafforzare la propria presenza militare in Asia e di affrontare questioni come la disputa sul Mar Cinese Meridionale e la questione di Taiwan. Il discorso di Li al parlamento ha ribadito la posizione ferma della Cina sull’indipendenza di Taiwan, suggerendo che potrebbero essere prese in considerazione ulteriori azioni militari dopo l’insediamento del nuovo presidente eletto di Taiwan a maggio. In un contesto di maggiore riservatezza, il governo cinese ha anche cancellato la consueta conferenza stampa post-legislativa, limitando le opportunità di interazione tra i giornalisti e i funzionari di alto livello. Questa decisione ha segnato un ulteriore passo indietro in termini di trasparenza, nonostante la concessione di visti a giornalisti internazionali per la copertura dell’evento. (Diogenenews 06/03/2024)
Attacco informatico al più importante sistema di pagamento stipendi ai sanitari negli Stati Uniti
Diogenenews 06/03/2024: In Ohio, una rete di assistenza sanitaria immediata rischia di non riuscire a coprire le proprie spese operative, inclusi gli affitti, a causa di una grave crisi di liquidità. In Florida, un istituto di oncologia è in cerca di finanziamenti per acquistare farmaci chemioterapici e prevenire ritardi nei trattamenti dei pazienti. Nel frattempo, in Pennsylvania, un medico generico sta facendo i conti con le proprie risorse finanziarie, attingendo persino ai suoi risparmi personali, per mantenere attivo il suo studio medico nei prossimi mesi. Questi scenari riflettono l’impatto di un attacco informatico su vasta scala che ha colpito Change Healthcare, un’importante piattaforma di fatturazione e pagamento gestita da UnitedHealth Group, rendendo impossibile per numerosi fornitori di assistenza sanitaria ottenere approvazioni assicurative per varie procedure o ricevere compensi per i servizi prestati. In risposta alla crisi, importanti figure politiche, dirigenti ospedalieri e gruppi di pazienti hanno esortato il governo federale a intervenire. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha annunciato iniziative per mitigare la pressione finanziaria sui fornitori, consentendo richieste di pagamenti accelerati da Medicare e incoraggiando gli assicuratori a semplificare le procedure di autorizzazione preventiva. Tuttavia, le misure proposte sono state criticate per essere insufficienti, in particolare alla luce dell’assenza di una tempistica chiara per il ripristino dei servizi di Change Healthcare, un’entità che elabora un terzo dei record sanitari dei pazienti nel paese. L’industria sanitaria ha evidenziato la vulnerabilità delle reti di informazioni sanitarie elettroniche e l’urgenza di soluzioni efficaci per garantire la continuità dell’assistenza ai pazienti. Il riscatto presumibilmente pagato a seguito dell’attacco, e il consolidamento sotto UnitedHealth Group, sollevano questioni riguardo alla concentrazione del potere nel settore sanitario e alla sicurezza dei dati dei pazienti. Fornitori di assistenza medica, dalle farmacie ai grandi ospedali, si trovano a fare i conti con ritardi nei pagamenti e con la necessità di trovare soluzioni alternative per mantenere operative le loro strutture. Le istituzioni colpite stanno esplorando diverse vie per fronteggiare la situazione, dalla ricerca di nuovi canali di fatturazione all’utilizzo di risorse finanziarie personali, in una lotta costante per garantire cure tempestive e adeguate ai loro pazienti. Le autorità federali e gli stakeholder del settore sono chiamati a collaborare per trovare risposte concrete a una crisi che minaccia l’efficienza e la sicurezza dell’intero sistema sanitario statunitense. (Diogenenews 06/03/2024)
Una nuova speranza contro la tossicodipendenza da crack e oppioidi: gli studi sull’ibogaina
Diogenenews 06/03/2024: L’ibogaina, un potente psichedelico derivato dalla radice di un arbusto africano, nonostante i suoi noti rischi cardiaci, ha dimostrato risultati promettenti nel trattamento della dipendenza da oppioidi e crack. Alcuni studi hanno evidenziato come, in contesti terapeutici, fino a due terzi dei pazienti trattati abbiano superato la dipendenza, spesso dopo una sola sessione. Questa sostanza offre due benefici principali: allevia i sintomi dell’astinenza e promuove un forte desiderio di sobrietà. Tuttavia, l’uso di ibogaina è ancora ostacolato dalla sua illegalità come sostanza, costringendo i pazienti a cercare trattamenti in cliniche più tolleranti, spesso con supervisione medica limitata. La situazione sta suscitando un rinnovato interesse tra i ricercatori e alcune iniziative statali, come in Kentucky e Ohio, stanno considerando l’investimento in studi clinici sull’ibogaina. La ricerca è anche sostenuta da società farmaceutiche e alcuni legislatori, che vedono il potenziale dell’ibogaina nel trattare non solo la dipendenza ma anche altri problemi di salute mentale. I ricercatori riconoscono i limiti degli studi attuali sull’ibogaina, soprattutto per la mancanza di sperimentazioni cliniche randomizzate dovute alla classificazione dell’ibogaina. Nonostante ciò, gli studi preliminari suggeriscono che l’ibogaina possa indurre la neuroplasticità e stimolare la crescita di nuovi neuroni, offrendo una speranza per il trattamento di disturbi altrimenti resistenti alle terapie convenzionali. Alcuni esperti, tuttavia, rimangono scettici riguardo alla fattibilità dell’ibogaina come trattamento ampiamente disponibile a causa dei suoi rischi cardiaci e del costo elevato di somministrazione in contesti controllati. Nonostante queste preoccupazioni, il crescente interesse per i trattamenti psichedelici e il potenziale dell’ibogaina per interrompere le dipendenze incoraggiano la ricerca di soluzioni innovative e più efficaci per affrontare la crisi degli oppioidi e oltre. (Diogenenews 06/03/2024)
In Afghanistan 39 persone morte per assideramento e comunicazioni bloccate nel Paese
Diogenenews 06/03/2024: L’Afghanistan è stato colpito da pessime condizioni meteorologiche, tra cui forti piogge e abbondanti nevicate, che hanno causato la morte di almeno 39 persone e il ferimento di oltre 30 individui in diverse province del paese, secondo quanto riportato dall’agenzia Khaama Press. Inoltre, le avverse condizioni climatiche hanno portato al blocco di numerose strade e al decesso di migliaia di capi di bestiame. Janan Sayeq, rappresentante del Ministero per la Gestione dei Disastri, ha comunicato che, a seguito delle recenti precipitazioni nevose, circa 637 abitazioni sono state distrutte o danneggiate, e si è registrata la perdita di circa 14.000 capi di bestiame. Questa situazione ha sottolineato l’importanza di una gestione delle emergenze e di una pianificazione adeguata per prevenire danni significativi a persone e proprietà. Dopo quattro giorni di interruzione causata da nevicate e tempeste di neve, la Salang Highway è stata nuovamente aperta al traffico automobilistico, segnando un passo importante verso il recupero dalla crisi. La gravità dell’impatto delle nevicate sulla popolazione e sul bestiame evidenzia la necessità di migliorare la resilienza delle infrastrutture e i meccanismi di risposta ai disastri per mitigare efficacemente i rischi associati a futuri eventi climatici estremi. Informazioni raccolte dalle province di Balkh e Faryab da TOLOnews indicano che le nevicate recenti hanno avuto un effetto devastante, con la morte di quasi 10.000 animali. La situazione ha suscitato preoccupazione e ansia tra la popolazione locale, con molti residenti che lamentano le perdite subite dal loro bestiame, le strade bloccate e la limitata mobilità. In particolare, Abdul Qadir, un abitante di Sar-e-Pul, ha espresso la preoccupazione diffusa per le perdite di bestiame e per le difficoltà di spostamento causate dalle nevicate. Amanullah, un altro cittadino, ha sottolineato la necessità di ricevere assistenza governativa immediata per coloro che sono stati colpiti dai blocchi stradali e dalle condizioni avverse per il bestiame. Come misura di risposta, il governo afghano ha istituito un comitato interministeriale incaricato di affrontare i danni causati dall’emergenza climatica, con un focus particolare sui proprietari di bestiame colpiti. Sono stati allocati cinquanta milioni di afghani per supportare i proprietari di bestiame nelle province più colpite, tra cui Balkh, Jawzjan, Badghis, Faryab e Herat, dimostrando l’impegno delle autorità nel fornire assistenza e sostegno alle comunità vulnerabili. (Diogenenews 06/03/2024)
La crisi delle estrazioni petrolifere in Africa e la mancanza d’investimenti
Diogenenews 06/03/2024: Secondo i dati resi noti dall’OPEC la produzione di petrolio in Africa stenta a superare i 6,40 milioni di barili al giorno, una cifra che pone il continente in una posizione marginale nel panorama globale dell’estrazione petrolifera. Con una quota di soli il 6,26% della produzione mondiale, che ammonta a 102,20 milioni di barili al giorno, l’Africa mostra i limiti di un settore caratterizzato da giacimenti in declino e investimenti insufficienti per lo sviluppo di nuove risorse. Solo dieci nazioni africane contribuiscono alla produzione petrolifera del continente, con Nigeria, Libia, Angola e Algeria in testa, che insieme rappresentano oltre il 70% dell’intera produzione africana. La Nigeria si conferma il maggiore produttore africano con un incremento significativo della sua produzione, grazie anche alle misure contro il furto di petrolio. La Libia, nonostante le turbolenze politiche, segue con una produzione notevole, mentre l’Angola, principale esportatore verso la Cina, ha deciso di uscire dall’OPEC per aumentare liberamente la propria produzione. L’Algeria, invece, registra un calo dovuto all’invecchiamento dei suoi giacimenti e alla carenza di nuovi investimenti. Gli altri contributi alla produzione di petrolio africano provengono da paesi come Egitto, Congo, Gabon, Ghana, Sud Sudan e Ciad. (Diogenenews 06/03/2024)
Il Botswana incentiva la partecipazione popolare alla catena dell’economia da turismo
Diogenenews 06/03/2024: Nel cuore della regione meridionale dell’Africa, il Botswana emerge come una nazione caratterizzata da una straordinaria bellezza naturale e una ricca biodiversità. Questo paese ospita luoghi di straordinario interesse come il delta dell’Okavango e le selvagge terre dei Linyanti, facendo del turismo una componente vitale dell’economia nazionale. Oltre all’attrazione turistica, vi è una crescente attenzione verso l’empowerment delle comunità locali e il coinvolgimento attivo dei cittadini nel settore. Okavango Wilderness Safaris (OWS), pioniera nel turismo e nella conservazione in Botswana, cerca di promuovere una visione di turismo inclusivo e sostenibile, concentrandosi sull’ampliamento della catena del valore locale. Questo impegno si traduce in una maggiore integrazione dei fornitori e delle piccole imprese locali nel tessuto economico del turismo, contribuendo a generare benefici economici diffusi e a rafforzare le comunità. OWS punta a fare del settore turistico del Botswana un esempio di successo non solo per la qualità delle esperienze offerte ai visitatori, ma anche per l’effettiva partecipazione e vantaggio economico delle popolazioni locali. L’obiettivo è di creare una rete di supporto locale robusta che favorisca un’ampia diffusione dei benefici socio-economici derivanti dal turismo. Il modello aziendale è basato sulla priorità all’acquisto di beni e servizi dai produttori locali, contribuendo a sostenere l’economia locale e a promuovere un senso di orgoglio e appartenenza comunitaria. Questo processo coinvolge un’ampia gamma di prodotti, dall’alimentazione all’artigianato, destinati sia all’uso interno nei lodge e nei campi turistici sia alla vendita nei negozi di souvenir. Con l’avvicinarsi della prima Expo dei fornitori locali, prevista per il 13 marzo 2024 a Maun, OWS invita le imprese locali a partecipare per mostrare i propri prodotti e servizi, al fine di soddisfare gli standard richiesti e integrarsi nell’elenco dei fornitori dell’azienda. Questo approccio all’industria turistica non solo mira a rafforzare l’economia locale, ma anche a costruire un modello di turismo responsabile e sostenibile che valorizzi le comunità locali, il patrimonio culturale e l’ambiente. (Diogenenews 06/03/2024)

