ADB finanzia il Bangladesh: 600 milioni per riforme e sviluppo
DN-ECO-130125 – La Banca Asiatica di Sviluppo (ADB), con sede nelle Filippine, ha annunciato l’approvazione di un prestito da 600 milioni di dollari al governo del Bangladesh, finalizzato a supportare importanti riforme economiche e istituzionali. Questo finanziamento mira a sostenere il Paese nel migliorare la raccolta delle risorse interne, ottimizzare l’efficienza degli investimenti pubblici, sviluppare il settore privato, riformare le imprese statali e promuovere una maggiore trasparenza e una governance efficace. Secondo Aminur Rahman, economista capo regionale dell’ADB, “Il prestito basato sulle politiche (PBL) è una risposta rapida alle necessità di sviluppo del Bangladesh, emerse dopo la recente transizione politica”. Rahman ha aggiunto che il programma è stato elaborato in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e altri partner internazionali per lo sviluppo. L’ADB ha inoltre sottolineato che il Bangladesh si trova ad affrontare serie difficoltà nella mobilitazione delle entrate, con il rapporto più basso al mondo tra entrate fiscali e prodotto interno lordo (PIL). Questo prestito, secondo la dichiarazione dell’11 gennaio, sarà essenziale per implementare riforme politiche cruciali. Il progetto mira anche a introdurre trasformazioni politiche e istituzionali che favoriscano una riforma globale del settore logistico, riducendo i costi commerciali e incoraggiando la diversificazione delle esportazioni del Paese. (Diogene Notizie)
L’India guida la domanda di acciaio nel mondo, ma pesa l’aumento delle importazioni
DN-ECO-130125 – Secondo il rapporto di Market Intelligence and Analytics di CRISIL, l’India guiderà la crescita globale della domanda di acciaio nel 2025, con un incremento stimato dell’8-9%, trainato da progetti edilizi e infrastrutturali ad alta intensità di acciaio, oltre a una maggiore richiesta da settori come ingegneria e imballaggi. Nonostante la forte domanda, l’offerta interna rimane un punto critico. Nel 2024, la produzione ha registrato una crescita debole, complicata da un aumento del 24,5% nelle importazioni di acciaio finito e un calo delle esportazioni del 6,4%, che ha portato a una maggiore disponibilità sul mercato interno. Le importazioni dalla Cina, Giappone e Vietnam sono aumentate in modo significativo, esercitando una pressione sui prezzi locali, con il calo del 9% per l’acciaio laminato a caldo (HRC) e del 7% per il laminato a freddo (CRC). Il rapporto evidenzia che il costo ridotto del carbone da coke nel 2024 ha parzialmente compensato la pressione sui margini degli stabilimenti indiani. Tuttavia, l’introduzione di un dazio di salvaguardia potrebbe far risalire i prezzi dell’acciaio nel 2025, specialmente nella prima metà dell’anno. (Diogene Notizie)
Emirati Arabi Uniti: finanziamenti record per la crescita e l’innovazione
DN-ECO-130125 – Il settore industriale degli Emirati Arabi Uniti (EAU) ha registrato un significativo aumento dei finanziamenti, grazie al sostegno congiunto di governo e enti privati, in linea con gli obiettivi dell’iniziativa “Operation 300 Billion”. Secondo la Banca Centrale degli EAU, nei primi nove mesi del 2024, i prestiti al settore manifatturiero hanno superato i 94,85 miliardi di AED (Dirham), circa 23,71 miliardi di euro, segnando una crescita del 6,2% rispetto al 2023. Istituzioni come l’Emirates Development Bank, il Khalifa Fund e il Mohammed Bin Rashid Establishment hanno promosso soluzioni innovative per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese, rafforzando la competitività del settore industriale. Questo supporto è strategico per la diversificazione economica e il passaggio verso tecnologie avanzate, contribuendo all’11% del PIL nazionale nel 2023. Il settore bancario, sotto la guida della CBUAE, continua a investire nell’industria, supportando la transizione verso la sostenibilità e la quarta rivoluzione industriale, in linea con la strategia di sviluppo industriale degli Emirati. (Diogene Notizie)
In Angola segnalati 12 decessi per colera e 119 casi attualmente in cura
DN-EST-130125 – Il Ministero della Salute dell’Angola (MINSA) ha segnalato 119 casi di colera, inclusi 12 decessi, al 7 gennaio 2025. Tra questi, 14 casi sono stati confermati tramite test di laboratorio, mentre 12 campioni sono ancora in analisi. L’epidemia, dichiarata ufficialmente dopo il primo caso confermato il 7 gennaio, ha colpito in particolare il comune di Cacuaco, nella provincia di Luanda, che ospita oltre 1,2 milioni di persone e registra la maggior parte dei casi e dei decessi. Per affrontare l’epidemia, il MINSA ha attivato il piano nazionale di risposta, rafforzando la sorveglianza epidemiologica, distribuendo forniture mediche e adottando misure sanitarie come la disinfezione delle aree colpite e il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile. Tuttavia, la gestione è complicata dalle scarse condizioni igieniche e dalla mancanza di sistemi idrici nelle zone più vulnerabili. Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 24 nuovi casi, di cui 20 a Cacuaco. Dei casi totali, il 53% riguarda donne e il 47% uomini. I sintomi dell’epidemia sono stati osservati per la prima volta il 31 dicembre 2024. (Diogene Notizie)
Pakistan: i sospetti di contrabbando di uranio verso l’Iran e il rapimento di 16 ingegneri
DN-EST-130125 – L’attivista per i diritti umani Amjad Ayub Mirza ha denunciato il presunto rapimento di 16 ingegneri nucleari da un sito di estrazione di uranio a Lakki Marwat, nel Dera Ismail Khan, Pakistan. Mirza ha espresso dubbi sul coinvolgimento del Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), sostenendo che l’incidente potrebbe essere orchestrato internamente, con la possibile complicità dell’esercito pakistano. Secondo Mirza, il furto di uranio potrebbe mascherare un contrabbando verso l’Iran facilitato da sezioni dell’esercito. Ha evidenziato anomalie, come l’assenza di resistenza da parte delle forze di sicurezza e la mancata reazione immediata, definendo la situazione altamente sospetta. Mirza ha inoltre accusato l’esercito pakistano di traffico illecito di tecnologia nucleare, chiedendo un’indagine indipendente da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Ha sollecitato gli Stati Uniti a portare la questione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, citando i rischi per il regime globale di non proliferazione nucleare. L’incidente ha sollevato seri interrogativi sulla sicurezza delle risorse nucleari del Pakistan e sulla gestione dei materiali sensibili, alimentando timori di un’escalation e richiedendo un intervento rapido delle autorità internazionali. (Diogene Notizie)
Ciad: la Francia restituisce la base di Abeché e prepara il ritiro totale
DN-EST-130125 – La Francia ha restituito al Ciad il controllo del campo militare di Abeché, segnando la fine di una lunga presenza nella regione. Durante la cerimonia, il colonnello Boris Pomirol ha sottolineato l’amicizia duratura tra i due Paesi, pur confermando il rafforzamento delle capacità ciadiane per affrontare autonomamente le sfide di sicurezza. Il ministro della Difesa del Ciad, Issaka Maroua Djamous, ha ribadito che il ritiro totale delle truppe francesi avverrà entro il 31 gennaio 2025, una scadenza definita non negoziabile. Abeché, nota per le proteste contro la base francese, ha spesso vissuto tensioni, con manifestazioni talvolta represse dalle autorità locali. Poco prima della partenza, colonne di mezzi francesi sono state avvistate in viaggio verso N’Djamena, da cui le attrezzature saranno trasportate in Francia tramite il Camerun. (Diogene Notizie)
British Petroleum completa due nuovi pozzi di gas nel Mediterraneo egiziano
DN-ECO-130125 – Il Ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie egiziano ha annunciato il completamento della perforazione di due nuovi pozzi nel giacimento di gas Raven, situato al largo delle coste del Mediterraneo e gestito da British Petroleum (BP). Le operazioni sono state effettuate dalla nave di perforazione Valaris DS-12 e rientrano nella terza fase del progetto West Nile Delta (WND), un’iniziativa chiave per lo sviluppo del gas naturale nelle acque profonde al largo di Alessandria. Il progetto WND si sviluppa in tre fasi: la prima ha previsto la perforazione di nove pozzi produttivi, mentre la seconda ha aggiunto altri otto pozzi. La produzione dai nuovi pozzi è prevista per febbraio 2025. Dopo il completamento delle attività a Raven, la nave di perforazione si è spostata nell’area di King, sempre nel Mediterraneo, per ulteriori esplorazioni. BP, che produce circa il 60% del gas egiziano attraverso joint venture nel Delta del Nilo orientale e nello sviluppo di WND, è uno dei principali investitori stranieri in Egitto. In oltre 60 anni, l’azienda ha investito oltre 35 miliardi di dollari nel Paese e, nel 2023, ha annunciato un piano per investire ulteriori 3,5 miliardi di dollari nel settore del gas entro tre anni. Parallelamente, il governo egiziano ha pianificato di scavare 35 nuovi pozzi di gas naturale nel Mediterraneo e nel Delta del Nilo entro il 2025, con un investimento di 1,8 miliardi di dollari. Inoltre, BP e la Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC) hanno stretto una partnership nel 2022 per sviluppare ulteriormente le risorse di gas in Egitto. (Diogene Notizie)
Consumi in calo e rincari: in Italia famiglie e imprese sotto pressione
DN-ITA-130125 – A novembre 2024, secondo l’Istat, le vendite al dettaglio in Italia sono calate rispetto a ottobre 2024 (-0,4% in valore, -0,6% in volume), evidenziando consumi in difficoltà nonostante una crescita marginale nel trimestre precedente. La spesa per alimentari è aumentata in valore (+2,8%) ma con quantità ridotte (-0,2%), segno di un’inflazione che continua a pesare sulle famiglie. Solo la grande distribuzione regge (+3,8%), mentre piccoli negozi e commercio elettronico sono in calo. I rincari energetici e il caro trasporti aggravano la situazione, con Coldiretti e Confcommercio che lanciano l’allarme su costi eccessivi per imprese e famiglie. La crisi industriale si aggiunge al quadro: a novembre l’indice di crescita economica RTT è sceso del 3,4%, alimentando le preoccupazioni sul futuro economico. (Diogene Notizie)
Lavoro domestico: un pilastro da 15,8 miliardi di euro per l’Italia
DN-ITA-130125 – Giovedì 16 gennaio 2025, alle ore 9.00, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, si terrà la presentazione del 6° Rapporto Annuale sul Lavoro Domestico 2024. Il documento offre una fotografia dettagliata di un settore sempre più cruciale per affrontare le esigenze della popolazione italiana, caratterizzata da un progressivo invecchiamento e da una crescente domanda di assistenza alla persona. Secondo i dati del Rapporto, il settore coinvolge 834 mila lavoratrici e lavoratori regolarmente assunti dalle famiglie e 918 mila famiglie datrici di lavoro censite dall’INPS. La forza lavoro è composta in larga parte da donne (88,6%) e da cittadini immigrati (68,9%), sebbene negli ultimi anni sia cresciuta la componente italiana. Il lavoro domestico, nel suo complesso, contribuisce a generare quasi un punto di PIL, pari a 15,8 miliardi di euro, ma la distribuzione sul territorio nazionale rimane disomogenea. Una delle novità di questa edizione del Rapporto è l’analisi dell’impatto economico dei 14 miliardi di euro spesi dalle famiglie per il lavoro domestico. Lo studio approfondisce le modalità con cui queste risorse vengono rimesse in circolo sul mercato, stimolando la produzione e creando valore economico. Il Rapporto dedica inoltre ampio spazio alle analisi regionali, fornendo un quadro specifico delle diverse realtà italiane, utile per le famiglie e per le amministrazioni locali che intendono migliorare le proprie politiche di sostegno. Nel contesto socioeconomico attuale, il lavoro domestico si conferma un pilastro fondamentale per il benessere delle famiglie e per il sistema produttivo, rappresentando uno strumento indispensabile per affrontare le sfide demografiche e per supportare le politiche familiari su scala nazionale e locale. (Diogene Notizie)
Repubblica Dominicana: povertà monetaria in calo al 20,8% nel 2024
DN-ECO-130125 – La povertà monetaria nella Repubblica Dominicana è calata del 3,6% nel terzo trimestre del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023, scendendo al 20,8%, secondo quanto riferito dal Ministero di Economia, Pianificazione e Sviluppo. Il rapporto, intitolato Bollettino trimestrale della povertà monetaria nella Repubblica Dominicana, evidenzia una riduzione significativa soprattutto nelle aree urbane, dove il tasso è diminuito di 4 punti percentuali, passando dal 24,1% al 20,1%. Anche nelle zone rurali si è registrata una flessione, seppur più contenuta, con un calo dell’1,16% che ha portato la povertà al 24,7%. I dati mostrano miglioramenti sia tra gli uomini che tra le donne. Per le donne, il tasso di povertà è sceso dal 25,7% al 22,6% (-3,1%), mentre per gli uomini si è ridotto dal 23% al 18,9%. Questo miglioramento generale è stato attribuito principalmente all’aumento del reddito nominale pro capite delle famiglie dominicane nel periodo analizzato. Il concetto di “povertà monetaria” fa riferimento all’incapacità di soddisfare un paniere minimo di consumi essenziali, sia alimentari che non alimentari, che includono bisogni come alloggio, sanità, istruzione, trasporti e abbigliamento.


