Diogene – Agenzia 07/01/2025

India punta all’assicurazione per tutti: il boom del settore vita

DN-EST-070125 – Il settore delle assicurazioni sulla vita in India sta attraversando una fase cruciale e si prepara a una significativa espansione grazie a una combinazione di fattori positivi. Secondo un rapporto della società finanziaria Centrum Broking, l’industria è supportata da solide prospettive macroeconomiche che ne favoriscono lo sviluppo. Centrum evidenzia che questa crescita è trainata dall’aumento della quota di risparmi finanziari rispetto ai risparmi complessivi delle famiglie, dalla crescita del reddito pro capite, dall’ampliamento della popolazione in età lavorativa e dal potenziale di un mercato ancora poco sviluppato. L’India punta a garantire una copertura assicurativa universale entro il 2047, un obiettivo sostenuto dall’IRDAI (Insurance Regulatory and Development Authority), che ha confermato il proprio impegno verso questo traguardo. Il rapporto del 6 gennaio sottolinea come le compagnie private abbiano guadagnato terreno, aumentando la loro quota nell’APE (Annual Premium Equivalent) individuale dal 56% registrato nel 2017-18 al 68% del secondo trimestre del 2024-25. Nonostante questo, la compagnia statale LIC continua a detenere una quota di mercato stabile del 32% negli ultimi trimestri. Al contempo, grandi operatori come SBI Life e HDFC Life hanno consolidato e ampliato la loro presenza nel mercato negli ultimi anni, conferma Centrum. (Diogene Notizie)


Indonesia nei BRICS: un nuovo equilibrio globale in costruzione

DN-ECO-070125 – Stamane l’Indonesia ha celebrato il suo ingresso ufficiale nei BRICS, il gruppo di economie emergenti sempre più visto come un’alternativa al dominio economico occidentale. L’annuncio è stato accolto con entusiasmo sia dal Paese asiatico che dai membri storici del blocco. In una dichiarazione diffusa lunedì, il Ministero degli Esteri brasiliano ha sottolineato che l’Indonesia, la nazione più popolosa del Sud-Est asiatico, condivide l’obiettivo di riformare le istituzioni globali e promuovere una cooperazione più forte tra i Paesi del Sud del mondo. La decisione di ammettere l’Indonesia come membro a pieno titolo era stata approvata durante il vertice del 2023 a Johannesburg. Da parte sua, l’Indonesia ha definito l’adesione un riconoscimento del suo crescente ruolo nelle questioni internazionali e un passo verso una governance globale più equa e inclusiva. La nota ufficiale di Giacarta ha ribadito l’impegno del Paese nel rafforzare la cooperazione multilaterale e ha ringraziato la Russia, presidente dei BRICS per il 2024, per il supporto ricevuto, insieme al Brasile. I BRICS, fondati nel 2009 da Brasile, Russia, India e Cina, hanno accolto il Sudafrica l’anno successivo. Negli ultimi anni, il blocco ha continuato ad espandersi, includendo Iran, Egitto, Etiopia ed Emirati Arabi Uniti come membri effettivi. Per l’Indonesia, entrare a far parte dei BRICS rappresenta una mossa strategica per ampliare la cooperazione con altre economie emergenti, basandosi su principi di rispetto reciproco, uguaglianza e sviluppo sostenibile. Il Brasile, che assumerà la presidenza del blocco nel 2025, intende sfruttare questa occasione per rafforzare la collaborazione tra i Paesi del Sud globale e spingere per riforme delle istituzioni multilaterali. Un punto centrale dell’agenda dei BRICS è stato il rafforzamento delle valute locali e l’incremento delle transazioni commerciali non in dollari, come discusso nell’ultimo vertice a Kazan, in Russia, nel novembre 2024. Questo obiettivo ha scatenato critiche da parte del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha minacciato di imporre “dazi del 100 percento” ai membri del gruppo se questi continueranno a indebolire il ruolo del dollaro americano. Il prossimo vertice dei BRICS è previsto a Rio de Janeiro nel luglio 2025, dove i leader discuteranno ulteriori strategie per consolidare il peso del blocco nello scenario economico globale. (Diogene Notizie)


Ekpar Asat e la repressione uigura: un grido per la libertà

DN-CULT-070125 – Nel giorno del compleanno di Ekpar Asat, fondatore del sito in lingua uigura Baghdax, la sorella Rayhan E Asat, avvocato per i diritti umani, ha rinnovato il suo appello per la liberazione di Ekpar, evidenziando le gravi ingiustizie che continua a subire nei campi di detenzione cinesi. Ekpar Asat, detenuto dal 2016, è diventato un simbolo della repressione del governo cinese contro la minoranza musulmana uigura nella regione dello Xinjiang, un caso che ha attirato una forte condanna a livello internazionale. In un messaggio pubblicato su X, Rayhan ha richiamato l’attenzione sulla drammatica situazione del fratello, sottolineando che, nonostante una sentenza delle Nazioni Unite abbia definito arbitraria la sua detenzione, egli rimane ancora imprigionato. “Ogni giorno, Ekpar vive aggrappandosi alla speranza di ottenere giustizia. Quest’anno voglio manifestare per la sua libertà”, ha scritto, esortando la comunità globale a unirsi nella sua battaglia. La Commissione statunitense sulla libertà religiosa internazionale ha ricordato che Ekpar è stato arrestato dopo il suo ritorno in Cina, successivamente alla partecipazione a un programma di leadership negli Stati Uniti. Le accuse di “incitamento all’odio etnico” mosse contro di lui restano avvolte nell’ombra, con pochi dettagli emersi sul processo che ha portato alla sua condanna. Rushan Abbas, presidente del Congresso mondiale uiguro, ha sottolineato come il caso di Ekpar rifletta le sofferenze di milioni di altri uiguri detenuti arbitrariamente. La vicenda di Ekpar Asat rappresenta solo un esempio delle sistematiche violazioni dei diritti umani nella regione dello Xinjiang, dove le autorità cinesi sono accusate di detenzioni arbitrarie, lavoro forzato e indottrinamento nei cosiddetti campi di “rieducazione”. (Diogene Notizie)


Emirati Arabi Uniti prorogano il debito: sostegno al rilancio del Pakistan

DN-ECO-070125 – Il primo ministro Shehbaz Sharif ha annunciato che gli Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno deciso di prorogare il rimborso di un debito di 2 miliardi di dollari, inizialmente previsto per gennaio 2025. Durante una riunione del governo federale, il premier ha riferito del suo incontro “positivo e costruttivo” con il presidente degli Emirati, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, a Rahim Yar Khan. I colloqui hanno riguardato il rafforzamento della cooperazione bilaterale e l’accelerazione dei progetti di investimento. Shehbaz Sharif ha sottolineato l’impegno degli EAU nel sostenere il Pakistan e ha ribadito la necessità di lavorare per il rilancio economico del Paese. Ha dichiarato che, grazie agli sforzi collettivi, l’economia sta iniziando a stabilizzarsi e ha esortato il governo a perseverare nel suo impegno per trasformare il Pakistan in una nazione prospera. Il primo ministro ha anche evidenziato l’urgenza di ridurre il costo dell’elettricità per favorire le esportazioni e stimolare il commercio. Ha riferito di un incontro, tenutosi la scorsa settimana, dedicato a questo tema in collaborazione con i governi provinciali, e ha annunciato una riunione più ampia nei giorni a venire per finalizzare le misure necessarie. Inoltre, ha evidenziato il recente aumento delle esportazioni tessili e la necessità di promuovere prodotti non tradizionali per sostenere una crescita economica basata sull’export. Infine, il primo ministro ha affrontato il tema del traffico di esseri umani, sottolineando che il governo sta lavorando con determinazione per contrastare questa piaga che ha causato la morte di molti cittadini pakistani e danneggiato l’immagine del Paese. Ha assicurato che sono in corso riunioni regolari con il Ministero dell’Interno e le autorità competenti per risolvere definitivamente il problema. (Diogene Notizie)


Lavoro in Italia: disoccupazione ai minimi storici, ma crescono gli inattivi

DN-ITA-070125 – A novembre 2024, l’Istat registra un lieve calo degli occupati (-13mila) e dei disoccupati (-24mila), mentre aumenta il numero di inattivi (+23mila). Gli occupati si attestano a 24,065 milioni, con un tasso stabile al 62,4%. La disoccupazione scende al 5,7%, il livello più basso mai registrato, ma quella giovanile cresce al 19,2% (+1,4 punti). Il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,1 punti). Il calo mensile dell’occupazione (-0,1%) riguarda uomini, giovani (15-34 anni) e dipendenti a termine, mentre cresce per donne, over 35 e dipendenti permanenti (+500mila su base annua). Rispetto a novembre 2023, l’occupazione è in aumento complessivamente di 328mila unità, trainata da dipendenti stabili e autonomi. A livello europeo, il tasso di disoccupazione a novembre è al 6,3% nella zona euro e al 5,9% nell’Ue, con l’Italia al di sotto della media (5,7%). I livelli più alti si registrano in Spagna (11,2%) e Grecia (9,6%), mentre ai minimi figurano Repubblica Ceca (2,8%) e Germania (3,4%). (Diogene Notizie)


Povertà educativa: Fondi tagliati dal governo, Marco Rossi Doria chiede interventi strutturali

DN-ITA-070125 – Sulla questione della povertà educativa in Italia interviene oggi Marco Rossi Doria, presidente dell’impresa sociale Con i Bambini, con un’intervista rilasciata ad Avvenire. Rossi Doria ha espresso la necessità di maggiore chiarezza sul futuro del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, preoccupato non tanto per i progetti attualmente in corso, ma per quelli che saranno necessari nei prossimi anni. «L’emergenza che abbiamo davanti è strutturale e per questo servono risposte strutturali», ha sottolineato, evidenziando che, nonostante gli 800 milioni di euro stanziati negli ultimi otto anni per progetti contro la dispersione scolastica e a sostegno dei minori, 550 milioni sono già stati impegnati e rimangono risorse limitate per il futuro. Rossi Doria ha criticato il mancato rifinanziamento del Fondo nella recente legge di bilancio, lamentando l’assenza di un’interlocuzione diretta con il governo nonostante le rassicurazioni ricevute in passato da Acri e dalle Fondazioni. Ha quindi auspicato che il ripristino delle risorse avvenga al più presto, chiedendo garanzie di continuità per affrontare un problema che in Italia coinvolge 1,3 milioni di bambini in povertà assoluta, cifra che sale a 2-3 milioni considerando la povertà relativa. Per Rossi Doria, il contrasto alla povertà educativa richiede un impegno congiunto di risorse pubbliche e private. Sulla dispersione scolastica, Rossi Doria sottolinea che il problema non si limita ai numeri assoluti di chi abbandona gli studi, ma riguarda anche la frequenza irregolare già in tenera età, che compromette i risultati educativi. «In Italia, più sei povero, meno impari», ha aggiunto, citando i dati Invalsi e Ocse-Pisa come campanello d’allarme. (Diogene Notizie).


Scontro Senegal-Francia: Sonko respinge le accuse di Macron sulla presenza militare

DN-EST-070125 – Il primo ministro senegalese, Ousmane Sonko, ha respinto con fermezza le dichiarazioni di Emmanuel Macron sulla presenza militare francese in Africa, definendole “totalmente errate”. Macron, durante la conferenza degli ambasciatori, aveva criticato l’“ingratitudine” di alcuni leader africani, sostenendo che il ritiro delle truppe francesi dal Senegal fosse frutto di un dialogo tra Parigi e Dakar. Sonko ha negato categoricamente questa versione, ribadendo che la decisione di porre fine alla presenza militare straniera sul suolo senegalese entro il 2025 è stata presa in piena autonomia, come atto di sovranità nazionale. In un post sui social, Sonko ha accusato la Francia di non avere né la capacità né la legittimità di garantire la sicurezza e la sovranità africane. Ha inoltre attribuito alla politica francese in Africa, come l’intervento in Libia, un ruolo destabilizzante per la regione del Sahel. L’atteggiamento di rottura verso Parigi riflette il cambiamento politico in Senegal, dove la nuova leadership insediata nel 2024 ha promesso di trattare la Francia alla pari degli altri partner stranieri. Sonko ha anche evocato il massacro dei fucilieri senegalesi da parte delle forze coloniali francesi nel 1944, sottolineando il sacrificio dei soldati africani durante la Seconda guerra mondiale. Ha pubblicato una foto di quei soldati come monito per Macron, ricordando che la Francia deve la propria libertà anche al contributo, spesso forzato, degli africani. Le parole di Macron hanno scatenato critiche non solo dal Senegal ma anche da altri Paesi africani. Il ministro degli Esteri del Ciad ha denunciato l’“atteggiamento sprezzante” del presidente francese, contribuendo a rafforzare il sentimento di insofferenza verso l’ex potenza coloniale in diverse nazioni del continente. (Diogene Notizie)


ArcelorMittal chiude impianti in Sudafrica: a rischio 3.500 posti di lavoro

DN-ECO-070125 – L’economia sudafricana subisce un duro colpo con la decisione di ArcelorMittal South Africa di chiudere il suo impianto per la produzione di acciaio lungo, mettendo a rischio circa 3.500 posti di lavoro. La scelta è stata determinata da fattori come la debole crescita economica, i crescenti costi energetici e logistici e l’ingente afflusso di acciaio a basso costo, soprattutto dalla Cina. Questi elementi, insieme a insufficienti misure politiche, hanno reso l’attività insostenibile, spiega l’azienda. La chiusura interesserà gli stabilimenti di Newcastle e Vereeniging, oltre all’unità ferroviaria e delle strutture di Amras. ArcelorMittal ha comunicato che la produzione di acciaio dovrebbe terminare entro la fine del mese, con conseguenze significative per l’occupazione, soprattutto nella regione di Newcastle. La domanda ridotta ha già portato a una progressiva riduzione della produzione di coke a Newcastle. La decisione, inizialmente annunciata lo scorso febbraio, era stata posticipata per consentire consultazioni con il governo. Tuttavia, il deterioramento dei mercati globali e locali dell’acciaio, combinato con l’aumento dei costi e la concorrenza delle importazioni cinesi a basso costo, ha aggravato le difficoltà dell’azienda. ArcelorMittal South Africa definisce questa fase come “la sfida più grave” dall’ultima grande crisi finanziaria del 2008. L’azienda prevede inoltre di chiudere l’anno con una perdita significativa. Il deficit per azione dovrebbe aumentare tra 4,06 e 4,41 rand, rispetto agli 1,70 rand registrati l’anno precedente, segnalando un ulteriore peggioramento della situazione finanziaria. (Diogene Notizie)


Catalogna: aumento del reddito minimo garantito, 235.000 cittadini coinvolti

DN-EST-070125 – Dal 1° gennaio 2025, oltre 200.000 catalani hanno ricevuto un aumento del 3% dell’Indicatore di Sufficienza del Reddito della Catalogna (IRSC), che salirà a 778,49 euro al mese per una persona sola. Questo indicatore determina l’accesso a diverse prestazioni sociali, come il Reddito di Cittadinanza Garantito (RGC) e altri aiuti esclusivi della Catalogna. Per fare un confronto, in Francia continentale e in Occitania, l’equivalente dell’IRSC è rappresentato dalla soglia di povertà, fissata a 1.216 euro al mese per una persona sola. In Catalogna, l’IRSC riguarda 235.000 persone, mentre in Occitania circa 500.000 vivono in condizioni economiche prossime alla soglia di povertà. (Diogene Notizie)


Germania: nel 2025 previsto boom di fallimenti aziendali e crisi settoriali

DN-ECO-070125 – La debolezza dell’economia tedesca sta innescando un forte aumento dei fallimenti aziendali, con il 2025 che potrebbe segnare livelli simili a quelli della crisi finanziaria del 2008-2009. Secondo gli esperti, le insolvenze potrebbero crescere fino al 30%, colpendo particolarmente i settori automobilistico, dell’ingegneria meccanica, edilizio e sanitario. Nel 2024, 364 aziende con fatturati superiori a 10 milioni di euro hanno dichiarato fallimento, un aumento rispetto agli anni precedenti, evidenziando problemi strutturali come i costi energetici elevati, la burocrazia e la perdita di competitività. Il settore automobilistico, in transizione verso l’elettrico, è tra i più colpiti, con margini ridotti e un eccesso di capacità produttiva. L’ingegneria meccanica e l’edilizia soffrono per il calo degli ordini, mentre la crisi immobiliare mette sotto pressione anche artigiani e industrie connesse. Nel 2024, i fallimenti nel settore immobiliare sono aumentati del 186%. Anche la sanità non è immune, con ospedali e strutture assistenziali in difficoltà a causa di costi crescenti e carenza di personale. Il numero di insolvenze, previsto in aumento nel 2025, riflette un mercato in crisi che richiede un cambio di paradigma. Gli esperti sostengono che solo una maggiore innovazione e il ritorno alle virtù industriali della Germania potrebbero arginare la deindustrializzazione in atto. Tuttavia, il contesto politico ed economico instabile, aggravato dalle elezioni federali anticipate e dall’incertezza internazionale, continua a ostacolare il recupero. (Diogene Notizie)