L’Istat ha diffuso i dati relativi al numero e alle caratteristiche delle organizzazioni non profit attive in Italia nel 2022, basandosi sul Registro statistico delle entità private senza fini di lucro. Queste informazioni, aggiornate annualmente attraverso varie fonti amministrative, permettono di tracciare un quadro strutturale del settore, integrato ogni tre anni da un censimento campionario per coglierne i cambiamenti e le peculiarità. Il prossimo censimento campionario, relativo al 2024, verrà effettuato nel 2025.
Situazione stabile per le organizzazioni, ma crescono i dipendenti
Alla fine del 2022, in Italia risultano attive 360.061 organizzazioni non profit, che impiegano complessivamente 919.431 dipendenti. Nonostante il numero delle organizzazioni sia leggermente diminuito rispetto all’anno precedente (-0,2%), il numero dei lavoratori ha continuato a crescere (+2,9%), confermando il trend positivo osservato negli ultimi anni.
La crescita delle organizzazioni è stata più significativa nelle regioni meridionali (+2%) e nelle isole (+1,1%), mentre si è registrato un calo nel Nord-est (-1,2%), Nord-ovest (-1%) e al Centro (-0,3%). Le regioni con la maggiore crescita sono la Campania (+3,7%), la Calabria (+3,3%) e la Sicilia (+2,3%), mentre il calo più marcato si è avuto nella provincia autonoma di Bolzano (-7,2%), in Molise (-6,1%) e in Basilicata (-3,4%).
Nonostante la crescita più rapida al Sud, la maggior parte delle organizzazioni non profit continua a concentrarsi nel Nord Italia, che ne ospita circa la metà, mentre solo il 18,5% si trova al Sud e il 9,5% nelle Isole.
Il personale cresce soprattutto nelle organizzazioni più grandi
Nel 2022, l’85,2% delle organizzazioni non profit non ha dipendenti, mentre solo il 3,9% impiega più di 10 persone. Tuttavia, queste ultime assorbono l’87% del personale complessivo e sono quelle che hanno visto la maggiore crescita nel numero di lavoratori (+3,2%).

A livello geografico, l’aumento più rilevante del personale si è verificato al Sud (+6,9%) e nelle Isole (+4,2%), con picchi in regioni come la Basilicata (+14%) e la Campania (+12%), principalmente dovuti all’espansione delle cooperative sociali. In controtendenza, il Molise ha visto una diminuzione del personale (-8,2%).
Diversificazione delle forme giuridiche
Tra il 2021 e il 2022, il calo delle organizzazioni non profit ha riguardato principalmente le cooperative sociali (-1,6%) e altre forme giuridiche (-2%), mentre le associazioni sono rimaste stabili (+0,1%) e le fondazioni hanno mostrato una crescita (+1,7%). Le associazioni rappresentano la maggioranza assoluta delle organizzazioni (85%), seguite da altre forme giuridiche (8,5%), cooperative sociali (4,1%) e fondazioni (2,4%).
Le cooperative sociali impiegano il maggior numero di dipendenti (53,5%), mentre le associazioni contano il 18,6% del personale e le organizzazioni con altre forme giuridiche il 15,6%.
Settori in crescita e in calo
Tra i vari settori, si registrano aumenti significativi nelle attività filantropiche e di volontariato (+7,4%), nelle attività ricreative (+5,2%), nella difesa dei diritti (+1,6%) e nello sport (+0,6%). Al contrario, sono in calo le organizzazioni che operano nel campo della religione (-6,8%) e dell’istruzione e ricerca (-4,2%).
Il settore sportivo resta quello con il maggior numero di organizzazioni (34%), seguito da quello delle attività culturali (15,1%) e da quello dell’assistenza sociale (9,7%). Per quanto riguarda l’occupazione, la maggior parte del personale lavora nei settori dell’assistenza sociale e della protezione civile (49%), istruzione e ricerca (14,5%) e sanità (10,8%).
Distribuzione del 5 per mille
Nel 2022, 69.381 organizzazioni non profit hanno beneficiato del 5 per mille, raccogliendo circa 446,4 milioni di euro, una cifra in calo rispetto all’anno precedente (-6,3%). La maggior parte delle preferenze dei contribuenti è andata a organizzazioni del Nord-ovest (28,7% delle beneficiarie), che però hanno raccolto oltre il 40% delle scelte e il 46,1% degli importi totali. In particolare, i settori che hanno ottenuto il maggior sostegno sono stati l’istruzione e la ricerca (19,5%), la sanità (14,4%) e la cooperazione internazionale (9,8%).
Le Onlus (31,9%) e le organizzazioni di volontariato (26,9%) sono le forme organizzative che hanno ricevuto il maggior numero di scelte, mentre le imprese sociali si sono fermate al 3,5%.



